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Gordiano Lupi. Il mondo delle blogger cubane 
Il 5 dicembre 2009 giornata dei diritti umani negati a Cuba
Il logo della manifestazione, opera dell
Il logo della manifestazione, opera dell'italiano Carlo Fagnani 
04 Dicembre 2009
 

Abbiamo detto molte volte che a Cuba non esiste solo Yoani Sánchez, ma è in atto un movimento giovanile di protesta che si sta sviluppando partendo da Internet. Yoani stessa afferma: «I vecchi repressori credono di poter decapitare il fenomeno blogger a Cuba se attaccano me. Grande errore, è un fenomeno che possiede molte teste ed è privo di gerarchie». Proprio vero. In ogni caso sono le donne a essere più attive sulla rete, esponendo idee interessanti e scritture importanti a livello letterario. Tutte queste donne presentano caratteristiche simili: sono nate con la rivoluzione dei fratelli Castro e sono convinte che la situazione cubana deve cambiare. Hanno idee riconducibili a pochi denominatori comuni: vogliono uno Stato di diritto, la democrazia, il pluralismo ideologico, la libertà di espressione e un’economia di mercato. Non chiedono la luna. Sono voci importanti per un possibile cambiamento, le loro uniche armi non violente sono i blog e grazie a loro sperano in un futuro migliore.

 

Claudia Cadelo ha 26 anni e una gran voglia di raccontare le cose che le passano per la mente, abile a disegnare fumetti ispirati alla realtà, narra con ironia e senso dell’umorismo un difficile quotidiano. Ha sposato Ciro Díaz, 32 anni, chitarrista della rock band Porno para Ricardo, proibita dal governo e diretta da Gorki Águila.

Nell’agosto del 2008, Águila e il suo gruppo furono oggetto di una violenta repressione da parte dello Stato. Gorky venne arrestato e rischiò di dover scontare due anni di galera per un delitto che esiste soltanto a Cuba: pericolosità sociale preventiva.

In quell’occasione Claudia conobbe Yoani Sánchez, che dalle colonne del blog Generación Y si occupava del caso Gorki, e scrisse il suo primo post proprio nel blog della Sánchez. Claudia decise di iniziare un suo blog - Octavo Cerco - dopo essere stata coinvolta in un violento linciaggio verbale e materiale organizzato dalle “brigate di risposta rapida” (gruppi di civili che a un ordine del governo di aggrediscono) contro i seguaci di Gorki, durante un recital di Pablo Milanés, nella Tribuna antimperialista - nota come Protestodromo - per aver tentato di esporre uno striscione a favore della liberazione del musicista rock.

Claudia Cadelo prese diverse botte, rientrò a casa in lacrime e promise a se stessa che avrebbe vinto la paura che attanaglia molti cubani per creare uno spazio dove dare libero sfogo alle sue istanze interiori e alle dure verità che provenivano dalla profondità della sua anima.

Octavo Cerco (www.octavocerco.blogspot.com) nasce il 16 ottobre 2008. Claudia è laureata in contabilità e diritto ha la pelle bianca, capelli rossicci, occhi grandi ed espressivi, ama il mondo virtuale e il computer. Legge molto, le piace studiare per conoscere cose nuove, traduce la lingua francese, ama la musica rock e la polemica verbale. Nel concorso Isla Virtual - aperto a tutti i blogger cubani residenti nell’isola, incluso gli ufficiali - Claudia è stata proclamata Miglior Blogger del 2009.

 

Laritza Diversent, 29 anni, è avvocato e giornalista indipendente che ha seguito un percorso diverso per arrivare alla blogosfera. Laritza è una bella ragazza dalla pelle nera, proviene da una famiglia povera del quartiere El Calvario, uno dei più miseri dell’Avana, un posto dove il futuro di una ragazza graziosa è segnato come possibile jinetera. Laritza proviene da una famiglia marginale composta da disoccupati e alcolizzati. Suo padre, Claro Diversent, ex combattente sulla Sierra Maestra con Fidel Castro, abbandonò la madre e non si è mai occupato di sua figlia, salvo passare alla moglie 15 pesos mensili per il mantenimento. Laritza è riuscita a superare tante avversità e riuscì a rompere il circolo vizioso in cui il destino aveva condannato la sua famiglia. Nel 2007 si laureò in legge, per la gioia della madre che vedeva finalmente una professionista in famiglia. Nello stesso anno, Laritza cominciò a scrivere su tematiche giuridiche per diversi siti digitali al margine del controllo statale.

Dal 2008 è vicepresidente di un’associazione giuridica che assiste gratuitamente le persone, ovviamente non riconosciuta dal governo. Ha fatto il suo ingresso nel mondo dei blogger il 28 gennaio 2009, quando si è messa a scrivere una sezione legale nel sito Desde La Habana, intitolata Las leyes de Laritza. Amministra due blog interessanti: El Calvario e quello dell’associazione in cui presta servizio. Vive in una casa di legno, pavimento in terra e senza servizi sanitari, dove scrive i suoi post dopo la mezzanotte, dopo essersi occupata del figlio e del marito.

 

Lía Villares è nata nel 1984 in una povera casa del quartiere operaio di Luyanó, ha la pelle bianca come la neve, occhi chiari, capelli rossi e crespi. Figlia di un giornalista con molti interessi che sin da piccola la fa avvicinare al mondo dell’arte plastica. A quattro anni apprende a suonare piano e chitarra, quindi si laurea al conservatorio Amadeo Roldán, specializzandosi in chitarra. Frequenta per due anni la Scuola Superiore di Arte, che ben presto abbandona ritenendola mediocre e poco stimolante. Ama il cinema e la filosofia dei francesi Deleuze e Guattari. Lía Villares esce allo scoperto nella blogosfera cubana soltanto lo scorso anno. Il suo blog si chiama Habanemia (www.habanemia.blogspot.com), inizialmente realizzato grazie a un vecchio dinosauro digitale con soltanto 6 gigabyte di disco fisso. Il suo blog è un collage di pezzi che riguardano il mondo sotterraneo della più recente generazione di intellettuali cubani. Troviamo molti brani poetici interessanti e pezzi in prosa di grandi autori cubani come Virgilio Piñera e Lezama Lima.

 

Se Lía è la blogger più giovane, Miriam Celaya rappresenta l’altra faccia della moneta. Laureata in storia dell’arte e antropologa di buon livello, è sposata, ha figli e nipoti. Nata nel 1959, lo steso anno in cui Fidel Castro prese il potere alla guida dell’esercito ribelle. La prima volta che ha visto un computer fu all’Accademia di Scienze, ma ne restò sconvolta perché occupava una superficie di 90 metri quadrati e aveva un’allucinante serie di bottoni e di cavi.

Celaya non poteva immaginare che un giorno avrebbe imparato a usare un computer. Nei primi mesi del 2002, cominciò a scrivere cronache e articoli di opinione per il sito internet Encuentro en la Red usando un vecchio portatile Dell. Firmava usando lo pseudonimo di Eva González. Ha collaborato alla rivista illegale Consenso. Da un anno ha deciso di aprire un blog e di firmarlo con il suo nome. In questo modo è nato Sin Evasión (www.desdecuba.com/sin_evasion), uno dei siti più interessanti della blogosfera cubana.

 

Sono soltanto pochi esempi di donne coraggiose che vivono la realtà cubana e si impegnano a raccontarla. È proprio da ragazze come queste che passa la via per un futuro migliore fatto di diritti umani rispettati, pluralismo democratico e libera iniziativa economica. Parlare di certe persone è il modo migliore per affrontare la giornata del 5 dicembre 2009 che avrà come tema i diritti umani negati a Cuba.


Gordiano Lupi


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