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Pannella in sciopero della sete 
Acutizzazione dell'iniziativa nonviolenta con l'obiettivo di salvare la vita a Tarek Aziz
26 Ottobre 2010
 

Marco Pannella comincerà da stanotte lo sciopero della sete. Questa nuova battaglia nonviolenta ha l'urgentissimo obiettivo di impedire l'esecuzione di Tarek Aziz, ex braccio destro di Saddam Hussein, condannato a morte dalla corte suprema irachena.

«Come con Saddam vogliono strozzarlo per impedirgli di parlare» ha dichiarato Marco rivolgendo un appello diretto al presidente del consiglio. «Chiedo a Silvio Berlusconi, che quasi ossessivamente afferma di avere per amici, e non solo complici, i potenti della Terra e in particolare Bush, Blair, Putin e Gheddafi, di dimostrarcelo in questa occasione, ne ha il dovere essendo stato fra i principali responsabili della guerra in Iraq scoppiata per impedire l’esilio di Saddam e la pace, in quel caso ingannando il Parlamento e il popolo italiano».

Da 24 giorni ormai perdura intanto il suo sciopero della fame, con il doppio movente della ricerca della verità sulla guerra in Iraq, tramite l'istituzione anche in Italia di una commissione d'inchiesta parlamentare, e di ottenere finalmente giustizia nelle carceri italiane, dove le condizioni di vita disumane perpetrano una odierna Shoah. (Notizie Radicali)

 

 

Dalle Agenzie AdN-Kronos e Agi - Irak: Tarek Aziz condannato a morte

Baghdad, 26 ottobre – Secondo quanto riporta il sito informativo locale al-Sumaria News, l'ex gerarca iracheno è stato condannato nell'ambito del processo relativo alla chiusura dei partiti religiosi in Irak. Sono stati condannati alla pena capitale anche l'ex ministro dell'Interno, Saadun SHaker e l'ex segretario personale di Saddam Hussein, Abdel Hamid Hamud. È questo uno dei sette processi nei quali è imputato Tareq Aziz e riguarda la caccia avviata negli anni Ottanta contro i partiti politici sciiti filo iraniani che ha visto in quegli anni eseguire una serie di arresti e di condanne a morte nei confronti dei principali esponenti politici sciiti del paese.

Unico cristiano e cattolico, di fede caldea, nell'entourage di Saddam Hussein, Tareq Aziz è stato l'uomo del quale si è servito l'ex dittatore per aprire un ponte con la comunità internazionale. Nato nel 1936 vicino Mosul, laureato in lingua e letteratura inglese, giornalista, è stato ministro degli Esteri e vicepremier durante la dittatura di Saddam. Il suo vero nome è Mikhail Yuhanna. Aziz ha sempre messo in secondo piano la sua appartenenza religiosa, presentandosi prima di tutto come arabo iracheno e membro del Baath. Davanti alla nazionalizzazione delle scuole cristiane 'non ha mosso ciglio', stessa cosa con il provvedimento per l'insegnamento obbligatorio del Corano.

Membro del Comando del Consiglio della Rivoluzione, per la sua imperturbabilità, per la grande conoscenza dei meccanismi della diplomazia e per la sua fedeltà al regime è stato definito anche il 'Gromiko di Bagdad'. Il vicepremier iracheno il 14 febbraio 2003 è stato ricevuto per un colloquio di circa mezz'ora dal Papa Giovanni Paolo II. Dinanzi alle continue pressioni esercitate dagli Usa perché la dirigenza irachena si dimettesse, Tareq Aziz aveva risposto: “Qualcuno non comprende che siamo patrioti. Noi in Iraq siamo nati e in Irak moriremo”.


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