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Festa Grande dei convalligiani di Roma 
La Famiglia Valtellinese della Capitale festeggia i 40 anni
Leonardo Marchettini, presidente della
Leonardo Marchettini, presidente della 'Famiglia Valtellinese di Roma' dal 1987 
13 Febbraio 2009
 

ROMA - Tutta la Valtellina e parte della Valchiavenna erano rappresentate nelle quasi cinquecento persone che, domenica 8 febbraio, si sono ritrovate al “Crowne Plaza” sull’Aurelia Antica. Per l’annuale festa enogastronomica la Famiglia Valtellinese di Roma ha scelto il ristorante del prestigioso hotel per festeggiare degnamente i quarant’anni di attività.

Per la ricorrenza erano presenti il prefetto di Sondrio Chiara Marolla, il magistrato Gianfranco Avella, in rappresentanza della Provincia il funzionario Guido Melè, per la Comunità Montana di Morbegno il vicepresidente Walter Sterlocchi, il segretario generale Salvatore Marra, l’assessore allo sport Gianni Bertolini e il consigliere Erica Alberti, il sindaco di Civo Giampaolo Frate per i sindaci valtellinesi, il presidente della Commissione Bilancio del Comune di Roma Federico Guidi, il presidente della Fondazione Gruppo Credito Valtellinese Francesco Guicciardi, il direttore commerciale del Creval Claudio Garzetti, l’ordinario di scienze economia a “La Sapienza” di Roma Francesco Forte già ministro delle Finanze, il primicerio dell’Arciconfraternita dei SS. Ambrogio e Carlo mons. Raffaello Martinelli, il presidente dell’Istituto di Dialettologia e di Etnologia Valtellinese e Valchiavennasca don Remo Bracchi, il responsabile delle agenzie romane della Banca Popolare di Sondrio Umberto Catellani ed il vice Giorgio Toniatti, il direttore commerciale zona di Roma del Credito Artigiano Alessandro Dami e il direttore della sede romana dello stesso istituto Luigi Lionetti.

«Vorrei ricordare, soprattutto per i nostri graditi ospiti», ha esordito il presidente dell’asso-ciazione Leonardo Marchettini, «che la Famiglia Valtellinese di Roma è stata costituita nel giugno 1969 al ristorante “Quo Vadis” sull’Appia Antica, locale alla moda a quei tempi. Padrino dell’evento fu il senatore Athos Valsecchi e da allora, anno dopo anno, siamo arrivati a questa festa.

«Abbiamo operato e gestito il nostro sodalizio nell’interesse dei nostri associati e degli altri valtellinesi residenti a Roma, avendo sempre presente come punto di riferimento, come stella polare, le nostre tradizioni, la nostra identità e tutti quei valori che sono fortemente radicati nell’animo della nostra gente. Roma accoglie e ospita i valtellinesi da oltre cinque secoli e senza tema di essere smentito penso che l’Urbe possa essere ben fiera della nostra comunità. Generazioni e generazioni di valtellinesi, con il loro innato attaccamento al lavoro, alla famiglia, con la loro serietà, onestà, solidarietà e senso religioso, hanno contribuito al progresso e allo sviluppo di questa nostra grande città».

Marchettini ha poi ricordato come la Famiglia riesca ad organizzare circa trenta manifestazioni all’anno: culturali, turistiche, enogastronomiche e altre, un bel traguardo di cui andare fieri. In proposito, tutto quello che il sodalizio ha fatto in quarant’anni e la sua storia, unitamente a quella dei tre precedenti sodalizi di convalligiani nella capitale, verrà testimoniato con un volume pronto in primavera.

È stata inoltre evidenziata l’opera dei due precedenti presidenti Umberto Neri e Giulio Mescia, del vice presidente Giovanni Ghislanzoni, del segretario Tullio Fanoni e i consiglieri Andrea Gaist, Andrea Provini, Luigi Tedoldi e Flavio Togna. Se oggi esiste la Famiglia Valtellinese, lo si deve anche a loro.

Una grazie poi alle personalità che con la loro presenza onoravano l’incontro conviviale. Telegrammi di auguri e saluti sono pervenuti dal sindaco di Sondrio Alcide Molteni, da quello di Tirano Pietro Del Simone e da quello di Chiavenna Giampaolo Pozzoli, dal presidente della Banca Popolare di Sondrio Piero Melazzini e dal direttore generale Alberto Pedranzini nonché dal vicedirettore generale Giovanni Ruffini. Nel suo messaggio l’arcivescovo Francesco Coccopalmerio presidente pontificio del Consiglio Testi Legislativi, che aveva la madre di Sernio, ha precisato: «Mi sento pienamente valtellinese e inserito nella Famiglia Valtellinese di Roma». Nella lettera inviata dal sindaco di Roma Giovanni Alemanno, riguardo alla manifestazione egli scrive: «Un’iniziativa che ritengo importante per due motivi: innanzitutto perché la ricorrenza che oggi si festeggia ricorda a tutti noi il prezioso contributo che la comunità valtellinese ha dato alla crescita della nostra città; in secondo luogo perché questa festa rappresenta l’occasione per conoscere da vicino l’eccellenza dei prodotti enogastronomici di questa importante e storica zona d’Italia. Un grande patrimonio da difendere e divulgare per la salvaguardia e il rispetto delle nostre tradizioni più profonde, dove il sapere e l’esperienza dei produttori valtellinesi si coniugano con garanzia e qualità del prodotto».

Proprio nella tradizione di una genuinità tutta valtellinese è stato proposto un menù delle origini, con piatti e prodotti tipici della nostra valle, specialmente i pizzoccheri preparati secondo l’antica ricetta dell’Accademia del Pizzocchero da Fabio Valli ed il suo staff dell’hotel “Combolo” di Teglio.

È stata l’occasione per uno scambio di omaggi e benemerenze fra le istituzioni provinciali e la Famiglia Valtellinese. Il consiglio direttivo dell’associazione ha voluto premiare con una “castagna d’oro” il presidente Marchettini a riconoscimento della sua dedizione alla Famiglia. Sono state assegnate le borse di studio, messe a disposizione del Credito Valtellinese per i figli degli associati al sodalizio che si sono distinti nel trascorso anno scolastico. Sette gli studenti premiati per la scuola media inferiore, quattro per la media superiore, quattro per la laurea triennale ed uno per la quinquennale. Ha quindi avuto luogo la consueta lotteria, il cui ricavato andrà in beneficenza a parrocchie o strutture valtellinesi e valchiavennasche.

La manifestazione è stata ripresa da Teleunica e supportata da interviste di Fabio Panzeri.

In chiusura, il presidente Marchettini ha lanciato un appello: «Ai più giovani vorrei ricordare che l’attaccamento alle radici, e alla terra dei vostri genitori e dei vostri nonni, è un elemento essenziale in un mondo che a volte è troppo veloce e superficiale, che non ci permette di alimentare quei sani valori e sentimenti che vorremmo. Chiedo anche a voi giovani di essere con noi testimonial della nostra valtellinesità, di essere parte della nostra Famiglia nella capitale del nostro bel paese».


Tony Corti


Foto allegate

Giulio Mescia, presidente 1979 - 1986
Umberto Neri, presidente 1969 - 1979
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