Venerdì , 20 Luglio 2018
VIGNETTA della SETTIMANA
Esercente l'attività editoriale
Realizzazione ed housing
BLOG
MACROLIBRARSI.IT
RICERCA
SU TUTTO IL SITO
TellusFolio > Nave Terra > Sì, viaggiare
 
Share on Facebook Share on Twitter Share on Linkedin Delicious
Maria Lanciotti, Pensierino estivo della sera
28 Luglio 2006
 
Tellusfolio va oltre i normali blog o i siti dove magari un io poetico o filosofico mostra il meglio o il peggio di sé con la scrittura; Tellusfolio è un “luogo” dove lo scambio non è affidato a frasette o battute o al facile schermo dei libri letti e impilati in bella vista, ma ad uno scambiarsi-modularsi di riflessioni, che portano chi scrive (sul portale) e il lettore-navigatore, alla possibilità di produrre nuovi testi o almeno a uno scambio di opinioni che diventi un ulteriore velo di scrittura. Maria Lanciotti apre, qui, un possibile nuovo incrocio – rinviabile a descrizioni di viaggi nella condizione dell’uomo massa – in Tellusfolio. Sarei tentato di chiamare questo luogo “Radura pasoliniana”. (cds)  
 
PENSIERINO ESTIVO DELLA SERA
 
Anche questo un anno terribile. Ogni giorno tragedie e catastrofi di ogni ordine e grado, e quello che più spaventa è che noi non sembriamo spaventati ma rassegnati a tutto.
Le madri uccidono i figli, i figli uccidono i genitori, i padri uccidono la famiglia. Poi c'è il mattatoio pubblico e legalizzato che lavora a pieno regime.
È una gabbia di matti dove non ci sono sbarre sufficienti per sbattere il capo e la crudeltà ride fra le mura.
Dove andremo a finire non vogliamo saperlo, è questa la vera tragedia. Spalancare gli occhi sul baratro mentre l'ultima striscia di terra frana sotto i piedi richiede un coraggio che non abbiamo. È qui la tragedia. Stare in mezzo alla morte coscienti di essere vivi e già quasi sepolti, questa è la vera tragedia.
Svegliarsi e come? per fare che?
Per soffrire dell'umanità che soffre, almeno questo.
Ma sembra che sia andata perduta la capacità di soffrire, così come sembra che sia andata perduta la capacità di desiderare, di volere.
È questa la nostra tragedia.
Tutti condannati a morte in attesa di una esecuzione di cui non si può scegliere la modalità, e sentire che il tempo concesso di vita lo si sta vivendo nel terrore che non si manifesta – ma assume forme subdole – chiamato comunemente e genericamente disagio.
La scacchiera è sotto i nostri occhi e la partita si svolge inesorabile. Noi stiamo a guardare. A debita distanza, senza farci prendere dall'agitazione. Compostamente. Sembra che sia andata perduta anche la capacità di emozionarsi.
È facile che sia così. L'incerto equilibrio si regge sulla non partecipazione emotiva. Siamo diventati fragili. Travolti ogni giorno dall'ondata anomala che sconvolge il pianeta in lungo e in largo ci siamo scavati una fossa e lì ce ne stiamo rintanati cercando di non pensare.
È questa la nostra tragedia. Noi occidentali del terzo millennio siamo esseri consapevoli e consenzienti in virtù del tacito assenso. In altre parole complici per assenza.
Ci vergogniamo per questo. E ancor più ci adagiamo nella fossa pesanti della nostra presunta impotenza.
Perché la nostra è impotenza presunta. Forse di comodo. Forse di reale scoramento.
Ebbene ciò non è lecito. Non si ha il diritto di morire quando ancora si può tentare di vivere.
Non vuoi farlo per te? È questo il punto.
Nessuno tiene più alla sua vita.
Che vuol dire questo? Che ci vogliamo estinguere perché abbiamo compreso e assodato che la razza umana non merita di esistere?
Gravissimo errore. Nessuno si può arrogare il diritto di giudizio senza appello quando in ballo c'è l'imponderabile, l'insondabile. Che resti almeno il beneficio di un dubbio.
E comunque non è lecito sottrarsi all'appartenenza del genere umano, che comprende i tuoi padri e i tuoi figli, il tuo essere compiuto e realizzato che anche quando si rannicchia e contrae resta tuttavia la forma più alta di pensiero del mondo conosciuto.
Nessuno tiene più alla sua vita e per questo impazzisce nel cercare di viverla all'infinito.
Ottenere in dono la vita crea una obbligazione verso la vita stessa. Se non si ottempera all'obbligo di vivere degnamente non si può forse poi degnamente morire.
Per te non importa né la vita né la morte?
Trova allora un altro motivo per sottrarti all'inerzia. Forse qualcuno che non hai mai visto e mai vedrai ha bisogno di te. Forse ti chiama papà, forse ti chiama mamma. Forse non ti chiama affatto perché ha perduto la voce per l'orrore sotto uno di quei bombardamenti a cui ha assistito sopravvivendo.
Forse qualcuno ti chiama che si trova a due passi da te, forse è tuo figlio stesso. E se non è tuo figlio perché figli tu non ne hai, sarà pure il figlio di qualcuno.
E finché c'è il figlio di qualcuno che chiama – o peggio ancora che non chiama, ma tu sai che c'è, e che ha bisogno di aiuto – tu non hai il diritto di scansarti.
Questo vuol dire appartenere alla razza umana. Altrimenti di altra razza si tratta.
L'hai sentito l’ultimo telegiornale? Nessuna zona di conflitto sta nell'altro mondo.
 
Maria Lanciotti

Articoli correlati

  Maria Lanciotti. Cantuccio della fantasia/ Leggende indiane. (Quinta parte)
  Maria Lanciotti. Amal, la speranza migrante
  Maria Lanciotti. Il Caligola riflesso
  Vetrina/ Maria Lanciotti. Dieci haiku
  Vetrina/ Maria Lanciotti. Paisà
  Vetrina/ Maria Lanciotti. Non vedo bambini nel borgo
  Vetrina/ Maria Lanciotti. Io sono musulmana
  A Monte Compatri il Villaggio di Gennaro
  Vetrina/ Maria Lanciotti. Già tutto detto...
  Amina e la maledizione dell’abate
  Maria Lanciotti. Augusto racconta.../ Ringo
  Vetrina/ Maria Lanciotti. Estemporanee
  Maria Lanciotti. Mi hanno rubato la conca di rame
  Maria Lanciotti. SpirAli – Appunti per un vissuto
  Vetrina/ Maria Lanciotti. L'onda
  Luca Leoni. “Se tu mi chiedessi”, ovvero la realtà che precede la fantasia
  Maria Lanciotti: Questione di QI
  Vetrina/ Maria Lanciotti. Cicli
  Maria Lanciotti: La Rosa di Ferro
  Maria Lanciotti: “Tempo di abbracciare”. Prendendo spunto dal libro dell’Ecclesiaste
  Alberto Pucciarelli. “Il Villaggio di Gennaro”, ovvero Cooperativa san Giuseppe
  Maria Lanciotti. La vera faccia del corteo contro l’inceneritore di Albano
  Maria Lanciotti: L’ombra cupa der cupolone
  In libreria/ Maurizio Rossi. “Riόne Munnu (Borgata Mondo)” di Maria Lanciotti
  Vetrina/ Maria Lanciotti. Assolo
  Maria Lanciotti. SpirAli – Appunti per un vissuto
  Maria Lanciotti. SpirAli – Appunti per un vissuto
  Maria Lanciotti. Music “on Volcanic Lakes”
  Vetrina/ Maria Lanciotti. Haiku – con e senza kigo
  Vetrina, In libreria/ Maria Lanciotti. Suono e visione – 1/3
  Monte Compatri. Maria Lanciotti per “Il Caligola riflesso”
  Vetrina/ Maria Lanciotti. Lungomare
  Vetrina/ Maria Lanciotti. Leggi
  Vetrina/ Maria Lanciotti. Nuvole e fumo
  Vetrina/ Maria Lanciotti. A volte, il cielo... (1960)
  Maria Lanciotti. Sulla Ciampino-Roma alcuni anni fa
  Maria Lanciotti. La via di Pepe
  Maria Lanciotti. Estate 1943 – Forse un ricordo, forse un racconto
  Maria Lanciotti: I mangiatori di carta.
  Maria Lanciotti. Stasera si cambia programma
  Maria Lanciotti. Poesie sparse
  Maria Lanciotti. Castelli da amare
  Vetrina/ Maria Lanciotti. Araldica
  Maria Lanciotti: Aspettando Samuele
  In libreria/ Memoria e dialetto in “Giracéo” di Maria Lanciotti
  I “Brevissimi” di Maria Lanciotti/ 1. Rione Mirafiori
  Vetrina – In libreria/ Maria Lanciotti. Flash
  Maria Lanciotti. Panorama
  Maria Lanciotti. Murale
  14 febbraio. Amore, “dacci un segno di vita”
  Maria Lanciotti. Forza Roma!
  Maria Lanciotti: Cantuccio della fantasia. Leggende indiane (Terza parte)
  Vetrina/ Maria Lanciotti. Traccia
  Vetrina/ Maria Lanciotti (haiku)
  Vetrina/ Maria Lanciotti. Bianco
  Maria Lanciotti. Se tu mi chiedessi
  Vetrina/ Maria Lanciotti. Percezioni (12 haiku)
  Maria lanciotti: Io Nico che so come amarti
  Vetrina/ Maria Lanciotti. La ballata del monsignore
  Maria Lanciotti: Per chi ama, per chi è amato.
  Vetrina/ Maria Lanciotti. Estasi
  Vetrina/ Maria Lanciotti. Ancora e sempre una possibilità per un sogno di pace
  Vetrina/ Maria Lanciotti. Lungomare degli Ardeatini
  Lapegrama: “Come andarono i fatti” di Maria Lanciotti
  Vetrina/ Maria Lanciotti. Sassi e astri
  Maria Lanciotti: Cantuccio della fantasia. Leggende indiane. (Seconda parte)
  Vetrina/ Maria Lanciotti. Eroi
  Vetrina/ Maria Lanciotti. Nuove terre
  Maria Lanciotti: Invettiva
  Maria Lanciotti: La confessione
  Maria Lanciotti. Il gioco del “Mai si sarebbe pensato”
  Maria Lanciotti: Infinitamente mai
  Vetrina/ Maria Lanciotti. E pensavo a te (per i Ragazzi del ’99)
  Maria Lanciotti su Storia dell'infelicità di Flavio Ermini.
  Premio di poesia e stornelli nei dialetti del Lazio “Vincenzo Scarpellino” 2016
  Maria Lanciotti. Ricordati di santificare le feste
  Maria Lanciotti. Qui ci sono i leoni
  Vetrina/ Maria Lanciotti. Ecclèsia
  Spot/ Maria Lanciotti. E dirti ancora
  Maria Lanciotti. La voce della Luna
  Maria Lanciotti: L'ultimo Milingo a Zagarol
  Vetrina/ Maria Lanciotti. Mediterraneo
  Maria Lanciotti: Cantuccio della fantasia. Leggende indiane. (Prima parte)
  Shingle. Diari scritti dai padri per i nostri figli
  Maria Lanciotti: Un passo indietro
  Maria Lanciotti. La Cina nel cuore
  Premi e concorsi/ Maria Lanciotti. Giuggiole m’offri...
 
 
 
Commenti
Lascia un commentoLeggi i commenti [ 1 commento ]
 
Indietro      Home Page
STRUMENTI
Versione stampabile
Gli articoli più letti
Invia questo articolo
INTERVENTI dei LETTORI
Un'area interamente dedicata agli interventi dei lettori
SONDAGGIO
TURCHIA NELL'UNIONE EUROPEA?

 76.9%
NO
 23.1%

  vota
  presentazione
  altri sondaggi
RICERCA nel SITO



Agende e Calendari

Archeologia e Storia

Attualità e temi sociali

Bambini e adolescenti

Bioarchitettura

CD / Musica

Cospirazionismo e misteri

Cucina e alimentazione

Discipline orientali

Esoterismo

Fate, Gnomi, Elfi, Folletti

I nostri Amici Animali

Letture

Maestri spirituali

Massaggi e Trattamenti

Migliorare se stessi

Paranormale

Patologie & Malattie

PNL

Psicologia

Religione

Rimedi Naturali

Scienza

Sessualità

Spiritualità

UFO

Vacanze Alternative

TELLUSfolio - Supplemento telematico quotidiano di Tellus
Dir. responsabile Enea Sansi - Reg. Trib. Sondrio n. 208 del 21/12/1989 - ISSN 1124-1276 - R.O.C. N. 24762 LABOS Editrice
Sede legale: Via Fontana, 11 - 23017 MORBEGNO - Tel. e Fax 0342 610861 C.F./P.IVA 00668000144 - SONDRIO REA 46909 - capitale sociale € 7.000 i.v. privacy policy