Domenica , 17 Novembre 2019
VIGNETTA della SETTIMANA
Esercente l'attività editoriale
Realizzazione ed housing
BLOG
MACROLIBRARSI.IT
RICERCA
SU TUTTO IL SITO
TellusFolio > Diario di bordo
 
Share on Facebook Share on Twitter Share on Linkedin Delicious
Annagloria Del Piano. Il colpaccio di Renzi
14 Febbraio 2014
   

Allora è cosa fatta: Matteo Renzi ieri, durante la Direzione del PD, ha ufficializzato la fine del governo Letta e l’avvento prossimo del suo, di governo, tra l’altro con una scadenza prevista addirittura per il 2018. Con un documento messo ai voti, e che ha prodotto la stragrande maggioranza di 136 adesioni, 16 no e 2 astenuti. Alcune domande sorgono spontanee, anche se Renzi raccomanda pure – bontà sua – di non farsele, di non stare a cavillare su tutti i momenti andati in scena in queste ultime settimane.

E le domande, solo in apparenza tignose (in realtà servono a dare un’idea di colui che andrà a guidare le sorti italiane) sono le seguenti: perché continuare ad affermare in tutte le interviste che mai darò spallate al governo Letta; il governo durerà per tutto il 2014; in tanti mi dicono, sbagliando, che vorrei fare le scarpe a Letta; mai più giochini con gli Italiani; io non sono contro Letta: io tifo Letta; mai un governo con Berlusconi (e Alfano?); mai a Palazzo Chigi senza voto elettorale ecc.

Premesso il dietro-front, senza scandali apparenti, dell’ennesimo uomo in politica che promette una cosa e poi ne fa un’altra, è rilevante oppure no decretare la fine di un governo a capo del quale c’è un uomo del proprio partito sulla base della sola, autoreferenziale, convinzione che “io potrò fare meglio”? Perché, anche ad un primo esame della questione, ieri appariva evidente che null’altro fosse cambiato! Non le maggioranze in campo (con Sel che riafferma con decisione il proprio diniego a qualsiasi ingresso in un governo col centrodestra e M5S che considera tutto quanto capitato una bagarre interna al PD…), non l’annuncio di programmi stratosferici che illudano qualcuno di un improvvisa e repentina ripresa del sistema Italia, a meno di voler credere – anche l’elettorato del PD – agli illusionisti e ai venditori di ricette magiche. L’ombra, quindi, di una sfiducia per una questione personale (parole di Letta, riportate oggi su Repubblica) – ad essere sfiduciato, infatti, non è stato il programma – di un tranello orchestrato da Renzi, che avrebbe, da un lato prospettato il rimpasto coi suoi a un governo comunque di Letta, dall’altro determinato quella lunga attesa poi rimproverata come inerzia al governo lettiano.

Nessuno stile, quindi, nessuna attenzione alla persona-Letta, al collega di partito, il quale, invece, aspettava l’esito della Direzione davanti alla TV, senza andare al Nazareno, chiedendo a tutti di abbassare i toni ed evitare tensioni, senza dare l’immagine di un premier che va contro al suo partito. E poi lasciandosi sfuggire una frase desolata: tanto che a gettarmi via è il PD sarà comunque chiaro a tutti li Italiani. Solo Civati in direzione, nel suo discorso, mette l’accento su questo: altri metodi, avrebbe auspicato, per risolvere la questione, più rispetto per le persone, addirittura cita il poeta: “il modo ancor m’offende”… E infatti i civatiani saranno i soli 16 contrari…

Non sarà che ora Renzi è molto più prossimo alla figura tanto da lui deprecata del politico della casta? Uno che è disposto a dare quella famosa spallata, tante volte negata, a scegliere la poltrona anziché il bene comune. Insomma: una buona partenza, a detta di molti, da segretario che si riprometteva di pungolare il governo e assisterlo nel cambiamento, che lanciava le riforme e predisponeva – seppure fra tanti malumori – quella tanto necessaria riforma elettorale, il tutto seguito però da una corsa realizzata a furia di gomitate e sgambetti. Una predisposizione a comandare, come fece notare Cuperlo, piuttosto che a dirigere.

E poi, perché non aspettare il passaggio di quelle riforme? Perché non riconoscere la loro tanto vitale importanza per la nostra democrazia e in nome di questa possibilità, tante volte decantata come unica e irripetibile, attendere il termine del lavoro di Letta fino a tutto il 2014 per poi andare, allora sì, alle elezioni e ad elezioni ben fatte? Lasciar vivere il governo Letta, comprendendo in quali condizioni è nato e ha agito (la si era richiesta, questa comprensione, all’elettorato del PD che faticava a mandar giù il rospo delle larghe intese...). Quel governo che, pareva in principio, sarebbe stato la vergogna dell’inciucio e che invece si è rivelato capace di giocare un ruolo nel dissesto del PDL e poi proseguire più forte.

L’immagine di Renzi, oggi, è deteriorata. Nella forma, nel modo in cui ha gestito l’avvicendamento, e nella sostanza, che di politico – inteso nel termine più alto, l’unico che interessa al troppe volte citato bene comune – ha ben poco.

E intanto il Paese si ritrova il terzo Presidente del Consiglio nominato fuori dal Parlamento, invece che eletto. E chi si riconosce nel PD si scopre sfuggire ancora un po’ da sotto i piedi quella sensibilità democratica, quel senso dell’agire bene della politica, in cui ci si ostina a credere, ma che da ieri è ancora, inesorabilmente, più lontano.

 

Annagloria Del Piano


Articoli correlati

  Lidia Menapace. Il “nuovo” (?) mondo
  Radicali. Droghe: Napolitano ha parlato invano?
  Il Presidente incarichi Enrico Letta
  Marco Lombardi. Enrico Letta e la 'maxima culpa'
  Matteo Renzi: “1.000 tavoli per l'Italia”
  Marco Perduca. Giustizia: Renzi lanci “contrordine compagni”
  “Sulle carceri l'Italia rischia un miliardo”
  Benedetto Della Vedova. Dopo il congresso si conclude la mia esperienza in Scelta Civica. Ecco perché
  Valter Vecellio. Vade retro amnistia
  Carlo Forin. È sbagliato il quesito costituzionale
  Nonviolenza. Matteo Renzi scrive al responsabile del “Centro di ricerca per la pace” di Viterbo
  Matteo Renzi, sindaco di Firenze. Biglietto gioioso di Anna Lanzetta
  Lidia Menapace. Identità
  Marco Lombardi. À la guerre comme à la guerre
  Lidia Menapace. Primarie PD: quali prospettive?
  Arezzo-Firenze. Comitato 13 Maggio sui criteri di rappresentanza di Matteo Renzi
  L'irriverente. Le mimetiche dei potenti...
  Martina Simonini. “Non mi adeguo”. E sto con Civati
  Prostituzione e Sindaco di Firenze. Il vecchio che avanza... o i 'parchi del sesso'?
  “Un’altra Italia è già qui! Basta farla entrare!”
  Roberto Malini: Matteo Renzi è vicino alla comunità LGBT?
  Gianni Somigli. Renzi e la spina laicità
  Vincenzo Donvito. Italia-America Latina: Business e cocaina? Far finta di nulla...
  Marco Perduca. Adesso Renzi smantelli il Dipartimento politiche antidroga
  Mellana. Il dubbio
  Roberto Malini. Arriva l'era di Matteo Renzi
  Amnistia: “Renzi fu durissimo contro, io sono a favore”
  Droghe: le deleghe restano a Renzi
 
 
 
Commenti
Lascia un commentoNessun commento da leggere
 
Indietro      Home Page
STRUMENTI
Versione stampabile
Gli articoli più letti
Invia questo articolo
INTERVENTI dei LETTORI
Un'area interamente dedicata agli interventi dei lettori
SONDAGGIO
TURCHIA NELL'UNIONE EUROPEA?

 75.9%
NO
 24.1%

  vota
  presentazione
  altri sondaggi
RICERCA nel SITO



Agende e Calendari

Archeologia e Storia

Attualità e temi sociali

Bambini e adolescenti

Bioarchitettura

CD / Musica

Cospirazionismo e misteri

Cucina e alimentazione

Discipline orientali

Esoterismo

Fate, Gnomi, Elfi, Folletti

I nostri Amici Animali

Letture

Maestri spirituali

Massaggi e Trattamenti

Migliorare se stessi

Paranormale

Patologie & Malattie

PNL

Psicologia

Religione

Rimedi Naturali

Scienza

Sessualità

Spiritualità

UFO

Vacanze Alternative

TELLUSfolio - Supplemento telematico quotidiano di Tellus
Dir. responsabile Enea Sansi - Reg. Trib. Sondrio n. 208 del 21/12/1989 - ISSN 1124-1276 - R.O.C. N. 32755 LABOS Editrice
Sede legale: Via Fontana, 11 - 23017 MORBEGNO - Tel. +39 0342 610861 - C.F./P.IVA 01022920142 - REA SO-77208 privacy policy