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Vetrina/ Simonetta Traversetti. Due poesie tra Manzoni e D'Annunzio  
Il fascino indiscreto della parodia
10 Ottobre 2015
 

Alessandro Manzoni

La Pentecoste

La tagliaborse

 

Ladra ch’agguanti, immagine

d’una rapina alterna,

d’ogni borsetta agibile

perlustratrice interna,

tu che con loschi metodi

frughi, t’inguatti e freghi,

che le due man soffreghi

se v’è da taccheggiar;

 

tema di quei che recano

seco un borsin fiorente,

ma come fai? qual angolo

svolti alla Rinascente,

quando gli sbirri emeriti

schivi di tra le folle

e, con le man satolle,

lesta ti va’ a squagliar?

 

E lor nelle lor tenebre

lasci presso l’uscita:

birri esposti al discredito

presso la malavita;

e mentre in faccia guardansi,

da quei minchion che sono,

d’una pernacchia il suono

strombazzi da un tassì.

 

Ladra che senza un tremito

(tema dei rosticcieri!)

rubi volgar cicoria,

caciocaval... che speri?

Dal piedipiatti o il vigile

sempre restar sicura,

o a quei della questura

sempre scampar così?

 

Quando il tuo scarso credito

non coprirà le spese,

più t’ardirà la fiaccola

d’involatorie imprese;

quando pur il Monopoli,

s’ogni tuo bene è al Monte,

t’apparirà qual fonte

che il Fato t’ammannì,

gettàti i dadi, rapida

s’andrà la man dolosa

verso il verdon che suscita

la tua acquolin golosa;

ma allor che quel facsimile

vorrai spacciar in giro,

l’estrem, fatal raggiro

ti costerà il giurì.

 

Tu che hai promosso ad idoli

il grassator infido

e la Ribaldi Anonima,

odi quest’alto grido:

volgi a mestier più egregio

i venituri giorni,

onde evitar soggiorni

chiusa in cattività!

 

Potrai approntar da subito

un piano criminoso,

e in base a quel delinquere

in modo men rischioso

Farti potresti pronuba

d’un vil connubio a un tanto:

v’è sempre un vecchio affranto

che bram chi gliela dà.

 

Perchè da tanti secoli

questo mestier pur tira?

ed ai ruffiani illeciti

in man denaro gira?

Sai perchè sono i pronubi

razza qual mai longeva?

Perchè da Adamo ed Eva

ciascun li consultò?

 

Perchè i piacer dispensano

dei letti e delle alcove,

ché l’arte lor suasoria

ogni pudor rimuove:

sempre la donna è mobile

alle lusinghe infide,

e se il denar le arride

non dirà mai di no.

 

O boia! Ragguardevoli

son quei nei lupanari,

a lor dispensa l’ospite

pochi non già denari;

sicchè tu in un postribolo

fatti ruffiana a Haiti

tra i vecchi pervertiti

e le donnine ad or.

 

Noi ti giuriam: mirabile

è quel mestier tuttora,

molto al lenon propizio,

propizio alla... signora.

Dunque ricrea, rianima

fornicator discinti...

oppur frega dipinti

per un ricettator!

 

Dovrai agir con abiti

atti all’officio (o in tuta),

l’allarme inver, sii memore!,

disattivare aiuta:

ad ogni azion malefica

urge la sua virtude

e col rubar collude

l’arte dell’effrattor.

 

Quella e virtù consimili

t’adiuveran di molto,

quando in quei giorni fulgidi

t’involerai il maltolto

col repentin procedere

delle tue dita ardite...

cosa? che hai? l’artrite?

Non si può fare allor...

 

Noi suggeriam, ché pratici

siam di che far non lice,

ma puoi mutar ben d’ambito:

fatti rapinatrice!

Entra con fidi complici

al Banco del Silento

e con il mitra al vento

spara di qua e di là;

 

indi un bottin non povero

-quel che ti danno piglia!-

branca con vivo giubilo

con le rapaci artiglia:

così, domata Inopia,

in qualche luogo aprìco

fuggi con qualche fico

che trastullar ti va.

 

E avrai costosi ninnoli

e creme per il viso;

avrai velli di martora

e santi in paradiso;

ti farai liposuggere

le zone più adipose;

ti sparerai le pose

col tuo massaggiator.

 

Coi più prestanti giovani

sol ti darai convegno,

al tuo carnal proposito

li piegherà un assegno;

godrai delle delizie

di qualsivoglia amante:

nessun più del contante

è invero seduttor!

 

 

 

Gabriele D’Annunzio

Due Beatrici

Chat felici

 

O Vivïana May de Penuele,

trepida single tecno-istruita,

o voi che m’appariste in chat, rapita

dal mio nickname divinogabriele,

recante un suono di beltà infinita.

 

Vivïana, non più forse a la mente

il ricordo di me vi torna omai...

ma non lo credo: quando io vi chattai,

vi sdilinquiste tutte eternamente…

Sfiorìan già della Duse i fasti assai

 

nonostante i tiraggi, e su le antiche

rughe invano olii e unguenti ella spandea;

la mia insonnia d’amore si pascea

di novissime femmine impudiche:

navigava sui siti ove potea.

 

O Vivïana May de Penuele,

or vi sovviene de ‘l lontan mattino?

Voi cliccasteil mio sito adamantino

digitando divinogabriele

@.com, col capo chino.

 

Vi molse il nameper la sua prosodia?

Piacquervi oppur d’Undulna gli almi orpelli?

Forse v’innamoraron questo e quelli:

come io vi risposi, tuttavia,

saper voleste il ton de’ miei capelli.

 

Poi vagheggiando le malìe setose

di mia chioma ch’io pinsi folta e bionda,

avidamente, come sitibonda,

voi mi chiedeste, tra le ciglia ombrose,

il bel color de l’iridi, faconda.


Blu composi sul tasto, umide e caste,

soggiunsi, e vaghe come le falène

languenti, e m’incalzaste (or vi sovviene?)

trepidante: Qual hobbies praticaste,

quando non lusingate le Camene?

 

Io sol scrissi, ma come in appendice,

solo scrissi, forbito e senza errore:

Prendo dal ciel io Fiume in bimotore,

di giovedì, divina adescatrice;

l’altri giorni, su l’una, fò all’amore...

 

Or chattarti m’è dolce, o Vivïana...

Tornami qui a Gardone, ove, svestita

d’ogni tunica lieve, una sortita

facesti allor nell’ora antelucana,

tenendo un tanga tra le rosee dita!

 

 

 

Simonetta Traversetti, nata a Bologna il 30/06/1962, si è laureata in Lettere con lode presso l'Università “La Sapienza” di Roma discutendo la tesi Prodromi romanzeschi nella Gerusalemme liberata di Torquato Tasso, che è stata poi parzialmente pubblicata sul mensile Il Belli (XV, giugno 1989). Ha collaborato a giornali e riviste letterarie con brevi saggi critici e recensioni. Ha tradotto dalla lingua inglese, per la casa editrice Gherardo Casini: - H. Melville, Giacchetta bianca; - H. Melville, Billy Budd; - R.L. Stevenson, La freccia nera; - R.L. Stevenson, Il riflusso della marea; - AA.VV., L'Art Nouveau; dalla lingua francese: AA.VV., Lo Stile Liberty; per la casa editrice Abramo: - una raccolta di saggi di Virginia Woolf pubblicata sotto il titolo di Libri e scrittori; - una raccolta di saggi inediti di Oscar Wilde pubblicata sotto il titolo di Lezioni di stile; per la casa editrice Newton Compton: - G.K. Gibran, Gesù figlio dell'uomo; - G.K. Gibran, Specchi dell'anima.tradotto dalla lingua francese, per la casa editrice Newton Compton: - G. Rachet, Dizionario dell'antico Egitto; 0Voltaire, Commento al delitti e delle pene di Cesare Beccaria; per la casa editrice Le Coccinelle: - L. Labé, Sonetti. Ha una buona conoscenza della lingua e della letteratura spagnola. Ha collaborato per anni a La Settimana enigmistica come autrice di rebus. Ha collaborato al mensile Linus e al settimanale Panorama con parodie poetiche su argomenti politici e di costume ispirati ad episodi di attualità. Ha pubblicato la raccolta di parodie poetiche Il fascino indiscreto della parodia presso l’editore Graus di Napoli nel 2006 (da cui sono tratte le due poesie qui proposte, ndr). Ha curato la traduzione in versi e l’adattamento di Sogno d’una notte di mezza estate andato in scena al “Globe Theatre” di Roma per nove stagioni consecutive dal 2007 al 2015 per la regia di Riccardo Cavallo e sotto la direzione artistica di Gigi Proietti. Ha curato la traduzione e l’adattamento di Le allegre comari di Windsor di Shakespeare per il Teatro Eliseo di Roma, andato in scena, con Leo Gullotta nei panni di Falstaff, per due stagioni consecutive (2010-2011 e 2011-2012) tanto al Teatro Eliseo che nei maggiori teatri d’Italia e presentato nel luglio 2012 alla Rassegna Shakespeariana di Verona. Ha curato, in collaborazione con Fabio Grossi, una nuova traduzione e un nuovo adattamento di Sogno di una notte di mezza estate (la produzione del Teatro Stabile di Catania), che ha visto protagonista, nel ruolo di Bottom, Leo Gullotta, ed è andato in scena all’Eliseo di Roma e in molti dei maggiori teatri italiani nella stagione 2012-2013.


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