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Commento di Carlo Forin aggiunto il 28.09.2022
Domani dovrei finire la vicenda dei due nei, grazie a Dio, che mi ricorda sempre la mia fragilità e provvede a farla curare.
Lode alla Trinità e al sorriso di Dio, il beato, dal 4 di questo mese, Luciani, morto stasera 44 anni fa, che mi ha assistito dal tempo della cresima che mi diede nel 1960, 62 anni fa. Lui è polvere ed io anche lo sono; ma Dio scrive in questa polvere (scrivo questo tremando e chiedendo scusa al mio amico sociologo-Padre bianco Giovanni).
Articolo di riferimento : Carlo Forin. Ordine di farfalla|Introduzione a un nuovo spazio rimuginativo
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Commento di Salvatore Giuffrida aggiunto il 23.09.2022
Condivido pienamente le riflessioni e le esortazioni di Giuseppina Rando e terrei a sottolinearne le premesse.

La prima è il riferimento ad Aristotele, che definisce, ancor prima della politica, la specie umana come “zoon politicon”, “animale politico”.
Non esiste l’essere umano se non nell’esperienza della sua vita associata e nella costruzione di una personalità sociale, dell’identità “valori=regole”. Quello che Giuseppina mette in luce è proprio il rischio che il prevalere di quanto è stato denominato “la pancia del paese” possa prevalere sulla responsabilità sociale e ambientale, sul senso di giustizia, sulla conoscenza di quanto da ciascuno sia dovuto a tutti, in sintesi, il prevalere dell’individuo sulla comunità, in ultimo, dell’ethos sull’etica.
Ne parlavo con un’amica, Giulia, che ha avuto nella sua infanzia, contatto con il totalitarismo e la guerra, che lei ha subito l’etichetta di “figlia della lupa”, del pensiero unico, del “credere, obbedire combattere”. Una sola frase la sua, in merito all’esito delle prossime elezioni: “ci si può ritornare”. Mi comunicava la sua difficoltà a lottare e quindi a vivere, a recarsi alle urne; le ho promesso che l’avrei accompagnata, mi ha ringraziato, le ho risposto: “Cara, non lo faccio per te, lo faccio per tutti”.

La seconda premessa, ancora più profonda, e per questo profondamente connessa alla prima, è in figura: “io sono, io penso, io voto”.
È questo il nucleo denso e impenetrabile delle non motivazioni che determineranno l’esito di queste consultazioni elettorali.
Lo racconto con un altro esempio.
Settimane fa un’altra amica mi diceva del figlio, Luigi, che potrebbe essere il mio, un ragazzo sveglio, “universitario da pandemia”, da esami a distanza, che predilige la claustrofobia di un’esistenza prevalentemente binomiale; “divano+cellulare”.
Lui non andrà a votare, non vuole neanche sentirne parlare.
Se, in riferimento alla prima premessa, “siamo” nella nostra dimensione sociale è perché comunichiamo, cioè “condividiamo” (uno dei significati più pertinenti di “comunicazione”). Chi non vota non pensa e quindi non è. Ma lo stesso anche per chi vota in maniera cinica, per chi ha dissipato la speranza in un mondo migliore e si affida alla possibilità di non pagare le imposte, di quelli a cui la pancia ha divorato testa e cuore.

Ricordo che dal 1980, cioè dall’ingresso nel panorama della comunicazione sociale della pluralità delle reti televisive, si è cominciato ad affermare (che paradosso!) il pensiero unico, quello della bulimia nel consumo e dell’eccesso dell’ego. Come un pugile paziente e determinato la telecrazia ha “lavorato ai fianchi” il suo avversario principale, il pensiero critico, ha sostituito al “paradiso”, cioè alla realizzazione futura che richiedeva magari qualche sacrificio (mi riferisco al: “da grande voglio fare l’astronauta, il pompiere, la maestra”) il “paese dei balocchi” (“da grande voglio fare la top-model, il calciatore”). Per i tanti Luigi, i nati nel 2000 era già tardi, e lo è per il paese ancor più oggi: sono loro la prossima classe dirigente.
La distruzione di una antropologia faticosamente costruita, in cui il lavoro e il rispetto dell’altro erano considerati valori, non è capitata adesso, né accidentalmente.

Domenica prossima accompagnerò Giulia al seggio ... a Luigi faccio comunque i miei migliori auguri.
Articolo di riferimento : Giuseppina Rando. Votare è importante
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Commento di maria aggiunto il 23.09.2022
scegliere di non scegliere credo sia un ripiego da irresponsabili. domenica 25 si saprà di che pasta è fatto il nostro popolo, voglio sperare in bene. e se un popolo - sovrano - decide di dire la sua concorrerà a stracciare finalmente deleghe e carta bianca.
Articolo di riferimento : Giuseppina Rando. Votare è importante
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Commento di g. r. aggiunto il 22.09.2022
Carlo, le inadempienze legislative da parte dei politici sono tante, ma ciò non giustifica il " non voto"
Articolo di riferimento : Giuseppina Rando. Votare è importante
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Commento di Carlo Forin aggiunto il 22.09.2022
Giuseppina, hai ragione.
Con l\'art. 48 tu mi inviti all\'art. 49: Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.
Se, come tu ricordi, la maggioranza dei cittadini non andrà a votare, non sarà anche perchè i partiti non hanno fatto una legge sui partiti in 74 anni?
Se noi la chiedessimo, i cittadini che non vanno a votare non sarebbero meglio tutelati dai giudici che potrebbero giudicare i politici che non fanno bene il loro dovere?
Articolo di riferimento : Giuseppina Rando. Votare è importante
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Commento di maria aggiunto il 21.09.2022
non ne capisco la logica, Michele. quindi non vale la regola: cambiando l'ordine...
Articolo di riferimento : Vetrina/ Maria Lanciotti. Dedicata
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Commento di Michele Tarabini aggiunto il 20.09.2022
Da bimba rinunciai a quel pane
il pane che nel tagliare del coltello biancheggia.
M' infersi d' una ferita il segno, mi liberai.

Affettando avidamente quel pane mancato d' una vita
a distanza rivendico i giorni, deprecando la facile resa.
Articolo di riferimento : Vetrina/ Maria Lanciotti. Dedicata
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Commento di maria aggiunto il 19.09.2022
interessanti Michele, queste tue sperimentazioni.
mi piacerebbe entrare nel tuo 'gioco', capirne motivazioni e regole nel caso

intanto ti propongo, se vuoi:

Biancheggia il segno d’una ferita
che m’infersi da bimba nel tagliare il pane.
Rinunciai a quel pane, mi liberai del coltello.

A distanza d’una vita rivendico quel pane mancato
deprecando la facile resa, affettando avidamente i giorni.
Articolo di riferimento : Vetrina/ Maria Lanciotti. Dedicata
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Commento di maria aggiunto il 19.09.2022
svolta della storia fortemente pericolosa e il rischio è grande e la paura legittima.
ma confido in questo nostro popolo certamente travagliato, amareggiato e logorato, ma non credo confuso fino al punto
di tradire non solo i nostri padri e il prezioso lascito che ci hanno trasmesso ma anche e specialmente i nostri figli su cui ricadrebbero le pesantissime conseguenze di una tale vergognosa 'ritirata'.
"L'Italia è forte" e non deraglierà dal solo tracciato percorribile. ci voglio, ci dobbiamo credere. tutti al voto, domenica 25 settembre, per dovere e prima ancora per diritto di liberi cittadini.
Articolo di riferimento : Sergio Caivano. Il pericolo per l’Italia e per l’Europa
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Commento di esplora aggiunto il 19.09.2022
LOUJIN
Un pensiero, almeno, oggi è il caso di farlo.
Cordialmente
Articolo di riferimento : Almor e Mellana. La settimana ir-reale


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Dir. responsabile Enea Sansi - Reg. Trib. Sondrio n. 208 del 21/12/1989 - ISSN 1124-1276 - R.O.C. N. 32755 LABOS Editrice
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