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TellusFolio > Bottega letteraria > Prodotti e confezioni [08-20]
 
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Vetrina/ Adriano Angelini. Sol invictus
Tiziana Realini,
Tiziana Realini, 'Pescegallo', marzo 2017 
08 Maggio 2017
 

Per amore della vita sono per il testamento biologico e l'eutanasia, ossia la buona morte. E comunque, ognuno faccia come crede.

 

«Devota morti pectore liberae»

Orazio, L. IV, ode XIV

 

Mi riempio di Sole io,

mentre il cielo d'augelli.

E a ispirar canti belli

non avrò altro dio.

«Devota morti pectora liberae»

La cinciallegra ai fiori

canta e a teneri foglie,

sente libere voglie

di germogli e colori.

«Devota morti pectora liberae»

Del Sol sale la scala

il corpo senza vesti

che abbraccia verdi testi,

al ciel si slancia d'ala.

«Devota morti pectora liberae»

Crescono a terra stelle,

danzano le pie Grazie,

del bimbo l'ore sazie

con luci fan loro belle.

«Devota morti pectora liberae»

Si fugge la cittade

dietro liberi passi

ov'è aura di spassi

senz'mbra di viltade.

«Devota morti pectora liberae»

Dei Celti è l'orgoglio,

ci tien fermo lo sguardo,

il nostro antico bardo,

al duce dell'io voglio.

«Devota morti pectora liberae»

Di vita testamento

per porre l'esistenza

su libera essenza

d'un nobil sentimento.

«Devota morti pectora liberae»

Così parla la natura

nella stagion dei fiori

e in quella dei dolori,

nell'accoglienza pura.

«Devota morti pectora liberae»

Per chi sente giocondo,

praticando la danza

coltivando amistanza,

il nostro pazzo mondo.

«Devota morti pectora liberae»

Per chi apprezza beltade

di donna e l'amicizia

della casa e in letizia

la gode e in libertade.

«Devota morti pectora liberae»

Fatica e coraggio

e l'amore della Terra

l'unica gentil guerra

per ciò che è bello e saggio.

«Devota morti pectora liberae»

Corpo è nostro cavallo

e spada, custoditi

van da noi e mei gestiti,

com'il fea nostro Gallo.

«Devota morti pectora liberae»

Il compatire è indegno

per un ardito cuore,

grande amestro il dolore,

libertà è il solo pegno

che ci chiede la Madre

di cui pur patre è figlio,

virgineo ella tien giglio

generando più squadre.

Afrodiete amiam dea,

Proserpina e Demetra

la chiara e l'altra tetra,

Gaia nostra Pangea.

L'alma soffio vitale

ricrea al sangue passione;

dona la sensazione

l'almo soffio animale.

Mentre l'una ci dice:

«Natura non contristatur»,

l'altro esorta e ridice:

«Devota morti pectora liberae»

Quest'è la beata via

sulla danza guerriera,

essa è mulattiera

foriera di poesia.

All'orto dà il sudore

di patate il germoglio

della fibra l'orgoglio,

a fertil zolla amore.

 

Son contro le guerre, tutte quante imperialiste, sostenute da capitalisti per difendere i loro profitti e procacciarne altri, mai piē, a danno della madre Terra e della popolazione.

Son contro chi le fa, soldati e caporali e ufficiali, contro chi ne produce le armi, operai capireparto e padroni, e chi perciò per quelle guerre si dà da fare, lo Stato, gli Stati. Per i dittatori cura coatta o nello zoo a dar spettacolo, ma son noiosi, giù la testa!

La pace non vuole compromessi, come l'amore della Terra, nostra madre.

 

Adriano Angelini


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