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La riforma migratoria cubana tra dubbi e incertezze
09 Gennaio 2013
 

Limitazioni di viaggio

per gli sportivi

e per i professionisti

considerati vitali

 

 

Le autorità cubane stanno per dare attuazione alla nuova politica migratoria che renderà più facile per i cittadini andare all’estero, dopo decenni di limiti imposti dal governo castrista. Saranno superate molte limitazioni alla libertà di movimento, sarà più facile viaggiare fuori dai confini nazionali e i cittadini cubani che vivono all’estero potranno rientrare in patria. La riforma migratoria entrerà in vigore il 14 gennaio, secondo quanto scrive Trabajadores, il settimanale ufficiale di taglio economico-sindacale. Il governo ha chiarito che alcuni professionisti imprescindibili continueranno ad avere limitazioni alla libertà di spostamento. Il problema principale sono i medici, categoria di professionisti considerata sensibile – per motivi di difesa e di sicurezza nazionale – e quindi soggetta a una valutazione più restrittiva in caso di uscita dal territorio nazionale. Pare che una risoluzione governativa consentirà ai medici di uscire dal paese senza limitazioni di sorta, ma ancora non esistono certezze. Per gli sportivi, invece, sono più che certe le restrizioni, visto che Raúl Castro li ha definiti “un patrimonio della nazione”. Funzionari del governo, militari, ufficiali, tecnici altamente specializzati, considerati vitali, subiranno la stessa sorte, ma di sicuro anche le persone considerate pericolose per la sicurezza nazionale (dissidenti, persone non conformi…) non potranno ottenere il passaporto.

Yoani Sánchez ha già detto la sua opinione a mezzo Twitter: «Prima c’era il permesso di uscita. Adesso ci sono persone che possono ottenere il passaporto e altre che non possono ottenerlo. Non è cambiato molto». Ricordiamo che a Yoani è stato negato il permesso di uscita in moltissime occasioni, senza fornire una valida spiegazione. Di sicuro è cambiato il costo della pratica, perché non servono più carta d’invito da parte di un cittadino straniero – ben 200 dollari – e permesso di uscita (tarjeta blanca), ma tutto si limita al rilascio del passaporto, che costerà 100 dollari contro i vecchi 50. Inoltre potranno rientrare i cubani che vivono all’estero, anche se sono usciti illegalmente dal paese, ma con alcune restrizioni.

Berta Soler, leader delle Damas de Blanco, ha detto: «Vediamo se mi lasceranno uscire dal paese. Voglio metterli subito alla prova». Il passaporto della Soler ha cinque visti, ma le autorità le hanno sempre negato il permesso di uscire dai confini nazionali. «Il filtro su chi può uscire e chi è condannato a restare adesso è il passaporto», ha confermato Soler.

 

Gordiano Lupi


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