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Paola Mara De Maestri. Forum/ Poesia come utensile dell'educazione 
Intervista a Cristina Balzaretti, autrice di “Laboratorio poesia 2”
Centro Studi Erikson, pagg. 284, Euro 19,50
Centro Studi Erikson, pagg. 284, Euro 19,50  
29 Novembre 2008
 

Ho già raccontato, in occasione della prima intervista (‘l Gazetin, giugno 2002) come sono entrata in contatto con Cristina Balzaretti, insegnante, formatrice, consulente psicopedagogico presso diverse scuole della provincia di Milano e autrice di numerosi articoli riguardanti il tema dell'integrazione, della pedagogia delle emozioni e della scrittura creativa. Ho poi avuto modo di conoscere meglio Cristina e il suo modo di lavorare durante i due corsi di aggiornamento che ha tenuto a Sondrio qualche anno fa, il primo sulla scrittura poetica, aperto a tutti gli insegnanti della scuola primaria della nostra provincia e il secondo sull’intreccio tra arte e poesia, rivolto ad un gruppo più stretto di docenti. La sua competenza ha colpito tutti i corsisti, che dopo un’attenta lettura del primo Laboratorio poesia hanno atteso con ansia l’uscita del nuovo volume. Entrambe le pubblicazioni sono a mio parere molto interessanti e utili per tutti coloro che nella scuola vogliono impostare in modo serio e costruttivo un discorso sulla poesia.

Laboratorio poesia 2, attraverso più di 50 stimolanti proposte di percorsi poetici e suggestivi intrecci con altre forme artistiche e linguaggi extraverbali, presenta un itinerario di giochi e attività che permettono di appropriarsi dei rudimenti dello scrivere in modo creativo, consentendo ai bambini e ai ragazzi di cogliere le innumerevoli sfumature del linguaggio, sperimentando nella loro pienezza ed energia tutte le straordinarie potenzialità della lingua italiana. Ricco e articolato fornisce una vera e propria antologia di possibili percorsi poetici da proporre ad alunni della scuola primaria e secondaria di primo grado: un aiuto efficace per compiere i primi passi nell’affascinante mondo della poesia e per stimolare l’immaginazione e la creatività. Per saperne ancora di più ho posto alcune domande alla nostra scrittrice.

 

Sono trascorsi alcuni anni dalla pubblicazione di Laboratorio poesia volume uno. Questo secondo volume è una continuazione degli argomenti sviluppati in precedenza?

«Il volume in qualche modo è la continuazione del discorso intrapreso nel primo libro, ma vi sono anche nuove questioni ed argomenti affrontati nell’arco di dieci anni di laboratori poetici».

A chi è rivolto?

«Il libro è rivolto ad insegnanti, educatori, animatori, pedagogisti e psicologi e a tutti coloro che vogliono avvicinarsi al linguaggio poetico».

Quali sono le difficoltà, se ne ha incontrate, nel raccogliere più di 50 percorsi didattici?

«Non vi sono state difficoltà, piuttosto un continuo e costante lavoro di studio, ricerca e formazione unito alla proposta di laboratori poetici. Come ho detto, il libro raccoglie 10 anni di lavoro didattico con i bambini e i ragazzi».

Nella scuola spesso ci si lamenta per il poco tempo che si ha a disposizione per portare avanti la didattica delle discipline. Il problema è che le ore scolastiche sono aumentate, in particolare nelle scuole a tempo lungo, ma si sono moltiplicate le attività da svolgere. Bisognerebbe scegliere quali sono le cose che si ritengono più importanti. Quanto spazio dovrebbe avere la poesia nella scuola a suo avviso?

«A mio avviso la poesia deve avere un ruolo preponderante perché con essa e tramite di essa si possono affrontare temi come l’educazione all’affettività e alle emozioni, imparare a scrivere in modo autonomo, pertinente, approfondito e libero, imparare a esprimere le proprie opinioni ed interessi… insomma imparare ad essere se stessi attraverso la parola scritta e detta».

La poesia è molto amata dai bambini. A volte però, a mio parere, si privilegia soprattutto nell’insegnamento ai bambini della scuola primaria l’aspetto della produzione. Altre volte si insiste troppo nell’analisi dettagliata dei testi. Non è forse il caso invece di promuovere maggiormente la lettura di poesie d’autore e di lasciare libera interpretazione ai componimenti?

«A mio avviso queste proposte devono essere ben miscelate tra loro, senza privilegiarne una a scapito dell’altra. Importante è promuovere la lettura di testi tratti dalla letteratura poetica internazionale classica e contemporanea. Infine e non per questo meno importante, è essenziale intrecciare il linguaggio poetico a musica, dipinti, foto, danza, libera espressione… cioè con gli altri linguaggi simbolici, di cui la poesia rappresenta l’unicum».

Proporre un laboratorio di poesia richiede una certa preparazione e un impegno anche emotivo da parte dell’insegnante. Attraverso la poesia si possono “tirar fuori” dei vissuti molto intensi. Ha dei suggerimenti su come gestire questo tipo di rapporto tra bambino e insegnante?

«Porre attenzione all’ascolto in modo umile, sincero e incondizionato; non interpretare, né tanto meno giudicare ciò che i bambini e i ragazzi esprimono; dare la possibilità, ma non deve essere un obbligo, di leggere ciò che scrivono agli altri compagni per permettere la circolarità dei vissuti».

Ho letto nel suo libro, nella parte che riguarda “I Concorsi di poesia”, che questo tipo di attività sono importanti per i bambini. Non crede che alcune volte la partecipazione a Premi venga interpretata come un “produrre per vincere”?

«Bisogna partecipare come esperienza autentica di lavoro di gruppo ma, soprattutto, come confronto con altri bambini e ragazzi che stanno compiendo percorsi poetici; a tale proposito è fondamentale come l’insegnante si pone nell’illustrare ai bambini un’esperienza di questo tipo».

È disponibile a presentare la sua pubblicazione nelle scuole?

«Potrei esserlo».

 

Paola Mara De Maestri paolamara@fastwebnet.it

(dalla Bottega letteraria” n. 31'l Gazetin, giugno 2007)

abbonamento cumulativo 'l Gazetin+TELLUS 19,50 > labos@retesi.it


Foto allegate

Il più recente lavoro di Cristina Balzaretti (Centro Studi Erikson, 2008, pagg. 310, Euro 19,50)
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