Sabato , 15 Agosto 2020
VIGNETTA della SETTIMANA
Esercente l'attività editoriale
Realizzazione ed housing
BLOG
MACROLIBRARSI.IT
RICERCA
SU TUTTO IL SITO
TellusFolio > Diario di bordo
 
Share on Facebook Share on Twitter Share on Linkedin Delicious
Maria G. Di Rienzo. Una proposta semplice. Come sono le liste che io vorrei
26 Febbraio 2008
 

Partirei da una proposta semplice, che sembra ovvia ma non lo è: l'idea che vorrei mettere in pratica nelle liste è l'idea che le donne hanno valore, e che le differenze fra esseri umani, fra uomini e donne, siano esse biologiche o derivazioni culturali, non costituiscono scusante o giustificazione per la discriminazione rivolta contro le donne. Quando le donne vengono trattate come gli esseri umani che sono, ne guadagna la società intera, a livello economico, sociale, culturale. C'è un'interazione diretta tra il coinvolgimento delle donne nella vita sociale e politica ed il rafforzamento di valori, attitudini e comportamenti che riflettono e propongono modelli di equità e tolleranza. La Dichiarazione universale dei diritti umani (1948) li definisce, oltre che universali, inalienabili ed indivisibili. Tale definizione è molto importante per i diritti umani delle donne: significa infatti che essi vengono applicati ad ogni singola persona in ragione della sua umanità, e significa che vengono applicati in eguaglianza per ciascuno e ciascuna, giacché ciascuno e ciascuna sono eguali nell'essere semplicemente umani. Questa premessa egualitaria ha un risvolto storico radicale: anche in base ad essa le donne hanno chiesto riconoscimento politico per la propria umanità e chiunque oggi si troverebbe in serio imbarazzo a dover difendere pubblicamente l'argomentazione contraria, e cioè che le donne non sono umane.

*

Pure resta uno scarto cognitivo, di comprensione e rappresentazione, in ragione del quale, pensando in termini di “pubblico/privato”, le donne vengono poste in uno stato periferico rispetto alla partecipazione politica (sono correlate solo o principalmente alla casa ed alla famiglia) mentre il cittadino “tipico” viene di solito descritto e pensato come maschio: il che significa, tra l'altro, che i tempi e i modi e i nodi della politica sono misurati su di lui.

Le lenti cognitive servono da filtri: per scegliere, suddividere ed ordinare ciò che una persona vede, e ciò che una persona comprende. Noi le usiamo, consciamente o inconsapevolmente. Il concetto di guerra “inevitabile” e “giusta”, ad esempio, viene filtrato da numerose di queste lenti: dottrine religiose e filosofiche e particolari affiliazioni politiche. Esse contribuiscono a creare le cornici in cui vengono rappresentati gli eventi, e le cornici danno forma alle azioni che verranno poi intraprese. Con questo sistema, alcune questioni vengono abilitate al discorso e al confronto, altre no. Io non dico a chi mi legge o ascolta di abbandonare le proprie lenti, sebbene consigli sempre di esaminare i risultati del loro uso (la cornice che ne risulta è inclusiva o escludente, cooperativa o gerarchica?), chiedo solo venga aggiunta allo sguardo la lente del genere.

*

L'effetto principale della natura di genere del conflitto “pubblico/privato” è che le violazioni dei diritti umani delle donne che avvengono tra “privati” individui sono state rese invisibili, nonché considerate come al di là dell'intervento pubblico: i governi tendono ad ignorare ciò che accade alle donne (violenza domestica, restrizioni di movimento e opportunità) persino ove esistono leggi che proibiscono tali trattamenti.

La sfera “privata”, infatti, in nome di religione cultura famiglia, garantisce l'impunità ai violenti. La violenza strutturale (violenza di genere) che investe le donne ha ricadute pesanti su tutte le loro relazioni, sulla salute loro e delle loro famiglie, e sulla stabilità di una società che voglia dirsi “civile”. Non avremo una società civile e sicura sino a che non faremo uno sforzo per rigettare la violenza di genere. A chi ha fatto della “sicurezza” furbizia elettorale o gradino verso la barbarie vorrei che le nostre liste dicessero questo: le vite umane sono più sicure quando le persone sono libere. Libere da condizioni di lavoro pericolose, sottopagate, incerte, umilianti; libere da disoccupazione e da povertà; libere dalla violenza settaria, “etnica”, razzista, fascista; libere dalla violenza domestica. Sono, tutte queste, condizioni che le donne (native e migranti) conoscono assai bene, anche in Italia.

*

È stato il femminismo a fare definitivamente della violenza di genere un crimine, a spingere perché fosse legiferato in tal senso. Ci siamo riuscite in numerosi contesti, nazionali ed internazionali; in altri stiamo ancora lottando. Abbiamo messo nuove parole nel vocabolario della politica: abuso sessuale, stupro maritale, violenza domestica, molestia sessuale. Ma la violenza, seppure sanzionata penalmente, non è ancora socialmente inaccettabile: ci sono sempre mille e un motivi per giustificarla. È ora invece che diventi una vergogna, che venga ripudiata negli stessi termini in cui la Costituzione italiana ripudia la guerra. È vergognoso che le persone vengano indotte culturalmente ad ammettere, sopportare, usare la violenza nelle proprie vite. È vergognoso che la violenza venga tollerata e istituzionalizzata dallo stato. Abbiamo necessità di una campagna di massa che decostruisca alle fondamenta tutti i miti pericolosissimi che si accompagnano alla violenza di genere (e che in sintesi colpevolizzano la vittima). Abbiamo bisogno di istruire al genere, al rispetto fra i generi, innanzitutto gli operatori che vengono a contatto con vittime e perpetratori di violenza: le forze dell'ordine, gli avvocati, i giudici, e coloro che lavorano con bambini e adolescenti ad ogni livello, dalla scuola alla sanità pubblica.

*

Ecco dunque come sono le liste che io vorrei:

- Inclusive rispetto al genere: un luogo ove donne ed uomini sono partner alla pari nel lavorare per raggiungere scopi di cui tutti beneficiano. Perciò lavorano per l'integrazione fra diritti civili e politici (autodeterminazione, diritti riproduttivi, partecipazione politica) e diritti socioeconomici (casa, salute, lavoro): spesso le donne non godono abbastanza di questi ultimi per essere in grado di esercitare i primi.

- Comunicative: gli individui si parlano l'un l'altro di ciò che considerano importante. Ognuno ha un contributo da dare in questo senso, e le liste restano luoghi aperti in cui si discute non solo di ciò che accade in Parlamento, muovendosi dalla socializzazione informale e dalla contrapposizione di opinioni ad un'attitudine ricettiva in cui si parli dopo aver riflettuto e si ascolti con molta attenzione.

- Concrete: una delle funzioni principali di un gruppo inclusivo e comunicativo che voglia fare politica è la definizione degli scopi da raggiungere. Per fare questo, è necessario impegnarsi in processi di apprendimento e, allo stesso tempo, in nuovi modi di condividere il potere. Le situazioni di rischio ambientale e degrado ecologico vanno affrontate con urgenza assoluta: sempre che vogliamo continuare a vivere su questo pianeta, beninteso.

- Democratiche ed egualitarie: in una società politica comunicativa, partecipata, le persone si rispettano e valutano quali interi esseri umani. A livello internazionale, mi aspetto che questo si rifletta nel premere per l'organizzazione di conferenze di pace ovunque sia in corso un conflitto, conferenze che includano esplicitamente le donne oltre che tutte le ong e le strutture della società civile.

- Coerenti: “il fine non giustifica i mezzi” è un principio di comportamento etico ben conosciuto in tutto il mondo. Semplicemente, come ricorderete, «non si usano gli attrezzi del padrone per smantellare la casa del padrone» (Audre Lorde), ma non perché noi ci riteniamo più belli e più buoni di lui: non vogliamo assomigliargli, ripetere ciò che lui ha fatto, sbagliare anche noi. Useremo altri attrezzi, costruiremo edifici differenti. Vi è una strettissima relazione tra fini e mezzi come chiunque abbia solo annusato la parola “nonviolenza” sa benissimo. Inoltre, scopi raggiungibili non possono essere definiti senza la disamina onesta delle risorse umane e materiali a disposizione.

*

Poi, ma questa è la giocoliera che fa capolino in me, mi piacerebbe che fossimo un po' folli e, sapendo collegarci a da dove veniamo, dove siamo e dove vogliamo andare, avessimo fiducia nel futuro, e la suscitassimo in altri.

 

Maria G. Di Rienzo

(da Notizie minime della nonviolenza in cammino, 26 febbraio 2008)


Articoli correlati

  Niccolò Bulanti. «Cosa ci aspettiamo da lui». Sulle elezioni italiane 2008
  Enrico Letta a Sondrio venerdì. Un'intera giornata in provincia
  Maria Antonietta Farina Coscioni. «Per ogni nuova legge, abroghiamone 10!»
  Rosangela Pesenti. Pensare in piccolo, agire in tempo...
  Lidia Menapace. Voti dannosi
  Benedetto Della Vedova. Più vicini alle grandi democrazie
  Elisabetta Zamparutti. Sulla mia candidatura in Basilicata
  Emma Bonino. Radicali in Parlamento: 6 eletti per scelta determinata, 3 “per caso”
  Piero Cappelli: La mancanza di un'alternativa. Elezioni 2008
  Valter Vecellio. Appunti per una campagna elettorale
  Valter Vecellio. L’ordine impartito è: far fuori Pannella e i radicali
  Elezioni. Territorio al centro delle scelte delle candidature
  Valter Vecellio. Hanno ragione Veltroni e Rutelli
  Maria G. Di Rienzo. Elezioni. Prime risposte verso il 2 marzo
  Mao Valpiana. Un vero evento politico
  Lidia Menapace. Lettera dalle catacombe. Con saluti sgomenti (di Rosangela Pesenti) e altre lettere (di Enrico Peyretti etc.)
  Donne e uomini di Sinistra chiedono al PD di valutare la possibilità di unirsi in coalizione con i Radicali
  Luciano Canova. Le valigie da preparare
  Marco Pannella sulle candidature radicali nel Pd
  Elezioni. Appello dei radicali per 'aprire' il PD e concorrere alla sua vittoria politico-elettorale
  Valter Vecellio. Unn’è cosa di spartiricci u pani ‘nzemmula
  Piero Capone. Il programma barackiano di Veltroni
  Michele Boato, Maria G. Di Rienzo, Mao Valpiana. Crisi politica. Discutiamone il 2 marzo a Bologna
  Accordo Pd-Radicali: Appello per rispetto "parola data"
  Il Palazzo, Antigone e il programma di sinistra
  SÌ e NO della Sinistra
  Marco Lombardi. Basta Vincere. Un messaggio socialmente devastante
  Valter Vecellio. Il “laikoonte” di Giorgio Forattini, un’email, e gli sms di un amico
  Marco Pannella. Sono d’accordo con base e sviluppi dell’intesa con il Partito Democratico e con Walter Veltroni
  Valter Vecellio. Gli affetti e i concetti
  Annagloria Del Piano. Quell'Italia che è stata sconfitta
  Pd. Candidature in provincia di Sondrio
  Marco Cappato e Rocco Berardo. Lettera aperta a Gavino Angius
  “Famiglia Cristiana”. I risultati di un sondaggio sul numero in edicola e attacco all'intesa Pd/Radicali sul prossimo
  Mao Valpiana. Il voto è mio e lo gestisco io
  Emma Bonino. Alcuni punti chiave della nostra posizione e delle nostre proposte
  Tutti e nove i candidati radicali nelle liste del PD eletti
  Marco Pannella. Con Walter senza riserve
  Lidia Menapace. Divagazioni
  UDC. Dalle urne una grande sorpresa
  Radicali: «Sì all'accordo col Partito democratico»
  Candidati coi controfiocchi. Il caso Andrea Verde nella circoscrizione estera per il “Popolo della Libertà”
  Valter Vecellio. La difficile scommessa che siamo chiamati a giocare
  Matteo Mecacci. Veltroni come Obama? Una falsificazione politica e giornalistica
  Elezioni 2008. I nomi dei nove Radicali candidati nelle liste del Partito Democratico
  Valter Vecellio. La penisola che c’è. Don Antonio Sciortino, “Famiglia Cristiana”, le scomuniche
  Rita Bernardini e Marco Cappato. Meno efficace di un'alleanza riformatrice, ma accettiamo impostazione per un accordo con il Partito Democratico
  Benedetto Della Vedova e Peppino Calderisi eletti con il Popolo della Libertà. Gli intenti dei “Riformatori Liberali”
  Cremona. Dalle ore 18, veglia per il Tibet con Maurizio Turco e altri candidati del Partito democratico
  Silvio Viale e Igor Boni. Elezioni: sconfitta terapeutica
  A Parigi e in Valtellina per un'Italia europea
  Stasera Emma Bonino a Ballarò
  Elezioni Basilicata. Elisabetta Zamparutti: «Cercherò di dare un contributo al rinnovamento della politica lucana»
  Bruna Spagnuolo. Auguri agl’Italiani e… - Tellusfolio elezioni 2008
  Elezioni 2008. Sulla marginalità delle donne
 
 
 
Commenti
Lascia un commentoNessun commento da leggere
 
Indietro      Home Page
STRUMENTI
Versione stampabile
Gli articoli più letti
Invia questo articolo
INTERVENTI dei LETTORI
Un'area interamente dedicata agli interventi dei lettori
SONDAGGIO
TURCHIA NELL'UNIONE EUROPEA?

 74.2%
NO
 25.8%

  vota
  presentazione
  altri sondaggi
RICERCA nel SITO



Agende e Calendari

Archeologia e Storia

Attualità e temi sociali

Bambini e adolescenti

Bioarchitettura

CD / Musica

Cospirazionismo e misteri

Cucina e alimentazione

Discipline orientali

Esoterismo

Fate, Gnomi, Elfi, Folletti

I nostri Amici Animali

Letture

Maestri spirituali

Massaggi e Trattamenti

Migliorare se stessi

Paranormale

Patologie & Malattie

PNL

Psicologia

Religione

Rimedi Naturali

Scienza

Sessualità

Spiritualità

UFO

Vacanze Alternative

TELLUSfolio - Supplemento telematico quotidiano di Tellus
Dir. responsabile Enea Sansi - Reg. Trib. Sondrio n. 208 del 21/12/1989 - ISSN 1124-1276 - R.O.C. N. 32755 LABOS Editrice
Sede legale: Via Fontana, 11 - 23017 MORBEGNO - Tel. +39 0342 610861 - C.F./P.IVA 01022920142 - REA SO-77208 privacy policy