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“People From The Mountains”. Sulla nuova edizione del GAZETIN, in edicola da oggi
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Il logo di 'People from the Mountains' 
16 Dicembre 2006
 

Col numero 4 di “Zone d’ombra” scopriamo il progetto di Fabio Bonelli, “People from the Mountains”

Ciao Fabio, raccontaci quando e perché nasce “People From The Mountains”.

Il progetto nasce nel 2005 dall’esigenza di dare un nome unico ad un po’ di idee musicali che avevo in testa da diverso tempo. Non mi piaceva troppo l’idea di dare un nome di persona a quello che uno fa come “artista”, uno pseudonimo mi sembrava più intrigante, considerato anche il fatto che le montagne sono una presenza importante e forte delle nostre vite.

Chi sono i gruppi/artisti che ne fanno parte.

Per ora ci sono quattro progetti musicali, dei quali effettivamente operanti due: Milaus e Musica da cucina.

Come procede l'attività organizzativa e promozionale del progetto?

È appena iniziata, comunque per ora i feedback sono piuttosto positivi. Internet in questo è fondamentale, permette di raggiungere in tempi velocissimi persone lontane.

Hai avuto riscontri dalla critica specializzata?

Più che dalla critica ho avuto riscontri importanti da persone che operano nel settore musicale, a vari livelli, e per ora i commenti sono positivi.

Tra i progetti, quello che più mi ha affascinato è Musica da Cucina sia per la musica in sé che per la scenografia creata nelle performance.

Si, è un’idea che sta mostrando molta potenzialità, più di quanto credessi! Mi ha permesso di suonare in realtà molto diverse tra loro, da festival cyber punk a reading di poesie a sagre enogastronomiche, ed in tutti i casi la risposta è stata calda ed interessata.

Trovo sia una musica che farebbe invidia al Brian Eno di "Music for Airports", cosa ne dici?

C’entra con l’ambient sicuramente. Il bello degli oggetti da cucina è che possono essere facilmente trasportati su un palco e permettono quindi di creare sonorità “concrete” direttamente durante il concerto, senza bisogno di campionamenti particolari. Questo aiuta la purezza della musica e crea un effetto scenico importante.

Gli altri artisti sono i ben noti Milaus, Sit-in music, DestroyBeethoven e Vaier form. Ci vuoi raccontare chi ne fa parte e la peculiarità di ognuno.

I Milaus fanno psyco emotional indie rock, un miscuglio di influenze diverse, cercando di farle convivere senza troppe costrizioni mentali. Sit in music è un duo composto da un essere umano ed una pupazzetta, e fanno indie pop abb delicato. Destroybeethoven è un progetto interessante ma difficile, nel quale vengono campionati e trattati frammenti di musica classica. Vaier form infine è ancora un embrione, ma vorrebbe mescolare l’arte del djing (mio fratello Luigi ha già fatto numerose gare nazionali di skretch, piazzandosi sempre tra i primi 4-5) con strumentazione tradizionale (batteria e voce).

Quindi qual'è il denominatore comune di questi gruppi?

Creatività e provenienza dalle montagne!!!

Hai intenzione di ampliare il "parco artisti"?

Per ora vorrei fare un buon lavoro con i progetti che già ci sono. Meglio partire con poco e costruire il più possibile con quello che si ha. Per il futuro può darsi!

Pensi in futuro di trasformare questo progetto in etichetta discografica?

Potrebbe essere, in questo senso ho un sogno nel cassetto: stampare un cd con i brani dei Karsavina, grandioso gruppo HC valtellinese nel quale suonavano due Milaus (Max e Zonka), probabilmente la migliore band valtellinese di tutti i tempi!

Tu sei da parecchi anni membro dei Milaus (nota band indie rock del panorama italiano). Ci puoi raccontare brevemente il rapporto col mondo musicale italiano non mainstream: le etichette discografiche, i rapporti con gli altri gruppi, critica e stampa specializzata...

La cosa interessante dei Milaus è che ci ha permesso di conoscere la realtà musicale italiana, nel senso che ci siamo confrontati con gruppi, riviste, realtà anche abb importanti del panorama musicale underground suonando in tutto lo stivale. Effettivamente, se si escludono gli SNP, è una cosa abb singolare per un gruppo valtellinese. Per quanto riguarda l’impressione che mi hanno fatto, non trovo molto differenze con la scena locale, nel bene e nel male: ci sono persone e realtà molto positive e i problemi sono quelli di sempre, provincialismo e invidie.

A livello locale pensi che la "scena", se di scena si può parlare, sia in movimento?

Come spesso capita, la scena musicale da noi va a cicli. Ora forse è un po’ in stallo rispetto al passato come numero di band, ma ci sono cmq gruppi che stanno suonando parecchio e si stanno muovendo anche fuori provincia.

E anche a livello artistico, mi sembra che ci siano persone molto attive e che si stanno muovendo intelligentemente. Mi vengono in mente diversi premi importanti vinti da artisti valtellinesi negli ultimi tre anni (Marcello Mariana e Claudia Pozzoli alla Triennale e alla galleria San Fedele – Milano per la fotografia, come anche Domenico Buzzetti recentemente sempre a San Fedele per la videoart).

Rispetto a 10 anni fa, cos'è cambiato?

Dieci anni fa moriva Kurt Cobain, il mondo musicale era in fermento, al lokalino c’erano quasi 30 band, Sala House e Lokazione facevano concerti a tutto spiano! È stato un periodo particolarmente fervido a livello globale, e anche da noi si respirava quell’aria (anche se chiaramente in modo più ridimensionato). In quel periodo hanno mosso i primi passi, se non sbaglio, le prime band noise e veramente alternative (come Death valley e Karascho), che hanno dato stimolo anche ad altri gruppi (Milaus in testa). Prima la musica da noi era intesa soprattutto come intrattenimento o con presupposti vagamente politici, mentre in quel periodo è stata accettata in valle anche l’importante accezione artistica che la musica ha.

Ora forse le acque sono un po’ più quiete, ma la voglia di creare e fare musica non si è spenta, semplicemente il periodo storico è diverso.

Non pensi che in questo mondo in Italia ci sia la solita "guerra tra poveri" che non fa altro che ingrigire tutto quanto c'è di buono ?

Sì!

Cosa ci vorrebbe secondo te per dare la scossa alla musica indipendente italiana?

Quello che sta dando una scossa alla scena musicale italiana è un sempre maggiore contatto con l’estero. Sempre più band fanno tour anche lunghi all’estero, sempre più band italiane si stanno facendo conoscere all’estero (vedi Jennifer Gentle, zu, ovo, GdM, disco drive). Questo non può che portare scambi arricchendo la scena culturale. È una cosa che è successa in parte anche da noi (vedi il bel lavoro fatto da “rock and rodes”, ad esempio), e che ci auspichiamo possa crescere in futuro

Tornando alla "gente delle montagne".. Stai architettando qualcosa di particolare? Concerti, performance?

Con i Milaus stiamo preparando materiale nuovo. Con Musica da cucina sto raccogliendo contatti per organizzare un tour di promozione del cd pronto ad ottobre, cercando di andare anche all’estero.

Ti ringrazio molto per la disponibilità e buon lavoro.

Grazie a te per le belle domande.

 

 

Contatti

Fabio Bonelli
Via Martello, 13
23017 Morbegno (SO)
347-0851221

people@fromthemountains.com

www.fromthemountains.com

 

Nicola Mattarucchi

(da 'l Gazetin, dicembre 2006)


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