Giovedì , 14 Novembre 2019
VIGNETTA della SETTIMANA
Esercente l'attività editoriale
Realizzazione ed housing
BLOG
MACROLIBRARSI.IT
RICERCA
SU TUTTO IL SITO
TellusFolio > Spettacolo > Notizie e commenti
 
Share on Facebook Share on Twitter Share on Linkedin Delicious
“Una madre lo sa”. A Ponte in Valtellina per la regia di Gigliola Amonini 
Tutte le ombre di un amore perfetto nello spettacolo teatrale del Laboratorio Quadrato Magico
06 Aprile 2009
 

Questa volta Gigliola Amonini, instancabile conduttrice del Laboratorio Teatrale Quadrato Magico, ha voluto sondare i diversi significati dell’essere madre oggi nel suo spettacolo liberamente tratto dall’opera Una madre lo sa di Concita De Gregorio.

Gli attori, tredici donne e quattro uomini, si sono cimentati in monologhi piuttosto serrati che esploravano l’universo madri.

E così i numerosi spettatori a Ponte venerdì 3 aprile presso il Cinema “Vittoria” hanno potuto conoscere le storie più disparate, da quella di chi si ritrova madre grazie alla scienza e al ricorso ad un’inseminazione assistita, a quella di chi lo diventa adottando, riuscendo a trarre da due infelicità, quella di una madre di pancia che abbandona e quella di una madre di cuore che accoglie, una felicità.

La storia delle madri di Plaza de Majo, che all’inizio della loro protesta si coprivano il capo con quel triangolo di stoffa bianca che era il ciripà dei propri figli neonati. La vicenda della madre di Emma, nata con handicap grave, condannata alla malattia più penosa che è quella dei bambini e venuta al mondo perché la patologia non si era rivelata in gestazione, precludendo alla madre la scelta più difficile per una donna, ma che lei – potendo – avrebbe compiuto...

Sono donne che lottano, anche solo interiormente, contro i pregiudizi, gli stereotipi di una società che le vuole madri a tutti i costi, che ancora stenta a riconoscere altri ruoli da affibbiare all’universo femminile. Una società troppo pronta a consigliare, redarguire, giudicare. Troppo propensa alla condanna verso chi si scopre fragile o non ancora pronta o in difficoltà, perché senza prospettive future che tranquillizzino, come un lavoro, un aiuto…

Dove sono, si chiede un’attrice/personaggio in un altro dei monologhi che più mi son parsi emozionanti, le associazioni per la vita, quando poi il figlio nasce e magari è disabile? Dove sono i familiari e gli amici, perfino i vicini di casa, che avanzavano preventivamente proteste e raccomandazioni, allorché una donna si ritrova madre e deve fare i conti con la depressione e il senso di inadeguatezza?

Dove, gli uomini, i padri che a volte non si accorgono del profondo disagio di queste loro donne a cui si richiede la perfezione di uno stereotipo che non esiste in realtà e che invece fronteggiano, forse per la prima volta, un’esperienza tanto totalizzante?

Perché, per fortuna, pochissime sono ad esempio le madri che uccidono il proprio figlio, ma tutte – a voler essere sincere (ci interroga l’attrice) – sono quelle che sanno di cosa si sta parlando, quando si sottolinea la fatica, la disillusione, la paura che si accompagnano a tutto ciò che, invece, è il bello del diventare madre.

Sono, queste voci accusatorie (bella l’idea del coro che sibila il proprio dileggio), voci di osservatori estranei che galleggiano con le proprie opinioni sulla superficie delle situazioni e più sotto non sondano perché sotto c’è il torbido che spaventa.

Ci si può ritrovare in queste vicende di donne, a seconda del proprio vissuto in una storia piuttosto che in un’altra; certo è che trattasi di argomento col quale tutte noi facciamo i conti nella vita.

E, come ricordano alcuni monologhi della pièce, possono essere desideri esauditi, attese senza successo, volontà inespresse o mai avvertite, che si trovano ad urtare con la fortuna, coi limiti biologici e di salute, con quelli dell’età, con quelli dell’ambiente in cui si vive. Con la propria storia e ciò che si mette al primo posto nella vita. Con le assegnazioni dei posti che possono cambiare, senza che però la vita dia retta alle opinioni.

 

Ognuno può far proprie le riflessioni suggerite, dopo la visione di questo spettacolo in cui gli attori si dimostrano all’altezza dei bei testi proposti, forti naturalmente degli insegnamenti della carismatica regista che ci consegna anche queste osservazioni: «È stato un percorso lungo e faticoso e la messa in scena è scaturita da sofferte serate di prova dove spesso le emozioni portavano via tutte le forze, un’impresa, un’avventura intensa, spesso sofferta, sempre e comunque nutrita dall’entusiasmo e dalla consapevolezza di lavorare intorno a contenuti provocatori, brucianti, a volte discordanti. La nostra meta è stata raggiunta ancor prima di andare in scena, quindi; i mesi spesi insieme ad incanalare parole, gesti ed emozioni non verranno dimenticati!»

 

Annagloria Del Piano

 

 

Gli attori: Alberto Pini – Chiara Milani – Christian Gianera – Cristina Montecalvo – Elena Farina – Elena Milani – Elena Riva – Ginevra Cerri – Linda Galbusera – Marina Martinelli – Pamela Mainini – Pietro Mattarucchi – Sandra Ronzio – Stefania Nana – Simona Micheletti – Stefano Sutti – Valerie Severin

 

 

Un'ampia intervista alla regista dello spettacolo, Gigliola Amonini, che approfondisce anche l'esperienza del “Laboratorio Teatrale” del Quadrato Magico, compare sull'edizione del Gazetin di aprile, in distribuzione in questi giorni. (ndr)


Foto allegate

Articoli correlati

  Paola Mara De Maestri. “Di fuoco e di acqua”, estate di cultura all’Aprica
  Gigliola Amonini. Atto I: Mini Mimi Show
  QM Laboratorio Teatrale: “Occidental express”
  “Un libro, Molte comunità”
  QM. La nostra avventura finisce qui.
  Laboratorio Teatrale Quadrato Magico. “Semplicemente”
  Fiaba Toscana, domenica 4 marzo
  Riva e Martinelli a Radioattività duettano tra Mozart e Salieri
  Gigliola Amonini. Atto II: Flessibile, Hop Hop!
  Laboratorio teatrale QM. Dietro l'angolo
  “A bocca aperta” e “Una madre lo sa”
  Le uguali diversità del Laboratorio Teatrale Ragazzi
  Laboratorio Teatrale QM. La donna come campo di battaglia
  Laboratorio Teatrale QM. Le Beatrici e altre storie
  “Teglio Teatro Festival Valtellina 2016”
  Laboratorio Teatrale QM. Bacio dopo bacio
  Marisa Cecchetti. “Mi sa che fuori è primavera” di Concita De Gregorio
 
 
 
Commenti
Lascia un commentoLeggi i commenti [ 1 commento ]
 
Indietro      Home Page
STRUMENTI
Versione stampabile
Gli articoli più letti
Invia questo articolo
INTERVENTI dei LETTORI
Un'area interamente dedicata agli interventi dei lettori
SONDAGGIO
TURCHIA NELL'UNIONE EUROPEA?

 75.9%
NO
 24.1%

  vota
  presentazione
  altri sondaggi
RICERCA nel SITO



Agende e Calendari

Archeologia e Storia

Attualità e temi sociali

Bambini e adolescenti

Bioarchitettura

CD / Musica

Cospirazionismo e misteri

Cucina e alimentazione

Discipline orientali

Esoterismo

Fate, Gnomi, Elfi, Folletti

I nostri Amici Animali

Letture

Maestri spirituali

Massaggi e Trattamenti

Migliorare se stessi

Paranormale

Patologie & Malattie

PNL

Psicologia

Religione

Rimedi Naturali

Scienza

Sessualità

Spiritualità

UFO

Vacanze Alternative

TELLUSfolio - Supplemento telematico quotidiano di Tellus
Dir. responsabile Enea Sansi - Reg. Trib. Sondrio n. 208 del 21/12/1989 - ISSN 1124-1276 - R.O.C. N. 32755 LABOS Editrice
Sede legale: Via Fontana, 11 - 23017 MORBEGNO - Tel. +39 0342 610861 - C.F./P.IVA 01022920142 - REA SO-77208 privacy policy