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Enrico Bernardini. Alcune riflessioni sull’Azerbaijan 
A seguito del Convegno International Panel Discussion Mediterranean, Black and Caspian Seas: 25 years of Italian-Azerbaijan relationship presso l’Università degli Studi di Genova
(ph. Telegraph.co.uk)
(ph. Telegraph.co.uk) 
24 Maggio 2017
 

Venerdì 12 maggio si è tenuto, presso il Dipartimento di Scienze della Formazione (DiSFor) dell'Università degli Studi di Genova, un Congresso dal titolo “International Panel Discussion Mediterranean, Black and Caspian Seas: 25 years of Italian-Azerbaijan relationship”, organizzato dallo staff del Disfor al fine di celebrare i 25 anni di relazioni diplomatiche tra Italia e Azerbaijan e sancire l’amicizia tra importanti membri delle principali istituzioni culturali azere e il Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Genova. L’evento ha consentito ai partecipanti, studiosi e studenti dei vari corsi promossi dall’Ateneo genovese, di approfondire la conoscenza dell'Azerbaijan, un Paese di cui ancora non si conosce moltissimo in Italia.

L’incontro si è aperto con i saluti di Andrea Trucco, prorettore dell’Università di Genova per le relazioni internazionali, Realino Marra, Preside della Scuola di Scienze Sociali dell’Università di Genova e Guido Franco Amoretti, Direttore del Disfor, Dipartimento di Scienze della Formazione.

Dopo i saluti delle autorità i lavori si sono sviluppati in tre tavole rotonde riguardanti il passato, quale fonte di conoscenza; il futuro, per consentire di spostare lo sguardo lontano, e l'intercultura, caratteristica peculiare del Paese caucasico. La prima Tavola rotonda, è stata aperta dall’intervento della geografa Nicoletta Varani che ha presentato un framework molto dettagliato dell’Azerbaijan, declinando il Paese nei suoi molteplici aspetti da un punto vista geografico, socio-economico e geopolitico. In seguito il geografo e storico Francesco Surdich ha immerso gli ascoltatori dell’Azerbaijan del XIX secolo, attraverso i racconti di un nobile milanese, Felice De Vecchi, che incontrò il Paese in uno dei suoi viaggi nel corso dell’800. Pregevole è stato anche l’intervento di Ilham Memmedzade, Direttore dell’Istituto di Filosofia, presso l’Accademia Nazionale delle Scienze dell’Azerbaijan, che ha spostato l’attenzione sui grandi pensatori italiani che hanno influenzato la visione del Diritto e dello Stato dall’età moderna, come nel caso di Niccolò Machiavelli, fino a grandi filosofi e giuristi contemporanei italiani come Norberto Bobbio e Gaetano Mosca. La seconda sessione, ha avuto come protagonisti Isakhan Valiyev e Zohra Aliyeva. Isakhan Valiyev, Direttore della Knowledge Foundation sotto il Presidente della Repubblica dell’Azerbaijan ha presentato un contributo avente come oggetto le necessarie riforme democratiche che una nazione deve mettere in atto per instaurare partnership internazionali mentre Zohra Aliyeva, Direttrice del Dipartimento per le Relazioni Internazionali dell’Istituto di Filosofia presso l’Accademia Nazionale delle Scienze dell’Azerbaijan, ha trattato del dialogo tra religioni diverse come fondamento della cultura azera, mostrando anche un interessante e suggestivo documentario che ha messo in evidenza come in Azerbaijan coesistano pacificamente le tre religioni monoteistiche, Cristianesimo, Islam e Ebraismo. Inoltre, merito della relatrice, è stato effettuare l’intero intervento in lingua italiana, ad ulteriore dimostrazione dei buoni rapporti tra gli ospiti e il Dipartimento di Scienze della Formazione genovese.

La terza ed ultima tavola rotonda, ha visto gli interventi di Elsevar Samadov e Camila Hashimova. Elsevar Samadov, ricercatore all’Istituto di Filosofia, presso l’Accademia Nazionale delle Scienze dell’Azerbaijan, ha trattato l’identità nazionale e le problematiche relative alla diversità culturale in Italia e Azerbaijan mentre Camila Hashimova, Lettrice all’Accademia Nazione dell’Arte dell’Azerbaijan, infine, si è soffermata sulle relazioni culturali tra Italia ed Azerbaijan nel mondo contemporaneo. Al termine del Convegno è seguito un dibattito stimolante sui temi proposti nella manifestazione culturale. Durante l’evento, oltre alle presentazioni dei partecipanti, sono state proiettate diverse serie di slide con fotografie scattate dalla prof.ssa Nicoletta Varani, che hanno contribuito a regalare ai partecipanti un’immagine molto suggestiva dell’Azerbaijan ed in particolare della sua capitale, Baku, declinandone gli odori, i sapori, l’ambiente, i quartieri e le suggestioni, create anche dai grandi palazzi costruiti secondo i criteri dell’architettura contemporanea postmoderna come, ad esempio, le Flame Towers, divenute nel tempo uno dei simboli della città.

In occasione dell’evento è stata organizzata anche una sessione poster nella quale sono stati trattati temi concernenti il turismo, la letteratura, il sistema educativo, l'architettura, i social media e la comunicazione, inerenti al Paese caucasico.

Incontri come questo servono, oltre a rafforzare i rapporti diplomatici tra Italia e Azerbaijan, nel caso specifico tra il Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università di Genova e le principali istituzioni culturali azere ma soprattutto a promuovere buone pratiche di rispetto, tolleranza ed amicizia, nel segno del dialogo e dell’intercultura, a cui devono essere educate le nuove generazioni.

 

Azerbaijan: non solo gas e petrolio

A margine della cronaca dell’Evento alcune riflessioni su questo Paese poco conosciuto e venuto alla “ribalta” da non molti anni solo per le sue ingenti ricchezze di idrocarburi tanto da essere definito dal quotidiano online The Telegraph, la “Dubai del Caucaso”.

L’Azerbaijan, dopo l’indipendenza ottenuta dall’Unione Sovietica nel 1991, è il più orientale e il più esteso Paese della regione del Caucaso meridionale, con una superficie di circa 86.000 km² e 800 km di coste sul Mar Caspio, dove sono presenti anche alcune isole, delle quali la più estesa è Pirallahi (14,4 Km²). Inoltre si distingue per essere la nazione più popolosa della Regione, con 9.872.700 di abitanti, secondo le stime del 2016.

Dal punto di vista linguistico, l’idioma nazionale è l’azero (92,5%), seguito da una minoranza russa (1,4%) e armena (1,4%), soprattutto nella regione del Nagorno Karabakh. Il russo, malgrado il Paese non faccia più parte dell’URSS da moltissimi anni, è ancora considerata la lingua veicolare ed è compresa da una vasta fascia della popolazione invece, presso le giovani generazioni, si sta diffondendo lo studio della lingua inglese, la lingua oramai diffusa universalmente. Le varietà morfologiche del Paese conferiscono particolari peculiarità climatiche, naturalistiche e paesaggistiche, con la presenza di ben nove aree climatiche, sette sulla costa e due nell’interno, prevalentemente montuoso.

A rendere il Paese sostanzialmente omogeneo sono anche i dati relativi alla composizione etnica: Azerbaijani 91.6%, Lezghin 2%, Russi 1.3%, Armeni 1.3%, Talysh 1.3%, altri 2.4% che trovano conferma nella suddivisione religiosa dell’Azerbaijan infatti gli azeri, i Lezghin del nord e i Talysh del sud fanno si che la maggioranza della popolazione sia musulmana (il 96,9% in prevalenza sciiti), seguita dalle minoranze ortodosse russe e armene. Altre religioni minoritarie sono il Cattolicesimo, il Protestantesimo e lo Zoroastrismo, ancora presente nelle zone di confine con l’Iran.

Inoltre sono moltissimi gli azeri nel mondo, tanto che si può parlare di una vera e propria diaspora azera. Oltre alla più grande comunità stanziata nel nord dell’Iran, stimata tra i quindici e i venti milioni di individui, sono presenti gruppi significativi in Russia (oltre due milioni), Turchia (circa un milione), Nord America (400.000) ed Europa (300.000).

Dal punto vista amministrativo il Paese è suddiviso in otto regioni (di cui una autonoma chiamata Naxcivan), ma il problema principale riguardante la politica interna ed estera è rappresentato dalla storica contesa con l’Armenia per il controllo del Nagorno Karabakh, territorio di etnia armena, cristiana a differenza della maggioranza della popolazione, situato all’interno dei confini azeri. Le differenze culturali ed etniche, l’occupazione da parte degli Armeni del territorio a partire dagli anni 20 del XX secolo fino alla proclamazione dell’indipendenza dal governo di Baku, nonché l’importanza strategica dell’area per il passaggio degli oleodotti e gasdotti che dal Mar Caspio giungono in Europa, sono le chiavi di lettura di un conflitto che oramai si protrae dal 1991.

L’economia si basa sullo sfruttamento di petrolio e gas naturale, che svolgono un ruolo determinante nelle esportazioni; interessante sottolineare il fatto che l’Italia è il maggiore partner commerciale dell’Azerbaijan. Inoltre viene praticata l’agricoltura biologica sia sui rilievi settentrionali, sia sul litorale caspico. Ma una risorsa in ascesa nel Paese caucasico è senza ombra di dubbio il Turismo: infatti, oltre ai numerosi visitatori che giungono nella capitale in occasione del Gran Premio di Formula 1, vi sono diversi siti, che per la loro bellezza, attualmente sono stati riconosciuti come Patrimonio dell’Umanità Unesco. In particolare si ricorda la parte antica di Baku con il Palazzo Shirvanshah e la Torre delle Vergini (inserita nel 2000) e la Riserva statale storico-naturalista di Qobustan (inserita nel 2007), situata nell'omonima località a circa 60 km da Baku, famosa per i vulcani di fango e le preziosissime tracce di arte rupestre, risalenti a 20.000 anni fa, che permettono di studiare la vita degli antichi popoli del Caucaso.

Infine, sia grazie ai temi sviluppati nel Congresso svolto a Genova il 12 maggio scorso che dalla breve descrizione dell’Azerbaijan presentata, emerge un Paese moderno, nuovo ed all’avanguardia, ricco di risorse naturali, di storia e di progresso che sicuramente merita di essere considerato come meta turistica dai viaggiatori di tutto il mondo, sia per la sua capitale Baku, sia per le ricchezze paesaggistiche, storiche e naturalistiche dell’interno.

 

Enrico Bernardini

 

 

Bibliografia

FIGUS A. (2014), Politica Estera dell’Iran tra Occidente e crisi nucleare, Eurilink, Roma.

FRAPPI C. (2012), Azerbaigian crocevia del Caucaso, Teti Editore, Roma.

NATALIZIA G., POMMIER VINCELLI D. (2012) (a cura di), Azerbaigian. Una lunga storia, Passigli Editore, Bagno a Ripoli (FI).

PASHAYEV H. (2015), Memorie di un ambasciatore, Teti Editore, Roma.

VERDA M., FRAPPI C. (2013), Azerbaigian, energia per l'Europa. Storia, Economia e Geopolitica degli idrocarburi del Caspio, Egea Editore, Milano.

 

Sitografia

The Telegraph

CTAE Centre for the Third Age Education

Laboratorio TeTus Lab,Territorio, Turismo e Sostenibilità - DISFOR, Università degli Studi di Genova

 

 

 

1 Per un approfondimento si segnala il volume: Alessandro Figus, Politica Estera dell’Iran tra Occidente e crisi nucleare, Eurilink, Roma, 2014.

2 Tutte le informazioni del paragrafo sono state tratte dall’intervento di Nicoletta Varani, “Azerbaijan’s framework” in occasione del Congresso “International Panel Discussion Mediterranean, Black and Caspian Seas: 25 years of Italian-Azerbaijan relationship”, Genova, 12 maggio 2017.


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