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Giulia De Baudi. Il Vaticano ordinò ai Vescovi irlandesi di coprire i casi di pedofilia
22 Gennaio 2011
 

Roma, 21/01/2011 – A quanto pare per sapere la verità su cosa succede nel nostro paese ormai ci si deve affidare a pochissime pubblicazioni, a internet e/o alla stampa estera.

In un articolo apparso due giorni fa sul quotidiano spagnolo El Mundo, viene pubblicata la foto della lettera con la quale il Nunzio vaticano in Irlanda, l’arcivescovo Luciano Storero, nel 1997, ordinava ai vescovi irlandesi di non denunciare i casi di abusi sui minori commessi dai sacerdoti.

La missiva rende manifesto il rifiuto del Vaticano dell’iniziativa della Chiesa Cattolica irlandese, un anno prima della lettera, di cominciare una collaborazione con la polizia per identificare i sacerdoti pederasti, dopo che vennero a galla i primi casi di violenza sui minori. Il Nunzio Storero faceva presente ai porporati che la legge canonica esige che le accuse di abuso e l’eventuale castigo deve rimanere all’interno della gerarchia ecclesiastica, e che questa regola deve essere “meticolosamente eseguita”. Inoltre Storero avvertiva che se i vescovi non avessero seguito queste direttive si sarebbero posti al di fuori della legge cattolica.

«La lettera dimostra che le intenzioni del vaticano erano quelle di evitare che si informassero degli abusi le autorità giudiziarie. E se queste istruzioni si applicavano qui, significa che venivano imposte dappertutto». Ha dichiarato AP Colm O’Gorman responsabile dell’Amnistia Internazionale in Irlanda. Secondo una notizia informale del Vescovado della capitale irlandese, solo nella sola Dublino, più di cento sacerdoti cattolici sono accusati di aver abusato di 390 minori da 1940.

 

Questo è quanto riporta El Mundo.

Intanto nei dispacci di agenzia nazionali emergono notizie altrettanto inquietanti. Eric Dejaeger, un sacerdote che ora ha 63 anni, sfuggito per 15 anni al processo per accuse di crimini sessuali nei confronti di bambini Inuit, è stato finalmente arrestato. Dejaeger, 63 anni, è dovuto rientrare in Canada per aver violato le leggi sull'immigrazione in Belgio, dove viveva, dove è stato subito arrestato. Il prete è stato accompagnato a Iqaluit, nel territorio di Nunavut, dove deve affrontare sei capi d'accusa per abusi sessuali compiuti su bambini almeno 30 anni fa. Nel 1995, dopo trascorso un periodo in carcere per pedofilia, altre presunte vittime provenienti da Igloolik lo hanno denunciato. Ma Dejaeger non si è presentato in tribunale ed è scappato in Belgio, suo paese natio dove è rimasto per 15 anni.

Il governo Belga finora aveva in qualche modo protetto il criminale. Probabilmente adesso, dopo che i numerosissimi casi di pedofilia ecclesiastica hanno scosso l’opinione pubblica, in Belgio è cambiata l’aria, e gli inquirenti ‘si sono accorti’ che al sacerdote pedofilo era scaduto il passaporto dal ‘97 rendendo così possibile l’espulsione dal paese.

 

Queste notizie confermano ciò che Dazebao News ha sempre affermato: le gerarchie vaticane, nonostante le finte dichiarazioni di Ratzinger sullo scandalo pedofilia, non hanno alcuna intenzione di denunciare i responsabili degli abusi sessuali dei minori. La Chiesa cattolica è stata sempre una società chiusa in se stessa con le proprie malattie, le proprie omertà, i propri dogmi ormai incongrui in una società civile, ed è per questo che si trova tanto bene con gli italiani... la nostra, purtroppo, non è una società civile, né tanto meno laica. Ve ne eravate accorti?

Eppure al pastore tedesco non basta ancora questa genuflessione assordante degli italiani, visto che oggi, di fronte ai dirigenti della Questura di Roma, si è lamentato di come: «la religione tende ad essere progressivamente emarginata e considerata senza rilevanza e, in un certo senso, estranea al mondo civile, quasi si dovesse limitare la sua influenza sulla vita dell'uomo».

Non c’è nulla da fare, Ratzinger non vuole rendersi conto che esistono molti esseri umani che della sua religione “non gliene può fregar di meno” - come dicono a Tor Bella Monaca – ma non solo. Qualche milione di persone che si sono salvate dal flagello dell’alienazione religiosa ritengono che la storia del cristianesimo sia una storia criminale e queste notizie sui preti criminali pedofili nascosti dalla chiesa, e sulla malefatte della banca vaticana, lo Ior, pubblicate questa settimana su Left, e tenute ‘in conserva’ dagli altri media italiani, non fanno altro che certificare questa tendenza storica delle istituzioni ecclesiastiche a parlare bene e razzolare male.

 

Giulia De Baudi

(da Dazebao News, 21 gennaio 2011)


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