Mercoledì , 26 Giugno 2019
VIGNETTA della SETTIMANA
Esercente l'attività editoriale
Realizzazione ed housing
BLOG
MACROLIBRARSI.IT
RICERCA
SU TUTTO IL SITO
TellusFolio > Diario di bordo
 
Share on Facebook Share on Twitter Share on Linkedin Delicious
Sabina Amidi. Le 'sposavo' prima dell'esecuzione
31 Luglio 2009
 

Nota dell'autrice: Durante questa intervista, un membro in servizio del corpo paramilitare iraniano Basiji ha narrato del suo ruolo nel sopprimere le manifestazioni di protesta delle scorse settimane. L'uomo ha anche raccontato nel dettaglio gli aspetti dei suoi compiti precedenti nella milizia, compresa la sua partecipazione agli stupri di minorenni iraniane prima dell'esecuzione della loro condanna a morte. L'intervista si è data in condizioni di anonimato. Per le stesse ragioni di sicurezza, il nome della terza persona che l'ha favorita non può essere rivelato.

*

Fondata dall'ayatollah Ruhollah Khomeini nel 1979 come “milizia del popolo”, il gruppo di volontari chiamato Basiji è subordinato alle Guardie della rivoluzione e fortemente leale al successore di Khomeini, Khamenei.

L'intervistato, che è sposato con figli, ha parlato subito dopo il suo rilascio dalla prigione. Era detenuto per aver commesso il “crimine” di aver lasciato andare due ragazzini, un maschio di tredici anni ed una femmina di 15, che erano stati arrestati durante una delle dimostrazioni di protesta seguite alle elezioni presidenziali dello scorso giugno.

«Ci sono stati molti altri, poliziotti o membri di forze di sicurezza, arrestati perché avevano mostrato clemenza verso i manifestanti in strada, o perché li avevano lasciati andare senza il consenso dei loro superiori», dice il volontario. Il suo biasimo per la tremenda violenza impiegata dagli apparati di sicurezza iraniani contro i dimostranti va a quelle che chiama “forze di sicurezza importate”: «Hanno reclutato nei piccoli villaggi anche ragazzi di quattordici o quindici anni, ed hanno dato loro talmente tanto potere che questi ragazzini, mi dispiace dirlo, ne hanno davvero abusato. Fanno quel che gli pare. Forzano le persone a svuotare i portafogli, prendono quel che vogliono dai negozi senza pagare, molestano le ragazze, che sono cosi' terrorizzate da non riuscire neanche a muoversi». Questi giovani ed altri vigilantes volontari, ha aggiunto, hanno commesso la maggior parte dei loro crimini in nome del regime.

Quando gli ho chiesto del suo ruolo nella brutale repressione dei manifestanti, e se rimpiangeva qualcosa che aveva fatto, ha risposto evasivamente: «Non ho aggredito nessuno di loro, ma anche se l'avessi fatto è mio dovere eseguire gli ordini. Non ho rimpianti, eccetto che per il periodo in cui ho lavorato come guardia carceraria, durante la mia giovinezza».

Alla domanda sul perché si fosse unito ai volontari del gruppo Basiji, ha replicato: «Quando avevo 16 anni, mia madre mi porto' ad una stazione Basiji e li supplicò di prendermi con loro, perché nel mio futuro non c'era niente. Mio padre era stato un martire della guerra in Iraq, e lei non voleva che io mi dessi alle droghe o che diventassi un criminale di strada.

Non ho avuto scelta».

*

L'uomo si guadagnò presto la stima dei propri superiori, tanto che a 18 anni gli fu conferito l'“onore” di sposare temporaneamente le ragazze detenute prima della loro esecuzione. Nella Repubblica islamica, ha spiegato, è proibito eseguire una condanna a morte su una vergine. Perciò, la notte prima dell'esecuzione si tiene per lei una cerimonia “matrimoniale”, dopo la quale è costretta ad avere rapporti sessuali con la guardia carceraria che è diventata il suo temporaneo “marito”.

«Per questo provo rammarico», ha detto l'uomo, «anche se i matrimoni erano legali».

Perché il rammarico, se i matrimoni erano “legali”? «Perché», ha continuato, «potevo vedere che le ragazze erano più spaventate dalla loro notte di nozze che dall'esecuzione che le aspettava al mattino. E resistevano sempre, per cui si doveva metter loro un po' di sonnifero nel cibo. Al mattino avevano tutte un'espressione vuota. Sembrava quasi che fossero pronte a morire o che lo desiderassero. Ricordo come piangevano ed urlavano quando (lo stupro - nda) era terminato. Non dimenticherò mai come una di loro, appena finito, prese ad incidersi il volto e il collo con le unghie: si praticò profonde ferite dappertutto».

*

Ritornando agli eventi delle ultime settimane, ed alla sua decisione di lasciare liberi i due ragazzini, il volontario ha detto che “onestamente” non sa perché l'ha fatto, anche se la decisione ha condotto al suo arresto: «Forse è stato perché erano così giovani. Sembravano bambini, ed io sapevo cosa sarebbe accaduto loro se non fossero stati rilasciati». Ha aggiunto che un maschio è ritenuto responsabile delle sue azioni dopo i 13 anni, ma che una femmina è responsabile già a nove, per cui è stato il rilascio della fanciulla a metterlo veramente nei guai. «Però non sono stato maltrattato. Non mi hanno neppure interrogato sul serio. Mi hanno messo in una piccola stanza e mi hanno lasciato lì. Era duro essere isolato, così ho passato la maggior parte del tempo pregando e pensando a mia moglie e ai miei figli».


Sabina Amidi

(dal Jerusalem Post del 19 luglio 2009, traduzione di Maria G. Di Rienzo,

diffusa in Notizie minime della nonviolenza in cammino, 31 luglio 2009)


Articoli correlati

  L'aggressività americana alla prova di Libia e Siria
  Pace e libertà per il popolo iraniano
  Libia. Manifestazione Radicale davanti a Montecitorio
  Tunisi. Bonino, Pannella e Perduca incontrano Ministro Kefi
  Iran: droga e pena di morte. Grazie alla collaborazione dell'Italia?
  2 dicembre 2007: conferito il Premio di “Human Rights First” alla difensora iraniana dei diritti umani Fariba Davoodi Mohajer
  “Piccole” notizie di cui non si parla (o si parla poco)
  Maria G. Di Rienzo. Biciclette per signore
  Iran. Giovanissimo gay condannato a morte
  Dibattito sull’Iran libero, laico e democratico - violazione dei diritti umani
  Francesca Ribeiro. Vita sacra
  “Pena di morte: no all'estradizione di Seyed Mehdi Kazemi in Iran”
  Maria G. Di Rienzo. Voci nel vento
  Luigi Fioravanti. Degl'italici atavici costumi
  Furio Colombo. Libia. Il Trattato c'è ancora
  Oltre i muri: da Cuba al Medio Oriente. La sfida per la democrazia
  Appello per salvare la vita della nota avvocato delle donne condannate a morte, Shadi Sadr
  Azar Majedi. Contro tutti i terrorismi
  “Dov'è il mio voto?” “Dov'è il mio diritto?” Jane Gabriel intervista Parvin Ardalan
  Marco Lombardi. Occhi voraci di libertà
  Enrico Peyretti. Guerra alla Libia
  Valter Vecellio. Iran. Venti di guerra
  Matteo Tuveri. Iran: diritti umani e voglia di cambiamento
  Nazila Fathi. Le madri della pace
  Marco Cappato. Iran: stati membri UE devono proteggere gay da persecuzioni e pena di morte attribuendo status di rifugiato
  Camelia Entekhabifard. Nel vento
  Enrico Peyretti. Dove sono i pacifisti?
  Michele Minorita. La sfida iraniana, l’impotenza occidentale
  Roberto Pereira. Lettera alla stampa di un ragazzo cubano
  Seconda Marcia internazionale per la Libertà, in Birmania, Iran, Tibet
  Elham Gheytanchi. Iran. Sicurezza nazionale
  Iran. La dittatura teocratica iraniana minaccia di impiccare altri due ragazzi solo perché gay
  Emma Bonino, Saad Ibrahim. Il nuovo Egitto non deve nascere sulla vendetta
  Matteo Mecacci. Frattini convochi ambasciatore Iran per stop a violenze
  Karim Metref. Marocco... E pur si muove
  Valter Vecellio. Israele, Iran, la possibile Terza Guerra Mondiale
  Maurizio Morabito. Con Israele, con l’Iran
  Borzou Daragahi. Ridisegnare la vita. Due donne in Iran
  Pasquale Annicchino / Nadia Marzouki. “Ora abbiamo deciso di prendere in mano il nostro futuro”
  Deborah Solomon. Scrittrici iraniane. Intervista a Dalia Sofer
  Pena di morte. L'Italia aiuta l'Iran a condannare i propri cittadini al patibolo. Interrogazione
  Patrizia Fiocchetti: Iran. Allo scoperto lo scontro di potere clericale. Oblò Mondo 7
  Valter Vecellio. Diario del digiuno. 5
  Emma Bonino: “All'Onu c'è un'atmosfera nuova. Dobbiamo esplorare i segnali dall'Iran”
  Dall'Egitto allo Yemen passando per l'Italia. L'8 marzo visto da Emma Bonino
  Milano. Con Emma Bonino da Domenica
  Mai complici del raìs! Mai complici dei regimi!
  Shirin Ebadi. Chiedendo solidarietà con le madri in lutto in Iran
  Iran, tra violenza e resistenza
  Vetrina/ Barbarah Guglielmana. La Libia e L’Egitto hanno la febbre
  Iran. Un appello per in favore degli studenti arrestati
  Manifestazione di solidarietà ai profughi del Corno D’Africa intrappolati in Libia
  Yoani Sánchez. Il nostro uomo a Tripoli
  Omar Santana. Tsunami Nord Africa
  Libia: fermate la repressione
  Iran, la scelta delle armi?
  Senza passaporto Narges Mohammadi, premio Alex Langer 2009
  Gianni Somigli. Iran, la rivoluzione a fumetti
  Omar Santana. Chi difende Gheddafi?
  Yoani Sánchez. Violenza domestica, silenzio letale
  Di pedofilia, di pederastia e di violenza sulle donne
  Rosangela Pesenti / Lidia Menapace. Scambiandosi quattro parole durante un “volantinaggio” per la giornata del 28 novembre
  Renato Pierri. Non si uccide per amore
  Renato Pierri. I morti, ne sono certo, amano il silenzio
  Maria G. Di Rienzo. Maryam
  Camilla Spadavecchia. I costi della violenza coniugale per i bilanci nazionali dei Paesi europei
  Maria G. Di Rienzo. Film
  Sondrio. L’insostenibile silenzio sulla violenza…
  La contraddizione principale e la contraddizione originaria
  Tua e Le Altre. “Contro la violenza alle donne”
  Paola M. De Maestri. Donne al bivio, una società da rifare
  Tra moglie e marito non mettere il dito
  Lidia Menapace. Femminicidio
  Camilla Spadavecchia. Ancora una conferenza per dire no alla violenza contro le donne ed essere consapevoli
  Maria G. Di Rienzo. Il 13 febbraio in piazza per far cominciare la primavera
  Renato Pierri. La profezia di Virginia Woolf
  Valentina Vandilli. Flash Mob ad Anagnina: contro la violenza sulle donne
  Maria G. Di Rienzo. Preferisco i lupi
  Vetrina/ Barbarah Guglielmana. E uscirò ancora...
  Maria G. Di Rienzo. Veleni per bambine Spa
  Maria G. Di Rienzo. Il coltello nel ventre
  Maria G. Di Rienzo. Fioco lume
  Francesca Ribeiro. La Ru486 in Vaticano
  Basta sangue nel nome della tradizione e della religione. Libertà per le donne migranti!
  Miscellanea per un discorso da comunisti/e
  Maria G. Di Rienzo. Biancaneve e i sette minatori verticalmente svantaggiati
  Stalking e decreto sicurezza: aggravanti solo per gli ex mariti ed ex fidanzati. E quelli attuali?
  Normanna Albertini. Di quanti otto marzo ci sarà ancora bisogno?
  Jimmie Briggs. Fare spazio alla luce
  Maria G. di Rienzo. Parliamo di sicurezza
  Attilio Doni. A immagine e somiglianza di chi?
  “Stop violenza sulle donne”. Verso l'8 marzo...
  Stefania Cantatore. Se qualcuno dicesse… Sul risarcimento pubblico alle violenze sessuate
  Maria G. Di Rienzo. Un corteo di fantasmi
  Eve Ensler. Il giorno V compie dieci anni
  Emma Bonino. Stop alle mutilazioni genitali femmini
  Maria G. Di Rienzo. Elogio dell'idiota
  UDI Napoli. Piove, femminismo ladro!
  Stop alla violenza sulle donne. Domenica in piazza a Morbegno
  Per troppe donne la violenza è pane quotidiano
  Maria G. Di Rienzo. Utili risorse
  “Usciamo dal silenzio”. Regione Lombardia: un documento dalla Commissione pari opportunità
  Francesca Ribeiro. RVP, ronde volontarie paoline (non padane!)
  Maria G. Di Rienzo. Il dolore degli altri
  Maria G. Di Rienzo. Del femminismo, ovviamente
  Maria G. Di Rienzo. 167 dollari al mese
  Usciamo dal Silenzio. Onorevole Carfagna, si dimetta!
  Karen Russo. Una piccola grande attivista
  Maria G. Di Rienzo. Distinguere vittime e carnefici, nominare la violenza e contrastarla
  Holly Kearl. La strada e le donne
  Attilio Doni. Una donna docile, malleabile, remissiva, la si può “amare”, senza problemi
  Maria G. Di Rienzo. Il mondo chiude un occhio
  Maria G. Di Rienzo. Dead women walking
  Renato Pierri. Qualche pensiero a seguito di una notizia di scarsa importanza
  Miriam Della Croce. Guai ad innamorarsi di un islamico
  Usciamo dal silenzio. Fiaccolata a Sondrio “Contro la violenza sulle donne”
  Maria G. Di Rienzo. Sally che ha vinto la propria vita in tribunale
  Risposta di Lidia Menapace agli anarchici torinesi sull'insinuante patriarcato
  “Non tacere la violenza”. Due manifestazioni e un Comitato
  Sondrio, 8 marzo 2008. Non tacere la violenza
  Maria G. Di Rienzo. Mutande rosa
  Alice Suella: "Ascolto femminile". Un forum da visitare.
  Maria G. Di Rienzo. Asparagi su Marte
  Maria G. Di Rienzo. Un miliardo di donne che danzano
  Barbarah Guglielmana. Il muro delle donne
  Maria G. Di Rienzo. Violenza di genere
  Maria G. Di Rienzo. L'ultimo tabù
  Gila Svirsky. Licenza di uccidere
  Maria G. Di Rienzo. Il silenzio dei giornali
  Usciamo dal Silenzio. Un documento e un manifesto per le amministrative 2009
  Rosangela Pesenti. Precipitare di comportamenti nella barbarie di un'indifferenza torva
  Maria G. Di Rienzo. L'era dell'assurdo
  Martina Simonini. Il corpo delle donne. E quello degli uomini
  Maria G. Di Rienzo. Chi deve cambiare
  Maria G. Di Rienzo. Ci sono altre voci
  UDI. Alice è entrata nel paese degli orrori
  ONU. «Lo stupro è guerra»
  Maria G. Di Rienzo. Ho quasi le lacrime agli occhi
 
 
 
Commenti
Lascia un commentoNessun commento da leggere
 
Indietro      Home Page
STRUMENTI
Versione stampabile
Gli articoli più letti
Invia questo articolo
INTERVENTI dei LETTORI
Un'area interamente dedicata agli interventi dei lettori
SONDAGGIO
TURCHIA NELL'UNIONE EUROPEA?

 75.2%
NO
 24.8%

  vota
  presentazione
  altri sondaggi
RICERCA nel SITO



Agende e Calendari

Archeologia e Storia

Attualità e temi sociali

Bambini e adolescenti

Bioarchitettura

CD / Musica

Cospirazionismo e misteri

Cucina e alimentazione

Discipline orientali

Esoterismo

Fate, Gnomi, Elfi, Folletti

I nostri Amici Animali

Letture

Maestri spirituali

Massaggi e Trattamenti

Migliorare se stessi

Paranormale

Patologie & Malattie

PNL

Psicologia

Religione

Rimedi Naturali

Scienza

Sessualità

Spiritualità

UFO

Vacanze Alternative

TELLUSfolio - Supplemento telematico quotidiano di Tellus
Dir. responsabile Enea Sansi - Reg. Trib. Sondrio n. 208 del 21/12/1989 - ISSN 1124-1276 - R.O.C. N. 24762 LABOS Editrice
Sede legale: Via Fontana, 11 - 23017 MORBEGNO - Tel. e Fax 0342 610861 C.F./P.IVA 00668000144 - SONDRIO REA 46909 - capitale sociale € 7.000 i.v. privacy policy