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Poesia d'autore/ Artur Lundkvist. Il poeta nel vento
Artur Lundkvist (Svezia, 1906 - 1991)
Artur Lundkvist (Svezia, 1906 - 1991) 
27 Marzo 2017
 

Il poeta nel vento, nel vento

che abbatte le sorbe dall’albero,

nel vento che nessuno può arrestare o deviare,

nel vento

che culla la città con tutte le sue luci.

Il poeta nel vento: pur egli è vento,

vento le sue parole, vento la sua volontà, vento la sua potenza.

Ed egli dice all’uomo:

altro non sei che vento sulla terra.

Oh! Allora il vento agitò le foglie in chiare onde

e colmò una giara di azzurro stormire,

sbatté una porta sul muso di un cane,

sollevò in alto una fanciulla sull’altalena.

Ed ora: quest’odore di combustione

d’avvenire e d’angoscia,

quest’odore di pietre roventi.

E il pescecane giace ansante sullo scoglio,

l’otaria mugghia invischiata alla roccia,

e il mare scuote, scuote le sue catene.

Prigionia! Prigionia dovunque!

Anche il mare è prigioniero. Anche il vento.

La libertà: nostro sogno e tormento.

Libertà d’essere me e te ciascuno per sé.

Libertà di entrare e sortire

dal genere umano.

L’impossibile libertà.

Invece i popoli, le masse

che tuonano e abbattono come mare.

Invece

Il comune assalto alle rocce.

Invece canali e praterie senza barriere,

la vita tra gli orizzonti in flutti erranti.

I popoli, le masse

e la libertà d’essere goccia nel mare.

Ma il dolore nel murmure del mare?

La melanconia nel vento?

Ove mi porta la tua diafana e forte mano?

A quali distese di erbe o di acqua?

A qual nido ondeggiante?

A quale città crollante?

Vento, ove soffi tu le mie parole?

Nel vuoto, come vortici nello spazio,

tra stelle carbonizzate,

nella notte senza occhio?

O soltanto a cadere fruscianti sulla rena

tra rovi della riva e scorpioni?

Vento senza ginocchia,

vento dal viso lucido come carta da gioco,

vento che fonde le pietre come sale

e mai risponde,

giammai risponde.


 
 
 
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