Lunedì , 19 Novembre 2018
VIGNETTA della SETTIMANA
Esercente l'attività editoriale
Realizzazione ed housing
BLOG
MACROLIBRARSI.IT
RICERCA
SU TUTTO IL SITO
TellusFolio > Critica della cultura > Lo scaffale di Tellus
 
Share on Facebook Share on Twitter Share on Linkedin Delicious
Pier Paolo Pasolini. Il sogno di una cosa
06 Agosto 2013
   

Pier Paolo Pasolini

Il sogno di una cosa

Garzanti, 1962

 

Pier Paolo Pasolini scrive Il sogno di una cosa dopo Ragazzi di vita (1955) e Una vita violenta (1959), dopo le poesie di La meglio gioventù (1954), Le ceneri di Gramsci (1957), L’usignolo della Chiesa Cattolica (1958) e La religione del mio tempo (1961). Narrativa civile allo stato puro, introdotta da una citazione di Karl Marx: “Il nostro motto dev’essere dunque: riforma della coscienza non per mezzo di dogmi, ma mediante l’analisi della coscienza non chiara a se stessa, o si presenti sotto forma religiosa o politica. Apparirà allora che il mondo ha da lungo tempo il sogno di una cosa...”. Il lettore capisce subito il pensiero dell’autore, i personaggi sono funzionali alle cose da dire, al fatto che l’uomo ha pressante e indilazionabile il sogno d’una cosa, il sogno del socialismo, della giustizia, della vera uguaglianza, del lavoro per tutti e di una ripartizione dei beni secondo meriti e bisogni, senza lo sfruttamento capitalistico del plusvalore. Pasolini è condizionato dal discorso economico e dalla valutazione marxista della realtà ma non rinuncia a fare poesia, ché quella è la sua vera cifra stilistica. Racconta due anni di vita in Friuli, a Casarsa, il luogo dove ha trascorso adolescenza e fanciullezza, dal 1948 al 1949, attraverso le vicissitudini di alcuni ragazzi del popolo – Nini, Milio, Eligio, Germano – che sognano un mondo dove ci sia giustizia e lavoro. Si sentono comunisti, ma – come diceva Gaber – solo perché essere comunisti è il solo modo per cercare di cambiare le cose e perché pare l’unica idea politica che contiene un sogno di giustizia sociale. I ragazzi emigrano di nascosto in Jugoslavia perché sono convinti che in un paese comunista potranno vivere liberi, lontani da una terra che ha riciclato al potere vecchi gerarchi fascisti. Sarà cocente la loro delusione quando si renderanno conto che in Jugoslavia tutto è razionato, si muore di fame più che in Italia e il lavoro scarseggia. “Quando lo faremo noi il comunismo, lo faremo meglio”, dice uno dei ragazzi mentre medita il ritorno in Italia. Pasolini è tra i primi scrittori italiani a citare le foibe e a criticare il socialismo reale, la concretizzazione di un’idea, il tradimento del sogno d’una cosa. Milio racconta la sua esperienza di emigrato in Svizzera, “un paese dove c’è lavoro e i contadini sono più ricchi dei nostri, ma sono avari, mangiano peggio e non si divertono mai”. La nostalgia della terra natia è forte, sia in Svizzera che in Jugoslavia, le proprie abitudini, le ragazze italiane, i balli all’aperto nei primi giorni d’estate, le feste dopo il lavoro, le passeggiate, sono tutte cose che mancano. La Svizzera è un paese triste per i giovani italiani emigrati, tutti hanno la radio e il telefono, ma dopo il lavoro nessuno esce, si rintanano nelle case e attendono il giorno successivo. La malinconia e il ricordo d’una vita dove si soffriva la fame ma c’era solidarietà, allegria, voglia di stare insieme – era questa l’Italia del dopoguerra, pare passato un secolo! - spinge gli emigranti a tornare.

Al ritorno li attende la lotta per il posto di lavoro, il partito comunista che organizza le rivolte dei braccianti agricoli in Friuli per far applicare il lodo De Gasperi e ottenere nuove assunzioni. È un’Italia simile a quella che dipinge Guareschi in tono scanzonato, anche se Pasolini è più elegiaco, a tratti persino deamicisiano, ma non rinuncia a mostrare situazioni che fanno convivere Stalin e il Crocifisso. Un’Italia nella quale una ragazzina cattolica innamorata di un comunista va dal prete a confessarsi perché crede di commettere un peccato. “Avrà tempo per cambiare idea. Non importa se è comunista, basta che sia un bravo ragazzo”, risponde il prete. Pasolini descrive il mondo della sua meglio gioventù, il mondo lirico delle sue poesie in dialetto friulano, con pennellate descrittive fantastiche, con passaggi cinematografici esaltanti, tra canzoni popolari e le note spavalde di Bandiera rossa. E poi ci sono le donne – Rosa, Pia, Cecilia – i loro amori, i sogni, la lontananza dalla politica, la fede in Dio, la voglia di costruirsi una famiglia e di viverla quella vita che hanno avuto in dote, esigendo il rispetto dei diritti. L’amore tra Pia e il Nini sboccia selvaggio e improvviso proprio mentre Cecilia, tradita dal suo uomo, decide di farsi suora. E poi c’è un finale struggente, commovente, segnato come in Accattone, dalla morte di Eligio, consumato da un male terribile contratto in miniera. Rivede i vecchi amici un’ultima volta e ha appena il tempo di pronunciare due parole: “Una cosa! Una cosa!”. Gli uomini passano ma il sogno resta, sembra dire l’autore, ci sarà sempre qualcuno disposto a lottare per il sogno d’una cosa.

Un romanzo da riscoprire che si legge tutto d’un fiato, un autore che ha dato il meglio di se stesso al cinema e in poesia, ma che sapeva essere anche un abile narratore e sceneggiatore di storie. Il sogno d’una cosa è uno di quei libri che ti restano dentro e che ti vaccinano contro il nulla imperante della letteratura italiana contemporanea.

 

Gordiano Lupi


Articoli correlati

  Gianfranco Cercone. “Pasolini” di Abel Ferrara: troppo esatto per essere vero
  Pier Paolo Pasolini (Mediane Libri)
  Iniziative/ La meglio gioventù di Pier Paolo Pasolini e Racconti ambigui di Enzo Siciliano
  Gabriella Sica: L’artista e la croce. Caravaggio e Pasolini
  Maria Lanciotti. Bignamino di una cronaca non ancora storicizzata – 4
  La poesia degli Eretici. In Brianza per PoesiaPresente2008
  Pasolini su Israele e il mondo arabo
  Giuseppina Rando. Una nota su Educazione e Scuola
  Pier Paolo Pasolini, «La sua morte è un drammatico, disperato rapporto con la madre»
  Gianfranco Cercone. “Il Vangelo secondo Matteo” di Pier Paolo Pasolini
  Pier Paolo Pasolini: Il padre selvaggio. Ri-lettura di Maria Lanciotti
  Cosimo Cinieri in “Pier Paolo, Poeta delle ceneri”
  Gordiano Lupi. Nasce inCONTROPIEDE, editore sportivo
  Gordiano Lupi. Quattro consigli di lettura
  Gordiano Lupi. I libri di cinema editi da Mediane
  Gianfranco Cercone. “Foxtrot – La danza del destino” di Samuel Maoz
  Gianfranco Cercone. “La macchinazione” di David Grieco: Pasolini inghiottito in un incubo
  Salò o le 120 giornate di Sodoma, il Pasolini più discusso al Cinema Eden
  Antonella Pierangeli. L’eresia e la visione: Pasolini l’impuro in un Paese orribilmente sporco
  “Orgia” di Pier Paolo Pasolini
  Gordiano Lupi. “Tutti al mare” (2011) di Matteo Cerami
  RICORDANDO PASOLINI
  Alberto Figliolia. Più dei santi, meno dei morti
  Gianfranco Cercone. “Porno-teo-kolossal”: l’Epifania secondo Pasolini
  Franco Morelli e le sue “genti”
  Roberto Malini. Omofobia di Eugenio Montale
  Maria Paola Forlani. Il cinema cristologico
  “PREMIO MONDELLO” 2006
  Sergio Anelli. L’assassinio lento di Pasolini
  Walter Lazzarin. Pillole per prendere premi prestigiosi
  Emanuele Trevi. Qualcosa di scritto
  Istituzioni/ Intervista ad Alessandra Borsetti Venier
 
 
 
Commenti
Lascia un commentoNessun commento da leggere
 
Indietro      Home Page
STRUMENTI
Versione stampabile
Gli articoli più letti
Invia questo articolo
INTERVENTI dei LETTORI
Un'area interamente dedicata agli interventi dei lettori
SONDAGGIO
TURCHIA NELL'UNIONE EUROPEA?

 73.4%
NO
 26.6%

  vota
  presentazione
  altri sondaggi
RICERCA nel SITO



Agende e Calendari

Archeologia e Storia

Attualità e temi sociali

Bambini e adolescenti

Bioarchitettura

CD / Musica

Cospirazionismo e misteri

Cucina e alimentazione

Discipline orientali

Esoterismo

Fate, Gnomi, Elfi, Folletti

I nostri Amici Animali

Letture

Maestri spirituali

Massaggi e Trattamenti

Migliorare se stessi

Paranormale

Patologie & Malattie

PNL

Psicologia

Religione

Rimedi Naturali

Scienza

Sessualità

Spiritualità

UFO

Vacanze Alternative

TELLUSfolio - Supplemento telematico quotidiano di Tellus
Dir. responsabile Enea Sansi - Reg. Trib. Sondrio n. 208 del 21/12/1989 - ISSN 1124-1276 - R.O.C. N. 24762 LABOS Editrice
Sede legale: Via Fontana, 11 - 23017 MORBEGNO - Tel. e Fax 0342 610861 C.F./P.IVA 00668000144 - SONDRIO REA 46909 - capitale sociale € 7.000 i.v. privacy policy