Giovedì , 25 Aprile 2019
VIGNETTA della SETTIMANA
Esercente l'attività editoriale
Realizzazione ed housing
BLOG
MACROLIBRARSI.IT
RICERCA
SU TUTTO IL SITO
TellusFolio > Bottega letteraria > Prodotti e confezioni
 
Share on Facebook Share on Twitter Share on Linkedin Delicious
In libreria/ Pina Rando. Verità 
Diotima e la suonatrice di flauto di Ida Travi
07 Febbraio 2015
 

L’atto tragico Diotima e la suonatrice di flauto di Ida Travi si colloca sul filone della tradizione letteraria e filosofica greca e richiamando, per alcuni versi, il logocentrismo di Platone, pone l’attenzione sul ruolo della donna nella storia dell’umanità.

La donna, grande presente/assente lungo il corso dei secoli, ritorna in una scrittura capace di porre e di svolgere, anche in chiave e struttura teatrale, quell’analisi psicologica del “sentire” femminile che ha dato prova in scrittrici straordinarie come Virginia Woolf, Sylvia Plath, Emily Dickinson, solo per citarne alcune. Un testo teatrale ricco di simboli: il sentiero, l’ulivo, la fonte… simboli che l’autrice spiega nelle “Note di intento e di scena”; una scrittura creativa che fa coesistere le antiche dicotomie di anima e corpo, materia e spirito, dentro/fuori.

Si avverte in ogni pagina il respiro del logos e quel sapere tutto femminile, nella pienezza e nell’unità dell’eros generativo.

Ida Travi – che ha pubblicato numerosi testi di poesie fra i quali L’abitazione del secolo, Regni, Il distacco – vive soprattutto in quest’opera il rapporto tra poesia e teatro nello spazio e nella prospettiva di una problematica tutta esistenziale.

Poesia e musica, cori e appassionate voci femminili dominano e catturano l’attenzione disegnando un universo femminile sempre presente e vivo, anche se escluso o ignorato dalla Storia ufficiale.

La Travi immagina che la suonatrice di flauto, che nel Simposio di Platone è stata chiamata per allietare il banchetto e poi allontanata nel momento in cui i convitati cominciano a discutere dell’Amore, incontri, proprio sulla strada del ritorno a casa, Diotima di Mantinea, colei che Socrate chiama sua maestra. Da questo incontro nasce una nuova storia, che intreccia tragicamente i destini delle due donne.

La poesia e la prosa della Travi assumono in questo atto tragico una misura davvero inconfondibile: la tensione drammatica in alcuni punti si fa sommessa, quasi sussurrata e sgorga, come l’acqua della fonte, dall’intimo, dalle viscere di un pudore tutto femminile: Diotima, il tono della voce… le parole che dici, mi fanno ricordare... Mi spingono a parlare... Anna, coraggio, ascolta le voci che ti parlano di dentro. Falle uscire.

Coro: Amore mette al mondo cose vere / non pallidi fantasmi di virtù…

Diotima, che nel Simposio di Platone parla per bocca di Socrate, qui parla per se stessa e dice la sua verità. Proprio ne La Verità (narrazione di come si è risvegliata nell’Autrice l’immagine della suonatrice di flauto) la Travi dà una convincente definizione della Verità, appunto: Penso che qualunque cosa, tutto, una volta enunciato, diventa appunto un enunciato e non è più la Verità. Penso che la Verità non si possa dire...

Come la filosofa María Zambrano, la poetessa Ida Travi cerca nel mondo greco gli albori della nostra cultura, quel prima che unificava filosofia e poesia: […] le accomuna – scrive Luisa Muraro nell’Introduzione – un tratto della scrittura che trascende ogni polemica. Entrambe in-seguono una scrittura in cui, prima della parola, viene l’ascolto: viene e si esprime nella scrittura stessa come una cavità […]. Questo discorso richiama un’altra importante opera della Travi, L’aspetto orale della poesia, dove, tra l’altro, si legge: Nella sensualità del primo vagito, del primo suggere dal seno, nel primo abbraccio dopo la lunga emersione dal nulla si tesse una trama tragica: chi consegna alla vita consegna alla morte e lo fa per amore. È un concetto che si allaccia a ciò che l’Autrice scrive ne La Verità: […] la culla […] è una specie di immagine ricorrente […] Anzi, più che la culla è l’immagine del neonato che ritorna. È qualcosa che ha che fare con la lingua materna. La lingua della madre è una lingua poetica. E la culla è sempre lì vicino […] Perché vuota? [...] Non lo so [...] del resto se si conoscessero a fondo le ragioni della poesia, la poesia non sarebbe quel che è […].

Nel Monologo di Diotima come nelle voci dei Cori la scrittrice ci offre, infine, la visione di una totalità dell’essere, senza distinzione tra corpo e psiche, tra esperienza e ragione, tra mondo metamorfico e relazione e la sfera dell’eterno sempre identico a se stesso. Anche nel Ritratto di Anna si avvertono risonanze attuali, alcuni spunti di temi propri della filosofia odierna e del divenire generativo che salda la vita alla morte.

Un testo che si legge con piacere. Poesia e filosofia, teatro e musica, presente e passato, antico e moderno, presenze/assenze s’intrecciano al punto da formare un tessuto magico che avvolge, come in un abbraccio, mente e corpo, e proietta il lettore in una dimensione metafisica.

 

Giuseppina Rando

 

 

Ida Travi, Diotima e la suonatrice di flauto. Atto tragico

La Tartaruga Edizioni (Baldini Castoldi Dalai), Milano 2004, pp. 82, € 14,00

 

 

(La lettura critica è contenuta nel volume: Giuseppina Rando, Le belle parole, Scrittura Creativa Edizioni, Borgomanero 2013, pp. 216, € 15,00)


Articoli correlati

  Nella povertà della parola, intervista a Ida Travi
  In libreria/ Pina Rando. Attesa
  Eventi/ G37 il Summit mondiale della Poesia per affermare il potere della conoscenza
  Ida Travi: "la terra è inferocita". Note di regia
  Flavio Ermini. L’esperienza poetica del pensiero
  Biennale Anterem di Poesia. Motivazioni e finalità.
  Ida Travi. Diotima a Verona, 19-23 giugno
  Ida Travi: Neo/Alcesti. Manifesto per un Teatro Poetico.
  Riviste/ Anterem 82. La responsabilità della parola poetica
  Giuseppina Rando. Le belle parole
  Giuseppina Rando. Sulla noia
  Vetrina/ Giuseppina Rando. Controvento
  Vetrina/ Giuseppina Rando. Se il presente colorando...
  Vetrina/ Giuseppina Rando. Albero stecchito...
  Vetrina/ Parvenze. Giuseppina Rando con Gianluca Moiser
  Vetrina/ Giuseppina Rando. Resiste il corpo alla ferita...
  In libreria/ Giuseppina Rando. L’altra letteratura contemporanea siciliana di Carmelo Aliberti
  Vetrina, In libreria/ Giuseppina Rando. S’è spenta la luce...
  Premi e concorsi/ Poesia e prosa: i vincitori del “Lorenzo Montano” XXXI edizione
  Vetrina/ Giuseppina Rando. A sera
  Vetrina/ Pina Rando. Il volto
  Vetrina/ Giuseppina Rando. Dilata la giostra...
  Vetrina/ Pina Rando. ingiustizia dei giusti
  Vetrina/ Giuseppina Rando. Gli anni bianchi
  Vetrina, In libreria/ Giuseppina Rando. Urla squarciano il silenzio...
  Vetrina/ Giuseppina Rando. Come cervi assetati larve umane...
  Giuseppina Rando. Empatia
  Vetrina/ Giuseppina Rando. Il gioco dei dadi...
  Vetrina/ Giuseppina Rando. Fluidoandare
  Barcellona Pozzo di Gotto. “Geometria della rosa” di Giuseppina Rando alla Biblioteca N. Di Giovanni
  Flavio Ermini. Esistenza e libertà
  Vetrina/ Giuseppina Rando. Mutazione
  In libreria/ Angelo Andreotti. “Geometria della Rosa” di Giuseppina Rando
  Vetrina/ Giuseppina Rando. Non sapeva il bambino dagli occhi neri...
  Vetrina/ Giuseppina Rando. Sgomenta l’aggirarsi...
  Vetrina, In libreria/ Giuseppina Rando. Dal monte a valle saette...
  In libreria/ Domenico Pisana. In punta di libro…
  Vetrina/ Giuseppina Rando. Leggera l’ombra...
  In libreria/ Patrizia Garofalo. “Geometria della rosa” di Giuseppina Rando
  Vetrina/ Giuseppina Rando. Stelle marine
  Vetrina/ Giuseppina Rando. Corpo e mente afflizione...
  Vetrina/ Giuseppina Rando. Vaga sui tetti...
  Vetrina/ Giuseppina Rando. Adesso abiti dove...
  Vetrina/ Giuseppina Rando. Follia di sole
  Vetrina, In libreria/ Giuseppina Rando. Camminano i sogni...
  In libreria/ Geometria della rosa di G. Rando. Nota di Claudia Vazzoler
  Vetrina/ Giuseppina Rando. S’adagia sonnolenta...
  Vetrina/ Giuseppina Rando. La realtà è inganno
  Vetrina/ Giuseppina Rando. Non cessa la vendetta
  Pina Rando. A Patrizia
  Piera Isgrò. Le belle parole di Giuseppina Rando
  Vetrina/ Giuseppina Rando. Tempo
  Vetrina/ Giuseppina Rando. Luce altra
  Vetrina/ Giuseppina Rando. Variazione in gioco
  Vetrina/ Giuseppina Rando. Va la barchetta all’alba...
  Vetrina/ Giuseppina Rando. Luce blu
  L’almanaccone impertinente. Tellus 34-38
  Giuseppina Rando: Nota a margine su “Pudore” di Angelo Andreotti
  Vetrina/ Pina Rando. Esistenza che s’attarda...
  Vetrina/ Giuseppina Rando. Sull’isola del silenzio (con Patrizia Garofalo)
  Vetrina/ Giuseppina Rando. Come l’erica
  Vetrina/ Giuseppina Rando. In processione...
  Giuseppina Rando. Rifrangenze
  Giuseppina Rando. Sensibilità e delicatezza
  Vetrina/ Giuseppina Rando. Bianca salmodia del silenzio
  Vetrina/ Giuseppina Rando. Resiste al disincanto...
  Vetrina/ Giuseppina Rando. Nastro di memoria...
  Vetrina/ Giuseppina Rando. Ofelia
  Vetrina/ Giuseppina Rando. Trasparenze
  Vetrina/ Giuseppina Rando. Némesis
  Vetrina/ Giuseppina Rando. Al poeta Ashraf Fayadh*
  Vetrina/ Giuseppina Rando. Non abita il tempo...
  Giuseppina Rando. Era un angelo
  Vetrina/ Giuseppina Rando. Del buio della terra...
  Giuseppina Rando: Nota a margine su “A un passo” di Angelo Andreotti
  In libreria/ Guglielmo Peralta. “Geometria della rosa” di Giuseppina Rando
  Vetrina/ Giuseppina Rando. Smarrito il codice...
  Vetrina/ Giuseppina Rando. A notte basta un soffio...
  Vetrina/ Giuseppina Rando. Strugge la caducità...
  Vetrina/ Giuseppina Rando. Occhi aperti non videro
  Vetrina/ Giuseppina Rando. S’apre il sipario...
  Vetrina/ Giuseppina Rando. Consummatum est
  Vetrina/ Giuseppina Rando, Ada Negri. Riflessioni
  Vetrina/ Giuseppina Rando. Due poesie di stagione
  Vetrina/ Giuseppina Rando (Due inedite poesie)
  In libreria/ Giuseppina Rando. Geometria della rosa
  Vetrina/ Giuseppina Rando. La deriva
  Giuseppina Rando. La paura
  Vetrina/ Giuseppina Rando. Da stazione marina...
  Vetrina/ Giuseppina Rando. L'angelo della sera
  Patrizia Garofalo. Dei Bioccoli di Giuseppina Rando
  In libreria/ Giuseppina Rando. Geometria della rosa
  Vetrina/ Giuseppina Rando. Tetra luce...
  Vetrina/ Giuseppina Rando. Non odo più parole
  Giuseppina Rando. Un clone
  Vetrina/ Giuseppina Rando. Altalena di giorni...
  Vetrina/ Giuseppina Rando. Del dire indicibile...
  Giuseppina Rando. Voci di mare
  Vetrina/ Giuseppina Rando. A Mario Luzi
  Giuseppina Rando. Un alito metafisico
  Vetrina/ Giuseppina Rando. Oltre la pietra la voce
  Vetrina/ Giuseppina Rando. Nel labirinto di parole
  Vetrina/ Giuseppina Rando. All’alba
  Vetrina/ Giuseppina Rando. la mia alba
  Vetrina/ Giuseppina Rando. Verso l'ignoto
  Pina Rando. Distacco
  Vetrina/ Giuseppina Rando. Odore d’abisso...
  Vetrina/ Giuseppina Rando. Fuoco spento
  Vetrina/ Giuseppina Rando. Allo scoccare dell’ora...
  Giuseppina Rando. Misura
  Giuseppina Rando. L’America dei miracoli
  Premi e concorsi/ Giuseppina Rando. Vuoto
  Vetrina/ Giuseppina Rando. E quel che è peggio
  Vetrina/ Giuseppina Rando. Piccola silloge senza dedica
  Vetrina/ Giuseppina Rando. In basso continuo
  Vetrina/ Pina Rando. Di te
  “Bioccoli” di Giuseppina Rando in Limina di Anterem Edizioni
  Vetrina/ Giuseppina Rando. Una fila di foglie acuminate...
  Vetrina/ Pina Rando. Nella nebbia
  Vetrina/ Giuseppina Rando. Ala di sogno
  In libreria/ Ginevra Grisi. “Geometria della rosa” di Giuseppina Rando
  Vetrina/ Giuseppina Rando. l’ordine dell’esistere.
  Vetrina/ Giuseppina Rando. A notte – al gelo...
  Vetrina/ Giuseppina Rando. Oro filato
  Vetrina/ Giuseppina Rando. Immane tu
  Patrizia Garofalo. Le belle parole di Giuseppina Rando
  Spigolature/ Giuseppina Rando. Solitudine o isolamento?
  Vetrina/ Giuseppina Rando. Mormora il vento
  Giuseppina Rando. L’artista pellegrino
  Vetrina/ Giuseppina Rando. Incompiuta
  Vetrina/ I maledetti. Giuseppina Rando con Patrizia Garofalo
  In libreria/ Pasquale Matrone. “Geometria della rosa” di Giuseppina Rando
  Vetrina/ Giuseppina Rando. Nella notte sempre più notte...
  Vetrina/ Giuseppina Rando. Danza sotto il cipresso...
 
 
 
Commenti
Lascia un commentoLeggi i commenti [ 1 commento ]
 
Indietro      Home Page
STRUMENTI
Versione stampabile
Gli articoli più letti
Invia questo articolo
INTERVENTI dei LETTORI
Un'area interamente dedicata agli interventi dei lettori
SONDAGGIO
TURCHIA NELL'UNIONE EUROPEA?

 75.2%
NO
 24.8%

  vota
  presentazione
  altri sondaggi
RICERCA nel SITO



Agende e Calendari

Archeologia e Storia

Attualità e temi sociali

Bambini e adolescenti

Bioarchitettura

CD / Musica

Cospirazionismo e misteri

Cucina e alimentazione

Discipline orientali

Esoterismo

Fate, Gnomi, Elfi, Folletti

I nostri Amici Animali

Letture

Maestri spirituali

Massaggi e Trattamenti

Migliorare se stessi

Paranormale

Patologie & Malattie

PNL

Psicologia

Religione

Rimedi Naturali

Scienza

Sessualità

Spiritualità

UFO

Vacanze Alternative

TELLUSfolio - Supplemento telematico quotidiano di Tellus
Dir. responsabile Enea Sansi - Reg. Trib. Sondrio n. 208 del 21/12/1989 - ISSN 1124-1276 - R.O.C. N. 24762 LABOS Editrice
Sede legale: Via Fontana, 11 - 23017 MORBEGNO - Tel. e Fax 0342 610861 C.F./P.IVA 00668000144 - SONDRIO REA 46909 - capitale sociale € 7.000 i.v. privacy policy