Domenica , 18 Aprile 2021
VIGNETTA della SETTIMANA
Esercente l'attività editoriale
Realizzazione ed housing
BLOG
MACROLIBRARSI.IT
RICERCA
SU TUTTO IL SITO
TellusFolio > Spettacolo > In tutta libertà
 
Share on Facebook Share on Twitter Share on Linkedin Delicious
Gianfranco Cordì. Nanni Moretti: “Mia madre” è la realtà
20 Aprile 2015
   

1. GRIGIO. Mia madre, dodicesimo lungometraggio di Nanni Moretti, possiede un colore dominante: il grigio. Questa tinta precisa è fatta scendere in campo per rappresentare almeno tre cose: una città (Roma), la vita quotidiana di alcuni lavoratori del mondo del cinema (di Roma) e la situazione di difficoltà in cui si vengono a trovare due fratelli (Margherita Buy e lo stesso Nanni Moretti) di fronte alla prossima scomparsa della loro madre (a Roma). Il “mia”, di questa madre, è riferito infatti sia a Roma che al cinema che ai due fratelli (Margherita e Giovanni sono i loro nomi nella finzione cinematografica). Il grigio come tonalità si rivela nelle condizioni della società attuale raffigurate plasticamente in uno striscione posto fuori dall’ospedale in sostegno ad un ammalato che vi si trova ricoverato. Il grigio, inoltre, caratterizza, in quanto stato d’animo, il sentimento dell’attesa, sospeso tra colpa e redenzione, di un evento che si ritiene ineluttabile: la morte della propria congiunta da parte dei due fratelli. Il grigio, ancora, rappresenta il significato di una vita quotidiana che continua a svilupparsi, nonostante tutto, lungo i propri binari e di un evento (la morte appunto) che fa parte dell’ordinario corso delle cose anche se viene esorcizzato, rimosso e maledetto.

2. ROMA. Con la città di Roma, Moretti porta sulla scena anche gli USA, il paese di John Turturro: egli emerge dalle inquadrature di questo film a volte come mascalzone, a volte come cialtrone, altre volte come splendido professionista del cinema ma soprattutto – durante una cena a casa della regista Margherita – come un uomo concretamente inserito nella contemporaneità. Come l’emblema stesso dei nostri giorni che Roma non riesce ad intaccare ma, al contrario, a far diventare ancora più pregnante e a renderlo più ricco di sfumature e di significati. La realtà di Roma è quella del cinema, quella dell’ospedale, quella della rinuncia al proprio posto di lavoro da parte dell’ingegnere Giovanni. La realtà di Turturro è quella di chi lavora (e mette in scena, nel corso stesso del film, la vita di un altro personaggio che lavora: un imprenditore che ha una vertenza con gli operai della sua stessa fabbrica) ma è al tempo stesso la realtà che fa da contraltare a quella della morte della madre. “Mia madre” non vorrebbe che io girassi questo film, sembra pensare Margherita, ma nello stesso tempo “mia madre” sarebbe contenta del fatto che io ho conosciuto un attore come Turturro.

3. ROMA E “MIA MADRE”. Margherita sta girando un film molto serio e duro. Un film dentro al film ma che diventa più reale della stessa scomparsa di “mia madre” a tratti sembra poter pensare la stessa Margherita. Come quando ella stessa decide di continuare a girare una scena nonostante le sia arrivata la notizia di un peggioramento delle condizioni di “mia madre”. Nanni Moretti, invece, in quanto personaggio di questo film, sembra volutamente sotto tono od in secondo piano, in realtà vive un dolore molto più lancinante di quello della sorella. Per l’ingegnere Giovanni, Roma e “Mia madre” sono una sola cosa: vogliono dire la sua vita incanalata nei binari di una consueta normalità.

4. LA REALTÀ. Infine c’è la realtà. Ovvero: la vita e la morte che sono un'unica e sola cosa. I momenti belli ed i momenti brutti. Il bene ed il male. Il significato e l’assenza di ogni referente semantico. Moretti racconta la realtà e la lascia persino intravedere. Forse per la prima volta nella storia del cinema la sedimentazione stessa di vita e di morte si può scorgere in una “carezza”. La carezza che “mia madre” morente dispensa alla pila dei libri disposti lungo la sua libreria. Ai dorsi. A tutto quello che ha letto. A tutto quello che ha amato. Come si dice faccia la vita nei confronti del momento dell’addio.

 

Gianfranco Cordì


Articoli correlati

 
 
 
Commenti
Lascia un commentoNessun commento da leggere
 
Indietro      Home Page
STRUMENTI
Versione stampabile
Gli articoli più letti
Invia questo articolo
INTERVENTI dei LETTORI
Un'area interamente dedicata agli interventi dei lettori
SONDAGGIO
TURCHIA NELL'UNIONE EUROPEA?

 73.9%
NO
 26.1%

  vota
  presentazione
  altri sondaggi
RICERCA nel SITO



Agende e Calendari

Archeologia e Storia

Attualità e temi sociali

Bambini e adolescenti

Bioarchitettura

CD / Musica

Cospirazionismo e misteri

Cucina e alimentazione

Discipline orientali

Esoterismo

Fate, Gnomi, Elfi, Folletti

I nostri Amici Animali

Letture

Maestri spirituali

Massaggi e Trattamenti

Migliorare se stessi

Paranormale

Patologie & Malattie

PNL

Psicologia

Religione

Rimedi Naturali

Scienza

Sessualità

Spiritualità

UFO

Vacanze Alternative

TELLUSfolio - Supplemento telematico quotidiano di Tellus
Dir. responsabile Enea Sansi - Reg. Trib. Sondrio n. 208 del 21/12/1989 - ISSN 1124-1276 - R.O.C. N. 32755 LABOS Editrice
Sede legale: Via Fontana, 11 - 23017 MORBEGNO - Tel. +39 0342 610861 - C.F./P.IVA 01022920142 - REA SO-77208 privacy policy