Giovedì , 18 Agosto 2022
VIGNETTA della SETTIMANA
Esercente l'attività editoriale
Realizzazione ed housing
BLOG
MACROLIBRARSI.IT
RICERCA
SU TUTTO IL SITO
TellusFolio > Critica della cultura > Arte e dintorni
 
Share on Facebook Share on Twitter Share on Linkedin Delicious
Maria Paola Forlani. Autoritratti. Iscrizioni del Femminile nell’arte italiana contemporanea 
Al Museo d’Arte Moderna di Bologna, fino al 1° settembre
13 Maggio 2013
 

All’inizio del Novecento le donne presenti sulla scena artistica godevano già di benefici per i quali altre donne si erano battute nel XIX secolo. Potevano studiare nelle stesse accademie degli uomini, accedere alle borse di studio, prendere parte alle lezioni di disegno dal vero, partecipare a concorsi e vincere premi. Inoltre potevano presentare le proprie opere alle mostre internazionali e venderle nelle gallerie, ricevere commissioni e recitare una parte attiva sulla scena artistica. Le prime mostre dedicate esclusivamente ad artiste donne si tennero ad Amsterdam, nel 1884, e a Parigi, nel 1908 e nel 1913.

I primi decenni del XX secolo videro nascere una molteplicità di movimenti artistici e una pluralità di stili che in precedenza sarebbe stata inconcepibile. Inoltre i nuovi mezzi della fotografia e del cinema stavano lentamente ma decisamente affermando le proprie credenziali come forme d’arte a pieno titolo, portando con sé mutamenti notevoli nel campo delle arti visive. Sebbene le donne avessero finalmente ottenuto l’accesso alle accademie e, rispetto al passato, fossero meno limitate dalle convenzioni sociali, per poter fare carriera erano spesso costrette a ricorrere a contatti individuali con artisti di sesso maschile già affermati. L’avanguardia dei primi anni del secolo comprendeva numerose donne (come Sonia Delaunay e Natalia Goncharova) che avevano sviluppato un loro stile nelle accademie russe per poi perfezionarlo studiando a Parigi. Nel secondo ventennio del secolo, le artiste producevano opere che spaziavano in ogni area delle arti visive, dal nudo maschile all’astrattismo totale. La prima guerra mondiale vide emergere dadaisti, la cui opera rispecchiava, tra le altre tendenze anarchiche e pacifiste. Una studentessa di nome Hanna Höch trovò nel gruppo il suo ambiente ideale. Negli anni ’20 Georgia O’Keeffe crea i suoi celebri dipinti floreali. Negli anni ’30 e ’40 numerose artiste, e tra loro Meret Oppenheim, scoprirono il Surrealismo. Anche la scultura cessò di essere un ambito puramente maschile. In Francia, Germaine Richier aveva iniziato a fondere in bronzo le sue originali sculture fantastiche.

Negli anni ’60 la concezione convenzionale di arte si ampliò notevolmente, venendo a includere un numero senza precedenti di stili e approcci coesistenti: Pop Art, Op Art, Conceptual Art, Land Art, Minimal Art, Happening e Fluxus, performance e Body Art emersero quasi simultaneamente e in ogni nuova tendenza le donne svolsero una parte importante.

Se la fine degli anni ’60 era sentita come l’inizio di una nuova era, anche il femminismo sembrava in possesso di una nuova forza. Nei musei e nelle accademie di belle arti, le artiste protestavano per ottenere uguali diritti. Organizzavano mostre proprie, gestivano gallerie e tenevano lezioni d’arte autonome. Cercarono anche dei mezzi politici per penetrare nelle strutture dominate dagli uomini.

Ed è proprio con la prospettiva di mettere in luce le connessioni fra arte e politica nell’Italia degli ultimi decenni che nasce la mostra “Autoritratti. Iscrizioni del femminile nell’arte italiana contemporanea” al MAMbO – Museo d’Arte Moderna di Bologna, fino al 1° settembre (catalogo Corraini Edizioni). La mostra presenta opere di 42 artiste, in gran parte realizzate per l’occasione e riferite a diversi nuclei tematici elaborati da Emanuela De Checco, Laura Iamurri, Annabella Natalini, Francesca Pasini, Maria Antonietta Trasforini e da un gruppo di lavoro del museo coordinato da Uliana Zanetti.

L’evento non costituisce una ricognizione esaustiva dell’arte femminile in Italia o una celebrazione del genio delle donne, né un tentativo di definire una specificità di genere, ma si ripropone di significare la differenza attraverso una molteplicità di posizioni, poetiche e pratiche. Basta aggirarsi per le sale del piano terra per capire che la mostra mette insieme sensibilità ed esperienze differenti, culture lontane.

Dalle sculture di Marion Baruch, ottantenne, realizzate con gli scarti di modelli tessili, a I racconti del lenzuolo di Maria Lai, artista recentemente scomparsa, cuciti su tanti pezzi di tela (presentata in catalogo da Cristina Collu), Dai nuovi lavori su carta di Grazia Toderi Orbite rosse, ai delicati intrecci con crine di Christiane Lhor. C’è chi racconta per scatti e immagini il rapporto con la madre, come Letizia Renzini, in un doppio ritratto fotografico Stai, Moira Ricci, con un lavoro autobiografico, o Annalisa Cattani con Novella. E chi, da sempre, traduce in istallazioni poetiche il rapporto di coppia come fa Ottonella Morcellin qui ancora in dialogo con il compagno Nicola Pellegrini (unico artista uomo, presente nella collettiva). C’è chi poi sperimenta materiali come Enrica Borghi che fa scendere dal soffitto della grande Sala delle Ciminiere delle coloratissime Meduse in pvc, e chi racconta storie di criminali attraverso megafoni come fa Liliana Moro in Assassine. Eva Marisaldi costringe ad alzare gli occhi verso il soffitto con il progetto Prossimamente mentre Anna Rossi consegna all’ingresso un caleidoscopio attraverso cui guardare, con occhi diversi, la mostra.

Il testo di Cristina Collu, nel descrivere l’opera di Maria Lai (a cui la rassegna è dedicata) si propone come un messaggio poetico per tutte le artiste e per il loro operare infaticabile:

«Se c’è una modalità femminile per essere artista, Maria Lai la incarna: termine usato non a caso, la sua arte è nella carne, è della sua stessa sostanza dal principio, dalla genetica che ha deciso il suo genere, e dalla visione del mondo che proietta lo sguardo intenso di chi coniuga, e si coniuga costantemente con la meraviglia dell’origine, dell’archè, della natura, con la forza del gesto appena accennato, con ruvidezza solo apparente, con scarna e asciutta (im)precisione. Se gli occhi guardano al cielo, ecco le costellazioni posarsi sulla trama e sull’ordito di una storia che ognuno di noi tesse con i fili intrecciati al mondo e con l’ago e il filo della vita fissano in un disegno che rivela la nostra apparenza all’infinito».

 

Maria Paola Forlani



Foto allegate

Articoli correlati

  Maria Paola Forlani. Divine Avanguardie
  Alberto Figliolia. Meret Oppenheim al LAC di Lugano
  Alberto Figliolia. Surrealismo Svizzera
  Alessandra Borsetti Venier: Bookhouse. La Forma del Libro
  Maria Lai. Il filo e l’infinito
  Alessandra Borsetti Venier. RESET - retroguardie in festival
  Maria Paola Forlani. Louise Nevelson a “Roma Museo”
  Jacopo del Cosentino. E la pittura a Pratovecchio nel secolo di Giotto
  Liberty. Uno stile per l’Italia Moderna
  Maria Paola Forlani. Testimonianze di un Territorio
  Maria Paola Forlani: ANTONELLO DA MESSINA
  Maria Paola Forlani. Sangue di drago Squame di serpente
  Maria Paola Forlani. L’Ottocento a Bologna
  Maria Paola Forlani. Zurbarán (1598 – 1664)
  Maria Paola Forlani. Magie dell’India a Treviso
  Maria Paola Forlani. Dal Giglio al David
  Le donne nella Bibbia
  Maria Paola Forlani. Seduzione Etrusca
  Maria Paola Forlani. Borderline: Artisti tra normalità e follia
  Maria Paola Forlani. Il Museo del Duomo di Milano
  I Colori del Sacro. Il Viaggio.
  Maria Paola Forlani. Il Sogno nel Rinascimento
  Maria Paola Forlani. Giacomo Manzù e il Concilio Vaticano II
  Maria Paola Forlani. Il Cammino di San Pietro a Castel Sant’Angelo
  Maria Paola Forlani. Verso Monet
  Maria Paola Forlani. La Primavera del Rinascimento
  Maria Paola Forlani. Lo sguardo di Michelangelo Antonioni e le arti
  Maria Paola Forlani. Un Cinquecento inquieto
  Maria Paola Forlani. Wunderkammer. Arte, Natura, Meraviglia ieri e oggi
  La Ragazza con l’orecchino di perla
  L’Orlando Furioso a Migliarino
  Maria Paola Forlani. La Madonna del Latte
  Maria Paola Forlani. “Nuovi” capolavori per la Pinacoteca di Rovigo
  Maria Paola Forlani. NUOVI MONDI
  Maria Paola Forlani. L’Ossessione Nordica
  Maria Paola Forlani. Le Stanze delle Muse
  Maria Paola Forlani. TIZIANO
  Le avanguardie nella Parigi fin de siècle: Signac, Bonard e i loro contemporanei
  Maria Paola Forlani. La Maison Goupil
  Franco Patruno. Il Dosso di Maria Paola Forlani
  Andrea Nascimbeni. Andar per giardini, d’inverno
  Ebraicità al femminile. Otto artiste del Novecento
  Maria Paola Forlani. Sacri Splendori
  Il Collezionista di Meraviglie. L’Ermitage di Basilewsky
  Maria Paola Forlani. Manet. Ritorno a Venezia
  Alla Biennale di Venezia: Il Palazzo Enciclopedico
  Maria Paola Forlani. Tiziano, Venezia e il papa Borgia
  Aldo Fallai. Da Giorgio Armani al Rinascimento
  Gian Luigi Zucchini. “L'imperatore, il re del mondo, il cavaliere” di Franco Cardini
  Franco Cardini. I Borgia e il loro tempo
  Maria Paola Forlani. Andata e Ricordo. Souvenir de Voyage
  Maria Paola Forlani. RAFFAELLO a Milano
  Maria Paola Forlani. Padova è le sue mura
  Maria Paola Forlani. Il Gran Principe Ferdinando De’ Medici (1663 – 1713) Collezionista e Mecenate
 
 
 
Commenti
Lascia un commentoNessun commento da leggere
 
Indietro      Home Page
STRUMENTI
Versione stampabile
Gli articoli più letti
Invia questo articolo
INTERVENTI dei LETTORI
Un'area interamente dedicata agli interventi dei lettori
SONDAGGIO
TURCHIA NELL'UNIONE EUROPEA?

 64.6%
NO
 35.4%

  vota
  presentazione
  altri sondaggi
RICERCA nel SITO



Agende e Calendari

Archeologia e Storia

Attualità e temi sociali

Bambini e adolescenti

Bioarchitettura

CD / Musica

Cospirazionismo e misteri

Cucina e alimentazione

Discipline orientali

Esoterismo

Fate, Gnomi, Elfi, Folletti

I nostri Amici Animali

Letture

Maestri spirituali

Massaggi e Trattamenti

Migliorare se stessi

Paranormale

Patologie & Malattie

PNL

Psicologia

Religione

Rimedi Naturali

Scienza

Sessualità

Spiritualità

UFO

Vacanze Alternative

TELLUSfolio - Supplemento telematico quotidiano di Tellus
Dir. responsabile Enea Sansi - Reg. Trib. Sondrio n. 208 del 21/12/1989 - ISSN 1124-1276 - R.O.C. N. 32755 LABOS Editrice
Sede legale: Via Fontana, 11 - 23017 MORBEGNO - Tel. +39 0342 610861 - C.F./P.IVA 01022920142 - REA SO-77208 privacy policy