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Un Ponte per... Marina israeliana attacca la flottiglia della pace  
Israele e la politica della prepotenza (gigifioravanti) - Sanzioni contro Israele chiede Rifondazione comunista di Sondrio – Matteo Mecacci: “Si svolga subito un'inchiesta internazionale indipendente”
31 Maggio 2010
 

Questa mattina, alle ore 4:30, col favore del buio della notte, la Marina israeliana ha attaccato la “Freedom Flotilla” in acque internazionali con navi ed elicotteri, causando decine di morti e feriti tra gli attivisti per i diritti umani a bordo della nave turca Mavi Marmara. Una strage inutile che osserviamo con dolore.

 

Un Ponte per... e la redazione di Osservatorioiraq.it sono in contatto con attivisti della Flotilla per documentare l'accaduto e per organizzare azioni di mobilitazione e di sostegno in Italia.

 

Un Ponte per... chiede al Governo Italiano, a tutte le istituzioni nazionali, europee e internazionali:

- che lo Stato di Israele venga ricondotto al rispetto del diritto internazionale e delle convenzioni che regolano i rapporti fra Stati;

- che venga fermamente condannata l'operazione israeliana in quanto illegale;

- che tutti gli attivisti e le attiviste, insieme alle navi e al materiale sequestrato, vengano rilasciati immediatamente.

 

Le sei navi della “Freedom Flottilla”, con a bordo centinaia di attivisti internazionali, navigavano pacificamente verso Gaza per portare materiale indispensabile alla sopravvivenza della popolazione palestinese della Striscia, come attestato dagli ispettori internazionali prima della partenza della flotta.

Ribadiamo che le barche che componevano la Flottiglia erano in tutto e per tutto PACIFICHE, LEGALI E UMANITARIE ed erano dirette a sostenere la popolazione di Gaza, stremata da un assedio che dura ormai da più di tre anni.

 

Un Ponte per...

 

 

Israele e la politica della prepotenza


Il governo israeliano aveva annunciato di essere pronto ad intraprendere azioni militari per bloccare con ogni mezzo le navi appena si fossero avvicinate a Gaza, senza rispettare la libera navigazione né in acque internazionali né in quelle territoriali di Gaza. L'ha detto lo ha fatto, uccidendo 19 e ferendone molte altre.

Con quale diritto il governo israeliano attua l’embargo a Gaza, chiudendo in un’unica prigione da tre anni a questa parte una popolazione di un milione e mezzo di persone? Con quale diritto impedisce a queste navi di arrivare a Gaza? Perché a Gaza governa Hamas, e quelli di Hamas sono terroristi, si dice. Ci vuole una bella faccia, dopo le stragi di Piombo Fuso, i crimini di guerra commessi dall’esercito israeliano a Gaza, denunciati dal rapporto Goldstone, parlare di terrorismo degli altri, tacendo e giustificando il proprio, molto più sanguinoso e devastante (100 palestinesi uccisi per 1 israeliano). E sono terroristi anche i bambini e le donne di Gaza, che sono la maggioranza della popolazione?

Israele si può permettere ogni violazione del diritto internazionale, anche la pirateria, anche la licenza di uccidere, perché c’è chi tace e acconsente: gli Usa, l’Europa e gli stati arabi. Chi permette soprusi e ingiustizie, e li tace, e li giustifica, è ancora più responsabile e colpevole di chi le ingiustizie e le violenze commette.

Io penso che i governanti israeliani abbiano perso la testa, meglio si siano montati la testa, di essere invincibili, di poter risolvere tutto con le armi e la forza, di godere di impunità concessagli dai potenti... «Tutto è cambiato nel 1967 con la guerra di Sei giorni. Questa guerra, vinta da Israele praticamente in una mattinata, ha dato ai governi dell'epoca quello che io chiamo un hubris (la superbia e la prepotenza), un sentimento di superiorità straordinaria, che li ha portati a non tener più conto del diritto internazionale». Così dichiarava giorni fa Stephane Hessel, ex deportato ebreo, ambasciatore, diplomatico, un dei redattori della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo. Dio salvi Israele da questa pazzia!

 

Gigi Fioravanti

 

 

L'Attacco israeliano contro navi pacifiste è un atto criminale. Basta ipocrisie. Sanzioni contro Israele.

 

L'aggressione israeliana contro la nave di pacifisti diretta a Gaza rappresenta un atto criminale. Un atto di terrorismo di stato, che non può rimanere senza conseguenze. Chiediamo l'immediata sospensione di ogni trattato di cooperazione economica, commerciale e militare, del nostro paese come dell'Unione Europea, nei confronti di Israele. Si prendano decisioni nette in sede internazionale di condanna e di sanzioni nei confronti di Israele. Si esiga l'immediata revoca del blocco della striscia di Gaza.

Basta con la intollerabile politica dei due pesi e delle due misure che ha garantito ad oggi al governo israeliano la totale immunità nonostante una politica di guerra e oltranzista che ha reso vano ogni tentativo di accordo negoziale per la soluzione del conflitto israelo-palestinese.

Rifondazione Comunista si impegna nelle prossime ore a mobilitarsi in questo senso e nell'esprimere il proprio cordoglio per le vittime del brutale massacro, ribadisce il proprio pieno sostegno e appoggio alle azioni del movimento pacifista e di solidarietà internazionale, come il free gaza movement, che attraverso l'invio di navi aveva l'obiettivo di denunciare al mondo l'immorale e infame assedio a cui è sottoposta la popolazione civile di Gaza.

 

Massimo Libera

Segretario PRC Federazione di Sondrio

 

 

 

Governo riferisca in parlamento su strage nave Gaza. Occorre inchiesta internazionale

 

La gravità di quanto si apprende essere avvenuto stanotte con l'intervento israeliano per fermare le navi di attivisti che intendevano forzare il blocco navale a Gaza, merita un'analisi attenta e una risposta immediata anche da parte del Governo italiano.

Già molti paesi europei hanno espresso forte preoccupazione e chiesto un'inchiesta internazionale per accertare i fatti che, a quanto si apprende, hanno provocato la morte di quasi 20 attivisti pro palestinesi, e il ferimento di soldati israeliani.

La sicurezza dello Stato di Israele non si garantisce chiudendo gli occhi o ignorando le violazioni dei diritti umani che anche i paesi democratici, o meglio di democrazia reale, compiono sempre più spesso, ma attraverso la loro integrazione e il rafforzamento delle giurisdizioni internazionali in materia di diritti umani.

Chiedo quindi che il Governo venga immediatamente a riferire in aula e si unisca a coloro che hanno già chiesto lo svolgimento di un'inchiesta internazionale indipendente su quanto accaduto, e che chieda al Governo Israeliano di accettare questa proposta.

 

Matteo Mecacci

Deputato Radicali-PD, relatore OSCE su
Democrazia, Diritti Umani e Questioni Umanitarie


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