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La mostra Senzatomica approda a Sondrio 
Promossa dall’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, per informare e far riflettere sulla realtà delle armi nucleari
21 Gennaio 2015
 

Alla presenza degli organizzatori, dell’Assessore Marina Cotelli e di un folto pubblico, è stata inaugurata venerdì 15 gennaio scorso, a Palazzo Pretorio a Sondrio, la mostra Senzatomica (www.senzatomica.it), ideata a New York nel 2006 e giunta in Italia per la prima volta nel 2011.

Promossa dall’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, la mostra – che nel capoluogo valtellinese è in versione compact – è uno strumento educativo destinato a persone di tutte le fasce di età, con un’attenzione speciale riservata ai giovani studenti, che si pone come obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica all’improrogabile necessità di raggiungere il disarmo nucleare, trasformando lo spirito umano per costruire un mondo pacificato.

Questo il fondamento dell’approccio: insieme possiamo farcela, non la si consideri utopia (prima che le campagne di sensibilizzazione partite dal basso, portassero all’eliminazione della produzione delle mine anti-uomo e delle bombe a grappolo anche nel nostro Paese, pure queste battaglie lo sembravano!). Occorre però riconsiderare anche molti dei nostri atteggiamenti, a partire dalla considerazione dell’altro non come pericolo da cui difenderci, ma come soggetto di diritti analoghi ai nostri.

Senzatomica, con una serie di pannelli molto esplicativi e avvalendosi di video e immagini, si presenta divisa in quattro sezioni, riguardanti altrettante specificità su cui soffermarsi:

La garanzia del diritto alla vita di tutti i popoli.

Il passaggio dal concetto di sicurezza basata sulle armi a quello di una sicurezza basata sul soddisfacimento dei bisogni primari degli esseri umani (primo fra tutti quello alla nutrizione, col debellamento della fame in tante parti del mondo).

Il cambiamento della visione globale del mondo: da una cultura della paura a una cultura della fiducia reciproca.

Il compimento di azioni che costruiscano la pace.

Per permettere, a chi lo volesse, di approfondire ogni tematica trattata nei pannelli, su di essi vengono segnalate le fonti da cui sono tratte le notizie (Trattati, Manifesto Einstein/Russel, Studi di economisti e filosofi, Fonte OECD Working Paper del 2011 eccetera) e viene evidenziato il QRcode di riferimento.

Inoltre accompagnano i visitatori dei ciceroni molto preparati, gli stessi organizzatori della mostra, che hanno fortemente voluto diffondere, in questo caso portare a Sondrio, come passo importante del loro personale impegno in questa campagna al disarmo nucleare e al coinvolgimento attivo.

Una di loro, la professoressa Francesca Martino, ci accompagna nel percorso.

Si comincia con la tragedia di Hiroshima e Nagasaki del 6 agosto 1945, costata la vita come ben sappiamo a migliaia di uomini e donne, nell’immediato, e portatrice di conseguenze ancora oggi.

Ma a non illudere che il terrore nucleare appartenga solo al passato, subito si presentano tre cartelli dallo sfondo nero, che illustrano la minaccia delle armi nucleari oggi, a cominciare con l’elenco delle forze nucleari possedute da 9 Paesi al mondo, per un totale di circa 16.000 testate…

Due cartelli azzurri, a seguire, propongono i diversi concetti di sicurezza a cui sarebbe bene giungere, perché si possa sperare di vivere tutti protetti dalla nostra stessa, reciproca, presenza accompagnata dalla convinzione che nessuno debba esercitare forza, potere, minacce armate verso altri e che, quindi, non si valuti la sicurezza di ciascuno attraverso un quantitativo maggiore di armi, di potere o di forza fisica.

Un pannello di grande impatto mostra gli effetti devastanti della bomba atomica sul corpo umano, in una drammatica foto in bianco e nero che raffigura un ferito di Hiroshima, accompagnato dalla riflessione su quanto spesso si decida di non sapere, non guardare, non ascoltare “vecchie storie” che invece vecchie non sono e che bisogna piuttosto tener presente e trasformare in passi nuovi dell’umanità, dal verso opposto, orientato alla pace.

Questo e un altro pannello, mostrano dunque quanta sia, e di che portata, la sofferenza che viene dalle armi nucleari, definite immorali e bugiarde. E infatti vengono smentite molte mistificazioni della realtà, con altrettanti non è vero:

- Non è vero che l’Atomica abbia messo fine alla Seconda guerra mondiale: il Giappone aveva già ufficialmente e ripetutamente manifestato la disponibilità alla cessazione della guerra.

- Non è vero che gli effetti delle esplosioni nucleari sulle persone si siano esauriti: la vita di coloro che sono sopravvissuti è stata irrimediabilmente compromessa.

- Non è vero che le armi nucleari siano sicure e che una guerra nucleare non possa iniziare per errore. Nel corso degli anni ci sono stati numerosi episodi nei quali sono state avviate procedure di lancio di ordigni nucleari: solo per circostanze fortuite queste procedure non sono state completate.

- Non è vero che le atomiche con il loro potere deterrente proteggano dagli attacchi di Stati e gruppi armati ostili: esse producono piuttosto un circolo vizioso nel quale la minaccia genera insicurezza che a sua volta alimenta un’ulteriore espansione della capacità militare, e di fatto incoraggia la proliferazione delle armi nucleari.

- Non è vero che in Italia non ci siano armi nucleari: bombe USA sono presenti nelle basi di Aviano e Ghedi.

A quest’ultimo proposito, ossia circa il coinvolgimento attivo dell’Italia nel proponimento di un disarmo totale, il nostro governo presente alla 66ª Assemblea Generale Plenaria ONU del 2 dicembre 2011 non è stato purtroppo fra i 146 Stati che si sono impegnati ufficialmente all’approvazione di una Convenzione per la messa al bando delle armi nucleari, preferendo un “approccio graduale” al disarmo nucleare.

La mostra si conclude con un cartello blu che porta un incitamento: Prendi consapevolezza del tuo potere! E suggerisce l’azione quotidiana, la trasformazione del nostro atteggiamento nei confronti dei conflitti, la diffusione del confronto con chi ci sta vicino. Un’indomabile forza di pace, ricordando le parole da Daisaku Ikeda (Presidente della Soka Gakkai Internazionale): “il compito più urgente che abbiamo oggi è rinnovare la fiducia nella capacità degli individui di creare il futuro, sia a livello della singola persona che della collettività”.

 

Annagloria Del Piano

 

 

Senzatomica – Trasformare lo spirito umano per un mondo libero da armi nucleari. Mostra multimediale sul disarmo nucleare.

Ingresso gratuito. Aperta da venerdì 16 a venerdì 30 gennaio presso Palazzo Pretorio (piazza Campello 1 – Sondrio) dal lunedì al sabato dalle 8:30 alle 12:30 e dalle 14:30 alle 17:00; domenica dalle 10:00 alle 12:30 e dalle 14:30 alle 18:00. La mostra sarà sempre guidata, per scuole e gruppi e per i laboratori è necessario prenotare scrivendo a sondrio@senzatomica.it

 

 

LINK DI APPROFONDIMENTO

 

Esiste una Campagna Internazionale per l'Abolizione delle Armi Nucleari (ICAN), che riunisce una rete di 359 associazioni non-governative in 92 paesi del mondo. (La campagna Senzatomica vi appartiene, divenendo così ancora più incisiva e possibile)

Visitate, a tal proposito, il link www.disarmo.org/ican

Altri link di interesse:

»» sulle mine antiuomo e il Trattato di Ottawa

»» per le notizie da Rete Italiana per il Disarmo

 

 

 

L’INAUGURAZIONE DI SENZATOMICA ha visto una performance molto apprezzata dal pubblico, per la regia di Davide Benedetti, con improvvisazioni musicali di Nadia Braito, dal titolo “Ultime ombre”. Una partitura per musicisti (Antonello Iannello – chitarra, Ivan Romeri - batteria) e danzatrici, molto intensa ed evocativa. Figure in chiaro a muoversi sul palco, fra gestualità che appartengono alla vita di tutti i giorni (dormire, svegliarsi, lavarsi, camminare…) e altre che suggeriscono l’arrivo di un qualche evento tragico a deformare la realtà cui ci si abitua come aspetto dovuto e scontato della propria esistenza e che, invece, può venir scardinata in un lampo da qualcosa di inaspettato e violento, forse come l’abbaglio di un’accecante esplosione. E restano solo ombre, dietro una spettrale chiarìa che, infida, nasconde dolore e morte. (Coreografie di Daniela Manzocchi. Ballerine: Daniela e Alessandra Manzocchi, Erika Amedeo)

 


Foto allegate

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