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Commento di Roberto Malini aggiunto il 06.11.2018
Caro Carlo, sì, è così: noi siamo chi ricordiamo e coloro della cui vita e della cui morte perpetuiamo la testimonianza si identificano con noi. Questo è il valore ed è il mistero della Memoria, che guida la vera civiltà.
Articolo di riferimento : Roberto Malini. “Cari nomi”
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Commento di Pina Rando aggiunto il 05.11.2018
Che la Poesia, sublime per essenza, sia da antitodo a tanti mali.
Articolo di riferimento : Roberto Malini. “Cari nomi”
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Commento di Carlo Forin aggiunto il 05.11.2018
'Caro Bene della pace' è il titolo della mia riflessione. Le 11 vittime dell'odio a cui dedichi 'cari nomi' siamo noi nel mondo. E noi viviamo insieme sia agli altri viventi sia alla memoria dei nomi.
Articolo di riferimento : Roberto Malini. “Cari nomi”
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Commento di Roberto Malini aggiunto il 04.11.2018
Sì. La poesia è nata per ricordare quelle undici vittime trucidate mentre erano in pace, insieme, nel loro luogo più sacro. E per ricordare, con loro, quanto sia tragicamente insidioso l'odio che ci circonda, pronto a colpire gli innocenti, spinto da un impulso che nasce da un luogo buio dell'animo umano, dove la luce della civiltà, della fratellanza, dell'uguaglianza non filtra mai. "Cari nomi" si diffonde così, grazie a persone che desiderano ricordare: la studiosa statunitense di ebraismo Leah Weintraub, che l'ha tradotta e la sta divulgando all'interno della Comunità ebraica della Florida; i testimoni della Shoah Thomas Gazit e David Cassuto. Amici con cui coindivido un impegno di Memoria e attenzione al presente in cui viviamo. Ti invio la poesia sia in italiano che nella versione in inglese di Leah. Grazie!
Articolo di riferimento : Roberto Malini. “Cari nomi”
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Commento di Carlo Forin aggiunto il 03.11.2018
Caro Roberto, 'Cari nomi' mi piace. Ti chiedo di spedirmi la tua poesia via carloforin@gmail.com col tuo consenso di unirla nell'abitacolo del mio lavoro "Il memoracolo". Ci stai?
Articolo di riferimento : Roberto Malini. “Cari nomi”
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Commento di maria aggiunto il 02.11.2018
sì, ogni possibile devianza di un minore sarà frutto di un nostro errore, come famiglia come società come educatori come persone
Commento di Pina Rando aggiunto il 31.10.2018
"Capire il mercato" e la realtà della vita moderna in tutte le sue sfaccettature
a cui introdurre i giovani dovrebbe essere il principale obiettivo degli educatori che hanno consapevolezza del profondo significato dell'Umanesimo integrale"sostenuto dal filosofo J.Maritain





Articolo di riferimento : Adriano Angelini. Suicidio di un sedicenne
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Commento di Michele Tarabini aggiunto il 30.10.2018
Occorrerebbe insegnare ai giovani a capirlo "il mercato", a
inquadrarlo nella giusta prospettiva e a saperne cogliere le
opportunità, usufruendone in modo equilibrato, anziché
fuggirlo, reazione tipica dei codardi. Ovvio che dare il buon
esempio, da parte di noi adulti, aiuterà molto a raggiungere
l' obiettivo.
Articolo di riferimento : Adriano Angelini. Suicidio di un sedicenne
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Commento di Carlo Forin aggiunto il 30.10.2018
Sì Adriano. Lo possiamo. Propongo di far venire in tv gli insegnanti che hanno promosso gli uomini di governo ad iniziare da quelli della loro seconda elementare. Non saranno lapidati, se non altro perchè la televisione li mantiene distanti. Dunque, potranno chiedere scusa. Scusa per non averli bocciati. Hanno seguito la balla della tolleranza? Chiedano scusa. In generale, la scuola non ha impedito l\'emergenza dei migliori. Non credo che ciò sia possibile. Ma si è arresa all\'onda maestosa dei mediocri. ed ora possiamo chiederci: sono più ignoranti i votanti o gli eletti? Io non so rispondere. Sto nel popolo felice ed angosciato.
Articolo di riferimento : Adriano Angelini. Suicidio di un sedicenne
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Commento di Pina Rando aggiunto il 30.10.2018
“ la crescita dei suicidi tra la gioventù “ , le morti violente , la morte inferta dal figlio al genitore o dal genitore al figlio e gli innumerevoli misfatti, a cui assistiamo ogni giorno , sono certamente il “ sintomo di grave malattia sociale” ed espressione di una spaventosa regressione antropologica .
Ci siamo allontanati dalla semplicità della natura per inseguire il “ progresso” che, se ha dato comodità e un certo benessere , ha distrutto i principi fondanti della civiltà che ha i suoi prodromi nell’antica Grecia e nel Cristianesimo.
Non c’è più rispetto per l’altro, la morte è diventata banale, tanto che uccidersi o uccidere è diventata unica soluzione per risolvere un problema. Non c’è più il senso del mistero e del limite dell’uomo. Il progresso tecnologico non si è accompagnato adeguatamente alla cultura umanistica, ai classici. Trionfa oggi l’analfabetismo funzionale, i giovani cresciuti a pane e smartphone, non sono in grado di capire, di saper parlare, di scrivere ; responsabile ovviamente anche la scarsissima qualità dell'insegnamento nella scuola primaria degli ultimi 15 anni e dei suoi docenti: alle elementari non si produce un testo scritto in autonomia (neanche 3 righe) per quasi tutto un anno, e tante maestre non sono in grado di correggerlo, né di cogliere i punti da sviluppare. Con queste basi i giovani non possono acquisire capacità di giudizio e di critica né accedere ad una pur minima cultura né tanto meno a quella del rispetto per se stessi e per gli altri. Ci si chiede : come mai la cultura che caratterizza l’uomo e consiste nel controllo delle pulsioni non c’è più? Così risponde Vittorino Andreoli :
Tutta una cultura che si era costruita fino a epigoni che erano quelli dell’amore, della fratellanza, è completamente recitata ma non vissuta… Bisogna cominciare a dire che questa nazione deve cercare di far emergere uomini e donne saggi, intelligenti. Stiamo scegliendo i peggiori. C’è una ignoranza spaventosa. Bisogna poter parlare, spiegare, capirsi. Occorrono persone credibili per parlare ai giovani, ma la via è sempre quella della cultura.
Ma la cultura … è scomparsa, spazzata via dal clientelismo e gli intellettuali che dovrebbero essere la spina nel fianco di ogni governo, sono troppo latitanti e troppo facili da comprare con spazi in televisione, posti in parlamento …

Articolo di riferimento : Adriano Angelini. Suicidio di un sedicenne
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