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Gordiano Lupi. Jeffrey Goldberg risponde a Fidel: “Nessun malinteso!”
13 Settembre 2010
 

Il giornalista Jeffrey Goldberg (foto) ha risposto sul suo blog alle dichiarazioni di Fidel Castro. Ha scelto la via dell’ironia, ringraziando l’ex Capo di Stato cubano per le sue amabili parole e aggiungendo che l’espressione il modello cubano non va più bene neppure per noi, significa il modello cubano non va più bene neppure per noi. Il giornalista di The Atlantic - periodico di sinistra - ha concluso: «Fidel afferma che la sua risposta voleva dire esattamente il contrario di quello che io e Julia Sweig abbiamo sentito. Se facciamo un esperimento linguistico il contrario delle sua affermazione suonerebbe così: Il modello cubano va così bene per noi, che vogliamo esportarlo. Ma lui non ha detto questo, ciò che ha detto è stato… inutile ripetere, perché tutti avete letto ciò che ha detto. Non comprendo come questa affermazione citata fedelmente (d’accordo con Fidel), possa voler dire qualcosa di diverso…».

Carlos Alberto Montaner su Penúltimos Días (www.penultimosdias.com) commenta in maniera caustica: «Fidel ha detto di non aver detto quel che ha detto. Spaventato dallo scandalo internazionale che è venuto fuori si è affrettato a dichiarare di essere stato male interpretato e che la sua era una frase ironica che significava l’esatto contrario. Il sistema capitalista non funziona più e non va esportato. Fidel si è lasciato scappare la frase, non è stata ironia, ma un lapsus freudiano, una reazione del suo subcosciente».

Niente di nuovo sotto il sole. Per Fidel Castro la verità è modificabile, non è un valore assoluto, ma un fattore al servizio della sua leggenda personale. Non conta quel che ha fatto e quel che ha detto, ma soltanto ciò che serve ai fini della conservazione del potere. Per il leader cubano è sempre stata la regola, visto che nel 1959 condannava il comunismo e nel 1961 affermava di essere sempre stato comunista, anche se in maniera inconsapevole. Fidel Castro ha tenuto Cuba sotto il tallone di ferro di un regime senza spazi per libertà economiche e personali persino dopo la caduta del muro di Berlino, resistendo alla perestroika e alla glasnost sovietica, condannando come nuovi ricchi i lavoratori per conto proprio. Impensabile che proprio adesso - pure se si rende conto dello sfacelo che regna sovrano - decida di fare autocritica. Meglio un gattopardesco che tutto cambi perché niente cambi, visto che in fondo quel che conta è soltanto la conservazione del potere.

 

Gordiano Lupi


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