Domenica , 17 Dicembre 2017
VIGNETTA della SETTIMANA
Esercente l'attività editoriale
Realizzazione ed housing
BLOG
MACROLIBRARSI.IT
RICERCA
SU TUTTO IL SITO
TellusFolio > Diario di bordo
 
Share on Facebook Share on Twitter Share on Linkedin Delicious
Gordiano Lupi. Gianni Minà attacca Yoani Sánchez 
Il regime cubano corre ai ripari e mette in campo la stampa amica. La verità comincia a far paura…
06 Maggio 2009
 

Gianni Minà affronta il fenomeno Yoani Sánchez, rompendo un silenzio che dura da due anni, per definirla con tono sprezzante una blogger di moda. Fino a questo momento si era limitato a ignorarla, ma visto che anche Fidel Castro ha dovuto ammetterne l’esistenza per controbattere i racconti–verità, anche il più fedele sostenitore della dittatura comunista si è sentito in dovere di scendere in campo. (vedi qui , ndr)

Niente di nuovo sotto il sole. Le opinioni di Minà riguardo alle critiche su un regime liberticida sono come le prese di posizione di Emilio Fede nei confronti di Silvio Berlusconi. Veline di partito, statistiche ufficiali, frasi fatte, retorica come se piovesse e una spruzzatina di illazioni maligne per far capire che non c’è niente di sincero, che il fenomeno Yoani Sánchez è costruito da qualcuno che si trova molto in alto.

Forse la giovane blogger comincia a dare fastidio, dopo l’uscita di Cuba libreScrivere e vivere all’Avana edito da Rizzoli. Il libro sta andando bene, è tra i più venduti in Italia nella categoria non fiction di autori stranieri. Gianni Minà critica la scrittrice cubana, ma non scende sul piano dei contenuti letterari e dei racconti di vita quotidiana. Prende come pretesto una lettera di un frequentatore del suo blog (che non ammette commenti, al contrario di Generación Y), afferma che non è vero che il lavoro di Yoani Sanchez, “la bloggera che sfida Castro”, sia scevro da ideologie o interessi politici. Parla di propaganda che le viene fatta nel nostro paese e di un’operazione mediatica orchestrata ad arte. Niente di più assurdo.

Yoani Sánchez gestisce da due anni un blog frequentatissimo nel quale - per la prima volta dai tempi di Heberto Padilla (Minà conosce Fuori dal gioco? Suppongo di no) - si parla di Cuba senza ideologie, raccontando il quotidiano e le difficoltà di sopravvivere in un mondo privo di libertà e di speranze per il futuro. Gianni Minà pare non capirlo e recita a memoria un vecchio copione fatto di frasi fatte, prelevato di peso dalle colonne del Granma o dai notiziari di Cubavision, parla di un continente che chiede la cancellazione dell’embargo, di presidenti presentabili come Lula, Chavez, Evo Morales, Correa… racconta di record cubani nell’educazione, nella sanità, nella protezione sociale, nella cultura, nello sport, di un blocco economico insensato e ingiusto...

Yoani Sánchez è la prima a chiedere la cancellazione dell’embargo, ma sa bene che il blocco economico USA non è il solo problema della sua terra, ma soltanto uno dei problemi. Ben altre sono le cose che vorrebbero i giovani cubani, strani oggetti chiamati libertà di parola, di movimento, di stampa, di espressione del pensiero, persino libertà economica, certo, senza timore di dire una bestemmia. I ragazzi cubani vorrebbero la fine di un assurdo sistema monetario, che vede stipendi pagati in pesos e beni di prima necessità acquistati con una finta moneta (il peso convertibile) parificata al dollaro.

I ragazzi cubani vivono solo privazioni e il primo a saperlo è proprio Minà, solo che non può dirlo. In compenso racconta la favola di una Cuba, pur con tutti i suoi errori, diversa, più libera, dai paesi che invece, negli anni, sono stati prigionieri del neoliberismo e del mercato, come quelli delle villas miserias delle grandi città o come i trenta milioni di bambini randagi del continente.

I cubani sono liberi di fare cosa? Forse di ubbidire, di sfilare in massa il primo maggio, durante una messa in scena grandiosa in piazza della Rivoluzione, di fare la fila per una malanga, di chiedere il permesso di uscita dal paese e di vederselo negare, di fuggire a bordo di una zattera, di sposare uno straniero per guadagnare la libertà…

Gianni Minà afferma che la Sanchez è sconosciuta a Cuba. Certo che è così. Forse Minà non sa che a Cuba manca la libera informazione? Chi dovrebbe parlare di Yoani Sánchez in una realtà dominata da un quotidiano unico nazionale e da una televisione di partito? Gianni Minà crede forse che a Cuba si possa leggere il blog di Yoani Sánchez? Si informi, allora, prima di dire cose avventate e di andare a girare un documentario sulla rivoluzione alloggiando nelle segrete stanze del potere e parlando non con veri cubani, ma con persone addomesticate dal regime. A Cuba, tanto per fare qualche esempio, non sono noti neppure Reinaldo Arenas, Cabrera Infante, Zoé Valdés, Pedro Juan Gutierrez e Abilio Estévez, ma restano grandi scrittori cubani, apprezzati in tutto il mondo libero ma non nella loro patria.

Gianni Minà prosegue con la solita storia dei dissidenti finanziati dalla CIA e in combutta con i terroristi internazionali. Racconta di una presidenza Bush che ha stanziato milioni di dollari per “un cambio rapido e drastico a Cuba” (140 milioni nel 2007, 45, data la crisi economica, nel 2008). Aggiunge che molti di questi soldi venivano rubati dalle presunte organizzazioni per la democrazia a Cuba, ma evidentemente buona parte è servita per “ungere” chi poteva creare malessere nella società cubana… Ci vuol far credere a una vera e propria “strategia della tensione” avvenuta nel 2003 con dirottamenti di aerei e sequestri del ferry boat di Regla… (erano disperati che scappavano, Minà, non terroristi). Parla di uno sforzo palese per controbattere il vento di simpatia, nei riguardi di Cuba, che attualmente spira nel continente latinoamericano e anche nella parte progressista degli Stati Uniti.

Non è possibile permettere simili illazioni senza replicare con forza.

Tra le righe si legge l’accusa che Yoani sarebbe una creatura costruita da qualcuno che manovra nell’ombra contro il regime cubano. Non si permetta tanto, egregio Minà. Traduco il blog di Yoani da quando nessuno la conosceva, credo in lei da sempre, sono tra le persone che ha voluto l’edizione del suo libro per un grande editore italiano. So con certezza che tutto è nato spontaneamente, per dare vita alle voci della strada, per far parlare la Cuba nascosta, in un vero e proprio esorcismo personale, che permette a una giovane blogger di impersonare la protesta silenziosa e senza colore politico che corre lungo le strade dell’Isola. Il mio lavoro di traduzione è da sempre puro volontariato al servizio della verità e del popolo cubano che ha finalmente trovato il suo interprete. Non ci sono soldi della CIA, egregio Minà. Per favore la faccia finita con questa tiritera che ha stancato tutti. Non servono soldi per raccontare la verità, servono soltanto gli attributi che questa ragazzina dimostra di possedere.

Yoani Sánchez descrive con realismo la Cuba contemporanea, dalla parte del cittadino che giorno dopo giorno è costretto a inventare il modo per sopravvivere. I suoi brevi racconti sono dei bozzetti a metà strada tra la metafora e il realismo più crudo, immersi nella vita quotidiana delle due anime di Cuba, ricchi di riferimenti a scrittori del passato dimenticati dalla cultura ufficiale, come Padilla, Cabrera Infante, Arenas e Lima. Yoani sogna una Cuba trasformata in un luogo dove ci si possa fermare a un angolo e gridare: “In questo paese non c’è libertà di espressione!”. Perché vorrebbe dire che le cose sono cambiate e si può cominciare a pronunciare la parola libertà. Si dichiara disponibile a scambiare gli alimenti somministrati con la tessera del razionamento alimentare per una cucchiaiata di diritti civili, una libbra di libertà di movimento e due once di libera iniziativa economica. Percorre le strade di due città diverse, quella dei membri del partito, dei generali, dei dirigenti di Stato e quella della povera gente che vive nella desolazione dei quartieri periferici, nelle casupole cadenti e nei rifugi costruiti per i senza tetto. Vive un’utopia che non è più la sua e non vorrebbe lasciarla in dote ai suoi figli, analizza le contraddizioni di chi fatica a mettere insieme il pranzo con la cena ma sogna vestiti di marca e profumi. Assiste alle fughe di personaggi famosi e di semplici cittadini esasperati, critica il governo per le promesse disattese, ricorda il passato e analizza lo stato deplorevole della cultura di regime. Yoani si scaglia contro il doppio sistema monetario e narra la realtà del mercato nero, unica fonte di sostentamento, perché la maggioranza dei cubani vive di ciò che i venditori informali portano nelle loro case.

Tutto questo è davvero rivoluzionario. Altro che la retorica di regime!

Il grande giornalista amico di Fidel bacchetta pure L’Unità, rea di aver concesso troppa attenzione a Yoani Sánchez e perché cita spesso Freedom House, un’agenzia sovvenzionata dai governi di Washington, come riferimento indiscutibile per dare le pagelle sulla libertà di stampa. Dulcis in fundo pure Internazionale - nota rivista di destra con simpatie liberticide - finisce nel mirino del grande Minà. Il peccato di Internazionale sta nell’aver affidato alla Sánchez una rubrica fissa dove racconta la Cuba quotidiana.

Siamo alle solite. Il regime cubano mette in campo tutte le sue forze per controbattere il tentativo di raccontare il vero volto di Cuba, al di là dei giochi politici e della retorica di regime. Lasciatemi dire che preferisco la spontaneità di una piccola blogger come Yoani a un presidente presentabile come Chávez. A ognuno i suoi miti.


Gordiano Lupi


Articoli correlati

  Gordiano Lupi. A Cuba la situazione si aggrava
  Gianni Minà diffama Yoani Sánchez
  «Cuba è già nel futuro»
  Falsa biografia di Yoani diffusa a Cuba
  Pierantonio Maria Micciarelli. La Cuba che ho visto io non è “quella di Minà”
  Ancora tu? Ma non dovevamo vederci più?
  Yoani Sánchez. L’improbabile intervista di Gianni Minà
  Gordiano Lupi. Vieni avanti, Miná!
  Premio “sbronza dell’anno” a Gianni Minà
  Roberto Ferranti. Para ellos para todos
  Castroenterite. Come prevenire e (possibilmente) curare, in Italia, la terribile pandemia
  Hasta cuando, comandante Miná? Vergogna fidelista al Festival del Cinema di Roma
  Gianni Minà racconta Cuba
  Gordiano Lupi. Per difendere Yoani Sánchez
  Cuba. Arrestati Guillermo Fariñas, Librado Linares e altri 15 dissidenti
  Yoani Sánchez firma petizione per la democrazia a Cuba
  Un riconoscimento tardivo
  Esuli cubani si incontrano con deputati del Parlamento europeo a Bruxelles
  Dissidenti cubani firmano progetto unitario di lotta
  Rafael Rojas. Il falso dilemma della transizione cubana
  Gordiano Lupi. Disordini a Cuba sulla spinta birmana
  «Sono di ritorno dall’inferno…» Liberato Francisco Chaviano
  ULC. Lettera alla Unione Europea dei cubani in esilio in Europa
  Martha Beatriz Roque aggredita nella sua abitazione
  Gordiano Lupi. L’Europa cancella le sanzioni contro Cuba
  Yoani Sánchez. L'opposizione cubana eternamente divisa
  Cuba. I funerali di Orlando Zapata Tamayo
  La Polizia cubana bastona i dissidenti
  Antonio Stango. La blogosfera libererà Cuba?
  Cuba. Minacciata la vita dell’economista radicale Martha Beatriz Roque
  Cuba. Martha Beatriz Roque in condizioni critiche
  Antúnez in gravi condizioni di salute
  Cuba. Liberato Jorge Vázquez Chaviano
  Yoani Sánchez. Piccoli diseredati
  Yoani Sánchez si racconta a 'El Nuevo Herald'
  Yoani al telefono. E una poesia di Orlando Luis Pardo
  Un fumetto di Claudia Cadelo sulle violenze a Yoani
  Yoani Sánchez. Terra spianata
  Yoani Sánchez. 33 (Con gli auguri da Tellusfolio)
  Yoani Sánchez. Cuba sopravvive a Fidel Castro
  Yoani Sánchez tra le 100 persone più influenti del pianeta
  Yoani Sánchez. Che altri soffino sulle candeline
  Yoani Sánchez. Juan condannato al niente
  Gordiano Lupi. Raúl o Fidel la sostanza non cambia
  Yoani Sánchez. A Cuba non solo la terra è improduttiva...
  Yoani Sánchez a Pontedera
  Yoani Sánchez. Atterraggio forzato
  Yoani Sánchez . La “Y” al potere
  Yoani Sánchez. Raúl? Niente di nuovo a Cuba
  Yoani Sánchez. A capelli sciolti
  Yoani Sánchez. Soroa
  Yoani Sánchez. Perdere tutto
  Cuba. La tecnologia erode il sistema totalitario
  Yoani Sánchez: una blogger ribelle
  Gordiano Lupi. Yoani racconta l’avventura di “Generación Y” – 1ª parte
  Generación Y compie quattro anni
  Yoani Sánchez. Cinque anni in una birra
  Yoani Sánchez. Come aiutare?
  Yoani Sánchez. Divertiamoci ai carnevali!
  Le riforme di Raúl non si fermano
  Yoani Sánchez non esce da Cuba
  Yoani Sánchez si confida a Lorena Chauca
  Barack Obama allenta la morsa su Cuba. Verso la fine dell’embargo?
  Gordiano Lupi. Yoani Sánchez, un’eroica blogger cubana
  Yoani Sánchez. Mi sono creduta libera... Un delitto davvero esecrabile
  Yoani Sánchez. La lampada di Aladino non soddisfa il desiderio di libertà
  Yoani Sánchez. Il bosco di Sherwood
  Yoani Sánchez. Qualcosa per evadere
  Cuba libre. Il libro di Yoani Sánchez in libreria dal 15 aprile
  Gordiano Lupi. Yoani Sánchez, il suo periodico e la mia libertà
  Yoani Sánchez. L’altra Avana
  Gordiano Lupi. Fidel Castro contro Yoani Sánchez
  Yoani Sánchez. Violenza domestica, silenzio letale
  La reazione del regime. Yoani Sánchez accusata su youtube
  Marcello Bussi. Come sopravvivere alla diseconomia cubana. Intervista a Yoani Sánchez
  Yoani Sánchez. Quello che vedo intorno
  Yoani Sánchez. Da Gorki a Gustav
  Yoani Sánchez. Dal 1° Maggio al 26 Luglio
  Wishes on a falling star / Desideri su una stella cadente
  Oltre i muri: da Cuba al Medio Oriente. La sfida per la democrazia
  Yoani Sánchez. Cibermutilati
  Yoani Sánchez. Salire e scendere
  Yoani Sánchez. Moda “Y”
  Yoani Sánchez. Rapporto e documentazione sul “caso Gorki”
  Yoani Sánchez. Gorki
  Gordiano Lupi. Yoani senti cosa fo’
  Yoani Sánchez. L’arte di trasformare gli artisti in “nemici”
  Yoani Sánchez. Giornalismo o letteratura
  Gordiano Lupi. La chiamavano blog-trotter
  Yoani Sánchez. Internet o morte… “Twitteremos!”
  Yoani Sánchez. Democrazia in Chevrolet
  Yoani Sánchez riceve il “Premio Brunet” per i Diritti Umani
  Cuba. Governo rallenta accesso a blog più cliccato dell'isola
  Aldabonazo en Trocadero 162
  Yoani Sánchez. Il blog dei blog
  Yoani Sánchez. Populismo alla cubana: conquiste, minacce e leadership
  Gordiano Lupi. Com'è che non riesci più a volare?
  Marcello Bussi. Franqui: La storia è una puttana
  Yoani Sánchez. Due anni
  Yoani Sánchez. La corruzione della sopravvivenza
  Ivis Acosta Ferrer. Intervista a Yoani Sánchez
  Yoani Sánchez. Cose da uomini
  Buon compleanno, Yoani!
  Yoani Sánchez telefona al Parlamento europeo
  Tellusfolio nello speciale che La Repubblica dedica a Yoani Sánchez
  Yoani Sánchez. Io
  Yoani Sánchez. Uniformi azzurre e ombre
 
 
 
Commenti
Lascia un commentoLeggi i commenti [ 12 commenti ]
 
Indietro      Home Page
STRUMENTI
Versione stampabile
Gli articoli più letti
Invia questo articolo
INTERVENTI dei LETTORI
Un'area interamente dedicata agli interventi dei lettori
SONDAGGIO
ISRAELE NELL'UNIONE EUROPEA. Cosa ne pensi?

Sono d'accordo. Facciamolo!
 62.9%
Non so.
 1.1%
Non sono d'accordo.
 36.0%

  vota
  presentazione
  altri sondaggi
RICERCA nel SITO



Agende e Calendari

Archeologia e Storia

Attualità e temi sociali

Bambini e adolescenti

Bioarchitettura

CD / Musica

Cospirazionismo e misteri

Cucina e alimentazione

Discipline orientali

Esoterismo

Fate, Gnomi, Elfi, Folletti

I nostri Amici Animali

Letture

Maestri spirituali

Massaggi e Trattamenti

Migliorare se stessi

Paranormale

Patologie & Malattie

PNL

Psicologia

Religione

Rimedi Naturali

Scienza

Sessualità

Spiritualità

UFO

Vacanze Alternative

TELLUSfolio - Supplemento telematico quotidiano di Tellus
Dir. responsabile Enea Sansi - Reg. Trib. Sondrio n. 208 del 21/12/1989 - ISSN 1124-1276 - R.O.C. N. 24762 LABOS Editrice
Sede legale: Via Fontana, 11 - 23017 MORBEGNO - Tel. e Fax 0342 610861 C.F./P.IVA 00668000144 - SONDRIO REA 46909 - capitale sociale € 7.000 i.v. privacy policy