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Commento di Giuseppina Rando aggiunto il 21.02.2018
Domenico Pisana, uomo di vasta cultura , poeta e critico di eccezionale equilibrio, mette in chiaro punti fondamentali ( spesso controversi ) della poetica del Nobel Salvatore Quasimodo che - come scrisse Carlo Bo – “ ha cantato l’amore dell’uomo e la fedeltà alla vita “
Commento di Francesca P. aggiunto il 20.02.2018
Spero tanto che anche gli elettori di Liberi e Uguali e di Sinistra per la Lombardia vogliano utilizzare la facoltà del voto disgiunto per aiutare i lombardi a finalmente liberarsi del venticinquennio ciellino-leghista!
Commento di maria lanciotti aggiunto il 16.02.2018
grazie gentile Ivana,
una 'introduzione all'ascolto' che rende ancora più miracolosa quest'opera senza pari. l'ascolto da sempre e per sempre e ora ancora di più mi travolge con tutta la sofferenza sublime da cui scaturisce.
Commento di Ivana Cenci aggiunto il 16.02.2018
Un grazie profondo, sentito e commosso al Direttore della rivista, per la gradita accoglienza di questo contributo, che tanto a cuore mi stava e mi rimane, e per arrivare al quale sono stati necessari tanti anni di ricerca e lavoro. Dovevo infatti, pur senza averne cognizione razionale, pervenire a un'adeguata dimestichezza con la lingua spagnola, per poter intendere, comprendere, tradurre e sentire intimamente il senso e la profondità di questa musica, che mi toccò in maniera tanto penetrante e sublime fin dal primo ascolto.
La sua indescrivibile seduzione, intrisa di una malinconia tutta particolare, che invita e coinvolge fino a sconvolgere, intuivo già ragazzina, ed ora so per certo, che non poteva e non può essere casuale, tantomeno banale. E infatti, questo è un tipico esempio di musica che non conosce tempo né confini.
Poiché sorge da un'urgenza nella quale, in toto o in parte ci riconosciamo tutti ed è, di fatto, un'invocazione che tutti noi, a voce o nel profondo del nostro essere, almeno una volta abbiamo sentito sorgere e abbiamo, o avremmo desiderato rivolgere a qualcuno più in alto o più potente di noi, affinché portasse consolazione o conforto al nostro sentirci così limitati, così soli e desolatamente impotenti.
Così questo brano, tanto seducente e avvolgente, quanto triste e melanconico, in certi passaggi perfino sconsolato, capace di suscitare ed esaltare un sentimento di sconfinata bellezza, come di evocare abissi profondi e temuti è, di fatto, il grido, la richiesta di aiuto che ogni essere umano rivolgerebbe al cielo, a Dio, alla Vita, all'Universo di cui è parte e in mezzo al quale, quando siamo feriti, avvertiamo la profonda solitudine e ci sentiamo perduti.
Se pervenire a questa consapevolezza e alla sua effettiva accettazione può richiedere un così lungo e impegnativo percorso, posso sicuramente dire che lo sforzo non è stato vano, e che riconoscere con umiltà la nostra condizione di essere umani è il cammino che ci permette di relazionarci con gli altri con attenzione e cura verso noi stessi, e con discernimento, disponibilità e riconoscenza verso gli altri, assaporando la gratitudine per ogni valido approdo.
Grazie, Egregio Direttore, per aver accolto e valorizzato al top il lavoro, in ogni sua valenza e sfumatura.
Commento di italo altrocchi aggiunto il 13.02.2018
Una storia descritta bene e nei minimi dettagli. Nonostante la famiglia Karim abbia trovato accoglienza e sistemazioni positive, restano alcuni problemi evidenziati nell'articolo. Al riguardo suggerisco di vedere il video di Milena Gabanelli sul corriere di ieri, che forse delinea davvero la ricetta vincente per trovare la soluzione ideale sia all'esigenza di sicurezza dei cittadini italiani sia ad una vera integrazione dei migranti.
Commento di Carlo Forin aggiunto il 12.02.2018
Brava Giulia. Ma, + Europa significa -non andiamo indietro- come hai detto. E, soprattutto: ANDIAMO AVANTI con la cittadinanza unica legale per tutti i 500 milioni di Europei e con l'obbligo disciplinare di accettare le decisioni prese dal Parlamento europeo. Come: l'accettazione e l'integrazione dei migranti, che diventerà più facile quando avremo una identità unica. Non credi?
Io voterò + Europa per questo, anche se nessuno di voi l'ha detto ancòra, ,,, e siete radicali!
ciao,
Carlo Forin
Commento di Francesca P. aggiunto il 08.02.2018
A Bormio vorremmo arrivasse il TRENO!
Non vogliamo aspettare un altro SECOLO...!!
Vogliono Marattin, i sen. Del Barba e Cociancich, l'on. Mazziotti, la candidata senatrice Delle Grazie assumersi questo impegno come inderogabile?
Sì: prolungamento ferroviaro Tirano-Bormio, a doppio binario quale inizio del raddoppio, poi, fino a Morbegno per una 'metropolitana di superficie' che NECESSITA alla Valtellina.
Copertura? Magari cominciando subito a eliminare CM-BIM-etc. e poi forte intesa Provincia-Regione Lombardia-Governo-Ue.
Si può fare, si può fare...
Commento di italo altrocchi aggiunto il 08.02.2018
Scusate, ma ho dimenticato la seguente chiosa al mio commento: e Giachetti che scrive no al paracadute, cosa direbbe al Giachetti che, con un voltafaccia repentino, accetta un collegio BLINDATO?
Commento di italo altrocchi aggiunto il 08.02.2018
Assemblea PD 18 dic. 2016. Giachetti a Speranza, accusato di INCOERENZA su legge elettorale:" hai la faccia come un culo!". Lo stesso Speranza che si era dimesso da capogruppo PD alla Camera, perche' contrario all'Italicum, poi considerato incostituzionale. Cosa dire della coerenza di Giachetti? E cosa direbbe Giachetti della coerenza di Renzi, che prometteva di lasciare la politica se avesse perduto il referendum? E ancora su Renzi, quando da Santoro nel 2012 diceva:" in 3 anni che faccio il sindaco, non ho mai trovato un imprenditore che mi dicesse che non investiva in Italia a causa dell'art.18", e poi nel 2014 vara il Jobs act, che toglie art.18? O quando lo stesso Renzi a gennaio 2014 scrive questo tweet:" le regole si scrivono insieme, farle a colpi di maggioranza e' uno stile che abbiamo sempre contestato". E poi nel 2015/16 il suo governo fa votare Italicum con la FIDUCIA e modifica 40 art. costituzione a MAGGIORANZA!???
Non ho parole
Commento di gerard aggiunto il 07.02.2018
cosa c'entra il fascismo con la rivoluzione cubana?
Articolo di riferimento : Carlos Alberto Montaner. Un anno senza Fidel
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