Martedì , 12 Novembre 2019
VIGNETTA della SETTIMANA
Esercente l'attività editoriale
Realizzazione ed housing
BLOG
MACROLIBRARSI.IT
RICERCA
SU TUTTO IL SITO
TellusFolio > Diario di bordo
 
Share on Facebook Share on Twitter Share on Linkedin Delicious
Felice C. Besostri. Prepariamoci a battere il semi-presidenzialismo
17 Ottobre 2014
 

Le ultime vicende francesi dimostrano che non è tutto oro quel che riluce. La combinazione di elezione diretta e sistema maggioritario di collegio, se premia un partito lontanamente rappresentativo della maggioranza della popolazione, non evita le crisi. La perdita di popolarità del Presidente e persino i disastrosi risultati elettorali del PS alle amministrative non obbligano alle dimissioni. Tutti i governi francesi, con la sola eccezione della ultima Presidenza Chirac che ha deciso di sciogliere l’Assemblea Nazionale anticipatamente, son giunti alla fine del mandato. Tuttavia non si deve mai confondere la maggioranza dei seggi conseguita, con una salda egemonia politica. Se quest'ultima non ce l’hai, la tua maggioranza parlamentare non ti serve a realizzare il tuo programma. Il sistema ha però una sua logica, specialmente dopo la riduzione del mandato presidenziale a 5 anni, cioè la stessa durata della legislatura e con le elezioni parlamentari di poco successive a quelle presidenziali.

Il Partito Socialista alle elezioni legislative del 2012 ebbe un risultato vicino al 30% (7.617.996 voti, pari al 29,35%) al primo turno, salito oltre il 40% (9.420.426 voti, pari al 40,91%) al secondo, con un incremento di voti assoluti, che si tramutarono nel 48% dei seggi, vicino alla maggioranza assoluta mancata per 9 seggi. Tuttavia la maggioranza presidenziale era superiore al 50% al secondo turno, anche se non era politicamente omogenea. Con un Porcellum il PS avrebbe avuto il 54% dei seggi, ma non si troverebbe in miglior situazione. Pur con tutti i difetti, il sistema semi-presidenziale francese è più onesto di quello italiano scaturente dalla riforma approvata dal Senato. Si introducono istituti francesi, ma senza l’elezione diretta, che almeno individua con chiarezza un capo politico della maggioranza, che deve ricercare il consenso e che risponde politicamente. Il governo potrà chiedere una corsia privilegiata e tempi certi di approvazione e con una procedura che lascia al Parlamento la scelta tra prendere o lasciare. Tuttavia la legge va votata articolo per articolo e sul testo finale. In Francia quando il Governo si impegna su un testo l’approvazione della legge è automatica a meno che sia presentata e approvata una mozione di sfiducia.

Per chi teme la concentrazione del potere il sistema semi-presidenziale dal Capo dello Stato un potere maggiore che al presidente USA, che non ha una maggioranza parlamentare garantita, ma il Presidente francese ha meno potere del Presidente del Consiglio italiano con leggi tipo Porcellum o Italikum, perché si deve conquistare la maggioranza collegio per collegio. Da noi è scomparsa la divisione dei poteri e presto verrà meno anche lo Stato di diritto quando c'è in ballo l'nteresse nazionale. Su richiesta del Governo si può con legge statale derogare alle competenze esclusive dello Stato e invadere le competenze delle Regioni e in tal caso non mancherà la richiesta di procedere in tempi certi. Una tale vaghezza nel fissare le competenze normative non ha precedenti in stati democratici: il solo precedente che mi sovviene era nella Costituzione dell'U.R.S.S., che dopo aver dettagliato le competenze della federazione rispetto a quelle degli stati membri si chiudeva con «la decisione di altre questioni di importanza federale» (art. 73 n. 12 Cost. Urss 1977), che consentiva di decidere in qualsivoglia caso e/o materia. Un bel precedente.

 

Felice C. Besostri

(da 'l Gazetin, settembre 2014)


Articoli correlati

  Felice Besostri. Austria - Hofer ha perso, ma…
  Felice Besostri. Il gioco delle tre tavolette
  Felice Besostri. Verso il Referendum: Perché No
  Claudio Madricardo. “L’Italicum come il Porcellum. È incostituzionale”
  Felice Besostri. La sfida europea alla sinistra
  Critica liberale. Riforme elettorali ed istituzionali
  Felice C. Besostri. La strategia del terrore e quali risposte
  Anna Finocchiaro e Luigi Zanda. Forse non tutti pensano che il Porcellum vada archiviato
  Lega per l'uninominale. I nuovi organi e le decisioni prese
  I vescovi ci indicano la retta via proporzionale per le migliori istituzioni?
  Lidia Menapace. Quale democrazia?: paritaria, di genere o rappresentativa?
  La soluzione per la legge elettorale che aspettiamo da otto anni
  Ricette veloci. 1 - La legge elettorale
  ADUC. Tagliare il numero dei Parlamentari?
  Giuseppe Civati. A proposito delle commissioni (e della legge elettorale)
  Vincenzo Donvito. Spending review ed election day
  Enea Sansi. Franceschini, gli impegni, Pannella, il referendum
  Francesco Verducci. Abrogare il Porcellum e tornare alla “legge Mattarella”
  Amedeo Barletta. La bozza Vassallo - Ceccanti e l’eterno dibattito sul sistema elettorale
  Andrea Pertici. Il pasticcio sulla legge elettorale e le prospettive per l’immediato futuro
  Claudia Osmetti, Domenico Letizia. Doveri di Libertà
  A proposito della reintroduzione del proporzionale
  MayDay! 'Allarme rosso' per la legge elettorale
  Giuseppe Civati. Breve riflessione politica sulla legge elettorale
  Lidia Menapace. Oltre gli auguri: vi parlo del sistema elettorale
  Via la cattiva modifica della Costituzione; adesso via la pessima legge elettorale!
  Martina Simonini. Così è se vi pare (o anche se non)
  Mario Staderini. Come nelle dittature
  Uninominale e maggioritario. Il sistema elettorale radicale
  Andrea Ermano. Il percorso misterioso
  Berlusconi e Veltroni favorevoli al maggioritario uninominale
  Raniero La Valle. La legge beffa
  A Roma il 20 febbraio, Assemblea per l'Uninominale
  Vincenzo Donvito. Contro il Parlamento dei nominati dal potere. Non mollare!
  LeG. Mai più alle urne con questa legge
  Arriva col treno l'ultimo numero del GAZETIN
  Maurizio Turco. Legge Elettorale: solo convenienze, mai convinzioni, tantomeno legalità
  Perché voterò e voterò no ai tre referendum elettorali del 21 e 22 giugno
  Emanuele Rigitano. Sistema elettorale: i particolari faranno la differenza
  Benedetto Della Vedova. Difendere il bipolarismo
  Radicali Italiani. I tagli possibili alla casta di cui nessuno parla
  Legge elettorale. Sì all’appello di Italia Unica contro Italicum
  Siamo su “Scherzi a parte”?
  Appello per l'uninominale
  Marco Pannella. L'uninominale secca
  “Non lasceremo sopravvivere questa indegna legge”
  Valter Vecellio. Riforma americana e anglosassone
  Felice Besostri. Un popolo “archepensevole” (in senso orwelliano)
 
 
 
Commenti
Lascia un commentoNessun commento da leggere
 
Indietro      Home Page
STRUMENTI
Versione stampabile
Gli articoli più letti
Invia questo articolo
INTERVENTI dei LETTORI
Un'area interamente dedicata agli interventi dei lettori
SONDAGGIO
TURCHIA NELL'UNIONE EUROPEA?

 75.9%
NO
 24.1%

  vota
  presentazione
  altri sondaggi
RICERCA nel SITO



Agende e Calendari

Archeologia e Storia

Attualità e temi sociali

Bambini e adolescenti

Bioarchitettura

CD / Musica

Cospirazionismo e misteri

Cucina e alimentazione

Discipline orientali

Esoterismo

Fate, Gnomi, Elfi, Folletti

I nostri Amici Animali

Letture

Maestri spirituali

Massaggi e Trattamenti

Migliorare se stessi

Paranormale

Patologie & Malattie

PNL

Psicologia

Religione

Rimedi Naturali

Scienza

Sessualità

Spiritualità

UFO

Vacanze Alternative

TELLUSfolio - Supplemento telematico quotidiano di Tellus
Dir. responsabile Enea Sansi - Reg. Trib. Sondrio n. 208 del 21/12/1989 - ISSN 1124-1276 - R.O.C. N. 32755 LABOS Editrice
Sede legale: Via Fontana, 11 - 23017 MORBEGNO - Tel. +39 0342 610861 - C.F./P.IVA 01022920142 - REA SO-77208 privacy policy