Martedì , 21 Novembre 2017
VIGNETTA della SETTIMANA
Esercente l'attività editoriale
Realizzazione ed housing
BLOG
MACROLIBRARSI.IT
RICERCA
SU TUTTO IL SITO
TellusFolio > Diario di bordo
 
Share on Facebook Share on Twitter Share on Linkedin Delicious
Yoani Sánchez. Cuba sopravvive a Fidel Castro 
Domenica 4 dicembre i funerali del Líder Máximo
Fidel Castro a Roma nel 1996
Fidel Castro a Roma nel 1996 
03 Dicembre 2016
 

In pochi guardavano la televisione ufficiale a quell’ora. La notizia della morte di Fidel Castro ha iniziato a circolare nella notte di venerdì per via telefonica, come una notizia vaga e imprecisa. “Un’altra volta?”, ha chiesto mia madre quando gliel’ho raccontato. Nata nel 1957, questa donna dell’Avana di quasi sei decadi non ricorda la vita prima che l’Alto Comandante prendesse il potere a Cuba.

Venerdì scorso tre generazioni di cubani hanno messo il punto finale a un’epoca. Ognuno le darà la propria definizione. Ci sarà qualcuno pronto a sostenere che con la dipartita del leader se n’è andato anche un pezzo di paese e che ora l’Isola sembra incompleta. Saranno loro a dare forma al credo del fidelismo che riempirà, in sostituzione dell’importato marxismo-leninismo, i manuali, gli slogan e gli accesi obblighi di continuità.

I propagandisti del mito collocheranno le cinque lettere del suo nome nel panteon della Storia nazionale. Gli dedicheranno una preghiera rivoluzionaria ogni volta che la realtà sembrerà contraddire “gli insegnamenti” lasciati nelle ore dei suoi interminabili discorsi. Per i suoi seguaci, tutto ciò che di male accadrà a partire da adesso sarà perché lui non c’è più.

A Miami, l’esilio tanto disprezzato nei suoi discorsi solenni festeggia il fatto che il dittatore abbia intrapreso il suo ultimo viaggio. Sull’isola, nell’intimità di molte case, alcuni stappano una bottiglia di rum. “La conservo da così tanto tempo che pensavo che non sarei mai riuscito a bermela”, mi ha detto un vicino mattiniero. Sono quelli che sabato si sono svegliati con un peso in meno sulle spalle, una sensazione di leggerezza a cui ancora non riescono ad abituarsi.

Questi sono giorni per ricordare anche chi non è arrivato fino a qui

Questi sono giorni per ricordare anche chi non è arrivato fino a qui. Quelli che sono morti durante il castrismo, che sono naufragati in mare, che sono stati vittime della censura imposta dal Máximo Líder e che hanno perso il senno in seguito ai deliri da lui incoraggiati. Un immenso coro di vittime si libera oggi nel sospiro dei sopravvissuti, nell’euforia per le strade della Florida o in semplice amen.

I più, tuttavia, dopo aver preso atto dei dettagli del funerale magno, abbassano il volume del televisore ed esprimono la loro stanchezza con un semplice movimento delle spalle. Questa indifferenza contrasta con i messaggi di cordoglio dei leader internazionali, tanto di quelli dall’affinità ideologica quanto degli altri. Sul muro del Malecón dell’Avana, un paio d’ore dopo che Raúl Castro aveva comunicato la morte del fratello, alcuni gruppi di persone continuavano a comportarsi come in una qualsiasi altra mattinata: il sudore, la sensualità, il tedio e il nulla li circondava.

I cubani che nel luglio del 2006, quando venne annunciata la malattia dell’allora presidente, avevano meno di 15 anni ricordano appena il suo timbro di voce. Conoscono soltanto le foto in cui era apparso di recente, in occasione della visita di qualche ospite straniero o attraverso le sue sempre più sconsiderate riflessioni. È la generazione che non ha mai vibrato con la sua oratoria e che mai lo ha assecondato al temibile grido di “Paredón!” con il quale fece ruggire Piazza della Rivoluzione.

Questi giovani si sono già fatti carico di ridurre la sua dimensione storica, in proporzione inversa alla smisuratezza esibita per governare questa nazione. Non smetteranno di ascoltare una sola parola delle loro canzoni di reggaeton preferite per intonare lo slogan “Viva Fidel”. Non daranno alla luce ondate di neonati che portano il nome dell’estinto e nemmeno si batteranno il petto, né si strapperanno i vestiti durante il funerale.

Non si è mai sentito parlare meno dell’Alto Comandante come nel momento della sua morte. Mai l’oblio è stato un’ombra che incombe così minacciosa come nel momento dell’annuncio della sua fine. L’uomo che ha riempito ogni minuto di Cuba per più di 50 anni si stava estinguendo, svanendo, perdendosi alla vista degli spettatori di questa lunghissima pellicola, come il personaggio che si allontana lungo un sentiero fino a restare appena un puntino nelle nostra retina.

Lascia dietro di sé la grande lezione della Storia cubana contemporanea: cucire il destino nazionale alla volontà di un uomo finisce per trasmettere a un paese i tratti imperfetti della sua personalità e per instillare nell’essere umano l’arroganza di poter parlare per tutti. Il suo berretto verde oliva e il suo profilo greco animeranno per decenni gli incubi di alcuni o le zeppe poetiche di altri, oltre alle promesse populiste di molti leader del pianeta.

Il suo “antimperialismo”, come caparbiamente lo aveva chiamato, è stato il suo atteggiamento più costante, l’unica linea di traguardo che è riuscito a raggiungere fino agli ultimi risultati. Non a caso, gli Stati Uniti sono stati i secondi grandi protagonisti dei documentari che la televisione nazionale ha iniziato a trasmettere non appena divulgata la notizia. L’ossessione di Castro per il vicino del nord ha percorso ogni momento della sua vita politica.

Questi giovani si sono già fatti carico di ridurre la sua dimensione storica, in proporzione inversa alla smisuratezza esibita per governare questa nazione

L’eterna domanda che tanti giornalisti stranieri si sono posti, ora ha una risposta. “Che cosa accadrà quando morirà Fidel Castro?” Oggi sappiamo che lo cremeranno, trasporteranno le sue ceneri attraverso l’isola e le sistemeranno nel cimitero di Santa Ifigenia, a pochi metri dalla tomba di José Martí. Ci saranno lacrime e nostalgia, ma il suo lascito andrà disperdendosi.

Il Consiglio di Stato ha proclamato il lutto nazionale per nove giorni, ma il panegirico ufficiale durerà mesi, il tempo sufficiente a coprire con tanto clamore la piatta realtà del post-fidelismo. Un sistema che l’attuale presidente tenta di far rimanere a galla, introducendo rimedi di economia di mercato e chiamate al capitale straniero che suo fratello detestava.

Alla rappresentazione del “poliziotto buono e il poliziotto cattivo” che i due fratelli inscenavano davanti ai nostri occhi, ora manca una delle parti. Sarà difficile per i difensori raulisti sostenere che le riforme non procedono più rapidamente né sono più profonde perché in una abitazione di Punto Cero, nella periferia dell’Avana, un novantenne ha il piede sul freno.

Raúl Castro è rimasto orfano. Non conosce una vita senza suo fratello, un’azione politica senza chiedere che cosa ne pensa delle sue decisioni. Non ha mai fatto un passo senza quello sguardo sopra la spalla a giudicarlo, spronarlo e sottovalutarlo.

Fidel Castro è morto. Gli sopravvive una nazione che ha vissuto troppi lutti per vestirsi con il colore della vedovanza.

 

Yoani Sánchez

(da 14ymedio, 27 novembre 2016)

Traduzione di Silvia Bertoli


Articoli correlati

  Garrincha. Castroriflessioni
  Gordiano Lupi. Cuba prima della rivoluzione
  Wendy Guerra. Benvenuti nel capitalismo selvaggio
  A. Torreguitart Ruiz. Buon compleanno, Fidel!
  Gordiano Lupi. Fidel Castro in delicato stato di salute: non tornerà ad apparire in pubblico
  Fonti cubane parlano di Fidel Castro in fin di vita
  Fidel Castro compie 85 anni
  Miami. Feste per la morte di Castro?
  Omar Santana. Voci sulle condizioni di Fidel Castro
  Gordiano Lupi. Muore Juan Almeida. Fidel Castro è ancora più solo
  Alejandro Torreguitart Ruiz. Il vecchio non tira il calzino
  Fidel Castro moribondo?
  Reinaldo Escobar. L’ultima morte di Fidel Castro
  L'Avana. Fidel in pubblico
  “Fidel Castro in fin di vita”. Ma è solo una voce diffusa su Twitter...
  Fidel Castro tra cinema e realtà
  Gordiano Lupi. Fidel Castro e le “Riflessioni” bonsai
  Ad agosto in uscita un nuovo libro di Fidel Castro
  CubaDebate pubblica foto recenti di Fidel Castro per smentire voci sulla sua morte
  Yoani Sánchez. Materia da cartomanti
  Orlando Luís Pardo Lazo. Non siamo niente
  Fidel vota alle elezioni cubane
  Gordiano Lupi. Fidel Castro è vivo e vegeto
  Pedro Argüelles Morán. León Profeta
  Fidel Castro? “È lucido e sta lavorando molto”
  Fidel Castro è vivo e posa accanto a Lula
  Gordiano Lupi. Della morte di Fidel
  Dissidenti cubani e mistificazioni italiane
  Fidel Castro presenta le sue memorie
  Wendy Guerra. Vivo all’Avana
  Gordiano Lupi. Maledetto sigaro (2000)
  Yoani Sánchez. Populismo alla cubana: conquiste, minacce e leadership
  Carlos Alberto Montaner. La nuova morte di Fidel Castro
  Messaggi in bottiglia dall’isola dei non connessi
  Omar Santana. “Vado a tagliare la torta!”
  “Fidel Castro vivrà 140 anni, nonostante la malattia”
  Reinaldo Escobar. Il testamento politico di Fidel Castro
  L'aggressività americana alla prova di Libia e Siria
  Buon compleanno, Fidel!
  Fidel Castro non scrive e non parla
  Jardim. Halloween 2012
  Rafael Alcides. Teatro
  Omar Santana. Ottantotto
  Aspettando il 26 luglio. Parlerà Fidel o Raúl?
  Cuba. Riappare in pubblico Fidel Castro
  Smentite nuove voci sulla morte di Fidel Castro
  Alejandro Torreguitart Ruiz. Ottantasette e non li dimostra
  Gordiano Lupi. Fidel Castro è vivo
  Aldabonazo en Trocadero 162
  Gianni Minà diffama Yoani Sánchez
  Yoani Sánchez. Due anni
  Wishes on a falling star / Desideri su una stella cadente
  Yoani Sánchez. Piccoli diseredati
  Yoani Sánchez si racconta a 'El Nuevo Herald'
  Yoani Sánchez. Soroa
  Un fumetto di Claudia Cadelo sulle violenze a Yoani
  Yoani al telefono. E una poesia di Orlando Luis Pardo
  Generación Y compie quattro anni
  Yoani Sánchez. 33 (Con gli auguri da Tellusfolio)
  Antonio Stango. La blogosfera libererà Cuba?
  Yoani Sánchez. Che altri soffino sulle candeline
  Yoani Sánchez. Juan condannato al niente
  Gordiano Lupi. Yoani senti cosa fo’
  Yoani Sánchez. Come aiutare?
  Yoani Sánchez. A Cuba non solo la terra è improduttiva...
  Yoani Sánchez a Pontedera
  Yoani Sánchez. Atterraggio forzato
  Yoani Sánchez . La “Y” al potere
  Yoani Sánchez. Raúl? Niente di nuovo a Cuba
  Yoani Sánchez. A capelli sciolti
  Yoani Sánchez. Perdere tutto
  Cuba. La tecnologia erode il sistema totalitario
  Yoani Sánchez: una blogger ribelle
  Gordiano Lupi. Yoani racconta l’avventura di “Generación Y” – 1ª parte
  Yoani Sánchez. Cinque anni in una birra
  Marcello Bussi. Franqui: La storia è una puttana
  Yoani Sánchez. Divertiamoci ai carnevali!
  Le riforme di Raúl non si fermano
  Yoani Sánchez non esce da Cuba
  Yoani Sánchez. Quello che vedo intorno
  Yoani Sánchez si confida a Lorena Chauca
  Yoani Sánchez. Dal 1° Maggio al 26 Luglio
  Gordiano Lupi. L’Europa cancella le sanzioni contro Cuba
  Barack Obama allenta la morsa su Cuba. Verso la fine dell’embargo?
  Gordiano Lupi. Yoani Sánchez, un’eroica blogger cubana
  Yoani Sánchez. Mi sono creduta libera... Un delitto davvero esecrabile
  Yoani Sánchez. Qualcosa per evadere
  La reazione del regime. Yoani Sánchez accusata su youtube
  Yoani Sánchez. La lampada di Aladino non soddisfa il desiderio di libertà
  Cuba libre. Il libro di Yoani Sánchez in libreria dal 15 aprile
  Gordiano Lupi. Yoani Sánchez, il suo periodico e la mia libertà
  Yoani Sánchez. L’altra Avana
  Gordiano Lupi. Fidel Castro contro Yoani Sánchez
  Yoani Sánchez. Violenza domestica, silenzio letale
  Yoani Sánchez tra le 100 persone più influenti del pianeta
  Marcello Bussi. Come sopravvivere alla diseconomia cubana. Intervista a Yoani Sánchez
  Oltre i muri: da Cuba al Medio Oriente. La sfida per la democrazia
  Gordiano Lupi. Raúl o Fidel la sostanza non cambia
  Yoani Sánchez. Da Gorki a Gustav
  Yoani Sánchez. Cibermutilati
  Yoani Sánchez. Salire e scendere
  Yoani Sánchez. Moda “Y”
  Buon compleanno, Yoani!
  Yoani Sánchez. Il bosco di Sherwood
  Yoani Sánchez. Rapporto e documentazione sul “caso Gorki”
  Yoani Sánchez. Terra spianata
  Yoani Sánchez. Gorki
  Yoani Sánchez. L’arte di trasformare gli artisti in “nemici”
  Yoani Sánchez. Giornalismo o letteratura
  Gordiano Lupi. La chiamavano blog-trotter
  Yoani Sánchez. Internet o morte… “Twitteremos!”
  Yoani Sánchez. Democrazia in Chevrolet
  Tellusfolio nello speciale che La Repubblica dedica a Yoani Sánchez
  Gordiano Lupi. Gianni Minà attacca Yoani Sánchez
  Yoani Sánchez riceve il “Premio Brunet” per i Diritti Umani
  Yoani Sánchez. Il blog dei blog
  Gordiano Lupi. Com'è che non riesci più a volare?
  Ivis Acosta Ferrer. Intervista a Yoani Sánchez
  Yoani Sánchez telefona al Parlamento europeo
  Yoani Sánchez. La corruzione della sopravvivenza
  Yoani Sánchez. Cose da uomini
  Yoani Sánchez. Io
  Yoani Sánchez. Uniformi azzurre e ombre
  Cuba. Governo rallenta accesso a blog più cliccato dell'isola
 
 
 
Commenti
Lascia un commentoLeggi i commenti [ 2 commenti ]
 
Indietro      Home Page
STRUMENTI
Versione stampabile
Gli articoli più letti
Invia questo articolo
INTERVENTI dei LETTORI
Un'area interamente dedicata agli interventi dei lettori
SONDAGGIO
ISRAELE NELL'UNIONE EUROPEA. Cosa ne pensi?

Sono d'accordo. Facciamolo!
 62.6%
Non so.
 1.1%
Non sono d'accordo.
 36.2%

  vota
  presentazione
  altri sondaggi
RICERCA nel SITO



Agende e Calendari

Archeologia e Storia

Attualità e temi sociali

Bambini e adolescenti

Bioarchitettura

CD / Musica

Cospirazionismo e misteri

Cucina e alimentazione

Discipline orientali

Esoterismo

Fate, Gnomi, Elfi, Folletti

I nostri Amici Animali

Letture

Maestri spirituali

Massaggi e Trattamenti

Migliorare se stessi

Paranormale

Patologie & Malattie

PNL

Psicologia

Religione

Rimedi Naturali

Scienza

Sessualità

Spiritualità

UFO

Vacanze Alternative

TELLUSfolio - Supplemento telematico quotidiano di Tellus
Dir. responsabile Enea Sansi - Reg. Trib. Sondrio n. 208 del 21/12/1989 - ISSN 1124-1276 - R.O.C. N. 24762 LABOS Editrice
Sede legale: Via Fontana, 11 - 23017 MORBEGNO - Tel. e Fax 0342 610861 C.F./P.IVA 00668000144 - SONDRIO REA 46909 - capitale sociale € 7.000 i.v. privacy policy