Venerdì , 22 Ottobre 2021
VIGNETTA della SETTIMANA
Esercente l'attività editoriale
Realizzazione ed housing
BLOG
MACROLIBRARSI.IT
RICERCA
SU TUTTO IL SITO
TellusFolio > Diario di bordo
 
Share on Facebook Share on Twitter Share on Linkedin Delicious
I due pugili cubani avrebbero chiesto di essere rimpatriati 
Il Brasile concederà asilo politico a un giocatore di pallamano e a un tecnico di ginnastica. A Cuba sotto Raúl Castro aumenta la repressione contro giornalisti indipendenti
11 Agosto 2007
 

I due pugili cubani fuggiti durante i Giochi Panamericani di Rio de Janeiro e successivamente deportati a Cuba dal governo brasiliano, avrebbero ricevuto minacce contro le loro famiglie da parte dell’Avana, secondo quanto affermato dall’impresario Ahmet Oner al quotidiano Folha de San Paulo.

«Volevano andare in Germania a fare i pugili professionisti, ma dopo hanno cambiato versione perchè la pressione contro di loro era troppo forte», ha aggiunto.

Oner, turco residente in Germania, è il responsabile principale della fuga e ha confessato di aver prospettato ai due atleti la possibilità di combattere in Germania come professionisti.

«Non è vero che sono scappati dalla Villa Panamericana perchè fuori peso e dopo sarebbero stati drogati. Non siamo gente simile. I due pugili hanno bevuto e sono andati con delle ragazze, ma perchè volevano farlo, non li abbiamo certo obbligati» ha concluso Oner. Arena Box Promotion rappresenta altri pugili cubani scappati dall’isola come Yan Barthelemy, Yuriolki Gamboa, Odlaner Solís e Juan Carlos Gómez. Prima di rimpatriare i due pugili le autorità brasiliane hanno dichiarato che entrambi hanno espresso il desiderio di rientrare Cuba. Il dato di fatto preoccupante è che due giorni prima non ne parlavano: deve essere accaduto qualcosa che li ha convinti a cambiare idea.

Il ministro della giustizia brasiliano, Tarso Genro (foto), ha confermato che Rigondeaux e Lara, hanno praticamente implorato di rientrare a Cuba. A maggior prova delle sue parole ha detto che il giocatore di pallamano Rafael DaCosta Capote, fuggito pure lui durante i Giochi Panamericani, probabilmente riceverà lo stato di rifugiato. DaCosta Capote e l’allenatore di ginnastica Lázaro Lamelas sono i due sportivi cubani che rimangono in Brasile e hanno presentato domanda di rifugio politico al Comité Nacional para los Refugiados de Brasil, che dovrà decidere entro sei mesi. La deportazione di Rigondeaux e Lara ha scatenato una forte polemica in Brasile, al punto che molti rappresentati dell’opposizione hanno chiesto spiegazioni al governo. L’Ordine degli Avvocati del Brasile ha annunciato che chiederà all’Avana garanzie di integrità fisica e trattamento degno per i due pugili. L’associazione in difesa dei diritti umani (Human Rights Watch) ha detto che il governo brasiliano deve investigare a fondo sulle possibili iregolarità perpetrate nell’episodio di deportazione a Cuba dei due pugili.

«Sarà importante assicurarsi che i due sportivi non soffrano sanzioni, punizioni o rappresaglie da parte del governo cubano» ha detto il direttore esecutivo dell’associazione, José Miguel Vivanco.

La polizia e il Ministero della Giustizia insistono nella tesi che i due pugili hanno manifestato il desiderio di rientrare a Cuba e si sono dichiarati pentiti di aver tentato la fuga.

«Non possiamo accontentarci della sola versione ufficiale. È un fatto senza precedenti che un atleta cubano rompa con la sua delegazione e subito dopo cambi opinione per decidere di rientrare nel suo paese. Quando uno fa questo passo è perchè sta cercando asilo politico...» ha detto Vivanco.

I dubbi su questa strana vicenda sono ancora molti e tra le altre cose ci chiediamo come mai i due pugili non sono stati assistiti da un avvocato. Permane forte il pericolo delle rappresaglie cubane. Fidel Castro ha detto chiaro che Rigondeaux e Lara non torneranno mai più a calpestare un ring internazionale rappresentando i colori di Cuba. Per i due giovani campioni si prevede un pensionamento anticipato.

 

Tanto per avere un’idea delle possibili repressioni che avvengono a Cuba basta ricordare che la Seguridad del Estado interroga, arresta e minaccia quotidianamente gionalisti indipendenti e politici non allineati. Pochi giorni fa è stato arrestato il poeta e scrittore Luis Felipe Rojas Rosabal, collaboratore della rivista telematica Encuentro en la Red. Una sorte simile è accaduta al dissidente José Antonio Triguero, membro del Partido Liberal de Cuba e al giornalista independente Yosvani Anzardo Hernández. I tre intellettuali risiedono nel municipio di San Germán, provincia di Holguín. Rojas Rosabal ha detto che gli interrogatori hanno avuto un tono persuasivo. Triguero e Anzardo collaborano al sito Cubanet, rivista di informazione indipendente. Il maggiore Cepena González, dopo un lungo interrogatorio, ha intimato di abbandonare quel lavoro controrivoluzionario, pena il ritiro del passaporto e successivamente il carcere. Il reato di controrivoluzione a Cuba è molto grave e può essere sanzionato con un massimo di 25 anni di galera. A Rojas Rosabal, autore della raccolta di poesie Averso de la bestia amada e Secretos del monje Louis, pubblicate a Cuba, è stato vietato di avere rapporti con gli oppositori e consigliato di abbandonare il suo lavoro come collaboratore di Encuentro en la Red. Il maggiore Leonidas Licea ha minacciato di applicare la famigerata Legge 88, conosciuta come “Legge Mordaza”. Sono molti i collaboratori di Encuentro che scontano lunghe condanne in carcere per aver raccontato fatti ed espresso opinioni. Ricordiamo Adolfo Fernández Saínz e Ricardo González Alfonso, arrestati durante la ondata repressiva del 2003 e condannati rispettivamente a 15 e 20 anni di prigione. A Cuba la repressione contro gli oppositori si è fatta più dura da quando il potere è passato nelle mani di Raúl Castro.

 

Gordiano Lupi


Articoli correlati

  Fidel Castro in persona rassicura: “Nessuno farà niente ai due pugili”
  La brutta figura del Governo Lula
  Catturati in Brasile due pugili cubani fuggiaschi
  Cinque atleti cubani chiedono asilo a Porto Rico
  La moglie di Rigondeaux spera che il marito non subisca rappresaglie
  Cuba non farà più combattere i pugili disertori
  Cuba. Castro: pugili disertori via da nazionale
  Fidel Castro scrive su politica e sport
  Di nuovo arrestato Luis Felipe Rojas Rosabal
  Yoani Sánchez. Aspettare... (Con canzone dedicata ad Adolfo e ai suoi compagni di Canaleta)
  Pablo Pacheco Avila. Abbiate cura di voi
  Yoani Sánchez. L’improbabile intervista di Gianni Minà
  Entrevista a William Navarrete, a propósito de la publicación en Italia de "Versi tra le sbarre"
  Arrivano i dissidenti cubani
 
 
 
Commenti
Lascia un commentoNessun commento da leggere
 
Indietro      Home Page
STRUMENTI
Versione stampabile
Gli articoli più letti
Invia questo articolo
INTERVENTI dei LETTORI
Un'area interamente dedicata agli interventi dei lettori
SONDAGGIO
TURCHIA NELL'UNIONE EUROPEA?

 75.2%
NO
 24.8%

  vota
  presentazione
  altri sondaggi
RICERCA nel SITO



Agende e Calendari

Archeologia e Storia

Attualità e temi sociali

Bambini e adolescenti

Bioarchitettura

CD / Musica

Cospirazionismo e misteri

Cucina e alimentazione

Discipline orientali

Esoterismo

Fate, Gnomi, Elfi, Folletti

I nostri Amici Animali

Letture

Maestri spirituali

Massaggi e Trattamenti

Migliorare se stessi

Paranormale

Patologie & Malattie

PNL

Psicologia

Religione

Rimedi Naturali

Scienza

Sessualità

Spiritualità

UFO

Vacanze Alternative

TELLUSfolio - Supplemento telematico quotidiano di Tellus
Dir. responsabile Enea Sansi - Reg. Trib. Sondrio n. 208 del 21/12/1989 - ISSN 1124-1276 - R.O.C. N. 32755 LABOS Editrice
Sede legale: Via Fontana, 11 - 23017 MORBEGNO - Tel. +39 0342 610861 - C.F./P.IVA 01022920142 - REA SO-77208 privacy policy