Venerdì , 10 Luglio 2020
VIGNETTA della SETTIMANA
Esercente l'attività editoriale
Realizzazione ed housing
BLOG
MACROLIBRARSI.IT
RICERCA
SU TUTTO IL SITO
TellusFolio > Nave Terra > Sì, viaggiare
 
Share on Facebook Share on Twitter Share on Linkedin Delicious
Alessandra Borsetti Venier: Il Ritratto d’ignoto di Antonello da Messina a Firenze? (Parte seconda)
Antonello da Messina: Ritratto d
Antonello da Messina: Ritratto d'ignoto, 1464 
07 Ottobre 2007
 

Premessa: per vedere Il Ritratto d’ignoto marinaio di Antonello da Messina si può raggiungere Cefalù e andare al Museo della Fondazione Mandralisca; si può anche seguire l’itinerario della geografia dell’immaginario e scoprire che l’inimitabile sorriso può accompagnarci dall’angolo della mia casa di Firenze. In che modo ne sia venuta in possesso è stato già raccontato il 9 dicembre 2006 su Viaggi e altri Viaggi di TellusFolio. Quel che segue è la prosecuzione di quell’itinerario.

 

Alla fine dell’estate sono tornata a Lipari. Dopo il viaggio di qualche anno fa con l’episodio del misterioso incontro alle solfatare di San Calogero mi sono sempre portata dentro un’inquieta curiosità. Probabilmente tutto era capitato davvero per caso e non c’era granché da capire oltre la “pazzesca”, come chiamarla, fortuna? che mi era toccata di ricevere in dono nientemeno che il capolavoro di Antonello da Messina.

Dal giorno dell’incontro con il signor Graziano, molto spesso mi sono rimbalzate nella mente le sue parole quando, dalla scatola di legno con gli angoli metallici, tirò fuori la tavoletta e me la porse, sussurrando a pause: «Non si preoccupi… è un’eredità dei miei antenati… erano mercanti, marinai… avevano le barche giù a Marina Corta… esportavano l’ossidiana… in Francia, Olanda, in Europa… Mio bisnonno era farmacista a Lipari e mi ha lasciato solo questo per eredità…».

Ricordo che lì per lì quella tavoletta non l’avevo neppure guardata attentamente, e non sapevo bene che cosa rappresentasse; avevo appena intravisto, nella penombra, un ritratto maschile.

Fu solo qualche anno dopo, leggendo le parole Vincenzo Consolo che mi resi conto dell’incredibile combinazione che mi era capitata. Nel suo celebre libro Il sorriso dell'Ignoto marinaio il grande scrittore messinese riportava l’episodio avvenuto il 27 ottobre del 1852, quando i saloni di Palazzo Mandralisca si aprirono ai cefalutani invitati dal grande mecenate Enrico Pirajno a festeggiare l’acquisto, in una farmacia di Lipari, del capolavoro antonelliano.

E, solo allora, cercai la scatola ricevuta in dono con la sua preziosa eredità che non avevo mai aperto.

Ormai da tempo convivo con il ritratto d’ignoto in un dialogo quotidiano di complicità ammiccante. Ma più che per scoprire cosa nasconde il «sorriso ironico, pungente e nello stesso tempo amaro, di uno che molto sa e molto ha visto, sia di presente e intuisce del futuro...» citando le parole di Consolo, ho deciso di tornare alle solfatare di San Calogero e cercare la casa del signor Graziano, per parlargli, per sapere, per capire…

 

Sono sbarcata a Lipari alla fine di settembre. La località di San Calogero è di facile accesso dato che le sue acque termali sono state utilizzate per fini terapeutici da tempi immemorabili. Accanto alle sorgenti si innalza una grotta “sudatoria” di costruzione romana inglobata in uno stabilimento di bagni e fanghi eretto nella metà dell’Ottocento. Naturalmente è meta anche di escursioni per il fascino del paesaggio, immerso in infinite varianti di verde e azzurro.

Un po’ a caso, seguendo l’intuito, mi sono avviata per uno stradello perché mi sembrava lo stesso che avevo percorso la prima volta, anche se di percorsi così è piena la zona. Ogni tanto incrociavo persone dallo sguardo incantato con le quali ci si sorrideva, senza parlare.

Non mi ricordavo per niente dove avevo incontrato Graziano, l’uomo del quadro, né i particolari del paesaggio o delle costruzioni vicine. All’improvviso girò il vento portando l’odore acre della solfatara. Lo stradello si biforcava in due sentieri appena tracciati. Scelsi quello che scendeva verso il mare, tra piante di origano e menta, finché arrivai a un muro a secco invaso dai capperi lungo l’orto di una casa bianchissima. La riconobbi senza dubbi non appena vidi che sotto la pergola c’era la stessa anziana donna che, come la prima volta, preparava mazzetti di erbe aromatiche. Lei alzò lo sguardo e fece un cenno con la testa così lieve che non osai parlare per non dissolvere il silenzio. Poi fece un cenno con la mano aperta verso una sedia. Io mi sedetti e lei riprese il suo lavoro.

Il silenzio fu interrotto dal suono di uno strumento musicale che non sapevo riconoscere, simile a un violino ma più stridente e lamentevole. Non era una melodia, sembrava piuttosto un lungo sospiro ritmato e monotono. Passò un bel po’ di tempo, poi tornò il silenzio. Mi alzai per bussare alla porta della casa quando anche la donna si alzò e mi invitò a entrare. La stanza era come la ricordavo: nella penombra, pochi mobili e oggetti immersi nell’aroma incredibile delle erbe aromatiche che pendevano dal soffitto in centinaia di mazzetti. Vicino alla finestra s’intravedeva la sagoma di un leggio e sopra, ben illuminato dal sole, un piccolo strumento a corde con la cassa fatta d’una noce di cocco fissata su un lungo manico cilindrico. Dell’uomo però nessuna traccia. La donna mise sul tavolo un piccolo vassoio di vetro con i tipici dolci alla pasta di mandorle e fece cenno di prenderne. Ci guardavamo in silenzio ma senza imbarazzo.

Vorrei parlare con suo nipote Graziano… è qui? – le chiesi a voce bassa. I suoi occhi scuri rimasero fissi e imperturbabili come se non mi avesse sentito affatto. Mi spostai lentamente verso la finestra e le ripetei la domanda con voce più forte. Ma i suoi occhi continuarono a guardare fissi sempre nella stessa direzione. Capii che era cieca. Allora mi avvicinai e le raccontai della mia visita di qualche anno prima, della scatola e del quadro, e di quel che ero venuta a cercare. Lei mi prese una mano, passò le sue dite sul palmo con un tocco soave e sussurrò poche parole in una lingua che non seppi riconoscere.

Non sapevo cos’altro fare. Presi dalla mia borsa un foglio e scrissi “Gentile signor Graziano, sono la persona alla quale ha donato la scatola con il quadro. Vorrei parlarle. Tornerò domani”. Lo misi sul leggio e uscii.

Risalii verso il borgo di Pianoconte. Ritornata sulla strada principale arrivai fino al Belvedere di Quattrocchi da dove si ammirano le pittoresche insenature e l’incantevole panorama dei Faraglioni con sullo sfondo l’isola di Vulcano. L’aroma delle piante aromatiche mi seguiva dappertutto: proveniva dal palmo della mia mano…

 

Firenze, 20 ottobre 2007

Alessandra Borsetti Venier

www.morganaedizioni.it

 

 

Il Ritratto d'ignoto marinaio di Antonello da Messina a Firenze?” di Alessandra Borsetti Venier comparirà (completo nella sua Terza Parte) sull'Annuario Tellus 29: Febbre d'Amore con Cardiodramma. Da Novalis al web” in uscita nel maggio 2008.


Foto allegate

Antonello da Messina: Ritratto d
Antonello da Messina: Ritratto d
Articoli correlati

  Maria Paola Forlani: ANTONELLO DA MESSINA
  Piero della Francesca. Indagine di un mito
  Alessandra Borsetti Venier. “Babbo cos’è il mondo?”
  Bambine israeliane scrivono sulle bombe per i palestinesi
  Alessandra Borsetti Venier: Angela Chiti “a occhi chiusi”
  Emigrazione-notizie. E la sua difesa degli attivisti per la pace a Gaza
  Doriana Goracci: Riflessioni finita l’epifania… che le bombe non porterà via.
  Alessandra Borsetti Venier. Sogni d’oro, Natale in similoro
  Alessandra Borsetti Venier: Teatro, comunque. In un libro la storia dei “Chille de la balanza”
  Alessandra Borsetti Venier: I “Nevrotici metropolitani” di Metzler ad Assisi
  Alessandra Borsetti Venier: La Barbagianna inaugura la XVII Rassegna “Incontri d’Arte”
  Alessandra Borsetti Venier: Firenze notte per finestra sola. Foto di sfuggita - 1
  Alessandra Borsetti Venier: Il Pianeta Poesia è a Firenze
  Alessandra Borsetti Venier: Arte ambientale, il "Muro di Baj" a Pontedera
  Alessandra Borsetti Venier: L’editoria italiana e il boom del romanzo
  Gey Pin Ang: Il canto del cammino, winter never came spring already arrived
  Boicottare i prodotti di Israele finché opera il genocidio? Indagine sull’economia che dirige politica e bombe.
  Oggetto LIBERo. Il libro d'artista in Italia tra produzione e conservazione. Morgana Edizioni Firenze.
  Alessandra Borsetti Venier: Achtung... l’arte potrebbe essere una trappola
  Alessandra Borsetti Venier: Magis poesie opere e racconti dedicati a Maestre e Maestri
  Alessandra Borsetti Venier: a Firenze “Voci lontane, voci sorelle” VI Festival internazionale di poesia
  Liù, mon amour. In viaggio con Giacomo Puccini
  Alessandra Borsetti Venier: ArteMobile da Kassel a Firenze
  Laura Trevini Bellini: Ancora su Vanessa Beecroft. Galleria Minini, Brescia
  Alessandra Borsetti Venier: A Firenze riapre “Villa Romana” fondata da Max Klinger nel 1905
  Alessandra Borsetti Venier: Carla Cerati in mostra a Firenze per “Ottobre mese della salute mentale”.
  Alessandra Borsetti Venier: L’albero di Natale più bello. (Racconti di Tellusfolio per le feste)
  Alessandra Borsetti Venier intervista Deva Wolfram
  Alessandra Borsetti Venier: Come raccontare la realtà indicibile?
  Alessandra Borsetti Venier: Arte ambientale, la Fattoria di Celle di Giuliano Gori.
  Alessandra Borsetti Venier: L’artista Pippa Bacca è stata uccisa
  Alessandra Borsetti Venier: Metzler e i suoi “Nevrotici Metropolitani”
  Alessandra Borsetti Venier: Adriana Dadà e le “Barsane”
  Alessandra Borsetti Venier: Donne e resistenza globale
  Alessandra Borsetti Venier. Bei ricordi di Natale
  Doriana Goracci: NO al fascismo militare israeliano. Roma. La Libertà non striscia
  Alessandra Borsetti Venier: Vanessa Beecroft a Venezia
  Alessandra Borsetti Venier: Il sentimento del sacro nelle Cinque Terre
  Alessandra Borsetti Venier intervista Gillo Dorfles
  (R)Esistenze il passaggio della staffetta. Donne e Resistenza. Morgana Edizioni Firenze
  Federazione Anarchica Italiana: Per la pace, per l'autodeterminazione del popolo palestinese
  Alessandra Borsetti Venier. La Bohème, commentata da Stravinsky a primavera
  Alessandra Borsetti Venier: Poggiali Berlinghieri in mostra a Firenze con i suoi paradossali “Audioritratti”
  Alessandra Borsetti Venier: Le "palle" di Natale.
  Alessandra Borsetti Venier: Gianni Dorigo presenta “Multisala” alla Barbagianna
  Alessandra Borsetti Venier. Angela Chiti con i suoi “Passi sospesi”
  Alessandra Borsetti Venier: “Kufia, canto per la Palestina”
  Lorenzo Mari: "Aiuterebbe". Poeti sotto la neve 8
  Alessandra Borsetti Venier intervista Paolo Crepet
 
 
Immagini correlate

 
Commenti
Lascia un commentoLeggi i commenti [ 6 commenti ]
 
Indietro      Home Page
STRUMENTI
Versione stampabile
Gli articoli più letti
Invia questo articolo
INTERVENTI dei LETTORI
Un'area interamente dedicata agli interventi dei lettori
SONDAGGIO
TURCHIA NELL'UNIONE EUROPEA?

 74.7%
NO
 25.3%

  vota
  presentazione
  altri sondaggi
RICERCA nel SITO



Agende e Calendari

Archeologia e Storia

Attualità e temi sociali

Bambini e adolescenti

Bioarchitettura

CD / Musica

Cospirazionismo e misteri

Cucina e alimentazione

Discipline orientali

Esoterismo

Fate, Gnomi, Elfi, Folletti

I nostri Amici Animali

Letture

Maestri spirituali

Massaggi e Trattamenti

Migliorare se stessi

Paranormale

Patologie & Malattie

PNL

Psicologia

Religione

Rimedi Naturali

Scienza

Sessualità

Spiritualità

UFO

Vacanze Alternative

TELLUSfolio - Supplemento telematico quotidiano di Tellus
Dir. responsabile Enea Sansi - Reg. Trib. Sondrio n. 208 del 21/12/1989 - ISSN 1124-1276 - R.O.C. N. 32755 LABOS Editrice
Sede legale: Via Fontana, 11 - 23017 MORBEGNO - Tel. +39 0342 610861 - C.F./P.IVA 01022920142 - REA SO-77208 privacy policy