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Essere candidi e astuti è necessario. Per mantenere aperti gli spazi. Con predica e predicozzo iniziali
02 Settembre 2008
 

Sono rientrata la sera del 31 di agosto da Cles, mi scuso per una certa interruzione di contatti, ma ho avuto due piccoli inconvenienti, l'uno -più grave- pasticci col computer e mi sono accorta quanto sono dipendente, il secondo per una caduta su un sentiero di montagna (niente di pericoloso, solo una scivolata su una pietra bagnata, con conseguente strappo muscolare al polpaccio sinistro) un male boia, come è tipico di questi fatti. Le mie vecchie ossa e muscoli ci mettono un po' a guarire e io sono impaziente e non rispetto gli ordini medici e non sto a riposo, sicché certamente prolungo il tempo della piena guarigione, insomma sciocchezze.

 

Spero che tutti e tutte abbiate avuto buone vacanze e vi siate divertit*: adesso bisogna riprendere con grande tenacia chiarezza e saggezza. In agosto mi è stato chiesto da Mosaico di pace di scrivere qualcosa su don Tonino Bello, che è stato vescovo di Molfetta, persona di pace e di gioia, e ho provato a prendere qualche spunto dalla spiritualità cristiana in senso laico (del resto don Tonino era assolutamente laico) e ho detto che bisogna far diventare la pace una virtù, cioè in senso stretto una abitudine etica, e che per esercitarla bisogna essere candidi come colombe, ma anche astuti come serpenti, secondo una famosa frase evangelica.

Scusate questa che sembra un inclinazione alla predica. Credo che i testi antichi rimasti vivi abbiano un buon carico di saggezza e di esperienza e si possano rileggere trovandovi sempre qualcosa di interessante. Era un quesito che angustiava alquanto Marx. Esiste uno scambio di lettere tra lui ed Engels a proposito di una interpretazione rigorosamente materialistica e storicistica dell'arte, secondo la quale l'arte è espressione, poi si dirà “rispecchiamento” delle condizioni sociali date, e Marx si chiede: “Va bene, ma dato che le condizioni sociali ed economiche dei tempi di Omero sono del tutto finite, com'è che l'Iliade è l'Odissea mi affascinano ancora?” e la domanda resta lì. Ma va nel profondo e coinvolgerà i temi della soggettività e più avanti quelli dei limiti del conoscere con Goedel ecc. Tutto contro un materialismo ciecamente deterministico e/o una spiritualità vaga e suggestiva.

Così ho cucito una predica cristiana con un predicozzo marxista e sono a posto.

 

Essere candidi e astuti è necessario: il governo è sempre più eversivo ed egemone: chiunque segue ed esalta inclinazioni meschine che nel corso del tempo si accumulano personalmente e socialmente ha vita facile, chi lavora per altre mete che richiedono anche un profondo mutamento di sé e delle cose, ha vita meno facile e quando non è egemone quasi impossibile. Dobbiamo sentire i discorsi sul voto in condotta, contro tutta la pedagogia dell'ultimo secolo buono e pensare che tanti poliziotti e vigili e bidelli e insegnanti con la bacchetta rendano i ragazzi e le ragazze buoni docili e onesti? Seminano ipocrisia e vizi privati e pubbliche virtù. È già tutto avvenuto e il governo indica la via corriva alle inclinazioni superficiali e indotte. Ma basta che ricominci il campionato e i tifosi si scatenano e provocano insicurezza tra le persone, violazione di diritti e distruzione di suppellettili di uso pubblico. Che persone salite in treno per raggiungere mete progettate e con biglietto regolare siano cacciate a terra da baldi giovanotti e giovanotte scioperate e senza discrezione nè discernimento, dice molto sul tasso di violenza incorporata (dai disegni non realizzati ,da una vita sciocca e senza orizzonti la via alla rabbia indiscriminata è facile e breve) ma anche sulla esemplarità negativa di una compagine governativa di scarsissimo livello culturale ed etico, presa in mezzo da vicende più grandi di loro, senza nemmeno la coscienza dei loro limiti.

 

E mentre ci tocca occuparci di tifosi e delle ministre che avendo un nome in -a vogliono essere chiamate ministro e rimettono il maestro unico (che nel 95% dei casi sarà una maestra) per tenere buoni i ragazzi che saranno sempre più bambine e ragazze, tutta questa miseria comincia a stufare: comincia a stufare e intanto la Georgia e le presidenziali americane incombono e non si vede una qualsiasi direzione politica o analisi o giudizio, per la verità anche nell'opposizione e nella sinistra.

 

Un segno che a me pare molto significativamente negativo è il recente attacco mosso da Repubblica a Ramon Mantovani per l'atteggiamento che ha verso le Farc. Si può essere o no d'accordo con Ramon (lo sono parzialmente) ma un attacco cosiffatto è nelle peggiori tradizioni della denigrazione personale, famosa al tempo della Dc, o nelle peggiori prove calunniose di stampo stalinista. Che il Pd abbia messo insieme il peggio delle due tradizioni cui si ispira sembra sempre più evidente: ma che gli tenga dietro la stampa “libera”! Sulla questione nel merito ripeto ciò che già ho detto su Talebani, Hamas, Hezbollah ecc. compresi Baschi e Irlandesi e inoltre tutte le resistenze del secolo passato: i popoli invasi o sottoposti a governi dittatoriali hanno il diritto di ribellarsi anche con le armi, ciascuno poi giudichi come questo diritto viene esercitato e se nella data formazione prevalgano caratteri recessivi di tipo militarista oppure caratteri progressivi di tipo politico. A me pare che tutte queste variegate commistioni tra militare e politico appartengano tuttavia al passato e che oggi bisogni assolutamente volere la trattativa politica e rifiutare i mezzi militari per affrontare le controversie internazionali, come a noi comanda anche la Costituzione. Mi pareva che questo atteggiamento fosse ormai accolto nell'opinione democratica. Che Repubblica si presti a dare addosso a Rifondazione in modo tanto rozzo e arretrato, mi fa pensare che che persino la nostra Resistenza sia temuta e respinta e che all'occorrenza misure formali contro la libertà di dibattito e di opinione politica troverebbero appoggi insospettabili fino ad oggi. La riduzione del tasso e degli spazi della democrazia è crescente e pericolosa.

Credo che dobbiamo cercare in ogni modo di predisporre azioni assolutamente legali, che usino tutte le fome del dibattito comunicazione azione di piazza, di strada, di cortile, di scuola, di ospedale, di casa, insomma mantenere aperti gli spazi ed evitare le repliche imitative e i gesti di ghetto. Sono costernata per il crescere di azioni squadristiche che hanno provocato scontri e spedizioni punitive e pestaggi e accoltellamenti anche nella ricorrenza dell'uccisione di Biagetti e vedo con simpatia le molte iniziative volte a fare memoria di persone uccise da mafia o squadrismo, intitolando loro strade o piazze o istituzioni in Calabria e in altre regioni.

Come vedo con grande speranza l'interesse di persone giovani verso l'ANPI. Una memoria critica matura della Resistenza è un argine saldo contro la sua cancellazione di fatto e della Costituzione: evento di cui giustamente si preoccupa Peyretti e che sta anche nel nostro seminario di ottobre.

 

Lidia Menapace


 
 
 
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