Martedì , 17 Luglio 2018
VIGNETTA della SETTIMANA
Esercente l'attività editoriale
Realizzazione ed housing
BLOG
MACROLIBRARSI.IT
RICERCA
SU TUTTO IL SITO
TellusFolio > Bottega letteraria > Prodotti e confezioni
 
Share on Facebook Share on Twitter Share on Linkedin Delicious
In libreria/ Memoria e dialetto in “Giracéo” di Maria Lanciotti 
Annotazioni di Ombretta Ciurnelli
26 Dicembre 2013
 

e tutto revè ‘n cima co nu fiottu

rusciu, comme nu fócu.

(e tutto risale con un fiotto / rosso, come un fuoco)

 

 

Il dialetto, quando è lingua della memoria, diviene ponte tra presente e passato e testimone di un mondo antropologico scomparso; il tempo può sfumarne i contorni, come attraverso una lente, ma questo è proprio dei meccanismi della memoria che nel tempo diviene selettiva e deformante.

Insieme ad altri temi, è soprattutto il mondo dei ricordi, declinati in varie modulazioni, a dominare in Giracéo, la prima raccolta in dialetto della poetessa Maria Lanciotti, nata a Roma, ma cresciuta sin dall’infanzia tra i suoni del dialetto di Subiaco, dove da bambina si recava a trascorrere l’estate, vivendo immersa nella lingua e nelle tradizioni locali che non ha mai dimenticato. Ora Maria Lanciotti vive a Velletri e di Subiaco, pregevole borgo medievale dell’alta Valle dell’Aniene, dice lei stessa: «Subbjacumeo me lo porto nella voce insistente del fiume, nel frusciare morbido dei pioppi, nel suono delle campane e delle fisarmoniche nei giorni di festa. Torno spesso a Subiaco e ritrovo sempre quel che cerco, la memoria lucidissima di un tempo lontano e presente di affetti mai dimenticati».

Il microcosmo arcaico raccontato dalla Lanciotti è un mondo ormai mitico in frizione con gli stili di vita legati alla modernità; anche il fiume, ad esempio, è costretto a fare i conti con nuove realtà ambientali e può esserci chi, solo per avere mutato residenza, non vuole o non sa più ricordare nemmeno le vecchie parole, in un tempo di consumi rapidi, in cui anche parole e ricordi finiscono al macero (Mo uno se more / e fau piazza pulita: Adesso uno muore e fanno piazza pulita).

Quando si parla di ricordi e non si è più nella verde età, può capitare che il passato revè ‘n cima co nu fiottu / rusciu, comme nu fócu (risale con un fiotto / rosso, come un fuoco) e a volte comme / nu tiru ‘e fiógna / ca t’accóglie agliu petto (come / un tiro di fionda / che ti colpisce al petto). Così accade nella lirica “Lùccica” in cui attraverso immagini a tratti surreali si disegna la storia di una sposa che si è fatta vecchia.

Dal passato tornano figure ben disegnate, come quella struggente di Maria Trucchione, quasi uno Spoon River, che racconta la sua storia intrisa di amore e di guerra, o quella della barbona, testimone della miseria del nostro tempo, che culla negli stracci un antico sogno di madre.

Ci sono i luoghi del paese, alcuni diruti, un tempo forse luoghi di incontri d’amore e resta vivo nel ricordo il cicaleccio di vicoli stretti che ricorda le fatiche di un tempo, quando ‘gni spica ‘e ranu era n’avemmaria ‘e no rosariu / ca no scorta mmai (ogni spiga di grano / era un’avemaria / di un rosario / che non finiva mai).

Ma nella raccolta della Lanciotti ci sono anche altri temi e altri registri. C’è, ad esempio, il minimalismo della vita quotidiana assaporata nelle piccole cose (Ju sfriju ‘e ll’óglio / ‘ntremente j’agliu frìe / e ci jitti cicoria / e ramoracce: Lo strepito dell’olio / mentre l’aglio frigge / e ci metti cicoria / e ramolacce). C’è l’amore, a volte parco nelle sue manifestazioni, ma che sa tuttavia palesarsi attraverso piccoli gesti o la condivisione di piccoli gesti.

Dell’Autrice si ricava il ritratto di una donna decisa: Tengo na léngua / ca ‘n se sta mmai ferma (Ho una lingua / che non sa stare mai ferma), che, anche quando le ossa si fanno fragili e la pelle si aggrinzisce, porta dentro di sé uno spirito rivoluzionario che te fa nova ssa vita (che ti rinnova la vita), un po’ come un fragile germoglio che prende fiato e si ostina ad arrampicarsi.

Nel fondo trapela la consapevolezza dell’inesorabile avvicendarsi di tempi e situazioni: S’ha da recommenzà / chella fatica / ca se scórte / scórte puru la vita ( Si deve ricominciare / quella fatica / che se finisce / muore anche la vita); si veda la breve lirica “Nu recami ‘e vita” dove recita: ju céo, nu / lenzóio ‘e spósa, / nu recamo ‘e vita / refinitu e sempre ancora / d’areccommenzà (il cielo un lenzuolo da sposa / un ricamo di vita / rifinito / e sempre ancora / da ricominciare).

C’è infine l’attenzione al paesaggio, ai colori, ai profumi, ai rumori della terra, in una rappresentazione materica dei luoghi e sempre carica di forti emozioni, come in “Mimosa”: adda comm’è bella / ‘lla mimosa / ca s’orobba ju sole, ca sventaglia òro / e addóre / de primavera (oddio com’è bella / la mimosa / che ruba il sole, / che sparge oro / e sentore / di primavera)

 

 

Maria Lanciotti, Giracéo (Capogiro)

Poesie in dialetto sublacense

Edizioni Cofine, Roma 2013, pp. 48, € 10


Articoli correlati

  Maria Lanciotti. Cantuccio della fantasia/ Leggende indiane. (Quinta parte)
  Maria Lanciotti. Amal, la speranza migrante
  Maria Lanciotti. Il Caligola riflesso
  Vetrina/ Maria Lanciotti (haiku)
  Vetrina/ Maria Lanciotti. Paisà
  Vetrina/ Maria Lanciotti. Haiku – con e senza kigo
  Vetrina/ Maria Lanciotti. Io sono musulmana
  Vetrina/ Maria Lanciotti. Eroi
  Vetrina, In libreria/ Maria Lanciotti. Suono e visione – 1/3
  Maria Lanciotti. Se tu mi chiedessi
  A Monte Compatri il Villaggio di Gennaro
  Vetrina/ Maria Lanciotti. Estemporanee
  Vetrina/ Maria Lanciotti. A volte, il cielo... (1960)
  Monte Compatri. Maria Lanciotti per “Il Caligola riflesso”
  Maria Lanciotti: Cantuccio della fantasia. Leggende indiane. (Seconda parte)
  Maria Lanciotti: Per chi ama, per chi è amato.
  Vetrina/ Maria Lanciotti. Leggi
  Vetrina/ Maria Lanciotti. Assolo
  Vetrina/ Maria Lanciotti. Ancora e sempre una possibilità per un sogno di pace
  Vetrina/ Maria Lanciotti. Lungomare degli Ardeatini
  14 febbraio. Amore, “dacci un segno di vita”
  Premi e concorsi/ Maria Lanciotti. Giuggiole m’offri...
  Vetrina/ Maria Lanciotti. Estasi
  Maria Lanciotti, Pensierino estivo della sera
  Maria Lanciotti. SpirAli – Appunti per un vissuto
  Vetrina/ Maria Lanciotti. Cicli
  Maria Lanciotti. Forza Roma!
  Vetrina/ Maria Lanciotti. L'onda
  Luca Leoni. “Se tu mi chiedessi”, ovvero la realtà che precede la fantasia
  Maria Lanciotti: La Rosa di Ferro
  Maria Lanciotti: “Tempo di abbracciare”. Prendendo spunto dal libro dell’Ecclesiaste
  Alberto Pucciarelli. “Il Villaggio di Gennaro”, ovvero Cooperativa san Giuseppe
  Maria Lanciotti. La vera faccia del corteo contro l’inceneritore di Albano
  Maria Lanciotti: L’ombra cupa der cupolone
  In libreria/ Maurizio Rossi. “Riόne Munnu (Borgata Mondo)” di Maria Lanciotti
  Maria Lanciotti. SpirAli – Appunti per un vissuto
  Maria Lanciotti. SpirAli – Appunti per un vissuto
  Maria Lanciotti. Music “on Volcanic Lakes”
  Vetrina/ Maria Lanciotti. Nuvole e fumo
  Maria Lanciotti. Sulla Ciampino-Roma alcuni anni fa
  Maria Lanciotti. Estate 1943 – Forse un ricordo, forse un racconto
  Maria Lanciotti. La via di Pepe
  Vetrina/ Maria Lanciotti. La ballata del monsignore
  Maria Lanciotti: I mangiatori di carta.
  Maria Lanciotti. Stasera si cambia programma
  Vetrina/ Maria Lanciotti. Araldica
  Maria Lanciotti. Poesie sparse
  Maria Lanciotti. Castelli da amare
  Maria Lanciotti: Aspettando Samuele
  I “Brevissimi” di Maria Lanciotti/ 1. Rione Mirafiori
  Vetrina – In libreria/ Maria Lanciotti. Flash
  Maria Lanciotti. Panorama
  Maria Lanciotti. Murale
  Maria Lanciotti: Cantuccio della fantasia. Leggende indiane (Terza parte)
  Lapegrama: “Come andarono i fatti” di Maria Lanciotti
  Vetrina/ Maria Lanciotti. Sassi e astri
  Vetrina/ Maria Lanciotti. Bianco
  Amina e la maledizione dell’abate
  Maria Lanciotti: Invettiva
  Maria Lanciotti: La confessione
  Maria Lanciotti. Il gioco del “Mai si sarebbe pensato”
  Maria Lanciotti: Infinitamente mai
  Maria Lanciotti su Storia dell'infelicità di Flavio Ermini.
  Vetrina/ Maria Lanciotti. Già tutto detto...
  Maria lanciotti: Io Nico che so come amarti
  Vetrina/ Maria Lanciotti. Mediterraneo
  Vetrina/ Maria Lanciotti. Traccia
  Premio di poesia e stornelli nei dialetti del Lazio “Vincenzo Scarpellino” 2016
  Maria Lanciotti. Ricordati di santificare le feste
  Maria Lanciotti. Qui ci sono i leoni
  Vetrina/ Maria Lanciotti. Ecclèsia
  Spot/ Maria Lanciotti. E dirti ancora
  Maria Lanciotti. La voce della Luna
  Maria Lanciotti: L'ultimo Milingo a Zagarol
  Maria Lanciotti. Augusto racconta.../ Ringo
  Vetrina/ Maria Lanciotti. Non vedo bambini nel borgo
  Maria Lanciotti: Cantuccio della fantasia. Leggende indiane. (Prima parte)
  Maria Lanciotti. Mi hanno rubato la conca di rame
  Vetrina/ Maria Lanciotti. Lungomare
  Shingle. Diari scritti dai padri per i nostri figli
  Vetrina/ Maria Lanciotti. Percezioni (12 haiku)
  Vetrina/ Maria Lanciotti. Dieci haiku
  Maria Lanciotti: Un passo indietro
  Maria Lanciotti: Questione di QI
  Maria Lanciotti. La Cina nel cuore
  Vetrina/ Maria Lanciotti. Nuove terre
  Vetrina/ Maria Lanciotti. E pensavo a te (per i Ragazzi del ’99)
  In libreria/ Dialetto. Lingua della poesia
 
 
 
Commenti
Lascia un commentoNessun commento da leggere
 
Indietro      Home Page
STRUMENTI
Versione stampabile
Gli articoli più letti
Invia questo articolo
INTERVENTI dei LETTORI
Un'area interamente dedicata agli interventi dei lettori
SONDAGGIO
TURCHIA NELL'UNIONE EUROPEA?

 76.9%
NO
 23.1%

  vota
  presentazione
  altri sondaggi
RICERCA nel SITO



Agende e Calendari

Archeologia e Storia

Attualità e temi sociali

Bambini e adolescenti

Bioarchitettura

CD / Musica

Cospirazionismo e misteri

Cucina e alimentazione

Discipline orientali

Esoterismo

Fate, Gnomi, Elfi, Folletti

I nostri Amici Animali

Letture

Maestri spirituali

Massaggi e Trattamenti

Migliorare se stessi

Paranormale

Patologie & Malattie

PNL

Psicologia

Religione

Rimedi Naturali

Scienza

Sessualità

Spiritualità

UFO

Vacanze Alternative

TELLUSfolio - Supplemento telematico quotidiano di Tellus
Dir. responsabile Enea Sansi - Reg. Trib. Sondrio n. 208 del 21/12/1989 - ISSN 1124-1276 - R.O.C. N. 24762 LABOS Editrice
Sede legale: Via Fontana, 11 - 23017 MORBEGNO - Tel. e Fax 0342 610861 C.F./P.IVA 00668000144 - SONDRIO REA 46909 - capitale sociale € 7.000 i.v. privacy policy