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Sergio Caivano. I comizi del dopoguerra
19 Settembre 2023
 

Nell’immediato dopoguerra esplode la voglia di politica, di ascoltare chi la interpreta e la trasmette, impedita per tanti anni dall’opprimente dittatura fascista. I comizi degli esponenti dei vari partiti vengono seguiti da un numero impressionante di persone. La piazza Garibaldi, che li ospita, risulta sempre gremita da tanta gente, desiderosa di ascoltare, di apprendere, di capire le varie proposte. Il fatto si protrae per molti anni.

Ricordo la Piazza Garibaldi di Sondrio, nel 1946, strapiena di gente per ascoltare, magari anche per contestare il comizio di Palmiro Togliatti, allora segretario generale del PCI. Ci sono anch’io, per l’occasione. Sono ancora un ragazzino, comprendo solo in parte il suo discorso, pronunciato dal balcone dell’albergo della posta. L’oratore richiede tutta una serie di diritti e di remunerazioni a favore dei lavoratori e dei contadini. Al termine del comizio si allontana dalla piazza per imboccare via Dante, seguito dalla moglie Rita Montagnana, che indossa una pelliccia alquanto spelacchiata, e da un gruppo nutrito di suoi compagni locali del partito. Sento qualcuno che dice: “Fa il comunista ma la moglie viaggia con la pelliccia!”.

Ricordo d’essere tornato in Piazza Garibaldi per ascoltare Giulio Spini, esponente di spicco della DC valtellinese. Anche Spini parla a favore di leggi che favoriscano i lavoratori. Rammenta anche, con orgoglio, la sua esperienza di partigiano della 40ª Brigata “Matteotti”. Non mi sembra che ci sia un abisso con quanto sostenuto dai comunisti. Lo dico ad alta voce. Qualcuno, tra la folla, mi sente e chiarisce: “Spini è democristiano, ma della corrente di sinistra. La maggioranza dei DC, invece, la pensa in modo diverso”.

Ascolto, sempre in Piazza Garibaldi, anche il comizio di Guido Merizzi, socialista, che durante il ventennio ha dovuto subire diverse angherie da parte fascista. Da come gesticola, si capisce che fa l’avvocato. Spara ad alzo zero contro i democristiani, dice che occorre portare avanti una politica unitaria della classe operaia. Molti anni dopo, quando ormai sono iscritto al PSI, mi ritrovo in Piazza Garibaldi per ascoltare il comizio di Pietro Nenni. Oltre alle storiche rivendicazioni della sinistra, Nenni puntualizza le ragioni che fanno diverso il PSI rispetto al PCI. Ragioni che saranno alla base per la costituzione dei futuri governi di centro-sinistra.

 

Sergio Caivano


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