Domenica , 27 Maggio 2018
VIGNETTA della SETTIMANA
Esercente l'attività editoriale
Realizzazione ed housing
BLOG
MACROLIBRARSI.IT
RICERCA
SU TUTTO IL SITO
TellusFolio > Critica della cultura > Telluserra
 
Share on Facebook Share on Twitter Share on Linkedin Delicious
Maria Lanciotti. Qui ci sono i leoni
14 Agosto 2009
 

Città vuota, strade deserte. Me ne vado, me ne vado a cercare vita in qualche paese qui intorno, dove fanno le feste civiche con balli e canti, salsicciate e discorsi arruffati di politica. Me ne vado alla stazione e prendo il treno. Il primo che passa, basta che vada in su verso i Castelli.

C’è un treno fermo sul binario. Vi salgo sopra e mi trascino dietro la bicicletta. Il treno riparte e va verso Roma, proprio nella direzione contraria a quella che avevo deciso io. Vorrà dire che alla prima fermata scendo e aspetto un altro treno che mi riporti qui in stazione, poi si vedrà.

Questo non è un treno ma un carro bestiame, tutti ammassati addosso alle lamiere, o seduti per terra alla beduina.

Un ometto con la cravatta nera mi butta tra le braccia un pargoletto con gli occhietti vispi e si perde in mezzo alla calca, il pargoletto mi sorride pieno di simpatia, mi punta i piedi sullo stomaco e pigia e scalcia con forza insospettabile in un neonato, seppure di ultima generazione.

Penso che sono senza biglietto. Ho il B.I.R.G., ma non è valido per questa tratta presa per sbaglio, e comunque non ho pensato a vidimarlo, se passa il controllore sono bollato. Ho con me anche una bicicletta e un neonato, che gli vado a raccontare? A proposito, ma di chi è ‘sta bicicletta sconquassata e ‘sto ragazzino con le gambette da calciatore all’attacco, e chi è tutta questa gente che mi sta ammucchiata sopra e mi leva l’aria, e che fine ha fatto l’ometto con la cravatta nera?

Siamo arrivati. Tutti scendono e nessuno che pensi a darmi una mano. Ma ecco che emerge dal nulla l’ometto con la cravatta nera, afferra il piccino recalcitrante e sparisce senza una parola, anch’io scendo e mi trascino dietro la bicicletta che non è mia, ma sono io che l’ho portata sul treno.

In città è tutto buio, voglio andare a comperare un biglietto perché il viaggio di ritorno lo voglio fare tranquillo, ma non so come orientarmi, mi sembra di ricordare che la biglietteria si trovi più avanti spostata verso destra, e lì mi dirigo spingendo per il manubrio la bicicletta, spingendo in salita sempre più in salita, ma più avanzo e più il buio infittisce, non vedo a un palmo dal naso, al diavolo pure il biglietto, se c’è da pagare pagherò la multa, giro la bicicletta e torno al binario da cui sono sceso, e mentre sto lì ad aspettare che un treno passi vedo lampeggiare un’insegna con su scritto bar e tabaccheria, e allora mi dico ora faccio una corsa e mi vado a comprare il biglietto, e per fare prima inforco la bicicletta e pedalo seguendo la luce gialla e verde dell’insegna al neon, e arrivo di fronte a un palazzo squadrato con tanti finestroni scuri e nemmeno una porta, l’insegna non è più visibile da quell’angolazione oppure si è spenta, ma perché questa città sta così immersa nell’oscurità più fitta, ed ecco due ragazzi che mi girano intorno ridacchiando, e io penso di filarmela in bicicletta senza voltarmi indietro, ma sono per natura ostinato e se dico che voglio un biglietto avrò il mio biglietto di ritorno, e prendendo il toro per le corna chiedo ai ragazzi dove si trova il bar tabaccheria ché mi serve un biglietto metrebus per 20 chilometri e uno dei due mi dice “Tu non lo troveresti mai, se vuoi ti ci vado io”. Bene, gli sto per rispondere, quando mi trovo accanto la mia amica Gilda neo zelandese, e chi ci pensava a lei, non la vedo e non la sento da più di venti anni e adesso eccola qui, minuscoletta e taciturna, che mi guarda con gli occhioni color nocciola acerba e io capisco senza bisogno di parole che anche lei è senza biglietto, anche lei si trova nella mia stessa incredibile situazione, e non sa come uscirne.

Sì grazie”, dico al ragazzo che è rimasto a guardarmi con aria innocente e bieca “due biglietti metrebus per favore… facciamo per cinquanta chilometri…” e ancora non ho finito di parlare che il ragazzo è già schizzato via, ed eccolo di ritorno con i due biglietti in mano e un sorrisino ambiguo all’angolo della bocca. Adesso questi due mi danno una mazzata in testa e mi levano portafogli e bicicletta e forse pure la mia amica Gilda, e mentre questo pensiero mi dà la scossa, il ragazzo mi porge i biglietti e allunga la mano aspettando che gli rimborsi i soldi, e io comincio a cercare nel mio portafoglio, e tiro fuori una manciata di centesimi che mi metto a contare con pedanteria, con una tirchieria che non mi riconosco, mentre i due ragazzi ridono dandosi gomitate e sento la parola “spilorcio” arrivarmi dritta in faccia come uno schiaffo e non so come respingerla, e i due ragazzi si allontanano ridendo senza aver preso i soldi, senza avermi rapinato e senza aver dato nemmeno uno sguardo alla mia amica neo zelandese, e io col trabiccolo che continuo a trascinarmi dietro come un ferrovecchio in pensione, con la mia amichetta silenziosa al fianco, mi avvio scorato verso la stazione desiderando con tutta l’anima di svegliarmi da questo incubo agostano, mentre nella testa mi risuonano come martelli pneumatici tre parole, mai sentite prima in vita mia, in una lingua morta e mai sepolta, Nosce te ipsum, e la mia amichetta Gilda apre finalmente la bocca per dire Acta est fabula, e io mi risveglio in un bagno di sudore nella mia stanzetta sottotetto, accecato dal sole che entra dalla persiana accostata e sbatte sulle pareti con allegra violenza, e le parole Hic sunt leones mi si stampano chiare in mente, risalite da chissà quali profondità e interstizi, e io comincio a girare per la stanza mimando un safari alla Hemingway, dove io sono belva e cacciatore e terra inesplorata, e iena puzzolente che non riesce a smettere di ridere.


Maria Lanciotti


Articoli correlati

  Premio di poesia e stornelli nei dialetti del Lazio “Vincenzo Scarpellino” 2016
  Maria Lanciotti: Cantuccio della fantasia. Leggende indiane. (Seconda parte)
  Vetrina/ Maria Lanciotti. Ancora e sempre una possibilità per un sogno di pace
  Vetrina/ Maria Lanciotti. Nuove terre
  Premi e concorsi/ Maria Lanciotti. Giuggiole m’offri...
  Maria Lanciotti. Amal, la speranza migrante
  Vetrina/ Maria Lanciotti. La ballata del monsignore
  Vetrina/ Maria Lanciotti. Bianco
  Maria Lanciotti. La via di Pepe
  Maria lanciotti: Io Nico che so come amarti
  Maria Lanciotti: La Rosa di Ferro
  Vetrina/ Maria Lanciotti. Estasi
  Vetrina/ Maria Lanciotti. Cicli
  In libreria/ Memoria e dialetto in “Giracéo” di Maria Lanciotti
  Maria Lanciotti: “Tempo di abbracciare”. Prendendo spunto dal libro dell’Ecclesiaste
  Luca Leoni. “Se tu mi chiedessi”, ovvero la realtà che precede la fantasia
  Vetrina/ Maria Lanciotti. L'onda
  Maria Lanciotti. Poesie sparse
  Maria Lanciotti. SpirAli – Appunti per un vissuto
  Vetrina/ Maria Lanciotti. Haiku – con e senza kigo
  14 febbraio. Amore, “dacci un segno di vita”
  Maria Lanciotti: L’ombra cupa der cupolone
  Vetrina/ Maria Lanciotti. Traccia
  In libreria/ Maurizio Rossi. “Riόne Munnu (Borgata Mondo)” di Maria Lanciotti
  Maria Lanciotti. SpirAli – Appunti per un vissuto
  Maria Lanciotti. Se tu mi chiedessi
  Maria Lanciotti. Music “on Volcanic Lakes”
  Maria Lanciotti. SpirAli – Appunti per un vissuto
  Maria Lanciotti: Questione di QI
  Vetrina/ Maria Lanciotti (haiku)
  Vetrina/ Maria Lanciotti. Assolo
  Vetrina/ Maria Lanciotti. Nuvole e fumo
  Maria Lanciotti. Estate 1943 – Forse un ricordo, forse un racconto
  Maria Lanciotti. Sulla Ciampino-Roma alcuni anni fa
  Vetrina/ Maria Lanciotti. Sassi e astri
  Vetrina/ Maria Lanciotti. Leggi
  Vetrina/ Maria Lanciotti. E pensavo a te (per i Ragazzi del ’99)
  Vetrina/ Maria Lanciotti. A volte, il cielo... (1960)
  Maria Lanciotti: I mangiatori di carta.
  Maria Lanciotti. Stasera si cambia programma
  Vetrina/ Maria Lanciotti. Araldica
  Maria Lanciotti: Aspettando Samuele
  Maria Lanciotti. Forza Roma!
  Maria Lanciotti. Castelli da amare
  Vetrina/ Maria Lanciotti. Non vedo bambini nel borgo
  I “Brevissimi” di Maria Lanciotti/ 1. Rione Mirafiori
  Vetrina – In libreria/ Maria Lanciotti. Flash
  Maria Lanciotti. Il gioco del “Mai si sarebbe pensato”
  Maria Lanciotti. Panorama
  Maria Lanciotti. Murale
  Vetrina/ Maria Lanciotti. Lungomare degli Ardeatini
  Maria Lanciotti: Cantuccio della fantasia. Leggende indiane (Terza parte)
  Lapegrama: “Come andarono i fatti” di Maria Lanciotti
  Shingle. Diari scritti dai padri per i nostri figli
  Amina e la maledizione dell’abate
  A Monte Compatri il Villaggio di Gennaro
  Maria Lanciotti: Invettiva
  Maria Lanciotti: La confessione
  Maria Lanciotti: Infinitamente mai
  Maria Lanciotti su Storia dell'infelicità di Flavio Ermini.
  Maria Lanciotti: Cantuccio della fantasia. Leggende indiane. (Prima parte)
  Maria Lanciotti. Cantuccio della fantasia/ Leggende indiane. (Quinta parte)
  Maria Lanciotti, Pensierino estivo della sera
  Vetrina/ Maria Lanciotti. Mediterraneo
  Vetrina/ Maria Lanciotti. Io sono musulmana
  Maria Lanciotti. Ricordati di santificare le feste
  Vetrina/ Maria Lanciotti. Ecclèsia
  Maria Lanciotti: Un passo indietro
  Alberto Pucciarelli. “Il Villaggio di Gennaro”, ovvero Cooperativa san Giuseppe
  Vetrina/ Maria Lanciotti. Percezioni (12 haiku)
  Spot/ Maria Lanciotti. E dirti ancora
  Maria Lanciotti. Il Caligola riflesso
  Maria Lanciotti. La voce della Luna
  Maria Lanciotti: L'ultimo Milingo a Zagarol
  Maria Lanciotti. Augusto racconta.../ Ringo
  Vetrina/ Maria Lanciotti. Estemporanee
  Maria Lanciotti: Per chi ama, per chi è amato.
  Vetrina/ Maria Lanciotti. Dieci haiku
  Vetrina, In libreria/ Maria Lanciotti. Suono e visione – 1/3
  Monte Compatri. Maria Lanciotti per “Il Caligola riflesso”
  Maria Lanciotti. Mi hanno rubato la conca di rame
  Vetrina/ Maria Lanciotti. Paisà
  Vetrina/ Maria Lanciotti. Eroi
  Maria Lanciotti. La vera faccia del corteo contro l’inceneritore di Albano
  Maria Lanciotti. La Cina nel cuore
  Vetrina/ Maria Lanciotti. Lungomare
 
 
 
Commenti
Lascia un commentoNessun commento da leggere
 
Indietro      Home Page
STRUMENTI
Versione stampabile
Gli articoli più letti
Invia questo articolo
INTERVENTI dei LETTORI
Un'area interamente dedicata agli interventi dei lettori
SONDAGGIO
TURCHIA NELL'UNIONE EUROPEA?

 73.4%
NO
 26.6%

  vota
  presentazione
  altri sondaggi
RICERCA nel SITO



Agende e Calendari

Archeologia e Storia

Attualità e temi sociali

Bambini e adolescenti

Bioarchitettura

CD / Musica

Cospirazionismo e misteri

Cucina e alimentazione

Discipline orientali

Esoterismo

Fate, Gnomi, Elfi, Folletti

I nostri Amici Animali

Letture

Maestri spirituali

Massaggi e Trattamenti

Migliorare se stessi

Paranormale

Patologie & Malattie

PNL

Psicologia

Religione

Rimedi Naturali

Scienza

Sessualità

Spiritualità

UFO

Vacanze Alternative

TELLUSfolio - Supplemento telematico quotidiano di Tellus
Dir. responsabile Enea Sansi - Reg. Trib. Sondrio n. 208 del 21/12/1989 - ISSN 1124-1276 - R.O.C. N. 24762 LABOS Editrice
Sede legale: Via Fontana, 11 - 23017 MORBEGNO - Tel. e Fax 0342 610861 C.F./P.IVA 00668000144 - SONDRIO REA 46909 - capitale sociale € 7.000 i.v. privacy policy