Sabato , 18 Gennaio 2020
VIGNETTA della SETTIMANA
Esercente l'attività editoriale
Realizzazione ed housing
BLOG
MACROLIBRARSI.IT
RICERCA
SU TUTTO IL SITO
TellusFolio > Diario di bordo
 
Share on Facebook Share on Twitter Share on Linkedin Delicious
Umberto Santino. La pace naviga controcorrente
20 Novembre 2015
 

Il 12 e il 13 novembre a Palermo si è svolta una conferenza su pace e diritti nel Mediterraneo, promossa dall'associazione Primalepersone, dall'Adif (Associazione diritti e frontiere), dall'Università, dal Comune e dalla Consulta delle culture, con il contributo della Sinistra unitaria europea. Vi hanno partecipato protagonisti storici della vita politica e del pacifismo, studiosi, operatori sociali, europarlamentari e hanno portato la loro testimonianza rappresentanti delle comunità extracomunitarie presenti in città.

La conferenza ha avuto il merito di mettere insieme temi che abitualmente vengono considerati separabili: dai mutamenti climatici alle migrazioni, dalla pace ai diritti umani. Filo conduttore degli interventi è stata la considerazione che ci troviamo di fronte a problemi che non sono leggibili sotto la voce "emergenze" ma sono strutturalmente legati alle dinamiche della globalizzazione così come si è configurata negli ultimi decenni. Un'economia sempre più segnata dalla finanziarizzazione, che emargina gran parte della popolazione mondiale e arricchisce ulteriormente una sparuta minoranza, che incentiva le guerre per assicurarsi le risorse mondiali, calpesta diritti umani fondamentali, come quello alla mobilità, dopo aver reso invivibili molte aree del pianeta, e aggrava il disastro ambientale.

Che ruolo ha l'Unione Europea? Le scelte, ribadite dalla conferenza di Malta della settimana scorsa, fondate sulle quote di rifugiati assegnate ai singoli paesi membri, con dei no espliciti dei paesi dell'Est che frappongono muri e fili spinati, e sulla mobilità forzata e la esternalizzazione delle frontiere, con il mandato ai paesi da cui muovono i flussi migratori, spesso retti da dittature, di contenere le persone dentro i loro confini, invece di avviare una strategia adeguata replicano la logica dell'emergenza.

E mentre milioni di persone si accingono a lasciare i loro paesi, va in scena una guerra che assume forme diverse dalle guerre tradizionali: qualcuno parla, credo che l'abbia fatto per primo papa Francesco, di prove generali di una terza guerra mondiale. I massacri di Parigi del 13 novembre, che fanno seguito ad altre ecatombi (ma siamo pronti a commuoverci solo per quello che avviene a casa nostra o negli immediati dintorni) ne sono la riprova e le minacce rivolte ad altri paesi e ad altre città, Roma, Londra e Washington, è probabile che trovino i fedeli di un dio fatto a immagine e somiglianza degli istinti umani peggiori pronti a metterle in atto.

Parlare di pace in questo momento storico può sembrare il pio desiderio di anime belle che non vogliono prendere atto della realtà, ma non c'è niente di più realistico della consapevolezza dei disastri che le guerre e le politiche internazionali hanno prodotto, suscitando odio verso i paesi occidentali, spingendo frange crescenti verso il fanatismo religioso e l'apocalisse con il kalashnikov. Lo spettacolo dell'orrore messo in scena dall'Isis si inserisce in un contesto in cui proliferano conflitti in varie parti del pianeta e né gli organi internazionali né gli stati nazionali sono capaci di pensare e attuare una strategia che vada alle radici delle tensioni. In questo quadro gli unici che possono fregarsi le mani per il buon andamento dei loro affari sono i produttori e i trafficanti di armi.

Lo stereotipo dell'emergenza vale anche per le mafie transnazionali. Le mafie accumulano grandi masse di capitale, favorite dai proibizionismi che sbarrano la strada ai canali legali e sanciscono il loro oligopolio dei traffici internazionali, da quello delle droghe a quello degli esseri umani. Il crimine organizzato, lungi dall'essere un fenomeno residuale, fa parte a pieno titolo di questo contesto e le attività illegali sono fra le fonti di finanziamento del sedicente stato islamico.

Nel suo ultimo libro, una sorta di testamento, Luciano Gallino parla della scomparsa del pensiero critico e della vittoria della stupidità. Mentre il neoliberismo si atteggia a pensiero unico di un Occidente la cui tavola di valori è ridotta alla competizione per aggiungere qualche punto di Pil, il fanatismo pesca nei libri sacri le credenziali per la replica della guerra santa. In questo quadro l'unica strada che può portarci fuori dallo scontro di civiltà, con esiti disastrosi per tutta l'umanità, è la riscoperta delle ragioni fondamentali della convivenza civile. Costruire la pace, realizzandone quotidianamente le condizioni, promuovere nuove forme di partecipazione democratica, ridare un senso a una rappresentanza sempre più mortificata, intrecciare rapporti tra quanti vogliono operare in questa direzione e non vogliono arrendersi a logiche che danno per ineluttabile la situazione attuale, denunciare le complicità a vari livelli: questi vogliono essere gli obiettivi della conferenza di Palermo, che è solo il primo passo di un programma di impegni. Utopie concrete che sanno di doversi misurare con le difficoltà di una navigazione controcorrente.

 

Umberto Santino

(da La Repubblica, cronaca di Palermo, 20 novembre 2015)

 

 

»» Su Prima le persone diversi interventi alla Conferenza di Palermo


Articoli correlati

  Lidia Menapace. Considerazioni (d'autunno nel 2015)
  Asmae Dachan. Il pianista di Parigi come il pianista di Yarmouk
  Francesco Lena. Sarà il contagio dell'amore a salvare il mondo
  Vetrina/ Franco Portone. P A C E (1981)
  Vetrina/ Alberto Figliolia. Haiku per Parigi
  Carlo Forin. Jihad arabo < gi-ad sumero
  Il rimedio contro la violenza
  Christian Flammia. Prevenire, educare, magari rinunciare a qualcosa... ma l'Isis si può vincere
  Reporterre. Nonviolenza
  Carlotta Caldonazzo. Terrorismo e guerra al terrorismo: una controproposta
  Giuseppina Rando. Finché c'è guerra c'è speranza
  Maria Lanciotti. Non in mio nome
  Mario Lucchini. Guerra e terrorismo
  Lidia Menapace. Il sonno della ragione
  Roberto Malini. Cori a favore di Isis a Istanbul, prima della partita Turchia-Grecia
  Lidia Menapace. Che fare? (dopo Parigi)
  Giovanni Maiolo. La lezione di Ismael
  Asmae Dachan. Baghdad, l’ennesima strage degli innocenti dimenticati
  Gordiano Lupi a tutto Garrincha
  Gino Songini. Una guerra mondiale “a pezzi”
  Christian Flammia. “È in corso la terza guerra mondiale”
  Garrincha. Buon appetito
  Zoé Valdés. “Je suis Bangladesh et Bagdad”
  Marco Lombardi. Occhi voraci di libertà
  Omar Santana. Il califfato affonda nel sangue
  We are Orlando
  Francesco Cecchini. Cosa sta succedendo a Falluja, a Mosul e in Italia
  Vetrina/ Giuseppina Rando. Non cessa la vendetta
  Wolinski, Cabu, Charb, Tignous: non dimentichiamoli e impegniamoci come loro per la libertà
  Asmae Dachan. “Figlie di un dio minore”, un reportage che pone interrogativi
  Peppe Sini. Fermare le stragi nell'unico modo possibile
  Asmae Dachan. Basta con terrorismo e giù le mani dall'Italia
  Marco Lombardi. Radici
  Cosa sta accadendo a Mosul?
  Omar Santana, il doppio sistema monetario e lo Stato Islamico
  Un enorme pericolo alla diga di Mosul. Siano ritirate le truppe italiane
  Mario Lucchini. Ma quale sicurezza?
  Francesco Cecchini. Diga di Mossul, Iraq. Soldi per andare alla guerra
  Lidia Menapace. Guerre e bugie
  Al distributore
  Lidia Menapace. Neutralità, Nato, Caschi blu
  “Da Senigallia a Kobane. Insieme ai Curdi”
  Asmae Dachan. Isis e Assad: il tempismo del terrore per seppellire altro terrore
  Peppe Sini. Hiroshima sul lungomare di Nizza
  Roberto Malini. La follia di sostenere Isis
  Carlo Forin. Strage di libertà in Francia
  Asmae Dachan. #Siria: Isis e l’infibulazione dei cervelli
  Roberto Fantini. Bombe italiane utilizzate dall’Arabia Saudita in Yemen
  Roberto Malini. Grazie, Lucasz
 
 
 
Commenti
Lascia un commentoLeggi i commenti [ 1 commento ]
 
Indietro      Home Page
STRUMENTI
Versione stampabile
Gli articoli più letti
Invia questo articolo
INTERVENTI dei LETTORI
Un'area interamente dedicata agli interventi dei lettori
SONDAGGIO
TURCHIA NELL'UNIONE EUROPEA?

 75.2%
NO
 24.8%

  vota
  presentazione
  altri sondaggi
RICERCA nel SITO



Agende e Calendari

Archeologia e Storia

Attualità e temi sociali

Bambini e adolescenti

Bioarchitettura

CD / Musica

Cospirazionismo e misteri

Cucina e alimentazione

Discipline orientali

Esoterismo

Fate, Gnomi, Elfi, Folletti

I nostri Amici Animali

Letture

Maestri spirituali

Massaggi e Trattamenti

Migliorare se stessi

Paranormale

Patologie & Malattie

PNL

Psicologia

Religione

Rimedi Naturali

Scienza

Sessualità

Spiritualità

UFO

Vacanze Alternative

TELLUSfolio - Supplemento telematico quotidiano di Tellus
Dir. responsabile Enea Sansi - Reg. Trib. Sondrio n. 208 del 21/12/1989 - ISSN 1124-1276 - R.O.C. N. 32755 LABOS Editrice
Sede legale: Via Fontana, 11 - 23017 MORBEGNO - Tel. +39 0342 610861 - C.F./P.IVA 01022920142 - REA SO-77208 privacy policy