Martedì , 22 Ottobre 2019
VIGNETTA della SETTIMANA
Esercente l'attività editoriale
Realizzazione ed housing
BLOG
MACROLIBRARSI.IT
RICERCA
SU TUTTO IL SITO
TellusFolio > Diario di bordo
 
Share on Facebook Share on Twitter Share on Linkedin Delicious
Giuseppe Civati. Perdere un treno pur avendo sessanta giorni a disposizione
24 Aprile 2013
 

Ci sembra un buon resoconto del rapporto tra Partito democratico e Movimento 5 stelle all'avvio della nuova legislatura. Costituendo un utile pro-memoria, ve lo proponiamo qui anche quale occasione per segnalare che da oggi il seguitissimo e civilmente partecipato 'diario politico' di Civati comparirà nella nostra lista BLOG. (Red.)

 

 

Questa è una storia che i giornali di oggi non hanno raccolto e che invece la dice lunga sul tempo e le occasioni che abbiamo perduto dopo le elezioni.

La notizia è interessantissima, almeno per me: i deputati e i senatori del M5S hanno votato ieri su ciò che la loro delegazione doveva portare a Napolitano.

Si sono misurate due posizioni: quella oltranzista, per cui bisognava soltanto dire di no al governo delle larghe intese e sottrarsi all’alleanza Pd, Pdl e Sc; e quella aperturista, secondo la quale sarebbe stato il caso di fare nomi, al Presidente della Repubblica, per provare ad aprirsi un varco nelle maglie sempre più strette di quello che i grillini chiamano inciucio.

Fin qui, niente di speciale. La cosa più curiosa è però registrare che la prima ipotesi è passata per un solo voto. E i nomi che, per un solo voto non sono stati fatti, sono quelli delle quirinarie, per capirci, e altri nomi di quel cambiamento che non c’è stato (si vocifera che anche nel M5S qualcuno abbia fatto il nome di Matteo Renzi).

Ora, a me pare clamoroso, e vi spiego perché. Sono giorni che il M5S arriva in ritardo su ogni partita, aiutato dai malintenzionati (almeno per me) del Pd.

All’appuntamento dello streaming, avrebbero potuto offrire a Bersani un nome diverso dal suo, anche per stressare la sua volontà di cambiamento, ma non lo hanno fatto. Eliminato Bersani, soprattutto grazie ai toni sprezzanti del capogruppo Lombardi, così, si sono eliminati anche loro. E anche se avevano il tono di chi la sa lunga, anzi lunghissima, non se ne sono nemmeno accorti.

Per di più, né loro, né gli altri si sono accorti che in quel non-dialogo, ad un certo punto, Vito Crimi diceva: sul merito delle proposte possiamo anche essere d’accordo. Che non so se vi rendete conto, che cosa significa, di questi tempi, essere d’accordo sul merito delle proposte.

Personalmente, lo scrivevo da settimane, prima dello streaming, ma non c’è stato modo di discuterne concretamente. O, meglio, hanno preferito così: fuori Bersani, ne avrebbero discusso volentieri. Solo che preferivano non trovare altre soluzioni, fare altri nomi. Li avrebbero fatti dopo. Cioè, mai.

Poi si è passati al romanzo Quirinale, hanno fatto le primarie, c’erano i nomi di Rodotà e Prodi, e mi sono detto: dai che ce la facciamo. E invece, sempre per le responsabilità del Pd (che non nascondo di certo) e i suoi tentativi di fare le larghe intese dall’altra parte, ci si è cullati con l’idea che Rodotà potesse diventare Presidente, senza considerare quello che stava succedendo intorno. Che andava, semplicemente, nella direzione opposta.

E allora, in un rapido susseguirsi di incontri, ho cercato di condividere quella cosa ovvia che avete visto tutti. Che su Rodotà una parte del Pd non sarebbe mai venuta, ma non c’è stato verso. Anche i cinquanta voti in più a Rodotà spuntati alla quarta votazione (quando il candidato era Prodi) non li hanno insospettiti: pensavano fossero voti ‘veri’, che sarebbe cresciuto ancora, Rodotà, che invece, guarda caso, è sceso (i franchi tiratori avevano finito il loro lavoro). E al Colle saliva, anzi restava, Napolitano.

Ne abbiamo parlato in piazza Capranica (mentre il Pd, sullo sfondo, esplodeva), in piazza Di Pietra (fino a tarda notte), in cortile, in Transatlantico. Inutile. Eppure Prodi era il crocevia, ma ogni discorso, in un andamento ciclico perfetto, finiva non con una risposta, ma con una domanda: «perché non Rodotà?». Tanto che oltre al soldato Ryan, ad un tratto mi sono sentito un po’ come Rain Man in quella scena. Inutile spiegare che la posizione era tautologica, che Rodotà non avrebbe mai avuto i voti, che così non avremmo avuto né Prodi, né Rodotà. Inutile immaginare che qualcuno dei deputati a cinque stelle – in una sorta di dalemismo 2.0 – votasse per Prodi, confidando che qualcun altro avrebbe votato Rodotà, annullandone l’effetto malizioso e consegnando all’aula un numero di voti analogo (senza che nessuno se ne accorgesse). Quest’ultimo argomento era ancora meno compreso dei precedenti.

Va detto che il M5S ne ha tentata un’altra, alla fine del primo giorno delle votazioni (quel fantastico giovedì): avrebbe dovuto proporre al Pd un incontro per proporre un accordo su Rodotà presidente e il governo del cambiamento. Ho sommessamente fatto notare ad alcuni di loro che se avessero detto quelle cose direttamente senza proporre una-proposta-di-invito-per-un-incontro-in-cui-fare-la-proposta sarebbe stato più utile.

Solo che giovedì la riunione è finita tardi, tra loro, e non hanno esplicitato le loro intenzioni, che sarebbero emerse soltanto quando era ormai entrato Prodi nella partita. Cioè nel momento più sbagliato, condannandoci al cortocircuito perfetto. La sera precedente, si sono limitati a decidere se era il M5S a dover invitare il Pd, o il Pd a dover invitare il M5S. Hanno deciso per questa seconda soluzione, e hanno dovuto invitare il Pd a invitarli. Intanto, mentre il grillo traccheggiava, la volpe faceva capolino in Parlamento.

E così, mentre qualcuno cercava di fare campagna per Rodotà, convinto che alla fine i voti si sarebbero trovati, partiva l’ultimo treno. Una Freccia con a bordo Napolitano. E Berlusconi ad attenderlo all’arrivo. Un treno superveloce, precipitosissimo, che era impossibile rincorrere, dopo avere passato due mesi sulla banchina, fissando gli altri convogli, indicandoli con il dito, ma senza pronunciarne la destinazione. Con le proprie convinzioni, legittime e legittimate, per carità, in tasca e nessun biglietto per far partire il cambiamento.

Sia ben chiaro: a me dispiace. E mi dispiace che le cose siano andate diversamente. Ed è colpa del Pd, di sicuro. Ma la responsabilità è anche del M5S e, soprattutto, dei suoi ritardi e delle sliding doors che abbiamo lasciato chiudere. Una dopo l’altra. Senza crederci abbastanza.

Le spiegazioni possono essere due: o c’è un disegno (molto probabile, soprattutto per i leader) o c’è una grande ingenuità (molto meno, ma non tra i parlamentari, che in alcuni momenti sono stati sinceramente confusi) o entrambe le cose.

C’è però una contraddizione che non riesco a spiegarmi: perché Grillo si è posizionato a sinistra (e così a sinistra), perdendo secondo me più di un voto a destra, senza voler raggiungere l’obiettivo? Perché Rodotà era una bandiera, ma era una bandiera che parlava solo agli elettori del Pd, a quelli che a febbraio non hanno votato Pd e a quelli che forse (dopo questo disastro) non lo voteranno più. Si è collocato nello spazio di Vendola, per capirci, e ha continuato però a non voler aprire un vero confronto. E se lo ha fatto, lo ha fatto giusto con quel minuto di ritardo. Che ci farà perdere molti mesi. Forse anni. Chissà perché.

 

Giuseppe Civati
(dal blog [ciwati], 24 aprile 2013)



Articoli correlati

  Giuseppe Civati. Oggi Manifesto
  Giuseppe Civati. La campagna dei bottoni
  Carlo Troilo. Sulla eutanasia Cuperlo e Civati non sono di parola
  Anche a Sondrio... è possibile
  Giuseppe Civati. Lettera alla Presidente della Camera sul fine vita
  Incontri ravvicinati della Terza Repubblica
  Giuseppe Civati. A proposito delle commissioni (e della legge elettorale)
  Sergio Staino
  Giuseppe Civati. E dopo i fantastici 5, ecco i magnifici 7
  Civati: “Sì a matrimonio egualitario, affidi e adozioni gay”
  Stefano Rodotà. La politica del coraggio e dello sguardo sul futuro
  Giulio Cavalli, Pippo Civati. Pane e primarie
  Giuseppe Civati. Errata corrige
  Giuseppe Civati. Breve riflessione politica sulla legge elettorale
  Giuseppe Civati. Non ci resta che scegliere (ripropost)
  Giuseppe Civati. Nessuna forzatura sulla Costituzione
  Sergio Staino. Voto di fiducia
  Valentina La Terza. E come titolo il post in cui dico che voto Civati?
  Amnistia: “Renzi fu durissimo contro, io sono a favore”
  Giuseppe Civati. La settimana degli F-35
  Giuseppe Civati. I numeri del Senato e il referendum chiesto, non concesso
  Martina Simonini. “Non mi adeguo”. E sto con Civati
  Sabato 29 marzo, “il giorno legale”
  Caro Stefano, c’è davvero bisogno di un nuovo partito?
  Enrico Borg. Giustizia: Se il Pd continua a fare spallucce sui referendum
  Giuseppe Civati. Missione impossibile (ma però)
  Pippo Civati. Si discute nel PD: nel patto di governo riduzione spesa per F-35
  Il PD farà le primarie anche per la scelta dei candidati al Parlamento
  Bonino premier, lo propone Grillo
  Peppe Sini. “Una persona, un voto”. Una lettera aperta all'on. Bersani
  “Il voto non risolve crisi politica”
  Martina Simonini. “Donne no!”... Muppet-Quirinale
  Al Governo Scelta Civica darà un contributo riformatore
  Giuseppe Civati, Marco Pannella. Costituzione delle Commissioni: due testimonianze
  E. Silvestri. Europa e alterità radicale da Ernesto Rossi a Emma Bonino
  Stipendi pubblici: superare la logica del blocco indiscriminato
  Gian Domenico Mazzocato. La Bindi e l'acquario
  Francesco Verducci. Abrogare il Porcellum e tornare alla “legge Mattarella”
  Ricette veloci. 3 - Per un governo organico di legislatura
  Letta pienamente consapevole della fragilità della situazione italiana
  Marco Lombardi. Enrico Letta e la 'maxima culpa'
  Mauro Del Barba. Condivido volentieri una nota appena inviata dal PD...
  Emma Bonino: “Voglio essere speranza ma non vendiamo illusioni”
  Gino Songini. Il gatto e la volpe
  Gratitudine e sostegno alla ministra Cécile Kyenge. Un appello di “Respirare”
  Lidia Menapace. Il gran pasticcio
  Serve esecutivo del pareggio, troppi partiti scherzano col fuoco
  Lidia Menapace. Se e come riformare la Costituzione
 
 
 
Commenti
Lascia un commentoNessun commento da leggere
 
Indietro      Home Page
STRUMENTI
Versione stampabile
Gli articoli più letti
Invia questo articolo
INTERVENTI dei LETTORI
Un'area interamente dedicata agli interventi dei lettori
SONDAGGIO
TURCHIA NELL'UNIONE EUROPEA?

 75.7%
NO
 24.3%

  vota
  presentazione
  altri sondaggi
RICERCA nel SITO



Agende e Calendari

Archeologia e Storia

Attualità e temi sociali

Bambini e adolescenti

Bioarchitettura

CD / Musica

Cospirazionismo e misteri

Cucina e alimentazione

Discipline orientali

Esoterismo

Fate, Gnomi, Elfi, Folletti

I nostri Amici Animali

Letture

Maestri spirituali

Massaggi e Trattamenti

Migliorare se stessi

Paranormale

Patologie & Malattie

PNL

Psicologia

Religione

Rimedi Naturali

Scienza

Sessualità

Spiritualità

UFO

Vacanze Alternative

TELLUSfolio - Supplemento telematico quotidiano di Tellus
Dir. responsabile Enea Sansi - Reg. Trib. Sondrio n. 208 del 21/12/1989 - ISSN 1124-1276 - R.O.C. N. 32755 LABOS Editrice
Sede legale: Via Fontana, 11 - 23017 MORBEGNO - Tel. +39 0342 610861 - C.F./P.IVA 01022920142 - REA SO-77208 privacy policy