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Alessandra Borsetti Venier: Poggiali Berlinghieri in mostra a Firenze con i suoi paradossali “Audioritratti”
27 Agosto 2007
 

Si inaugurerà il prossimo 6 settembre a Firenze, nel Ridotto di Palazzo Medici Riccardi, la mostra Audioritratto di Giampiero Poggiali Berlinghieri, patrocinata dalla Provincia di Firenze e dall’Associazione Città dell’Arte.

Seguo ormai da anni il percorso artistico di Poggiali Berlinghieri, al quale ho curato e pubblicato vari cataloghi, come quello relativo a questa mostra che raccoglie ritratti e autoritratti realizzati dal 1972 al 2007. Le opere sono eseguite con varie tecniche, dalla pittura su tela alla scultura polimaterica fino a quelle interattive e in movimento ispirate, come sempre nel suo codice, all’invenzione ludica e alla mai perduta attrazione per lo stupore.

Scriveva Eugenio Miccini: «Poggiali discorre sulle cose in maniera da funambolo che avverte, ma ce ne fa dimenticare, le leggi di aggregazione, di spessore, di gravità che le regolano, oppure l’apparenza che le classifica».

Il “discorso” di Poggiali, infatti, è una permanente affabulazione, e, come ha annotato con il suo straordinario acume Pierre Restany: «La poesia di Poggiali non perde mai, anche nelle sue sculture più “agguerrite”, la consistenza precaria di una memoria estrosa, ingenua e per certi aspetti paradossalmente “smemorata”».

Anche Valerio Dehò ha analizzato «quel suo coltivare l’aspetto ludico e divertente della società elettronica… Le sue opere multimediali e interattive vogliono sorprendere e interessare senza perdere l’aspetto di giocattolo sofisticato e intelligente». E così «la loro anima è pittorica così come i vestiti sono di legno e vetro, materiali che più tradizionali non potrebbero essere». Lo ha sottolineato anche Carlo Sisi: «Le materie sono quelle dell’artigiano e le figure che esse esprimono sembrano appartenere a una fiaba domestica e però, a differenza di come capita nelle favole, sempre animate da una gioia candida e coinvolgente che non esclude interrogativi sull’identità e sulla genesi di quelle “macchine celibi” rievocate con intenzionale ingenuità da lontani sedimenti delle avanguardie».

Con questa raccolta di Audioritratti Poggiali Berlinghieri tenta ancora di «ricostruire l’universo rallegrandolo» - riferendosi al progetto futurista - con creazioni paradossali, capaci di trasformarsi e interagire, anche se l’uso dell’elettronica con processori, computer, motori elettrici, monitor al plasma, sensori a raggi infrarossi, display, dvd player, ammiccano con aperta ironia al trionfo della tecnocrazia.

Per un artista è naturale dipingere se stesso. Le proprie idee sull’arte e sul mondo. La propria figura riflessa in uno specchio o nel caleidoscopio dell’esistenza; oppure riconoscibile in un frammento del vissuto. E i propri incubi e sogni, aspirazioni, passioni, ossessioni… Ogni artista tende a costruire la propria immagine in termini figurativi ed emblematici, nella vita e nel sistema dell’arte. Talvolta quando dipinge un autoritratto si idealizza e sogna di poter creare la sua icona per l’immortalità. Poggiali Berlinghieri ha realizzato ritratti e autoritratti dal 1960 a oggi ma, al celebrativo egli ha preferito l’ironico, alla satira il gioco, al pittorico il polimaterico, alla Nuova Figurazione il New Dada (quello meccanicistico di Baj più che del Nouveau Réalisme). E così al verosimile il virtuale, alla fissità istantanea la dinamica interattiva. Scrive Alessandro Vezzosi nell’introduzione al catalogo: «Io, oggi guardo insistentemente il totem di questo “Audioritratto”. Con il passare dei minuti e con il variare degli stati d’animo, sorrido, sospiro, socchiudo gli occhi, torno a sorridere, stringo lo sguardo sull’immagine che fugge veloce… E tento di ridecifrare, come in uno specchio invisibile, la mia voce. Sono entrato nell’opera, nell’“Audioritratto”, con tutti i timori, le curiosità, le suggestioni. E ora gioco, a inseguire l’immagine nel florilegio di un’antologia critica, a riflettere sul senso e i significati, ritagliando o parafrasando i pensieri che hanno accompagnato il percorso e il ritratto di Poggiali Berlinghieri».

Nell’arte, ma anche nella vita, egli comunica una forza ludica sorgiva che sempre stupisce e allora mi chiedo: e se tutto questo fosse proiettato davanti al nostro sguardo per nascondere una dimensione segreta più caotica? Un caos innocuo, un’apocalisse gentile, una “frattalizzazione” leggera… come già la definiva Pierre Restany?

 

 

Catalogo Morgana Edizioni. www.morganaedizioni.it

La mostra resterà aperta al pubblico dal 7 settembre al 7 ottobre 2007

Orario 9:00 – 19:00 escluso il mercoledì. Ingresso libero

 

 

Giampiero Poggiali Berlinghieri è nato a Firenze nel 1936.

L’esordio della sua attività artistica è del 1968 e segna il termine di un’accelerata fase di ricerca e di formazione autodidatta con la prima mostra personale presso la Galleria Inquadrature di Firenze a cui fanno seguito circa 80 mostre personali in Italia e all’estero. Le sua opere trovano posto in collezioni museali pubbliche e private. Un suo autoritratto fa parte della raccolta degli autoritratti della Galleria degli Uffizi di Firenze.

Negli anni Ottanta, l’allestimento nel 1988 al Palazzo dei Diamanti di Ferrara e nel 1989 a Palazzo Strozzi di Firenze, segna due momenti antologici dell’attività dell’artista.

Gli anni Novanta, sono caratterizzati dalle esecuzioni di numerose installazioni, documentate dal volume monografico a cura di Pierre Restany, Poggiali sculture e installazioni 1969-1995 edito dal Museo Civico di Taverna (CZ).

Nel 1996 è significativa l’installazione “Simposio” al Museo Marino Marini, patrocinata dal Comune di Firenze.

Nel 1997 pubblica con LoGisma l’opera multimediale interattiva “Delfo”, una pinacoteca virtuale di oltre 300 immagini di quadri, sculture, installazioni e cinque video, accompagnata da musiche elettroniche originali.

Nel 1999, in Piazza XXX Novembre a Sesto Fiorentino (FI), il Soprintendente ai Beni Artistici e Storici di Firenze, Antonio Paolucci, inaugura il monumento “Pegaso” di acciaio inox policromo.

Nel 2002 è invitato dalla Fondazione Nazionale Carlo Collodi di Pescia (PT), dove realizza una grande installazione documentata nel libro C’era una volt@, Morgana Edizioni. Nello stesso anno, il Consiglio Regionale della Toscana lo invita a Palazzo Capponi Covoni di Firenze dove espone l’installazione “Firenze ti @mo con la relativa pubblicazione di Morgana Edizioni.

Nel 2002 Il Museo d’Arte delle Generazioni Italiane del ’900 “G. Bargellini” di Pieve di Cento (BO) acquisisce 4 grandi opere per la propria collezione, inserendole nelle mostre “Collezioni Permanenti” per l’anno 2003.

Nel 2004 per Genova Capitale Europea della Cultura, realizza per La città dei bambini, l’installazione “Animali e piccoli habitat”; alla Galleria Civica di Bolzano l’installazione “Farfalle per Mosè Romano Beer”; nella Ex Chiesa di San Rocco e Palazzo dei Capitani di Malcesine (VR), la mostra e l’installazione “ex libris”; nella Palazzina Azzurra di San Benedetto del Tronto (AP), l’installazione “Ti ho conosciuta in chat”.

Nel 2004 al Palazzo del Podestà di Pescia (PT) nella Gipsoteca Libero Andreotti, con l’installazione “Piccoli Habitat”, viene presentato il volume monografico Giampiero Poggiali Berlinghieri. Installazioni & Ambiente. Opere scelte 1968 2003 per le edizioni Galleria Sangallo di Firenze, a cura di N. Micieli.

Nel 2006 la mostra “Opere multimediali e interattive”; Castello Scaligero, di Malcesine (VR) con la presentazione del libro: Opere multimediali e interattive di luce e in movimento, a cura di A. Borsetti Venier con testo di Valerio Dehò, Morgana Edizioni.

Nel 2007 la mostra “Audioritratto”, Palazzo Medici Riccardi, Firenze, con la presentazione del libro: Ritratti e Autoritratti 1972-2007, a cura di A. Borsetti Venier con testo di Alessandro Vezzosi, Morgana Edizioni.

 

Alessandra Borsetti Venier


Foto allegate

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