Lunedì , 19 Novembre 2018
VIGNETTA della SETTIMANA
Esercente l'attività editoriale
Realizzazione ed housing
BLOG
MACROLIBRARSI.IT
RICERCA
SU TUTTO IL SITO
TellusFolio > Diario di bordo
 
Share on Facebook Share on Twitter Share on Linkedin Delicious
Vincenzo Donvito. Stati Uniti d'Europa: Ceta e Ue. C'è più di qualcosa che non funziona
Paul Magnette, presidente della Vallonia
Paul Magnette, presidente della Vallonia 
23 Ottobre 2016
 

Firenze – È saltato il vertice Ue-Canada del prossimo 27 ottobre, per cui il trattato Ceta (Comprehensive Economic and Trade Agreement) al momento rimane in aria. È notorio che l'opposizione della regione belga della Vallonia ne ha impedito la ratifica. Vari i motivi e le interpretazioni, politiche ed economiche: alla Vallonia non tornano i numeri a saldo della liberalizzazione del mercato di alcuni prodotti tra lei e il Canada e -perché no-, visto che la Vallonia è a conduzione socialista e il governo centrale belga non lo è, non è da escludere una ripicca politica o un metodo per alzare il prezzo in merito ad alcune rivendicazioni che abitualmente non vengono prese in considerazione se non si fa parte della medesima parte politica.

A leggere i resoconti semplici del trattato (per chi vuole ci sono da leggere 2344 pagine di un arido testo di interpretazione non semplice), dalla parte dei consumatori, non ci è sembrato un ostacolo alla crescita quantitativa e qualitativa degli scambi commerciali, anzi: un elenco di opportunità nel rispetto degli specifici standard senza, soprattutto, far venire meno alcune conquiste che caratterizzano il mercato europeo rispetto a quello canadese (sanitari essenzialmente). Dalla parte delle imprese, invece, quando si produce e si vuole esportare (e anche prodotti di una certa qualità e notorietà, come è per quelli italiani ed europei in generale) e si hanno mercati col quasi totale abbattimento dei dazi, l'opposizione ci sembra incomprensibile, se non per coloro che -solo per prendere voti facendo riferimento all'irrazionale basso ventre- ragionano coi muri, col finto chilometro zero, con la lotta al diverso per il solo fatto che è oltre il proprio giardino (tutta roba finta, tra l'altro, su cui i sostenitori non fanno altro che far credere di non vedere: dalla cultura al cibo, dai servizi ai prodotti in generale). E qui entriamo nell'eterna diatriba/lotta tra coloro che sono convinti di fare gli interessi della collettività a partire dal proprio potere (che spesso si appaga finendo per esaurirsi con la conquista in sé dello stesso), e quelli che mettono la propria esperienza e disponibilità per la collettività in sé: elementi che si confondo anche in questi contesti, da un parte e dall'altra, nonostante le frequenti e roboanti dichiarazioni e prese di posizione per il bene comune. Entriamo anche nella psicologia della comunicazione di massa? Lo lasciamo ad altri momenti. Qui ci “fermiamo” ad alcune considerazioni sul libero mercato e sulle istituzioni che dovrebbero favorirlo… con un paletto (altrimenti si sa dove si comincia, ma non si finisce mai): la democrazia.

Domanda: è democratico un sistema che per approvare una qualche norma ha bisogno del consenso totale di tutti gli attori, proprio come nel nostro caso del Ceta? La risposta è ovvia. Come è ovvia quando, per esempio, per l'ingresso di un nuovo membro nell'Ue (c'è la lista d'attesa abbastanza lunga da quando non c'è più il “muro” di Berlino e di Srebrenica), vengono fatte le pulci alla democrazia dei pretendenti… per farlo entrare in un sistema che è la negazione della democrazia.

Siamo per questo spietati perché non vogliamo considerare -nella fattispecie- le ragioni della Vallonia (quindi di una minoranza),* oppure giochiamo all'ingrosso come fa qualunque Parlamento o consiglio democratico per approvare o meno una disposizione?

C'è qualcosa che non funziona nella nostra Unione. E questo è solo l'aspetto del giorno. Se pensiamo alle politiche di accoglienza dei migranti, inoltre, ci vengono anche i brividi… ma non facciamo il minestrone di cui sopra…

C'è qualcuno che ha voglia di metterci mano o dobbiamo assistere alle Brexit di turno come se nulla fosse?

 

Vincenzo Donvito, presidente Aduc

 

 

* Che poi, tra gli attuali oppositori al Ceta, ci sarebbero anche Romania e Bulgaria ma che, piuttosto che per i loro formaggi e i loro beni da importate ed esportare, sembra che facciano bizze per come vengono oggi trattati i loro cittadini per i visti col Canada: i minestroni non sono il forte dell'economia e della politica internazionale… ma questa è una nostra valutazione di realismo politico.


Articoli correlati

  Vincenzo Donvito. Il potere e la forza dell’euro
  Carlo Forin. “Posso aspirare a una carta d'identità europea?”
  MFE. A Morbegno nel nome di Vedovelli
  Morbegno e Sondrio. “La mia piazza è l'Europa”
  +Europa. Liste transfrontaliere alle prossime elezioni Ue
  Carlo Forin. Migranti: l'ira del Papa
  Sondrio. “L’Europa e i Corridoi Umanitari”
  Guido Monti. Quale federalismo?
  Pietro Moretti. Mediazione civile: eliminare l'obbligo dell'avvocato
  Federica Mogherini, alta rappresentanza internazionale e cittadinanza Ue
  Davvero sono i popoli che non vogliono gli Stati Uniti d'Europa?
  Guido Monti. È di nuovo l'ora di una Resistenza europea
  Olivier Dupuis. L’Europa delle monetine
  Vogliamo gli Stati Uniti d’Europa!
  Stati Uniti d'Europa. Elezioni olandesi: un caso interessante
  Lidia Menapace. Primarie PD: quali prospettive?
  Guido Monti. Celebrazione del 60° anniversario dei trattati di Roma
  Giovedì 14 a Morbegno con l’europarlamentare Danti
  Sondrio. Genocidio in Siria e il silenzio delle coscienze
  Carlo Forin. Che l’Europa svolti sui suoi cittadini
  Roberto Malini. I morti e le stelle
  Sondrio. Oltre l'Unione europea, verso gli Stati uniti d'Europa
  Mfe, Sondrio. Verso il 25 marzo, per l'Europa
  Carlo Forin. Che cosa è urgente per l’Europa?
  Lidia Menapace. Cittadina europea di nazionalità italiana
  Carlo Forin. Allargare l’anima europea
  Un'Europa a due velocità per fare la Difesa comune?
  Vincenzo Donvito. Riflessioni di un patriota alla vigilia del 20 Settembre
  Lidia Menapace. Autonomie ed Europa
  Pietro Yates Moretti. Tutta colpa dell'Europa?
  Marcia per l'Europa, a Milano sabato 12 maggio
  Carlo Forin. Migranti, l’Italia, sempre più sola, deve pretendere la cittadinanza europea
  Carlo Forin. Cives europei estote
  Sondrio si prepara alla Convention delle forze democratiche ed europeiste
  L’irriverente degli Stati Uniti d’Europa. Dimmi cosa fai e saprò chi sei
  Schuman day, Giornata dell'Europa. A Sondrio, mercoledì 9 maggio
 
 
 
Commenti
Lascia un commentoLeggi i commenti [ 1 commento ]
 
Indietro      Home Page
STRUMENTI
Versione stampabile
Gli articoli più letti
Invia questo articolo
INTERVENTI dei LETTORI
Un'area interamente dedicata agli interventi dei lettori
SONDAGGIO
TURCHIA NELL'UNIONE EUROPEA?

 72.8%
NO
 27.2%

  vota
  presentazione
  altri sondaggi
RICERCA nel SITO



Agende e Calendari

Archeologia e Storia

Attualità e temi sociali

Bambini e adolescenti

Bioarchitettura

CD / Musica

Cospirazionismo e misteri

Cucina e alimentazione

Discipline orientali

Esoterismo

Fate, Gnomi, Elfi, Folletti

I nostri Amici Animali

Letture

Maestri spirituali

Massaggi e Trattamenti

Migliorare se stessi

Paranormale

Patologie & Malattie

PNL

Psicologia

Religione

Rimedi Naturali

Scienza

Sessualità

Spiritualità

UFO

Vacanze Alternative

TELLUSfolio - Supplemento telematico quotidiano di Tellus
Dir. responsabile Enea Sansi - Reg. Trib. Sondrio n. 208 del 21/12/1989 - ISSN 1124-1276 - R.O.C. N. 24762 LABOS Editrice
Sede legale: Via Fontana, 11 - 23017 MORBEGNO - Tel. e Fax 0342 610861 C.F./P.IVA 00668000144 - SONDRIO REA 46909 - capitale sociale € 7.000 i.v. privacy policy