Martedì , 21 Maggio 2024
VIGNETTA della SETTIMANA
Esercente l'attività editoriale
Realizzazione ed housing
BLOG
MACROLIBRARSI.IT
RICERCA
SU TUTTO IL SITO
TellusFolio > Critica della cultura > Dialogo Tf
 
Share on Facebook Share on Twitter Share on Linkedin Delicious
Giovanni Maria di Lieto. Una società aperta, il principio di non violenza 
Spunti per una riflessione
14 Settembre 2023
 

Una società clientelare è una società “chiusa”. Bisognerebbe riscrivere gli articoli della Costituzione (artt. 1 e 3), secondo questo schema: “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro, ripudia e combatte ogni forma di clientela e di clientelismo. La democrazia deve essere sostanziale e non formale”. Una società fondata sulla cultura del “merito” è una società “aperta”. Una società meritocratica è una società aperta. Il merito è strumento di crescita morale ed economica della società civile e dello Stato. Una società aperta si fonda contestualmente sul convergente principio di moralità. Lo stesso voto popolare finisce per diventare mero esercizio di democrazia formale o cd. di “superficie”: se le candidature sono espressione ed esercizio di occupazione del potere, la libertà di espressione del voto è compromessa alla radice. Violenta è quella democrazia “bloccata” che impone per legge e dall’alto i candidati (sempre gli stessi candidati). Anche gli slogan ripetuti e la stucchevole propaganda elettorale non fanno applicazione del “principio di non violenza” (ridateci le “Ideologie”). In Poesia, al concetto di libertà è consanguineo il sentimento di non violenza (Giannino di Lieto).

Quegli intellettuali snob che si agitano senza particolari ragioni in tv e praticano l’aggressione verbale e compiaciuta all’interlocutore; che tutto sanno e tutto dicono, con le loro verità sulla vita e sull’esistenza, opprimono il telespettatore, che alla “violenza” reagisce con un atto di “libertà”, cambiando canale televisivo. L’arroganza di chi si avvolge compiaciuto e narciso nelle proprie certezze, nella verità apodittica e nella propria “sapienza”, è da sempre una forma di violenza che tende a provocare nell’interlocutore una reazione. Devo dire che anche Pannella e i Radicali, quando negli anni 70’ si imbavagliavano in tv alle Tribune Politiche, restando muti per tutto il tempo della trasmissione, professavano la “non violenza”, ma in sostanza ne facevano applicazione al contrario, costringendo il telespettatore a cambiare canale. Non credo che inducessero ad un pensiero proficuo e positivo. Anche lo sciopero della fame e della sete sono forme violente di esercizio di pseudo-libertà, non tendendo a convincere, ma ad imporre il proprio pensiero e la propria opinione attraverso il “ricatto” dei propri comportamenti. Il recente episodio del promesso sposo che in una occasione pubblica (festa per invitati al futuro matrimonio) lascia da “comiziante” alla partner la libertà di amare (altri uomini) è un tipico esempio di violenza psicologica, inflitta alla parte debole, tra l’altro. Oltre alla violenza inflitta agli spettatori inconsapevoli.

La non violenza è esercizio di metodo, di stile, di contenuti, di rispetto dell’altro, di non arroganza. Chi ragiona, ascolta, non professa verità. Fare valere le proprie convinzioni e idee non è esercizio di certezze ma, al contrario, di non violenza. La non violenza è esercizio di libertà. Le battaglie libertarie dei Socialisti e Radicali degli anni ‘70 (divorzio, aborto, etc.), ora quella sul diritto al “fine vita” (vedi il caso Eluana Englaro), la libertà delle scelte sessuali, il colore della pelle che non deve produrre discriminazioni tra persone, sono tutte forme di esercizio della “non violenza”. Il non violento è garantista, il violento è giustizialista, il conformista è violento e prevaricatore. Violenza è dire “siamo il partito degli onesti”, come se l’onestà fosse solo in chi la professa e tutti gli altri fossero “mariuoli”. La rivoluzione è nella non violenza e nella eticità dei comportamenti praticati, che devono essere una forma di resistenza civile. Il “merito” non deve essere un criterio ed un valore nella esclusiva prerogativa delle “Destre”. L’Utopia resta pur sempre patrimonio e spinta propulsiva della “Sinistra” ideale e storica.

 

Giovanni Maria di Lieto


Articoli correlati

  Primo Mastrantoni: Elezioni 2018. Immigrazione. Promemoria
  Marco Pannella ha chiesto l'istituzione di una commissione d'inchiesta sulla guerra in Iraq
  Francesco Pullia. Se Pannella non mangia
  Dimitri Buffa. È il momento di Pannella presidente
  @VincinoWeb ora è notiziabile
  Leonardo Antonio Mesa Suero. Pazzo fumeggiante, torna presto!
  Valter Vecellio. Segnali di distensione. Marco Pannella si racconta e si commuove
  Radicali Sondrio: ricordiamo Pannella con una firma
  Linda Pasta. Corte Costituzionale: il suicidio assistito è lecito in casi come quello di Dj Fabo
  “Bella addormentata” di Marco Bellocchio
  Benedetto Della Vedova. Nell'anniversario di Eluana Englaro
  Vetrina/ Gianni D'Elia. Le droit de s'en aller
  Per Eluana
  Vetrina/ Alberto Figliolia. Per Eluana
  Peppe Sini. Hiroshima sul lungomare di Nizza
  Gila Svirsky. Licenza di uccidere
  Vincenzo Donvito. Antifascismo militante? Sì, quello nonviolento del paesino tedesco ai confini della Polonia
  Pasquale Pugliese. 55 anni dopo, c’è sempre più bisogno di nonviolenza
  Mariolina Nobili. Violenza o nonviolenza?
  We Are Church con papa Francesco per la nonviolenza. Buon Anno!!
  Mao Valpiana. Il Movimento Nonviolento compie 50 anni
  Maria G. Di Rienzo. Ma la mamma no
  Giovanni Maria di Lieto. Per non dimenticare Stefania Venturini
  I tempi correnti. Giannino di Lieto, una scrittura poetica che rende lezione
  Giovanni Maria di Lieto. I tempi correnti, l’etica privata, l’etica pubblica
  Giannino di Lieto: “una lezione poetica cólta e sofisticata”, una ricerca raffinata ed estrema, un “comporre sontuoso”*
  Giovanni Maria di Lieto. Osservando la crisi di governo...
  Giovanni Maria di Lieto. Per una Nuova Sinistra
  Giovanni Maria di Lieto. Regole, principi, aspettative di buon governo della comunità locale e di “Politica 2.0”
  È morto Giorgio Bàrberi Squarotti
  “Sognatore è chi trova la sua via alla luce della luna” (Oscar Wilde)
  Giovanni Maria di Lieto. Quando la moralità professata diventa demagogia
 
 
 
Commenti
Lascia un commentoLeggi i commenti [ 1 commento ]
 
Indietro      Home Page
STRUMENTI
Versione stampabile
Gli articoli più letti
Invia questo articolo
INTERVENTI dei LETTORI
Un'area interamente dedicata agli interventi dei lettori
SONDAGGIO
TURCHIA NELL'UNIONE EUROPEA?

 73.3%
NO
 26.7%

  vota
  presentazione
  altri sondaggi
RICERCA nel SITO



Agende e Calendari

Archeologia e Storia

Attualità e temi sociali

Bambini e adolescenti

Bioarchitettura

CD / Musica

Cospirazionismo e misteri

Cucina e alimentazione

Discipline orientali

Esoterismo

Fate, Gnomi, Elfi, Folletti

I nostri Amici Animali

Letture

Maestri spirituali

Massaggi e Trattamenti

Migliorare se stessi

Paranormale

Patologie & Malattie

PNL

Psicologia

Religione

Rimedi Naturali

Scienza

Sessualità

Spiritualità

UFO

Vacanze Alternative

TELLUSfolio - Supplemento telematico quotidiano di Tellus
Dir. responsabile Enea Sansi - Reg. Trib. Sondrio n. 208 del 21/12/1989 - ISSN 1124-1276 - R.O.C. N. 32755 LABOS Editrice
Sede legale: Via Fontana, 11 - 23017 MORBEGNO - Tel. +39 0342 610861 - C.F./P.IVA 01022920142 - REA SO-77208 privacy policy