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Ordine del giorno del presidente Provera sul Papa 
Sarà posto in votazione nel Consiglio provinciale del 2 ottobre
22 Settembre 2006
 

È opportuno che le istituzioni, soprattutto quelle più vicine al territorio, manifestino il proprio appoggio al pontefice in modo concreto», così il presidente Fiorello Provera spiega la decisione di elaborare un ordine del giorno di solidarietà a papa Benedetto XVI, che verrà votato dal Consiglio provinciale nella prossima seduta del 2 ottobre.

«La condivisione del Consiglio» prosegue il presidente «significherà la volontà comune dei cittadini della provincia di confortare il Papa con il nostro appoggio».

L’iniziativa prende le mosse dalla scia polemica che ha seguito l’intervento del Pontefice all’Università di Ratisbona, in Germania, sul quale il presidente Provera commenta: «Ci si può dispiacere di essere stati malinterpretati, ma il Papa non ha nessun dovere di porgere scuse, soprattutto per opinioni che hanno il sostegno della storia. Esitare nello schierarsi a favore del Papa e del diritto alla libertà di pensiero, mostrarsi deboli o eccessivamente acquiescenti, capire troppo le ragioni dell’altro autorizzerà sempre di più l’arroganza e l’aggressività da parte di chi intende il dialogo soltanto come una condivisione delle proprie opinioni e posizioni».

Da laico il presidente Provera rivendica il diritto alla libertà di parola, soprattutto nel caso delle affermazioni di papa Benedetto XVI sulla Jihad, un’assoluta verità storica. «È paradossale» sottolinea «che a schierarsi con vigore dalla parte del sommo pontefice sia stato Magdi Allam, musulmano colto, moderato e laico, che onora il paese di cui è diventato cittadino. Stupisce invece l’assenza di reazioni da parte dei cosiddetti paesi musulmani moderati che neppure in passato hanno mai avuto il coraggio di condannare risolutamente atti terroristici e di difendere le libertà democratiche e i diritti dell’uomo. D’altra parte», conclude il presidente Provera, «c’è il silenzio assordante di gran parte del mondo politico e intellettuale occidentale che cede all’arroganza altrui e rinuncia alla propria dignità e ai principi fondanti della propria civiltà».

L’ordine del giorno evidenzia il diritto alla libertà di parola, lo contrappone alla manifesta violazione dei principi di dialogo pacifico, attuati con atti di straordinaria violenza quali la distruzione di chiese e l’uccisione di religiosi, per terminare con la condanna per la mancanza di una forte e immediata reazione da parte del mondo occidentale. Il documento impegna l’Amministrazione provinciale a manifestare una convinta e piena solidarietà al Santo Padre, attraverso iniziative o strumenti che si renderanno opportuni, e ad esprimere una ferma condanna di atteggiamenti e metodi antidemocratici che rappresentano la negazione del dialogo e del confronto tra popoli, civiltà e religioni.

 

 

ORDINE DEL GIORNO


Premesso che:


  • sono state rivolte al Santo Padre ingiurie e minacce intollerabili a seguito del Suo recente intervento all’Università di Ratisbona, in Germania.

  • La condanna, da parte del Papa, della Jihad o guerra santa che nel mondo islamico è considerato uno strumento di espansionismo religioso, rappresenta una posizione pienamente legittima dal punto di vista intellettuale e storico.

  • A fondamento di ogni democrazia è il diritto inalienabile di ciascuno ad esprimere liberamente le proprie idee, e noi sosteniamo totalmente tale diritto, senza deroghe o facili convenienze.

  • Il dialogo, così come invocato da più parti, è certamente auspicabile, ma implica il confronto di posizioni ed idee diverse che possono essere condivise o respinte, nel rispetto della dignità ed in piena tolleranza.

  • Le manifestazioni violente di piazza, la distruzione di chiese, l’uccisione di religiosi, le posizioni offensive o minacciose di uomini di governo e di religione musulmana in reazione alle affermazioni del Santo Padre, rappresentano una flagrante violazione dei principi di dialogo e pacifico confronto così spesso invocati.

  • Tali manifestazioni hanno un evidente significato intimidatorio e si sono ripetute in maniera preoccupante negli ultimi tempi.

  • Il mondo politico, gli uomini di Stato e i mezzi di informazione occidentali, con poche eccezioni, non hanno reagito con la necessaria fermezza, e comunque con colpevole ritardo, a difesa della dignità di papa Benedetto XVI e del suo inalienabile diritto ad esprimersi in piena libertà.

  • Questo atteggiamento debole ed acquiescente all’arroganza altrui, lungi dall’aiutare il dialogo, lo compromette lasciando intendere una disponibilità a rinunciare alla difesa di diritti intoccabili della nostra democrazia e frutto della nostra civiltà.


Impegna


l’Amministrazione Provinciale a manifestare una convinta e piena solidarietà al Santo Padre e ad esprimere una ferma condanna di atteggiamenti e metodi antidemocratici che rappresentano la negazione del dialogo e del confronto tra popoli, civiltà e religioni.

 

Il Presidente

Sen. Fiorello Provera


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