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Radicali per Sant'Ambrogio. Lucio Bertè in digiuno per dialogo con Sandro Bondi
02 Ottobre 2008
 

Un digiuno di dialogo rivolto al Ministro per i Beni e le Attività Culturali Sandro Bondi è in corso da 7 giorni da parte di Lucio Bertè, portavoce dei Radicali per Sant’Ambrogio, architetto ed ex consigliere regionale. I radicali chiedono al Ministro - che sta esaminando la pratica dei parcheggi interrati della Darsena e di S. Ambrogio - un decreto di blocco dei cantieri e annullamento delle concessioni, analogo a quello adottato nei giorni scorsi, in armonia con il Sindaco di Roma, per il Pincio. Le stesse richieste al Ministro sono contenute in un OdG che i radicali hanno proposto a tutti i consiglieri comunali di Milano perché, approvandolo, evitino un errore irreversibile. (il documento proposto viene riportato n calce, ndr)

In particolare per S. Ambrogio chiedono che sia tutelato proprio il sottosuolo della Piazza in quanto è parte dell’antico cimitero paleocristiano “ad martyres” dove furono sepolti i corpi di coloro che, per affermare il diritto di professare pubblicamente la propria fede religiosa, affrontarono la tortura e la morte tra il I secolo e i primi anni del IV. È per la presenza delle sepolture dei martiri che Ambrogio scelse quel luogo, per edificarvi la Basilica martyrum. Egli stesso nel 376 cercò e trovò in quella terra i corpi dei Martiri Gervasio e Protasio che volle traslare nella Basilica in quella che sarebbe stata anche la sua tomba.

Per i radicali questi martiri cristiani – venerati tutti come Santi – sono anche “eroi civili”, meritevoli della gratitudine e del rispetto dell’umanità intera per avere alla fine conquistato, con il loro comportamento perfettamente nonviolento, la libertà religiosa come diritto civile individuale, riconosciuto in tutto l’Impero romano da Costantino e da Licinio con l’Editto di Milano del 313.

Quella terra, che l’Amministrazione di Milano vuole rimuovere per far posto a un garage di 5 piani interrati per 600 automobili, contiene i resti di altri martiri sconosciuti (per la Soprintendenza “privi di interesse archeologico”), ma soprattutto contiene la memoria di eventi straordinari e di valori spirituali che sono patrimonio di tutta l’umanità. Ecco perché, mentre per il Pincio lo stop sarà formalmente motivato dall’importanza del beni archeologici “materiali” emersi dallo scavo, per S. Ambrogio i radicali chiedono al Ministro che siano riconosciuti e tutelati gli straordinari valori universali “immateriali”, spirituali, storici, identitari non solo per i milanesi, rappresentati da quella terra, valori tutelati dalla Convenzione dell’UNESCO per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale del 2003, legge dello Stato italiano dal gennaio 2008 e presto anche della Lombardia.

Al Consiglio regionale i radicali chiedono la valorizzazione dei siti della Lombardia teatro di eventi storici “memorabili”per i valori immateriali che rappresentano. Per esempio, per S. Ambrogio, propongono un concorso tra paesaggisti per un “giardino della memoria”, luogo di silenzio, di meditazione e di preghiera, come quelli realizzati per le vittime innocenti di massacri.

 

Radicali per Sant'Ambrogio Milano

 

 

 

ORDINE DEL GIORNO

 

Il Consiglio Comunale di Milano

 

PRESO ATTO


  • che il Ministro per i Beni Culturali e Ambientali ha deciso nei giorni scorsi l’annullamento delle autorizzazioni per realizzare 700 posti auto interrati nella collina del Pincio a Roma, sulla base dei valori del luogo, di alto pregio ambientale, paesaggistico, architettonico e soprattutto, formalmente, per i ritrovamenti archeologici considerati di pubblico interesse;

  • che in data 11 settembre 2008 il Sindaco di Roma ha annunciato a sua volta la decisione unanime della Giunta di revocare la concessione per la realizzazione dei box interrati al Pincio, riconoscendo prevalente il “pubblico interesse” alla tutela del sito in oggetto rispetto al “pubblico interesse” in precedenza riconosciuto alla realizzazione del parcheggio;

  • che le decisioni del Ministro e della Giunta comunale sono state assunte nonostante l’ulteriore parere favorevole alle opere, previa garanzia di valorizzazione dei resti antichi emersi dallo scavo, espresso dal Comitato tecnico scientifico “dei 12 saggi” e dalle Soprintendenze, parere espressamente richiesto dal Ministro Sandro Bondi,

  • che tali decisioni sono state determinate da un vasto movimento, ormai largamente maggioritario e trasversale, di cittadini informati ed attivi, da associazioni culturali e da comitati ad hoc, da un’opinione pubblica diffusa a livello nazionale e internazionale, che hanno saputo convincere Governo e Amministrazione comunale del “pubblico interesse” rappresentato dalla tutela soprattutto della valenza culturalr-identitaria, della tutela del bene immateriale della memoria collettiva e delle memorie personali legate al sito del Pincio da parte degli abitanti e degli amici di Roma sparsi in tutto il mondo;

  • che il Ministro per i Beni Culturali e Ambientali sta esaminando la documentazione relativa ai progetti di alcuni parcheggi interrati ubicati nel Centro storico di Milano, in partcolare quello di S.Ambrogio e quello della Darsena;

 

CONSIDERANDO

 

  • che i siti citati rappresentano non soltanto luoghi di straordinaria importanza per la storia e per l’identità di Milano e dei milanesi, ma rivestono significati di portata universale;

  • A) la Darsena rappresenta una parte di quel capolavoro di ingegneria idraulica costituito dal sistema dei Navigli e delle Conche, opera degli ingegneri della Veneranda Fabbrica del Duomo, ammirato, studiato e imitato in tutta Europa, ammirato, studiato e migliorato da Leonardi da Vinci, e che tanti milanesi sperano un giorno di riattivare, almeno in gran parte;

  • B) S.Ambrogio occorre che sia tutelato come bene dell’umanità non solo per la Basilica, ma per il sito in cui sorge, l’antico cimitero “ad martyres” su cui e per cui Ambrogio decise di edificare la “Basilica martyrum”, per sottolineare la straordinaria importanza delle testimonianze di coraggio e di nobiltà umana di coloro che affrontarono la tortura e la morte per fedeltà alle proprie convinzioni di cristiani, ma affermando così il principio di altissimo valore anche civile della libertà di espressione religiosa di tutti e di ciascuno, che troverà la sua affermazione proprio da Milano, con l’editto di Costantino e di Licinio del 313 d.C.. E dunque il bene da tutelare è proprio la terra, il sottosuolo dell’attuale Piazza, che il Vescovo di Milano Ambrogio fece scavare alla ricerca dei corpi dei martiri Gervasio e Protasio, che rinvenne il 7 giugno dell’anno 376; terra che contiene altri resti di altri martiri sconosciuti e “privi di interesse archeologico” ma meritevoli della gratitudine e del rispetto dell’umanità intera, e dunque meritevoli di un luogo di silenzio, di meditazione e di preghiera e non di un garage;

 

DICHIARA

 

  1. di considerare di pubblico interesse per i cittadini di Milano la tutela e la valorizzazione, per il loro significato culturale, dei siti del Centro storico interessati dai progetti per la realizzazione dei parcheggi interrati, in particolare i siti di S.Ambrogio e della Darsena;

  2. di essere favorevole ad una riformulazione del Piano comunale della mobilità e dei parcheggi per individuare localizzazioni alternative a quelle nel Centro storico, in un’ottica di area metropolitana, in grado di drenare il traffico dei privati e di contribuire al migliramento della qualità dell’aria e della qualità della vita urbana.

 

CHIEDE AL MINISTRO PER I BENI CULTURALI E AMBIENTALI

 

  • di prendere in considerazione i progetti relativi ai parcheggi interrati del Centro storico di Milano, e in particolare quello di S.Ambrogio e della Darsena, con gli stessi criteri adottati per il Pincio, dando comunque il giusto rilievo prioritario ai valori “immateriali”, “intangibili”, intrinsecamente connessi con quei siti e che non riguardano solo la tradizione e l’identità dei milanesi ma sono un patrimonio universale per il loro contenuto culturale e spirituale, al di là del valore materiale relativo attribuito dai vari Comitati dei saggi, e al di sopra dei valori commerciali in gioco;

  • di valutare soprattutto quanto affermato, in matria di definizine dei beni da tutelare, di misure di tutela da applicare e di criteri di intervento, dalle Convenzioni internazionali dell’UNESCO e del Consiglio d’Europa, e in particolare che sia applicata integralmente la “Convenzione per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale”, adottata a Parigi il 17 ottobre 2003 e ratificata dall’Italia con la Legge 27 settembre 2007, n. 167.


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