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Paolo Fasce. Lo sciopero al contrario
14 Febbraio 2010
     

«Noi, nella nostra debolezza, in questa minoranza che siamo non possiamo vincere, perché è il potere che vince sempre. Noi possiamo al massimo convincere. Nel momento in cui convinciamo, vinciamo, cioè determiniamo una situazione di trasformazione difficile da recuperare».

(Franco Basaglia)

 

 

Gentili colleghi e colleghe insegnanti,

gentili colleghi e colleghe lavoratori e lavoratrici della scuola,

gentili amici precari e precarie,

carissimi genitori delle generazioni che oggi frequentano la scuola,

  

l'ora delle decisioni irrevocabili è arrivata.

 

Abbiamo lottato contro la riforma di Tremonti.

8 miliardi di tagli in tre anni.

 

Abbiamo lottato contro la riforma della Gelmini, contro la maestra unica.

Abbiamo manifestato, abbiamo scioperato, abbiamo marciato, abbiamo boicottato, abbiamo scritto lettere ai giornali, ci siamo riuniti in assemblee, abbiamo animato forum e liste di discussione, abbiamo partecipato ad assemblee sindacali, abbiamo votato mozioni ai Collegi Docenti, ci siamo scontrati con l'impossibilita' di adire vie efficaci come il blocco degli scrutini.

Nulla di tutto ciò ha sortito effetto alcuno.

 

E allora è venuto il momento di dare spazio alla fantasia e di essere concreti.

La nostra tesi è che la scuola va migliorata con investimenti nelle strutture fisiche ed organizzative, nella formazione degli insegnanti, nella valorizzazione culturale dei saperi e nella percezione, tutta da costruire, del valore dei talenti, dei meriti, delle differenze.

Possiamo dimostrare la nostra tesi? Sì lo possiamo.

Possiamo farlo vestendo i panni di Lorenzo Milani, di Danilo Dolci, di Gandhi, di Maria Montessori, di Martin Luther King.

Nessuno di noi ha le spalle abbastanza larghe per essere Don Milani, per essere Danilo Dolci, per essere Gandhi... ma possiamo condividere gli oneri di questa scelta.

E pertanto ecco la piccola proposta concreta e rivoluzionaria: la scuola pedagogica.

Dalla prossima settimana, dal prossimo mese, dalla prossima occasione buona in cui si riuscirà a concretare quest'idea, gli insegnanti  faranno volontariato a scuola.

 

Come?

In una scuola bastano 5 insegnanti di matematica per coprire i cinque giorni della settimana con uno sportello che offra ai ragazzi, tutti i giorni, lezioni di recupero di matematica.

In una scuola bastano 5 insegnanti di inglese per coprire i cinque giorni alla settimana con uno sportello che offra ai ragazzi, tutti i giorni, lezioni di recupero di inglese.

In una scuola bastano 5 insegnanti di latino per coprire i cinque giorni alla settimana con uno sportello che offra ai ragazzi, tutti i giorni, lezioni di recupero di latino.

E così via continuando.

 

E se verranno troppi alunni, quelli di quarta aiuteranno quelli di terza, mentre quelli di seconda aiutano quelli di prima e l'insegnante aiuta quelli di quinta, poi quelli di quinta aiutano quelli di quarta e quelli di terza aiutano quelli di seconda, e l'insegnante aiuta quelli di prima. Tutti si aiutano reciprocamente e l'insegnante favorisce ed integra questo sano e laborioso operare

 

Vogliamo dimostrare che una scuola diversa necessita di risorse aggiuntive? METTIAMO NOI INSEGNANTI QUESTE RISORSE AGGIUNTIVE da oggi fino al mese di Giugno 2010.

È un regalo che possiamo fare alle nuove generazioni.

Se siete credenti: Dio lo vuole.

Se siete kantiani: è l'imperativo categorico che ve lo impone.

Dopodiché pretendiamo che SI MISURINO I SUCCESSI DI QUESTO MODELLO DI DISPONIBILITÀ.

Sì, colleghi/e, amici/he, genitori/trici, cittadini/e, mi ispiro a Danilo Dolci e al suo “sciopero al contrario”.

Mi ispiro a Don Milani che diceva: «Ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne insieme è la politica, sortirne da soli è l´avarizia».

Mi ispiro a tanti altri, ma non sono grande come loro. Sono solo un insegnante, un genitore, un cittadino che pensa che “ci vuole un intero villaggio per educare un bambino” e che “la terra non l'ereditiamo dai nostri padri, ma l'abbiamo a prestito dai nostri figli”.

Per questo dobbiamo FARE QUALCOSA per le generazioni violentate dal nulla e dai modelli veicolati dalla televisione del nulla.

Però, assieme a voi tutti, possiamo essere ancora più grandi di Danilo Dolci, possiamo essere più grandi di Don Lorenzo Milani, possiamo essere più grandi di chiunque ci abbia preceduto.

Con uno sciopero generale fu fatto cadere il Ministro Berlinguer. Per fare cadere Mariastella Gelmini occorre lo sciopero-al-contrario.

 

«Chi lotta può perdere. Chi non lotta ha già perso» (Salvador Allende).

 

Paolo Fasce

 

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