Mercoledì , 12 Dicembre 2018
VIGNETTA della SETTIMANA
Esercente l'attività editoriale
Realizzazione ed housing
BLOG
MACROLIBRARSI.IT
RICERCA
SU TUTTO IL SITO
TellusFolio > Critica della cultura > Telluserra
 
Share on Facebook Share on Twitter Share on Linkedin Delicious
Gianluca Moiser. Alla madre di un eroe 
Lettera con nota poetica di P. Garofalo apposta al suo ritrovamento
09 Luglio 2015
 

A coprire angoli oscuri

figurai per te

o per me?

un mondo di bugie.

lacrime, sorrisi.

Assolata la terra

A te che fiorivi

da un’agave accartocciata.

Oggi non so più quando avvenne

Da allora è stato sempre inverno

 

Patrizia Garofalo

 

 

 

Alla madre di un eroe

 

All’inizio era un gioco fantastico, come quando ero bambino, ricordi? I buoni da una parte e i cattivi dall’altra. Batman contro Jocker, i soldati del nostro esercito contro i nemici, i supereroi dello spazio contro gli invasori stellari provenienti da una galassia lontana, da annientare per salvare il mondo.

Volevo essere un eroe.

E tu eri fiera di me, sentivo il tuo orgoglio. Eri fiera del figlio che partiva per una missione militare e che sembrava uscito dalle pagine del libro di storia o da un film d’azione: soltanto diciannove anni e tanto coraggio da lasciare la famiglia, la città, gli amici. Per la giusta causa, per la lotta contro il Male.

Ero talmente eccitato alla mia prima azione: tutto era stato perfetto, le bombe, posizionate da giorni, finalmente erano state fatte esplodere tutte insieme esattamente al centro della città. La sera abbiamo festeggiato. Eravamo ubriachi e non solo per la quantità di alcool che avevamo bevuto. C’era una tale gioia, non volevamo che quella giornata finisse. Ci sentivamo invincibili, eravamo dentro il nostro film e noi eravamo i protagonisti. Avevamo perso la cognizione del tempo e dello spazio. Ma non è difficile: qui non c’è tempo e lo spazio è indefinito. Ero stato tra i migliori, tra i più coraggiosi. Io.

Volevo esser un eroe. E adesso ero come Kratos o Guybrush.

Dopo un po’ di tempo, però, qualcosa ha smesso di funzionare. Erano passati mesi fatti di giorni tutti uguali. Ho cominciato a non capire più chi fossero i buoni e chi i cattivi, dove si trovasse il Male. Non era così quando giocavo da bambino. I nemici allora non avevano mogli, non avevano figli. Erano i cattivi, e basta. E poi i corpi degli uomini che bruciano non mandano questo odore, nei film. È un odore che non si dimentica, sai? E non impiegano così tanto a smettere di contorcersi, nei film, tutto finisce in pochi secondi. Qui no, o forse i secondi durano più a lungo, qui.

Ormai le marce, le azioni contro il Nemico sono diventate un ordine da eseguire che non ti fa dormire di notte. E allora ecco che scrivo questa lettera. Ma è solo un momento di debolezza, non voglio che tu ti vergogni di me. Quando tornerò dalla missione, tra pochi giorni, straccerò questo foglio in tanti pezzettini. Non voglio che tu pensi che io sia un debole. Sarò ancora un eroe. Adesso nasconderò questa lettera in fondo al mio zaino e presto la butterò via, con tutti i miei dubbi.

Sai, ho portato con me la fotocopia di una pagina di un vecchio libro. Una riduzione de I miserabili di Victor Hugo. Me l’ha portata Francesco prima che partissi. Il libro doveva essere appartenuto a suo nonno o al padre di suo nonno. Era molto rovinato, dice. Sulla prima pagina, quella che mi ha dato, c’è un timbro con una scritta: “AI VALOROSI SOLDATI DELLA NOSTRA SANTA GUERRA INVIA IL COMITATO MILITARE 1918”. Non so quanto i soldati si siano svagati leggendo I miserabili, abbiamo detto ridendo, forse la Patria avrebbe potuto mandare loro qualcosa di più allegro. Francesco voleva prendermi in giro, voleva farmi divertire, diceva che magari avrei avuto fortuna e mi avrebbero mandato una copia di Guerra e pace. Era un libro destinato ai valorosi soldati del 1918, agli eroi della Prima Guerra Mondiale.

“La nostra guerra santa”. Non è strano? I nostri soldati uccidevano per una guerra santa.

Ecco di nuovo il senso di nausea, come sempre, quando sta per incominciare una nuova giornata. Alla sera spero di addormentarmi, cosa che non mi riesce mai subito, e di svegliarmi un giorno prima della partenza per la guerra, per potere tornare indietro, per riprendere il diploma e rispondere alla proposta di lavoro che ho scartato. O di non svegliarmi affatto. È stupido, vero?

Ricordi? Quando ero bambino e avevo paura mi dicevi che anche nella notte più scura ci sono le stelle che brillano, se non le vediamo è perché sono nascoste dalle nuvole ma dietro ci sono e torneranno a mostrarsi la notte dopo o l’altra ancora. Allora io mi sentivo meglio, chiudevo gli occhi e immaginavo le stelle brillare nel cielo. La loro luce era una certezza e dava coraggio a quel bambino.

Ogni mattina mi risveglio ma non è il giorno prima della partenza.

E il videogame ricomincia.

Volevo essere un eroe.

Ora non sono più sicuro di volerlo. Per essere un eroe bisogna sapere da che parte sta il Giusto. Oppure non chiederselo. Io ora non sono in grado di fare nessuna delle due cose.

Ma non voglio che tu e tutti gli altri mi consideriate vigliacco. Non voglio essere una delusione per te.

3.45: la missione inizia tra poco.

Ancora nausea. Che bambino, dirai tu!

Porto con me questo foglio, che nessuno leggerà mai, a meno che mi succeda qualcosa oggi. Ma forse è quello che spero, forse è la via d’uscita che cerco.

Non firmo questa lettera perché si firmano le lettere quando sono concluse, pronte per essere spedite, giusto? E questa non lo è. Questa lettera non è pronta. Io non sono pronto.

Non so cosa sperare che succeda.

 

Gianluca Moiser

 

P.S.

È ancora notte e stasera ci sono le stelle, con la loro luce. Ma ora non sono più un bambino e so che quella luce viene da molto lontano, viene dal passato. Impiega talmente tanto tempo per arrivare a noi che i corpi celesti che vediamo potrebbero non esistere più, adesso. La luce delle stelle è un’illusione, è un inganno, sai? E ti sei sempre sbagliata anche tu: quella luce appartiene al passato, non al presente.

E forse il presente, il mio presente, non ha luce.


Articoli correlati

  Vetrina/ Geo Vasile. Poate Erato, Forse Erato
  Vetrina/ Patrizia Garofalo con Gianluca Moiser
  Patrizia Garofalo e Gianluca Moiser. Buio di parole e nido di colore
  Fabiana Cruciani. Addio mia bella Addio
  “E’ Vatellina”. Tante iniziative per le scuole
  Patrizia Garofalo. Un volto umano nell’orrore disperato di una guerra
  Mauro Raimondi. La Prima Guerra Mondiale che non ci hanno raccontato…
  Maria Paola Forlani. La Guerra che verrà non è la prima
  Maria Paola Forlani. Tempi della Storia, Tempi dell’Arte
  Morbegno. Carlo De Maria: Il lungo Ottocento e le origini della guerra mondiale
  Tirano. “Dietro le linee”
  Francesco Cecchini. Villa Pisani, Montebelluna
  Patrizia Garofalo. Il Gesù senza mani ha la voce negli occhi
  Domenica/ Matteo Moca. 99 sogni
  Francesco Cecchini. Se cent'anni vi sembran pochi...
  Morbegno. 100 anni fa: la guerra
  Presentazione del libro di Ideale Cannella “Le ali dell'Angelo”
  Poesiabambina/ Guerra e pace due cose distinte
  Grande Guerra 1914 – 2014. Tre serate a Sondrio
  Eravamo tutti contadini
  Poesiabambina/ La pace è una festa di mille canzoni. Come un foglio bianco...
  Marco Dalla Torre. Ottima l'operazione di rieditare Ideale Cannella
  Gino Songini. Il Piave mormorava…
  Gino Songini. I ragazzi della mala morte
  Ideale Cannella all'Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara
  Biblioteca Gino Bianchi: Da Caporetto ai trattati di pace
  Ideale Cannella. Le ali dell'Angelo
  Calolziocorte (Lc). Un racconto di 100 anni fa al Lavello
  Gianluigi Garbellini: Centenario della Grande Guerra (1914-1918)
  Memoriale Villa Pisa­ni: Intervista al sindaco di Monte­bel­luna, Marzio Favero
  Poesiabambina/ Prima e dopo il 4 Novembre...
  Poesiabambina/ Ero rimasto solo io... La guerra è un tira e molla tra la vita e la morte
  Vetrina/ Maria Lanciotti. E pensavo a te (per i Ragazzi del ’99)
  La prima guerra mondiale nei diari del caporale Louis Barthas
  Lidia Menapace. Inutile strage
  Sergio Caivano. Ideale Cannella
  “I fotografi della Grande Guerra”
  Poesiabambina/ Pace immensa. E altri sogni
  Anna Lanzetta. Un ricordo della “Grande Guerra”
  Roberto De Devitiis e Gianluca Moiser. Tra i banchi un palcoscenico
  Annagloria Del Piano. Eventi: Teglio Teatro Festival Valtellina 2010
  Vetrina/ Patrizia Garofalo. Scorre la parola del dio...
  Un progetto poesia con “Girasoli di mare” al “Donegani” di Sondrio
  Tresivio. La Madonna del soldato disperso
  Vetrina/ Patrizia Garofalo. È carne la poesia...
  Vetrina/ Parvenze. Giuseppina Rando con Gianluca Moiser
  Vetrina/ Patrizia Garofalo. Niobe
  Gianluca Moiser. Imitando Baudelaire...
  sbiZZa e MicrOrchestra presentano TINAMO all’Auditorium Morbegno
  Sara Rudini, Gianluca Moiser: Dal carbone e dai cristalli
  Gianluca Moiser: Guido Gozzano
  Patrizia Garofalo. Io sono anaffettivo
  “Teglio Teatro Festival Valtellina 2016”
  Caterina Falcone. Dal carbone e dai cristalli: Sara Rudini e Gianluca Moiser
 
 
 
Commenti
Lascia un commentoNessun commento da leggere
 
Indietro      Home Page
STRUMENTI
Versione stampabile
Gli articoli più letti
Invia questo articolo
INTERVENTI dei LETTORI
Un'area interamente dedicata agli interventi dei lettori
SONDAGGIO
TURCHIA NELL'UNIONE EUROPEA?

 73.3%
NO
 26.7%

  vota
  presentazione
  altri sondaggi
RICERCA nel SITO



Agende e Calendari

Archeologia e Storia

Attualità e temi sociali

Bambini e adolescenti

Bioarchitettura

CD / Musica

Cospirazionismo e misteri

Cucina e alimentazione

Discipline orientali

Esoterismo

Fate, Gnomi, Elfi, Folletti

I nostri Amici Animali

Letture

Maestri spirituali

Massaggi e Trattamenti

Migliorare se stessi

Paranormale

Patologie & Malattie

PNL

Psicologia

Religione

Rimedi Naturali

Scienza

Sessualità

Spiritualità

UFO

Vacanze Alternative

TELLUSfolio - Supplemento telematico quotidiano di Tellus
Dir. responsabile Enea Sansi - Reg. Trib. Sondrio n. 208 del 21/12/1989 - ISSN 1124-1276 - R.O.C. N. 24762 LABOS Editrice
Sede legale: Via Fontana, 11 - 23017 MORBEGNO - Tel. e Fax 0342 610861 C.F./P.IVA 00668000144 - SONDRIO REA 46909 - capitale sociale € 7.000 i.v. privacy policy