Giovedì , 28 Maggio 2020
VIGNETTA della SETTIMANA
Esercente l'attività editoriale
Realizzazione ed housing
BLOG
MACROLIBRARSI.IT
RICERCA
SU TUTTO IL SITO
TellusFolio > Diario di bordo
 
Share on Facebook Share on Twitter Share on Linkedin Delicious
Tutti contro la dittatura che opprime la Birmania. Però gli affari sono affari
08 Ottobre 2007
 

È stata una bella marcia, quella di domenica, da Perugia ad Assisi; ed è commovente vedere che in duecentomila si stringono attorno a quei monaci che guidano la protesta e la rivolta nonviolenta contro i dittatori birmani.

Quei monaci incarnano, letteralmente, una religione della libertà; non sono diversi dai Montagnard in lotta da anni in Vietnam, e perseguitati tra la generale indifferenza – anche della chiesa romana, in altro impegnata – perché cristiani, credenti. Così simili, nella loro richiesta di libertà e democrazia a quei bonzi vietnamiti che negli anni Sessanta si uccidevano dandosi fuoco, e che non vennero ascoltati e aiutati dagli Stati Uniti e dal resto del mondo libero: loro, che costituivano l’unica, credibile alternativa ai vietcong comunisti e alla dittatura sud vietnamita. Non averli ascoltati e aiutati ha comportato quel che tutti sappiamo.

Religiosi che si battono per la e le libertà. Quella e quelle libertà che spesso vengono strangolate da altri “religiosi”: i mullah vaticani e i mullah talebani, fanatici e senza misericordia.

Ma torniamo alla Birmania, e alla lotta dei monaci. Ora che la marcia è finita, che siamo tornati a casa? Ecco cosa scrive, nel sito dell’agenzia “Lettera 22” Tiziana Guerrisi: «Mentre la diplomazia internazionale protesta per la repressione in Birmania, l’Italia continua a chiudere affari d’oro con la giunta di Than Shwe. Cifre da capogiro che nel 2006, tra import-export, hanno raggiunto gli oltre 120 milioni di euro coinvolgendo circa 360 aziende italiane».

Qualche giorno fa la CISL ha fornito un corposo elenco di ditte italiane che fanno affari con i dittatori birmani. In Italia giungono soprattutto legno, minerali preziosi e tessuti per l’abbigliamento, prodotti largamente impiegati che spiegano la presenza di imprese largamente conosciute dai consumatori italiani. Si parte dall’Oviesse, del noto gruppo Coin, che – nonostante un codice di condotta conforme alla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e alle convenzioni sui diritti dei lavoratori dell’Organizzazione Mondiale del Lavoro - è legata al regime birmano da un fatturato di oltre 2,5 milioni di euro; il gruppo Auchan in Birmania ha comprato per oltre 460 mila euro; la Bulgari gioielli “vanta” un conto di circa 380 mila euro.

Altre imprese che importano il prezioso teak birmano, sono la Bellotti Spa (oltre 7 milioni di euro), la Nord Compensati Spa (2,4 milioni di euro), la Margaritelli e la Gazzotti che nel settore del legname vantano la certificazioni di ecosostenibilità “Fsc”, ma non mostrano altrettanta attenzione per i diritti umani. Per le esportazioni il giro di affari supera 60 milioni di euro, ma la presenza italiana si concentra in poche aziende concentrate nei settori meccanici e di difesa. Alla Danieli Officine Meccaniche Spa – specializzata in prodotti industriali nel settore dell’acciaio – il legame con il paese asiatico ha fruttato più di 55 milioni di euro, mentre l’Avio Difesa e Spazio, insieme agli altri settori di Avio Spa, ha mosso nel settore dei componenti aerospaziali militari e civili oltre 1,4 milioni di euro.

Abbiamo insomma un modo molto concreto per aiutare i monaci, Aung San Suu Kyi e tutti coloro che stanno lottando contro la dittatura. Se si vuole si può. Se si può, si deve.

 

Valter Vecellio

(da Notizie radicali, 8 ottobre 2007)


Articoli correlati

  Peter Popham. Birmania. “Vincere i cuori”
  Piero Cappelli: Birmania, i monaci fulcro storico della liberazione.
  Guido Biancardi. Sangue e democrazia
  Mao Valpiana. Il metodo nonviolento dei monaci buddisti birmani
  Cynthia Boaz e Shaaka Beyerle. La rivoluzione color zafferano
  Valter Vecellio. Punti e appunti per un possibile dibattito. Due
  Bruna Spagnuolo: Birmania. Figli di nessuno del 3° millennio.
  I blogger cinesi parlano di Birmania
  Marcia Perugia-Assisi: raccogliamo l'appello per la pace e la democrazia del governo birmano in esilio
  Myanmar. Un appello di Amnesty International
  Marcia Perugia-Assisi per la pace. Domenica 7 ottobre
  Mao Valpiana. Dopo la Perugia-Assisi. Facciamo a noi stessi l'appello per la pace
  Bernardini, Zamparutti, Farina Coscioni. Dove eravamo rimasti?
 
 
 
Commenti
Lascia un commentoNessun commento da leggere
 
Indietro      Home Page
STRUMENTI
Versione stampabile
Gli articoli più letti
Invia questo articolo
INTERVENTI dei LETTORI
Un'area interamente dedicata agli interventi dei lettori
SONDAGGIO
TURCHIA NELL'UNIONE EUROPEA?

 74.3%
NO
 25.7%

  vota
  presentazione
  altri sondaggi
RICERCA nel SITO



Agende e Calendari

Archeologia e Storia

Attualità e temi sociali

Bambini e adolescenti

Bioarchitettura

CD / Musica

Cospirazionismo e misteri

Cucina e alimentazione

Discipline orientali

Esoterismo

Fate, Gnomi, Elfi, Folletti

I nostri Amici Animali

Letture

Maestri spirituali

Massaggi e Trattamenti

Migliorare se stessi

Paranormale

Patologie & Malattie

PNL

Psicologia

Religione

Rimedi Naturali

Scienza

Sessualità

Spiritualità

UFO

Vacanze Alternative

TELLUSfolio - Supplemento telematico quotidiano di Tellus
Dir. responsabile Enea Sansi - Reg. Trib. Sondrio n. 208 del 21/12/1989 - ISSN 1124-1276 - R.O.C. N. 32755 LABOS Editrice
Sede legale: Via Fontana, 11 - 23017 MORBEGNO - Tel. +39 0342 610861 - C.F./P.IVA 01022920142 - REA SO-77208 privacy policy