Domenica , 22 Maggio 2022
VIGNETTA della SETTIMANA
Esercente l'attività editoriale
Realizzazione ed housing
BLOG
MACROLIBRARSI.IT
RICERCA
SU TUTTO IL SITO
TellusFolio > Diario di bordo
 
Share on Facebook Share on Twitter Share on Linkedin Delicious
Libertà di scuola e libertà di insegnamento? Tra il dire e il fare... 
A proposito di un editoriale dell'Avvenire
24 Febbraio 2008
 

Il quotidiano dei vescovi italiani, Avvenire, oggi pubblica un editoriale, a firma di Giacomo Samek Lodovici, che, col titolo “Soltanto una scuola libera sarà anche pertinente”, sostiene che «Lo Stato deve garantire che i genitori di sinistra possano mandare i figli in scuole di sinistra, quelli liberali in scuole liberali, quelli cattolici in scuole di ispirazione cattolica. ... La posta in gioco non è la tutela degli interessi dei cattolici bensì la salvaguardia delle libertà delle famiglie di educare i figli secondo i propri valori o principi».

La cosa non ci stupisce più di tanto perché non è una presa di posizione nuova in quell'ambito di pensiero che fa riferimento al quotidiano dei vescovi, ma è opportuno che abbia risalto quando i partiti in gioco si apprestano a chiedere il consenso agli italiani per il rinnovo delle Camere dei legislatori. Forse, perché qualcuno ne potrebbe anche parlare e abbozzare delle proposte per superare l'attuale sintomatica situazione che vede di fatto solo una scuola privata oltre quella pubblica, quella cattolica-vaticana. È questo che vuole l'editoriale del quotidiano l'Avvenire? Vuole che lo Stato promuova qualunque tipo di scuola privata, ovviamente conservando quella pubblica, al pari di come oggi avviene solo per quella cattolica-vaticana? Vuole, per esempio, che le famiglie abbiano un bonus di base da impiegare per decidere se mandare i loro figli a questa o a quella scuola? Vuole, inoltre, che ciò possa accadere anche oltre la scuola dell'obbligo, nelle università? Noi siamo disponibili a farci promotori di questa battaglia di libertà di scuola e di insegnamento, ma solo a partire dall'azzeramento degli attuali privilegi che consentono la solitaria presenza della scuola privata cattolico-vaticana, mettendo tutti sul medesimo livello.

 

Vincenzo Donvito, presidente Aduc

 

 

LA PIENA PARITÀ NEI PROGRAMMI ELETTORALI
Soltanto una scuola libera
sarà anche pertinente

GIACOMO SAMEK LODOVICI

 

Il tema della vita è entrato nella campagna elettorale: è troppo sperare che qualche partito si prodighi davvero per un altro valore non negoziabile come la libertà di educazione?

L’importante intervento del cardinale Scola all’Università Cattolica di Brescia, dove ha appunto auspicato l’esistenza di una pluralità di scuole e la realizzazione di una piena parità scolastica, potrebbe essere accusato di voler promuovere gli interessi di parte dei cattolici.

Ma l’esistenza di scuole non statali garantisce un principio morale fondamentale e irrinunciabile, che non è certo di parte: la libertà dei genitori di scegliere per i figli una scuola conforme alle proprie convinzioni. Infatti, la scuola dovrebbe proseguire il diritto naturale dei genitori di educare i figli, ed essere un complemento educativo della famiglia, mai un sostituto.

Ciò esige che lo Stato renda possibile una reale ed effettiva libertà di scelta, realizzando una vera parità scolastica e consentendo ai genitori di iscrivere i figli negli istituti più confacenti alle loro convinzioni. Lo Stato deve cioè garantire la possibilità che i genitori di sinistra possano mandare i figli in scuole di sinistra, quelli liberali in scuole liberali, quelli cattolici in scuole di ispirazione cattolica, ecc. Insomma, la posta in gioco non è la tutela degli interessi dei cattolici, bensì la salvaguardia della libertà delle famiglie di educare i figli secondo i propri valori e principi, quali che siano, purché non siano principi criminali.

Si dice che la scuola non statale è parziale, mentre la scuola dovrebbe essere indifferente-neutrale, presentando tutti i modelli di vita, in modo che lo studente scelga quello che più lo convince.

Ma, per poter scegliere, bisogna avere senso critico, ed è raro che un adolescente sia capace di discernere autonomamente, senza farsi condizionare. Non è dunque meglio che venga indirizzato dai genitori?

All’università, poi, sceglierà da solo.

Inoltre, una scuola indifferente-neutrale non è realizzabile, perché già solo per passare da un argomento al suo racconto è necessaria una presa di posizione circa i suoi aspetti più rilevanti: è necessaria una sintesi, e questa comporta una selezione, che è sempre frutto di scelte derivanti da criteri di pertinenza e di rilevanza.

Comunque, un sistema scolastico che riesce ad avvicinarsi ad essere indifferente-neutrale e non propone e non valorizza nessuna cultura e nessun modello di vita, in realtà fa una precisa scelta culturale: quella del relativismo, in cui tutte le opzioni sono sullo stesso piano, e facilmente ingenera nello studente una visione relativista.

Ciò non vuol dire che una scuola debba essere faziosa né autorizzare un docente a inculcare le proprie convinzioni agli studenti occultandone le debolezze, o censurando o indebolendo le tesi avverse. La scuola deve sviluppare il senso critico e l’autonomia di giudizio degli studenti, abilitandoli a valutare criticamente ciò che insegna loro.

Tuttavia, poiché la trasmissione culturale dovrebbe essere trasmissione della verità, la scuola dovrebbe trasmettere principalmente (non esclusivamente) la verità, cioè quelle tesi e quei valori che essa ed i genitori che l’hanno scelta considerano vere; il che non significa, bisogna ribadirlo, omettere le opposizioni e le obiezione significative a queste tesi.

Sarebbe veramente ora, come ha auspicato il cardinale Scola, che lo Stato realizzasse una vera parità di condizioni giuridiche ed economiche.

 

(Avvenire, 23/02/2008)


Articoli correlati

  SONDAGGIO SCUOLA ultime ore
  Valter Vecellio. E il Vaticano batte cassa
  Simona Borgatti. La futura scuola pubblica federale
  Bologna. Tradurre in azione amministrativa la volontà popolare
  Valter Vecellio. Alitalia, scuola (e risorse per le scuole private cattoliche), gli accordi con la Libia…
  Scuola o scuole?
  La Scuola del Vaticano e i soldi italiani. Le due morali di papa Ratzinger
  Per il TAR la Regione Lombardia discrimina gli studenti della scuola pubblica
  Scuola e Diritti. Articolo 33
  Scuole private? Ve le pagate!
  Benedetto Della Vedova. “Buono scuola” uguale libertà di scelta
  “Scuola libera se statale”
  “Buoni Scuola? No Grazie!”
  Per la Scuola della Repubblica. Milioni alle private e il resto... manca
  «Un errore molto grave che va corretto» la mancata chiarezza sui Pacs e «Chi vuole la scuola privata se la paghi da solo»
  Daniele Dell’Agnola. Idea Liberale e Scuola Pubblica
  “Senza oneri per lo Stato”: la Costituzione, la Scuola e il Vaticano
  Bologna. La Chiesa può vanificare lo scontro tra guelfi e ghibellini
  Ecumenici. Una mozione anche a difesa della laicità della scuola
  Finanziamenti alle scuole private? Della Vedova e Di Scalzo su 'L GAZETIN di febbraio
  'L GAZETIN, vero concentrato di prelibatezze, ti aspetta in edicola!
  Collettivo autonomo Tito Livio. Perché abbiamo occupato la scuola
  Per la scuola della Repubblica. “Senza oneri per lo Stato”
 
 
 
Commenti
Lascia un commentoNessun commento da leggere
 
Indietro      Home Page
STRUMENTI
Versione stampabile
Gli articoli più letti
Invia questo articolo
INTERVENTI dei LETTORI
Un'area interamente dedicata agli interventi dei lettori
SONDAGGIO
TURCHIA NELL'UNIONE EUROPEA?

 74.9%
NO
 25.1%

  vota
  presentazione
  altri sondaggi
RICERCA nel SITO



Agende e Calendari

Archeologia e Storia

Attualità e temi sociali

Bambini e adolescenti

Bioarchitettura

CD / Musica

Cospirazionismo e misteri

Cucina e alimentazione

Discipline orientali

Esoterismo

Fate, Gnomi, Elfi, Folletti

I nostri Amici Animali

Letture

Maestri spirituali

Massaggi e Trattamenti

Migliorare se stessi

Paranormale

Patologie & Malattie

PNL

Psicologia

Religione

Rimedi Naturali

Scienza

Sessualità

Spiritualità

UFO

Vacanze Alternative

TELLUSfolio - Supplemento telematico quotidiano di Tellus
Dir. responsabile Enea Sansi - Reg. Trib. Sondrio n. 208 del 21/12/1989 - ISSN 1124-1276 - R.O.C. N. 32755 LABOS Editrice
Sede legale: Via Fontana, 11 - 23017 MORBEGNO - Tel. +39 0342 610861 - C.F./P.IVA 01022920142 - REA SO-77208 privacy policy