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Alessandra Borsetti Venier: I “Nevrotici metropolitani” di Metzler ad Assisi
ABV-Metzer-Bartalini-Stacchini
ABV-Metzer-Bartalini-Stacchini 
13 Dicembre 2008
 

È visitabile fino all’8 gennaio 2009 nella Piazza Inferiore della Basilica di San Francesco ad Assisi l’installazione “Nevrotici metropolitani” dell’artista svizzero Kurt Laurenz Metzler che, in occasione del Natale, è stata arricchita con nuove opere secondo il tema della “Natività”.

Percorrendo la strada che in salita porta alla Basilica non si può immaginare l’incontro che ci aspetterà appena superato l’arco di pietra che immette sul sagrato. Tra i tenui pastelli rosati tipici delle pietre umbre non possono che sorprendere le sgargianti sculture pop di Metzler: quaranta personaggi “in movimento” verso qualcosa che si scoprirà soltanto inserendosi nella direzione del loro cammino, accanto a mansuete pecore in resina che sul mantello portano incisi numeri e dollari.

Sono i “Nevrotici metropolitani” già ospitati nell’estate del 2007 a Milano nella piazza antistante la Stazione centrale e successivamente collocati nel centro storico della cittadina di Cascina (Pisa), che qui cambiano ruolo e si trasformano in un inedito presepe.

«L’architetto Bartalini» scrive Vittorio Sgarbi «li dispone in studiato disordine, in armonioso concerto. Gesti e atti che rendono comici e meccanici gli analoghi movimenti degli uomini veri, meno colorati e meno vistosi, intorpiditi, frettolosi… I nevrotici metropolitani sono una sfida alla superficialità quotidiana, alla distrazione…».

Infatti, questi imponenti ominidi di oltre 2 metri in bronzo, alluminio e resine colorate, sono i protagonisti di una straordinaria e contraddittoria Mise-en-scène; veri e propri attori nella commedia metzleriana dell’arte che anche qui invadono lo spazio e lo dominano proprio con l’immobilità dei loro gesti che attraggono e coinvolgono chi li avvicina.

«Questi personaggi» scrive Dino Carlesi «penetrano nella nostra vita come simboli nevrotici di un disadattamento obbligato, ciò che il mondo di oggi provoca inesorabilmente. La realtà è dominante e l’uomo, con la sua valigia di delusioni, va verso una stazione (a Milano) o verso la salvezza (ad Assisi)».

E si rimane in parte divertiti, in parte affascinati. L’incontro sembra un invito a continuare insieme verso una direzione e una meta: la stella lucente che porta il “simbolo” di una rinnovata NATIVITÀ che - mi auguro - vada oltre “gli atlanti e le origini” e accolga con rispetto i credenti di fedi diverse e anche chi una fede non ce l’ha.

E su questo tema ho scritto l’acrostico:

 

Nel pulviscolo madreperlaceo della Basilica

Antica già è ogni ora che s’approssima dall’abisso dell’indifferenza.

Tracce di luce di festa di respiri si annunciano

Insieme è tempo di mescolare gli atlanti e le origini

Vano il dominio la rissa i confini della razza e del terrore.

Incanto di forme e tinte che balenano sul sagrato della piazza

Tutte depistano inutili ombre, ombre codarde di noi stessi,

Àncore metropolitane che attraggono pupille nuove d’acquamarina.

 

Il 10 dicembre ad Assisi, l'installazione “Nevrotici metropolitani” è stata presentata dall’autore e da Padre Vincenzo Coli che, con disponibilità e grande apertura intellettuale, ha deciso di ospitarla. All'incontro hanno preso parte Padre Enzo Fortunato direttore della sala stampa del Sacro Convento, Alberto Bartalini, regista dell’allestimento, Stefano Stacchini, inoltre Claudia, Lorenzo e Damiano Metzler che hanno messo in opera il progetto e Alessandra Borsetti Venier della Morgana Edizioni, che ha pubblicato nel 2007 il libro sull’installazione realizzata a Milano.

«L'impatto con un allestimento moderno che susciti interesse, che faccia riflettere, è lo scopo dei presepi che da alcuni anni vengono proposti nelle piazze della Basilica», ha spiegato Padre Vincenzo Coli, Custode del Sacro Convento, «con l’obiettivo di spingere al dialogo che porta al superamento dell’individualità».

«Questo presepe» sostiene Stefano Stacchini «mette insieme la natività che è speranza con la nevrosi che spesso è assenza di speranza… Ci dobbiamo prendere cura non solo dei poveri e dei diseredati, ma anche di chi ci sta accanto vivendo stressato e privo di fiducia nel prossimo e nel futuro».

 

Per questa occasione è stato ideato un nuovo progetto editoriale che verrà pubblicato nel 2009: invitiamo tutti i visitatori e chi vorrà partecipare - con un invito speciale ai lettori di Tellusfolio e ai loro commenti - a fotografare oppure a scrivere delle riflessioni sui “nevrotici metropolitani” ad Assisi e inviarle al sito della rivista San Francesco Patrono d'Italia:

www.sanfrancescopatronoditalia.itrivistasanfrancesco@tiscalinet.it

 

 

 

Cenni biografici dell'artista: Kurt Laurenz Metzler nasce nel 1941 a San Gallo, nella Svizzera tedesca. Studia scultura alla scuola d'arte e mestieri di Zurigo, dove si diploma nel 1963. Nel 1965 soggiorna a New York e apre un atelier a Zurigo e uno nel Canton Ticino. Nel 1970 ritorna negli Stati Uniti per un viaggio di studio; sei anni dopo partecipa al Congresso Internazionale di Scultura di New Orleans. In questo periodo realizza le sue prime opere in poliestere, che raffigurano, ironicamente, personaggi tipici della società contemporanea: “la femminista”, “il generale”, “il venditore”; sono sculture colorate con tinte squillanti ispirate alla pop art, costruite sperimentando più materiali come ferro, alluminio o pietra. Nel 1978 partecipa al “New York Symposium”, e qualche anno dopo apre un atelier a Tillson nello stato di New York. In questi anni si confronta con l’idea, proveniente dalle grandi metropoli statunitensi della pop art come New York e San Francisco, di una scultura dinamica e concepita per invadere le piazze, le strade e i giardini, in opposizione alla concezione tutta europea di una scultura collocata in spazi esterni generici e spesso relegata al ruolo secondario di arredo urbano. Da qui prende il via la ricerca artistica di Metzler che, superando astrattismo e pop art, si avventura nella ricerca di spazi e soluzioni innovative attraverso la creazione di sculture in assolo o in gruppo, di natura astratta e figurativa, che vengono collocate in spazi aperti e in luoghi suggestivi in Italia, come le Terme di Caracalla a Roma (1996), Piazza del Duomo e Palazzo del Sale a Siena (1997), Piazza del Duomo a Pietrasanta (1998), ma anche in Germania, Australia e Svizzera. Nel 1989 apre uno studio a Iesa a sud di Siena sulla strada che porta a Grosseto. Attualmente vive e lavora tra New York, Zurigo e Siena.

 

Nevrotici metropolitani, Morgana Edizioni, Firenze 2007, formato cm 24 x 32, pagine 104 con 3 ottavi doppi a finestra, cartonato con sovraccoperta, foto di Eva e Mario Mulas. Euro 80

www.morganaedizioni.it 


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