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Gianmario Lucini. A Napoli contro tutte le mafie 
Anche gli studenti del Liceo Artistico di Morbegno, con don Diego e il loro striscione
24 Marzo 2009
 

Sabato 21 marzo, primo giorno di primavera, come tutti gli anni l’Associazione Libera ha organizzato la giornata della memoria per le vittime di mafia. Quest’anno la manifestazione più importante si è tenuta a Napoli, con un corteo che ha sfilato sul lungomare, da Piazza della Repubblica a Piazza Plebiscito. La manifestazione si è poi chiusa con l’intervento di don Luigi Ciotti e la lettura scandita dei nomi delle vittime di mafia, di persone che hanno dato la vita per contrastare quello che, per molti, è la vera causa criminale che impedisce lo sviluppo delle regioni meridionali.

Vi è da dire che, purtroppo, ormai le mafie sono dappertutto in Europa, e combinano molti più affari nella sonnolenta e ricca Lombardia (sonnolenta perché vuole chiudere gli occhi a tutti i costi sul fenomeno) che in Calabria o in Sicilia. Ormai le mafie, soprattutto la ‘ndrangheta, approfittando anche della crisi che fa abbassare i prezzi degli immobili, delle imprese, dei grandi esercizi commerciali, acquista di tutto spendendo la sua enorme quantità di danaro proveniente da traffici illeciti (droga, rifiuti tossici, armi, pizzo, strozzinaggio, traffico di clandestini – e finiamo qui la lista che è praticamente composta da tutti i crimini possibili) in attività “pulite” (si fa per dire). Tant’è che, a detta di alcuni studiosi, fra pochi anni ci troveremo con una grande finanza mafiosa all’interno della quale si muoverà una piccola finanza “pulita”. La ‘ndrangheta peraltro sta sostituendosi alle banche, che non concedono prestiti, offrendo danaro alle imprese in crisi. Il risultato lo vedremo fra un po’, quando queste imprese diventeranno proprietà mafiosa.

Se questo è lo scenario, c’è davvero da preoccuparsi, ma non ce ne preoccupiamo. Perché? Lo sa Iddio. Ma c’è molto autolesionismo in tutto questo. Troppa miopia, anche della stampa e dei mass media. Non parliamo della politica, che dorme, anzi, russa.

Per questo mi si è allargato il cuore quando, fra le bandiere della manifestazione, mi è capitato di leggere uno striscione con scritto “In cammino contro le mafie - Liceo Artistico di Morbegno (So)”. Eccoli, quelli che hanno capito e non ci stanno più a dormire. Finalmente qualcuno si sveglia e si dà da fare, per quello che può fare. E sempre i giovani (che non li ascolta nessuno, purtroppo). Alla guida della piccola pattuglia, reggeva lo striscione don Diego Fognini, un prete che con le mafie ci deve combattere, perché è un assioma: dove c’è droga c’è mafia e don Diego ha dedicato ormai le migliori energie della sua pastorale alla lotta contro il male della tossicodipendenza. È infatti direttore della “Centralina”, una nota Comunità Terapeutica nei pressi di Morbegno.

Credo che a questi giovani tutta la nostra comunità debba un “grazie”, per averci rappresentato in quel contesto napoletano. La speranza è che finalmente qui in valle si segua il loro esempio, tutti facendo la nostra parte, le istituzioni in primis con la politica e i sindacati, le associazioni dei datori di lavoro, tutti insomma, per quello che ci compete. Con tanta responsabilità per la legalità, perché non c’è legalità se non ci si fa carico tutti, nessuno escluso (come ripete spesso don Ciotti) che la legalità sia rispettata.

 

Gianmario Lucini

(per 'l Gazetin, aprile 2009)


Foto allegate

Don Diego Fognini
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