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Matteo Angioli. Fumo di Londra
13 Novembre 2007
 

Westminster, Londra. Oggi è andato in scena, in una House of Commons affollatissima, l’ultimo Prime Minister’s Question di Tony Blair. Il Primo Ministro ha iniziato inviando le condoglianze alle famiglie e agli amici degli ultimi tre militari caduti, in Iraq, sotto il suo premierato: il Maggiore Paul Harding, il Caporale John Rigby e il Tamburino Thomas Wright. Poi, dopo aver ottenuto il permesso dello Speaker, ha fatto una breve, finale dichiarazione sulle sue scelte e relative alla guerra in Iraq. «Dato che questa è l’ultima volta che mi spetta questo compito, il più triste di tutti, vorrei dire all’Aula qualcosa a proposito delle nostre forze armate, non solo riguardo alle tre persone scomparse la scorsa settimana. Non ho mai conosciuto persone di tale dedizione, coraggio e impegno. Sono davvero dispiaciuto per i pericoli che ognuno di loro deve affrontare in Iraq e Afghanistan. So che ci sono persone che pensano che affrontino questi pericoli in vano. Io non lo penso e non lo penserò mai. Credo che stiano combattendo per la sicurezza del nostro paese e del mondo intero, contro individui che vogliono distruggere il nostro modo di vivere. Indipendentemente da come verranno giudicate le mie decisioni, c’è un solo modo di vedere i nostri soldati: sono i più intrepidi e i migliori».

È stata poi la volta del ringraziamento allo Speaker per «la cortesia e la gentile pazienza in questi ultimi anni. Ho avuto bisogno di entrambe». A quel punto ha pronunciato per l’ultima volta la consueta frase con cui si apre il question time circa gli impegni del Primo Ministro. Stavolta Blair ha enfatizzato le due piccole variazioni che hanno fatto sorridere molti deputati: «Questa mattina mi sono riunito con i miei colleghi di gabinetto. In aggiunta ai miei compiti in Parlamento, non mi riunirò più in giornata né in altre giornate».

Le domande sono state meno incalzanti del solito, essendo stati molti gli attestati di stima e le congratulazioni provenienti da deputati di molti partiti. Oltre agli scambi con David Cameron e Sir Ming Campbell, meritano di essere citati il conservatore Winterton, il leader unionista nord-irlandese Ian Paisley e il laburista Alan Williams, il “Father of the House” (Padre della Camera), ovvero il Decano della Camera dei Comuni. In totale Blair, ha risposto a 24 domande da parte di 18 deputati.

La prima domanda è stata del Tory David Burrowes che, riprendendo una dichiarazione del 1997 del neoeletto Primo Ministro in cui dichiarava che c’erano 24 ore di tempo per salvare l’NHS, ha domandato la ragione per cui dopo più di 87.600 ore, il suo successore (Brown) ha ripetuto la stessa necessità, specialmente per quanto riguarda le strutture sanitarie locali. Blair ha replicato citando un esperto con una carriera nell’NHS alla spalle, Sir George Alberti, il quale aveva dichiarato che nell’ambito della riforma del sistema sanitario «è ovvio che l’alta qualità di oggi non potrà interessare tutte le specialità in tutti gli ospedali». Blair ho poi sottolineato che nel collegio di Burrowes sono stati inaugurati 26 nuovi dipartimenti che sono il frutto di un investimento di 1.7 miliardi di sterline e che le liste d’attesa sono ai minimi storici, mentre «con i conservatori al potere queste raggiungevano anche i 18 mesi per un intervento chirurgico».

Cameron ha usato cinque delle sei domande a sua disposizione. Ha interrogato Blair prima sulle alluvioni che hanno colpito il nord dell’Inghilterra, ipotizzando anche l’eventuale impiego dell’esercito (in particolare della RAF) per velocizzare le operazioni di soccorso nelle zone colpite, e poi sulla situazione nel Medio Oriente. Sull’assistenza per le zone inondate Blair ha comunicato che il Governo ha aumentato a 600 milioni di sterline i soldi destinati alle zone colpite per migliorare la difesa costiera. Inoltre, qualora le autorità locali ne avessero bisogno, sono previsti rimborsi per l’attuazione di altre misure volte a incrementare la prevenzione dalle intemperie e la protezione del territorio. Sull’uso dell’aviazione Blair ha risposto che è un’opzione che il Governo terrà presente.

In vista dell’assunzione del ruolo di inviato del Quartetto per il Medio Oriente da parte di Blair, Cameron ha chiesto quali strategie avrebbe perseguito per giungere alla pace in quella regione. Il Leader dell’Opposizione ha anche interpellato Blair sul rapimento del giornalista della BBC Alan Johnston, chiedendo come si stesse muovendo il Governo per ottenerne la liberazione. Blair ha ribadito che la priorità è dare seguito al consenso della comunità internazionale sulla soluzione dei due popoli due Stati: uno Stato Palestinese in grado di essere indipendente ed efficiente, anche dal punto di vista istituzionale, e uno Stato di Israele libero e sicuro. Blair ha aggiunto che il Governo sta lavorando con l’Autorità Palestinese e con la BBC per arrivare alla liberazione del giornalista, sottolineando che la popolazione di Gaza si è resa conto della completa inutilità di questa mossa estremista.

La quinta domanda in realtà è stato un commiato col quale Cameron si è congratulato con Blair a nome di tutti i deputati Tory per «le sue notevoli conquiste conseguite in 10 anni da Primo Ministro» (si è levato un “yeah” da parte dei conservatori) apprezzando «il suo duro e continuo lavoro di cui nessuno può dubitare» e citando come esempi di dedizione l’accordo di pace in Irlanda del Nord e il contributo allo sviluppo nel mondo. Blair, che ha apprezzato molto le parole del Leader Tory, lo ha ringraziato affermando di aver avuto di fronte a sé un avversario onesto, corretto e cortese, a cui «non posso augurargli tutto il meglio politicamente, ma glielo auguro personalmente, compresa la sua famiglia».

Il leader dei liberali Campbell ha chiesto al Governo di sincerarsi che il trattamento sanitario per i reduci di guerra sia adeguato e che una volta rientrati dai campi di battaglia dell’Iraq e dell’Afghanistan i militari non vangano dimenticati. Subito dopo, a nome di tutti i lib-dem si è congratulato con il Primo Ministro per il lavoro decennale e per la sua gentilezza, menzionando comunque il disaccordo principale tra i due, cioè la guerra in Iraq. Blair ha informato di aver ricevuto a Downing Street alcuni membri dello staff di diversi ospedali che si occupano dei soldati feriti rimpatriati ed ha elogiato il loro operato che include il follow-up dopo la dimissione dalla clinica. Infine ha ringraziato il leader lib-dem per le sue gentili parole, provenienti da un uomo «di spirito generoso e cortese».

Il laburista Corbyn ha colto l’ultima occasione per proporre a Blair di fissare una data entro la quale le truppe britanniche dovranno lasciare l’Iraq. La risposta è stata come sempre quella di non dare alcun vantaggio al nemico e di permanere nel paese fino a quando necessario. Blair ha poi respinto le accuse del liberale Rowen che ha attaccato il Governo Labour dichiarando: «dopo 10 anni di New Labour, perché i nostri giovani alunni ottengono ancora risultati così bassi?»; Blair ha sostenuto il contrario portando come esempio i buoni risultati degli studenti che hanno conseguito il diploma di scuola media inferiore proprio nel collegio di Rowen.

Blair ha poi avuto modo di scherzare sulla fine del suo mandato quando il laburista Burden, del collegio di Birmingham, Northfield ha ringraziato sia Blair che Brown per il sostegno dato agli operai della MG Rover licenziati due anni prima dalla fabbrica localizzata nel suo collegio. Blair lo ha ringraziato per aver ricordato quel momento e, estraendo un foglietto dal quadernone che porta con sé ogni question time, ha detto: «Sento una certa solidarietà con loro visto che ieri ho ricevuto la seguente comunicazione urgente:

Dati dell’impiegato che lascia il lavoro: Cognome: Blair. Nome T.

Anzi, per la precisione c’è scritto:

Signore, Signora, Signorina o altro.

Questo formulario è molto importante. Conservare con cura. P45».

Nel Regno Unito e in Irlanda, il “P45” è il codice del formulario che devono compilare gli impiegati che lasciano il posto di lavoro. È rilasciato dal datore di lavoro.

Winterton, vigoroso e noto conservatore che vorrebbe che l’UK uscisse dall’UE, ha esordito augurando buona fortuna al Primo Ministro per il suo nuovo incarico e ha proseguito ribadendo la richiesta di indire un referendum (annunciato nel programma del Labour alle ultime elezioni del 2005) sull’ormai screditato trattato costituzionale perché «il popolo britannico si sente tradito dal fatto che sempre più si vede risucchiato dalle soffocanti sabbie mobili della costosa burocrazia dell’UE». Blair ha replicato non vorrebbe essere nei panni del Leader dell’Opposizione, viste le grida dei colleghi che hanno salutato la sua dichiarazione. E sulla richiesta di referendum ha concluso: «temo che sul trattato non ci troveremo mai d’accordo, ma per rispondere ai suoi gentili auguri sono lieto di dirle au revoir, auf wiedersehen e arrivederci».

Dopo alcuni interventi, è stata infine la volta del Reverendo Paisley e del Padre dell’Aula. Il pastore nord-irlandese ha fatto un intervento emozionante in cui ha elogiato la costanza e la perseveranza di Blair nel condurre i negoziati con cui finalmente si è giunti ad un accordo di pace in Irlanda del Nord. Ha preso più tempo del solito, ma nessuno si è lamentato. La circostanza straordinario e la singolarità dei due interlocutori erano due giustificazioni più che valide per non interrompere quel dialogo. In conclusione Paisley ha aggiunto: «Signor Primo Ministro, Lei sta per imbarcarsi in un’altra impresa colossale. Spero che ciò che è successo in Irlanda del Nord si ripeterà e che alla fine Lei potrà guardarsi indietro e dire che ne valeva davvero la pena».

Il Padre dell’Aula ha augurato buon lavoro a Blair e ha detto: «Lei ed io non siamo sempre andati d’accordo, ma credo davvero che sia stato uno straordinario Primo Ministro, uno dei migliori che abbia mai conosciuto. Senza dubbio, il Premier più politicamente efficace che questo Partito abbia mai avuto. La ringrazio per aver messo fine ai nostri 18 anni di Opposizione e per averci dato 10 anni di Governo e speriamo altrettanti. Con Lei, il Partito Laburista è tornato un naturale Partito di Governo». Blair è stato molto riconoscente con entrambi, sottolineando la loro generosità e cortesia. Riferendosi a Paisley ha scherzato dicendo: «Mi aspettavo un ‘ma’ che però non è mai arrivato».

Giunto infine al momento conclusivo, Blair si è rivolto allo Speaker e quindi a tutti i deputati:

«Mr. Speaker, col suo permesso, desidero concludere con due brevi osservazioni, la prima sull’Aula. Non ho mai preteso di essere un grande uomo da House of Commons. Mi congratulo con tutto il cuore con l’Aula e voglio dire che non ho mai smesso di temerla. Quell’apprensione pungente che ho sentito oggi tre minuti prima di mezzogiorno, l’ho sentita esattamente 10 anni fa ed ogni volta tale e quale. È in questa paura che è contenuto il rispetto. La seconda cosa che vorrei dire è sulla politica e a tutti i colleghi di tutti i partiti. C’è chi denigra la politica, ma noi che la facciamo sappiamo che essa rende le persone grandi. Anche se talvolta è fatta di duri scontri, è lei che fa andare il cuore un po’ più veloce. E se in certe occasioni è il luogo degli affari loschi, più spesso è quello dove si possono perseguire i fini più nobili. Faccio a tutti, amici e nemici, i miei migliori auguri. Ed eccola qua. La fine».

La Camera è allora esplosa in un forte applauso con standing ovation di quasi tutta la House of Commons. Uscendo, lo Speaker e Blair si sono stretti la mano. L’applauso è continuato anche dopo la sua uscita. Tutti i laburisti in piedi, assieme a molti Tories (Cameron ha fatto segno ai suoi di alzarsi), liberali ed altri.

 

Matteo Angioli

(da Notizie radicali, 12 novembre 2007)


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