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Erri De Luca ospite di FestTeatro con “Chisciotte e gli invincibili”  
Giovedì 15 dicembre alle 21 al Cinema teatro Mignon di Tirano
Erri De Luca
Erri De Luca 
12 Dicembre 2005
 

«Alonso Chisciano, in arte Chisciotte, intorno alla cinquantina si mette per strada con la missione di contrastare ingiustizie, riparare torti. È finita da tempo l’epoca della cavalleria errante, ma lui non si arrende all’evidenza d’essere arrivato ultimo e a tempo scaduto.
Chisciotte non si arrende all’evidenza. Viene battuto, sconfitto, rovesciato e, però, non smette di riprovare ancora. Lui che non ha mai la meglio sui giganti che incontra, è l’invincibile. Chi sconfitto sempre, mai rinuncia a battersi di nuovo è invincibile.
Forti di questa convinzione siamo andati a cercare tracce di Chisciotte nella vita e nei libri che abbiamo conosciuto. Di lui troviamo avventure in storie di amore, di guerra e di prigionia. Ne caviamo musiche per accompagnare le parole che affidarono alla sola voce. Sopra una tavola di legno robusto battiamo nocche, appoggiamo gomiti e chitarre per una ballata in suo onore. La nostra qualità è mista: un soffiatore di clarinetto chiamato in concerti per il vasto mondo, un fabbro di canzoni dalla voce di vento in una grotta, uno che scrive storie improvvisamente ricordate
».


Chisciotte e gli invincibili, spettacolo-ballata scritto da Erri De Luca e interpretato da Erri De Luca, Gabriele Mirabassi e Gianmaria Testa, è il prossimo appuntamento inserito nel cartellone di FestTeatro 2005/2006 (Cantiere Teatrale Permanente) e andrà in scena giovedì 15 dicembre alle 21 al Cinema teatro Mignon di Tirano.

Il trio, formato da uno scrittore/poeta/opinionista e due musicisti, chiama alla sua tavola Chisciotte l’invincibile, che probabilmente se ne sta seduto nel buio della sala. Perché in ogni sera e in ogni piazza ce n’è uno e non è detto che sia di genere maschile.

«Bussiamo alla sua ombra perché si affacci ancora sul suo quadrupede asmatico a intimare la resa ai prepotenti» spiegano gli interpreti. «Sul palco c’è una sedia per lui. Noi tre».

Il biglietto per assistere allo spettacolo costa 12 euro (6 euro per gli studenti).

Chisciotte e gli invincibili sarà preceduto, questa sera alle ore 21, da un incontro organizzato per la doppia ricorrenza dei 30 anni di attività della Biblioteca civica “Paolo e Paola Maria Arcari” di Tirano e dei 400 anni dalla pubblicazione del Don Chisciotte di Cervantes. Per l’occasione è previsto un intervento del professor Felice Gambin dell'Università di Verona sul tema "A quattrocento anni dalla composizione del Don Chisciotte di Cervantes".



Erri De Luca

È nato a Napoli nel 1950 e attualmente vive a Roma. Prima di diventare giornalista, scrittore e traduttore dall'ebraico, ha fatto il muratore, l'operaio e lo scaricatore all'aeroporto di Catania. Negli anni Settanta era un dirigente di Lotta Continua, a Roma. Dopo lo scioglimento dell'organizzazione, nel 1977, ha scelto di stare dalla “stessa parte di allora” e diventare operaio. La passione per i libri e per la scrittura è nata con lui, ragazzino difficile e introverso. Leggeva i libri della biblioteca del padre Aldo, un grossista di pomodori appassionato della storia dei papi, della II Guerra Mondiale e dei campi di sterminio. E buttava giù storie di cui generalmente si sbarazzava. L'incontro con l'ebraico antico è stato invece casuale. Un giorno mentre si stava preparando a partire per l'Africa come volontario, ha afferrato distrattamente l'unico libro che aveva sul comodino. Era la Bibbia. Ha trovato dei racconti bellissimi che lo hanno convinto a imparare la lingua , per capirla dall'originale. Ha pubblicato i romanzi Non ora, non qui (1989), Una nuvola come tappeto (1991), Aceto, Arcobaleno (1992) sui suoi compagni di lotta negli anni della rabbia, Tu, mio (1998), Tre cavalli (1999), Montedidio (2001) e il recente Il contrario di uno (2003). De Luca scrive utilizzando la struttura del romanzo breve o racconto lungo. La sua è una lingua semplice e dura, di una semplicità ricercata e letterariamente raggiunta attraverso il sentimento, senza ammiccamenti. Perfetta. «Una lingua tutta scontata nel corpo, in cui i pensieri non sono che gli sforzi dei muscoli facciali e i sentimenti l'intensità del respiro». Ha tradotto alcuni libri dell'Antico Testamento: Esodo/Nomi (1994), Giona/Iona (1995), Kohélet/Ecclesiaste (1996), Il libro di Ruth (1999). Ha curato per l'Avvenire una rubrica, “Voci”, sistemata proprio sotto la testata del giornale cattolico. Ogni giorno, per diversi anni, ha appuntato i suoi pensieri tratti per lo più dalle cose che gli sono capitate. Poi ha aggiunto “in proporzione sabbatica”, uno su sette, pensieri sui versi delle sacre scritture. Poi, tutti quanti i pezzi riuniti hanno dato forma al libro Alzaia (1997). Attualmente collabora al Corriere della Sera e al Manifesto, come opinionista.


Gianmaria Testa

Gianmaria Testa, 43 anni, è italiano, italianissimo, vive e lavora a Cuneo in Piemonte, eppure c’è voluta la Francia per scoprirlo. Da quando ha mandato al Festival di Recanati la sua cassetta registrata chitarra e voce, vincendone il primo premio una prima volta nel ’93 e poi di nuovo nel ’94, sono passati quattro dischi - Montgolfières (1995), Extra-Muros (1996), Lampo (1999) e l’ultimo in duo con Pier Mario Giovannone, Il valzer di un giorno, uscito in Italia nell’ottobre 2000 attraverso il canale di ElleU Multimedia in tutte le edicole e poi distribuito da Harmonia Mundi in tutti i normali negozi di dischi -, più o meno 500 concerti in Francia, Italia, Belgio, Canada, Portagallo, quattro serate tutte esaurite all’Olympia e una lunga teoria di articoli omaggianti sui principali giornali (Le Monde in testa). In Italia il percorso è stato un po’ più complicato e difficile perché condotto davvero senza compromessi, con pochissime apparizioni Tv o passaggi radiofonici e nessun tipo di pubblicità. La sua vera forza è stata ed è ancora il passaparola. Chi va ad un suo concerto non riesce a dimenticarlo: l’emozione nasce palpabile e si divide tra tutti; Gianmaria scherza coi suoi musicisti ed è naturalmente comunicativo; i testi sono belli, sono semplici, sono piccole poesie che parlano della vita e che vivono anche al di là della musica; e lei, la musica, insieme ad una voce che si muove tra rauche asprezze e teneri velluti, i testi li trasporta, li puntualizza, li sottolinea. Perché le cose cominciassero a cambiare anche in Italia c’è voluto – paradossalmente - Il Valzer di un giorno, quarto disco della sua carriera e il primo di produzione totalmente italiana, che è forse il suo lavoro più “difficile”: canzoni riportate alla loro forma più nuda ed essenziale, due chitarre e voce soltanto. A seguito dell’uscita del disco, nella Stagione 2000/2001 Gianmaria Testa ha realizzato una tournée che l’ha portato in alcuni dei più importanti e prestigiosi teatri italiani: dal Teatro Regio di Torino al Valle di Roma, dal Duse di Bologna, alla Pergola di Firenze, per non citarne che alcuni. Nel marzo 2001 Il valzer di un giorno è uscito anche in Francia e nel resto d’Europa con l’etichetta Harmonia Mundi, riscontrando un unanime consenso di critica e pubblico. Ad oggi ha superato le 70 mila copie vendute in tutta Europa. Moltissime le collaborazioni con altri musicisti italiani del jazz e del folk: da Gabriele Mirabassi e Enzo Pietropaoli (componenti stabili del suo quartetto) a Paolo Fresu; da Rita Marcotulli a Riccardo Tesi (col quale ha dato vita al “Progetto Saramago”, una sorta di omaggio al grande nobel per la letteratura); da Enrico Rava (insieme al quale ha presentato con grande successo per Fuorivia Guarda che luna!, spettacolo dedicato alla figura di Fred Buscaglione che ha visti protagonisti, oltre a loro, la Banda Osiris, Stefano Bollani, Enzo Pietropaoli e Piero Ponzo) a Battista Lena per il quale ha fatto la voce recitante e ha cantato nel suo ultimo lavoro discografico (I cosmonauti russi) dedicato alla navicella spaziale MIR, sempre prodotto da Fuorivia. Il 2003 è segnato dall’uscita del nuovo disco, Altre Latitudini (Harmonia Mundi / Ird),14 canzoni di amore trovato o perso per le quali hanno suonato alcuni grandissimi musicisti (Mario Brunello, Enrico Rava, Rita Marcotulli, David Lewis, Gabriele Mirabassi, Luciano Biondini, Fausto Mesolella, ecc.).


Gabriele Mirabassi

È uno dei massimi virtuosi odierni del clarinetto a livello internazionale. Ha conseguito il diploma al conservatorio di Perugia in clarinetto con il massimo dei voti e la lode. La sua formazione musicale per i primi anni ha riguardato le tecniche esecutive peculiari della musica contemporanea, vantando collaborazioni con "bacchette" prestigiose tra cui Gunther Schuller, John Cage, Luis Andriessen. Parallelamente ha cominciato a lavorare professionalmente in ambito jazzistico, attività che, a partire dall'incisione di Coloriage (1991), in duo col fisarmonicista Richard Galliano, è diventata mano a mano sempre più consistente fino a diventare esclusiva. In duo con Stefano Battaglia incide Fiabe, con Riccardo Zegna Piccolo Valzer, con Sergio Assad Velho Retrato ed è protagonista del progetto musicale “Cambaluc”. Nel 1996 vince il Top Jazz nella categoria "miglior nuovo talento". Nel 2000 a "Umbria Jazz” presenta insieme a Luciano Biondini, Michel Godard e Francesco D'Auria il progetto “Lo Stortino”, che riceve consensi di critica e di pubblico sia in Italia che all'estero. Nel progetto si rileva una particolare attenzione per le variegate architetture compositive che attingono soprattutto alla tradizione popolare e alla musica colta europea e i solisti offrono interventi di alto profilo nell'ambito di un discorso musicale fortemente suggestivo ed evocativo. Tra i dischi successivi si segnalano 1 a 0 (Egea), lavoro incentrato sullo choro brasiliano, Latakia Blend con Luciano Biondini e Michel Godard (Enja) e Fuori le mura (Egea) realizzato in duo con Luciano Biondini. Le collaborazioni con il gruppo di Rabih Abou-Khalil, la partecipazione al progetto “Castel del Monte II” di Michel Godard e ai due progetti di Battista Lena (“Banda Sonora” e “I cosmonauti russi”), il trio con Enrico Pieranunzi e Marc Johnson, il progetto “Rugantino” di Roberto Gatto e numerose altre sono solo le ultime attività di un artista che vanta partecipazioni nei più importanti festival in Italia e all'estero. Ai primi di ottobre 2003 Gabriele Mirabassi e Giunga, straordinario chitarrista, compositore e cantante brasiliano, hanno inciso il loro primo disco in duo, Graffiando vento che è stato presentato con grandissimo successo nel corso di un’emozionante serata ad “Umbria Jazz Summer 2004” e, in seguito, con altri concerti in giro per l’Italia e in Brasile. Diverse le collaborazioni importanti, tra le ultime da segnalare quella accanto a Gianmaria Testa e Mario Brunello nel progetto artistico “Per Altri Sentieri”, quella di “Attraverso”, spettacolo realizzato al Festival della Letteratura di Mantova (settembre 2003) per Produzioni Fuorivia con Erri De Luca, Marco Paolini, Mario Brunello e Gianmaria Testa e l’ultimo Chisciotte e gli invincibili”, sempre realizzato da Produzioni Fuorivia, che vede Gabriele accanto a Erri De Luca e Gianmaria Testa in un’appassionante spettacolo ballata che, attraverso canzoni e versi di grandi poeti, porta sulla scena un Chisciotte dei nostri giorni che lotta e non si arrende.


Michela Nava

Ufficio stampa FestTeatro

michelanava@tiscali.it


Foto allegate

Gianmaria Testa
Gabriele Mirabassi
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